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Dentro al nuovo iMac: i segreti del Core 2 Duo

Nonostante lo schermo da 24 pollici sia l’elemento che più di ogni altro colpisce la vista nei nuovi iMac presentati oggi, è il loro processore a fare la maggior differenza rispetto ai precedenti modelli.

Apple, ad appena otto mesi di distanza dal lancio dei primi modelli con processore Intel lascia da parte i Core Duo (nome in codice Yonah) per abbracciare i più moderni e più avanzati, oltre che potenti, Core 2 Duo. Questa componente, come noto e sottolineato da molteplici articoli anche del nostro sito, rappresentano il vero punto di svolta nelle strategie commerciali di Intel, un punto di svolta che è stato segnato da numerose novità  tecnologiche che rendono questi processori completamente diversi dai precedenti Pentium e anche da Yonah, il processore usato fino ad oggi nei desktop e nei portatili Apple.

La principale differenza è la nuova microarchitettura denominata Intel Core e studiata, a differenza dell’obsoleta NetBurst, per ottimizzare le prestazioni offrendo le massima velocità  per watt consumato invece che basarsi sul ciclo dei clock per incrementare la potenza. Altre novità , tutte finalizzate ad aumentare la velocità  di calcolo senza incidere sul consumo, sono la capacità  del processore di accettare la virtualizzazione della macchin (in pratica il chip può “suddividersi” per far girare più di un sistema operativo), la tecnologia LaGrande (un sistema per la protezione passiva della macchina da attacchi informatici) e il calcolo a 64-bit, in pratica la possibilità  di gestire enormi quantità  di memoria Ram, cosa impossibile ai processori a 32-bit (limitati a 4 Gb di Ram).

Apple per gli iMac ha scelto nella famiglia Core 2 Duo, il modello Merom, ovvero il processore che Intel ha destinato essenzialmente al mondo dei portatili. Che sia questo chip e non il modello Conroe il processore dei nuovi iMac, non lo dice Apple, ma una verifica sulle velocità  del bus che è di 667 Mhz e non di 1033 come sarebbe dovuto essere se gli iMac avessero avuto un Conroe, usato da alcuni concorrenti nei desktop.

La differenza essenziale tra i due processori, oltre che nelle prestazioni del bus di sistema, è nei consumi che partono da 25 watt per i Merom e da 55 watt per i Conroe. Apple ha scelto i modelli T5600 (1,83 Ghz), T7200 (2.0 Ghz) e T7600 (2,33 Ghz) con quest’ultimo che è il più potente dell’offerta attuale di Inbtel. Tra i modelli “T5xx0” e il modelli “T7xx0” la differenza sostanziale è nella cache di secondo livello: due MB per i primi e di 4 MB per i secondi. Tutti i modelli di Merom sono a doppio nucleo, ovvero sono processori con due nuclei di calcolo che con applicazioni compatibili operano come se fossero due processori indipendenti l’uno dall’altro.

Secondo Apple le nuove macchine da 2,33 Ghz sono fino ad una volta e mezza più veloci dei modelli da 2.0 Ghz con Yonah. Sulla pagina dedicata al processore Apple presenta anche dei test svolti con calcoli a numero intero e virgola mobile. L’iMac da 2.0 Ghz avrebbe conseguito in SPECint_rate_base2000 un risultato di 32,4, l’iMac con Merom ha fatto segnare un 48,7; in SPECfp_rate_base2000 il vecchio iMac si è fermato a 27,3 mentre il nuovo iMac ha toccato i 37,2. In base alle informazioni fornite da Apple l’applicazione che più di ogni altra dovrebbe beneficiare del nuovo processore è Final Cut Pro.

Al di là  del processore va segnalata anche la presenza di nuove schede video nei modelli da 24 pollici. Si tratta delle Nvidia 7300GT e, soprattutto della 7600GT. Quest’ultima, acquistabile in opzione, offre prestazioni fino a 2,3 volte superiori alla ATI Radeon X1600 che è in dotazione ai modelli da 20 pollici e ai vecchi iMac con processore Core Duo. Apple fa qualche esempio: Doom va dai 43 frames al secondo della ATI ai 100 della 7600GT (passando per i 76 della 7300GT). Quake 4, altro gioco molto esigente dal punto i vista hardware, tocca i 70 frames al secondo con la 7600GT contro i 30 della ATI X1600 e i 47 della Nvidia 7300GT.

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