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Da Star Trek a Marklar: là  dove nessun Mac è mai giunto prima

I nomi in codice, per chi produce computer, sono un’arte e un vezzo. Come interpretare altrimenti il progetto Star Trek, viaggio stellare (“Per andare là , dove nessun uomo è mai giunto prima”, parafrasato in: “Per andare là , dove nessun Mac è mai giunto prima”) ispirato dall’omonima serie televisiva degli anni Sessanta? Si tratta di un progetto che pochi conoscono, anche tra gli appassionati del Mac, ma che in realtà  fu precursore di quanto Steve Jobs ha realizzato due settimane fa.

Qualche anno dopo l’uscita di Steve Jobs da Apple, del 1985, infatti, si pose per la prima volta il problema di quali architetture dei processori scegliere. Motorola, che avrebbe accompagnato il Mac sino a metà  degli anni Novanta, era la scelta di partenza, con i suoi processori della serie 68000 (da cui la sigla 68k). Ma nel futuro?

Il progetto di passare all’architettura Intel, “just in case”, venne studiato proprio in quel periodo e subito abbandonato per proseguire lo sviluppo del Macintosh. Ma non venne dimenticato.

Pochi anni e il mercato dominato da Apple e da un’ampia frammentazione di produttori cominciò a cambiare radicalmente con lo standard Pc, lanciato nel 1981 ma radicatosi all’inizio degli anni Novanta. Nel 1992, infatti. Microsoft lanciava Windows 3.1, nel 1995 Windows 95: la crescita del mercato Pc era molto forte e la competizione con Apple più dura che mai. Cosa si poteva fare? Apple implementava delle card per gestire una emulazione hardware di sistemi basati su Ms-Dos, che costituivano ancora la base del mercato Pc. Ma non bastava. Perché non passare a Intel, fare uno “switch” ante litteram?

L’amministratore delegato di Apple dell’epoca, John Sculley, non era così sfavorevole all’idea, anche perché poteva contare su di un importante alleato: Novell. L’azienda dello stato dello Utah specializzata in software e sistemi operativi proprietari per il networking (che ancora non sentiva la concorrenza di Linux mentre gli Unix erano riservati alle fasce alte del mercato) vedeva l’approssimarsi del pericolo Microsoft anche in quel mercato. Occorreva qualcosa di rivoluzionario.

La soluzione, nata per caso dall’incrocio di alcune tecnologie Apple utilizzate da Novell, venne proposta dalla casa dello Utah a John Sculley e “benedetta” dal Ceo di Intel, Andy Grove. Il giorno di San Valentino del 1992 partiva il progetto Star Trek.

I lavori procedevano con difficoltà , l’architettura Intel scelta era il processore 486, e bisognava riscrivere praticamente tutto da zero, utilizzando l’Assembly come linguaggio per rendere il sistema operativo del Mac performante su Intel. Per ridurre i costi, anziché utilizzare rom (che nei primi quindici anni di vita del Mac costituirono una delle peculiarità  del sistema operativo di Cupertino) si procedette a realizzare delle rom virtuali sul disco rigido come quelle che – solo nel 1998 – videro la luce con l’iMac.

Ma i tempi, nonostante il prototipo funzionante fosse stato realizzato, divennero eccessivamente dilatati e – quando John Sculley lasciò Apple venendo sostituito da Michael Spindler, la priorità  maggiore divenne la realizzazione del System 7 per PowerPC, il processore nato dal consorzio AIM (Apple, Ibm e Motorola), ottimizzandolo per il funzionamento su Cpu Risc.

Era la fine del progetto Star Trek, ma solo per pochi anni. Infatti, nonostante il gruppo di lavoro fosse stato smembrato e assorbito da altre unità  dell’azienda di Cupertino, l’acquisizione di NeXT oltre a riportare Steve Jobs al numero uno di Infinite Loop insieme alle tecnologie che sono le fondamenta di MacOs X, portò anche la prima versione potenziale del sistema operativo convertito per x86 (NeXT Step venne infatti “portato” su architettura Intel quando fu chiaro che la strategia basata sui processori di Motorola 68k delle prime macchine della seconda azienda informatica di Steve Jobs era fallita, tramutando la società  in una software house) di cui per anni abbiamo avuto davanti tutti la traccia più evidente di MacOS X, cioè la versione per x86 di Apple Darwin, l’ambiente Unix sottostante al decimo sistema operativo di Cupertino.

Nel 2002 emerse all’attenzione della stampa l’esistenza di un piano segreto di Apple, nome in codice Marklar (dal nome di una razza aliena del cartone animato South Park), per far funzionare il sistema operativo di Cupertino su piattaforma Intel. All’epoca il rumor apparve come poco credibile o comunque come una scelta strategica di non immediata applicazione, vista anche l’enfasi con la quale Steve Jobs ha sottolineato per quattro anni la potenza e la disponibilità  dei processori di Ibm, i G5. Ma poi, come sappiamo, le cose sono cambiate…

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