hamon

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  1. Scusa l'approssimazione data dal non conoscere direttamente il mezzo, ma se non sbaglio è un modello derivato dai precedenti che avevano le pile stilo AA. Quindi la durata non è fondamentale nel senso che dovunque ti trovi nel mondo (o quasi), puoi avere sempre la scorta in tasca o il chiosco dove acquistarle. Ho avuto in uso alcuni modelli precedenti per una giornata (A70, A80) e non ho mai avuto problemi. Credo che la durata che hai indicato sia riferita al visore in funzione (ma avendo anche il mirino ottico, avresti ben altra autonomia). Ottime compatte comunque, e il visore orientabile lo vorrei su una reflex! ciao PS: un nick fiabesco il tuo ;-)
  2. Probabilmente ho combinato un guaio. Ieri smanettando per collegare via Ethernet il PBook con l'iMac G5 (ci sono riuscito), devo aver modificato l'indirizzo IP, perche stamane avviando l'iMac col mio profilo (di cui sono anche amministratore), compare il desktop completamente vuoto con la sola lente in alto a sinistra. Ho provato ad accedere con il profilo di mia moglie (tutto ok) e da lì passare al mio. A quel punto mi esce il messaggio che dice di non trovare il server o di non trovare l'IP. Che posso fare? Grazie per l'aiuto Ciao
  3. credo comunque che per avere successo, Aperture non debba essere perfettamente integrato con iLife (e ci mancherebbe altro) ma con la Creative Suite Adobe, che è ben altra cosa. ciao
  4. Come detto all'inizio, non ho provato Aperture e non metto in dubbio che possa anche essere migliore di Lightroom (giunto alla Beta4) che è stato sviluppato dopo, ma secondo me è la politica commerciale che farà la differenza. Se Adobe integra Lightroom come appendice di Photoshop, come per esempio ha fatto con Bridge, credo che Aperture debba scendere parecchio di prezzo o essere molto migliore da giustificarne l'acquisto. Un conto è usare i trial o craccarli (come succede spesso anche tra professionisti), un altro è acquistare del software che, diciamolo, non è indispensabile e che lavora in un settore in cui spesso, devi comunque passare per Photoshop. ciao PS: per effe_m scusami ma leggo solo ora la tua richiesta a cui non saprei rispondere perchè conosco superficialmente sia l'uno che l'altro.
  5. Quanto sono robusti/delicati gli obbiettivi Nikon? Capita spesso di aver bisogno dell'assistenza per un obbiettivo Nikon? Nikon Suisse o Nikon France... (se esistono) riparano obbiettivi di importazione? ciao
  6. Dipende gagli obbiettivi. Canon ha due serie di ottiche in produzione: EF ed EF-S Queste ultime sono state costruite apposta ed esclusivamente per le fotocamere a sensore ridotto. Le EF sono in produzione da quasi 20 anni, con nuove aggiunte/sostituzioni migliorative, certamente anche per l'avvento del digitale, ma di fatto non esiste distinzione per l'impiego delle ottiche Canon. Certamente col digitale chiunque può vedere le magagne delle ottiche. Prima solo chi poteva permettersi scansioni a tamburo (qualche punto percentuale di possessori di ottiche Canon?) o stampe Professionali. ciao
  7. tieni però presente che la lunghezza focale delle tue ottiche, sui modelli più economici va moltiplicata per 1.6. (400D, 350D, 20D, 30D...) Ti troverai con il 28-80 equivalente ad un 45-130 circa, dovuto alle dimensioni del sensore ridotto rispetto al formato pellicola 24x36mm. Se invece disponi di $ per un modello di fascia alta, i tuoi obbiettivi hanno la stessa funzionalità che hanno sui corpi a pellicola (ma probabilmente riveleranno anche i difetti che magari non hai ancora avuto modo di vedere). ciao
  8. Infatti non rincorrere a tutti i costi i megapixel. Tra 8 e 10 non c'è una gran differenza, le dimensioni del sensore son identiche. Piuttosto è il processore che potrebbe farla e non so su quali Canon c'è il DigicIII. Per stampare un 20x30 ti basta anche meno. La 30D è un'ottima macchina, così come la Nikon 200. Come tu hai visto, la 30D ha un'altro "involucro" rispetto alle 300, 350, 400D. Pensa se la fotografia è una passione importante, che manterrai svilupperai oppure no, e scegli di conseguenza. Semmai punta su un buon obbiettivo. ciao
  9. Puoi sempre ricorrere ad un lettore di card, che sicuramente ti farà copiare le foto come dei semplici files. anch'io trovo irritante iPhoto (ma non lo apro da 2 anni per cui potrebbe essere migliorato) ciao
  10. Aggiungerei che la regola è molto in generale... bisognerebbe aggiungere a parità di fascia qualitativa (prezzo) e per fascia di focali.
  11. i marcatori di capitolo sono generabili solo da editor video? grazie ciao
  12. ciao Matteo, ad esempio la CS2 Stand. costa 900 Dollari che ai cambi attuali sono 700 Euro. Aggiungiamo un +20% di tasse e un bel pò di spese di spedizione e facciamo 900 Euro. In Europa/Italia si va dai 1400 ai 1600 Euro. Considerando anche i costi della localizzazione (che su un software la trovo abbastanza inutile anche per chi non mastica l'inglese), mi sembrano costi troppo diversi per lo stesso identico prodotto. ciao PS: Matteo omnipresente! ;-)
  13. ci metto anche le tasse alla dogana e non andiamo molto oltre la metà , su software tipo Photoshop e affini...
  14. Chiedo a voi perchè alcuni software professionali come Photoshop, negli US costano circa la metà che in Europa/Italia. ciao
  15. 10x15 è un formato con rapporto 3/2 mentre le digicamere compatte hanno quasi tutte un rapporto 4/3, per cui o accetti dei bordi bianchi ai lati corti o accetti che l'immagine venga tagliata ai lati lunghi. Soluzioni: Sistemi le immagini da stampare in un rapporto 3/2 oppure cambi/chiedi un altro formato di carta (9x12, 11x15 etc...) ciao
  16. Allora quando sei on-line fammi sapere! ciao PS: ricambio l'apprezzamento, le discussioni sono sempre piacevoli quando non ci sono schieramenti di parte! :-)
  17. Se tu fossi un fotografo magari avresti comunque la Leica, dipende cosa ci faresti. Le etichettature ci sono in tutti i settori e in tutto il mondo, rappresentano una generalizzazione quindi una visione superficiale. Gli inglesi sono snob. I tedeschi inquadrati. Etc. etc. Masturbazione? Se vai indietro qualche replica, sono il primo che ti ha detto che fai bene a continuare sulle tue convinzioni se ti danno soddisfazione. Capisco il tuo godere del semplice click, del guardare l'oggetto, del maneggiarlo, diventa "pericoloso" se insieme non c'è dell'altro (il mio vecchio portfolio è di still life!). ciao
  18. "...paragonare una m3 ad una usa-getta..." Dov'è che l'ho scritto?!?!? "...Bresson usava leica m+50mm e basta! e che foto faceva? chi direbbe davanti ad una sua foto "mah, usava macchine che ora sono vecchie"?..." Credo nessuno (forse), a dimostrazione che alla fine è l'immagine che conta. Analogico-digitale Digitale-analogico... Se sei un grafico conosci bene anche il processo di sviluppo e crescita creativa che normalmente molti percorrono. Parti col disegnare un cerchio e poi ci aggiungi qualcos'altro, e il giorno dopo altro ancora perchè ogni giorno ti sembra di poterlo migliorare, fino a quando un giorno rivedi ciò che hai fatto e cominci a non credere che tu hai fatto quelle schifezze. E pian piano, giorno dopo giorno arrivi a ridisegnare un cerchio, molto simile a quello degli inizi, ma totalmente diverso. ..."ma penso che una volta che sei digitale non vorrai più perdere la comodità e immediatezza che esso ti offre". Non voglio andare sul personale, anche perchè la discussione è sempre positiva, ma sinceramente questi tuoi timori mi sembrano piuttosto bizzarri. ciao
  19. Fede, è vero, io sono molto orientato al risultato finale della fotografia, ovvero un'immagine che stampata in tipografia, in laboratorio o in casa dia il risultato che uno si attende, ma prima di tutto che vista a video al primo impatto ti faccia essere soddisfatto di ciò che "rivedi". Ma il mondo è bello perchè è vario e ci mancherebbe che nella fotogrfia non ci possano stare i collezionisti, i tecnocrati, i tecnofili, i teorici puri o chi semplicemente chi vuole inquadrare e scattare appena trovato il tasto di accensione. Ti sembra di aver letto che con macchine di 50 anni fa non si possano fare belle foto? Figurati, per me se uno ha qualcosa da dire e sa cosa può ottenere, lo può fare anche con una usa e getta... Ti ho proposto il percorso inverso da digitale ad analogico proprio per i motivi che ti ho scritto, forse un pò provocatoriamente ma c'è da pensare seriamente se non sia la trafila migliore. Qualche replica fa non ti ho forse scritto che secondo me fai bene a perseguire i tuoi fini? Quelli che hai citato fanno parte della storia e non si toccano, dei grandi. Ma (e qui entro in un ginepraio, me lo sento) le loro immagini hanno il fascino che hanno le immagini trovate nei cassetti dei nostri nonni e scattate da illustri sconosciuti. Per forza di... "budget" ho scattato solo col 50 mm e dia Revue (una schifezza) per almeno 2 anni, chissà quante immagini non ho scattato perchè quello che vedevo lo vedevo in funzione dell'unico obbiettivo che avevo e non avendone altri avevo solo una vaga idea di cosa avrei potuto fare di diverso. Chissà se Bresson o Lartigue o Doisneau avessero avuto un ampio parco ottiche o gli zoom... o se fossero nati 30 anni fa. Sarebbero diventati comunque famosi? ciao
  20. Da un lato ho una sorta di nostalgica ammirazione per la tua perseveranza alla fotografia "basic", dall'altra mi sembra veramente che rischi di perdere lo scopo primario della fotografia, che è quello di fissare immagini, e visto che sei un fan di Cartier Bresson, alle immagini ci tieni. Hai mai pensato di fare il percorso inverso? Ovvero di apprendere tecnica ed esperienza con il digitale e poi passare ai mezzi ed ai metodi che persegui ora? Secondo me ci guadagneresti in tempo, costi e risultati. Quanto al segnare i dati, certo che lo puoi fare anche con la pellicola, io lo feci per i primi 5 rullini, poi capii che era una gran rottura di m.... rispetto all'utilità . Azz... il 35 mm non è mica il banco ottico che comunque ti richiede qualche calcoli e valutazione su carta... ciao
  21. Mah... mi impegno a ritornare agli inizi, ma non riesco a immaginare tutta la necessità che per imparare bisogna avere una macchina manuale. Che sia quasi necessaria una reflex, ok; e queste hanno tutte la possibilità "manuale". Che sia digitale, per certi aspetti è anche meglio: - scatti quanto vuoi - vedi "subito" i risultati - hai i dati tecnici per confrontare gli scatti e le immagini Per il resto serve capire che cosa fanno i sistemi di lettura esposimetrica (a meno che non utilizzi un esposimetro a luce incidente e non credo sia il tuo caso ma cmq la puoi simulare), come funzionano i vari automatismi di esposizione e come i vari tempi e i vari diaframmi agiscono sul risultato della foto. Se però ami la fotografia anche nelle sue componenti artigianali e questo ti dà soddisfazione, fai bene a continuare così. Hai letto qualche libro di tecnica fotografica? ciao
  22. hamon

    aiuto

    dipende quanto grandangolo e quanto euro Il Canon EF-S 10-22 è dedicato alle EOS a sensore ridotto come la 400D, oppure ci sono altri obiettivi Canon o di altre marche. ciao
  23. Se è solo per metterle su internet, dipende da quante ne hai, ma pensa anche ad un service che ti fa le scansioni. Altrimenti cerca un usato su ebay, tipo i Nikon da 2900 dpi oppure nuovi ci sono gli Epson piani anche per dia e neg. ciao
  24. Fede, allora fai bene a continuare con la pellicola, l'importante è essere soddisfatti di quel che si fa e fai bene ad essere critico soprattutto con te stesso. Hai provato l'Agfa Scala? Io ci ho scattato una decina di rullini (città ), mi piaceva un sacco. Quanto al negativo, tra le ultime pellicole preferivo la Delta Ilford alal TMax, anche se quest'ultima dava stampe sufficienti anche senza cura particolare. Però non vorrei insistere ma il bianco nero può dare belle soddisfazioni anche in digitale, in fondo la darkroom è "ritornata" al fotografo proprio grazie al digitale! ;-) ciao
  25. scusate se mi intrometto, ma aldilà delle questioni qualitative di un sistema ottico o di un altro, alla fine tutto dipende da cosa fai con le tue foto. Multiproiezioni con un muro di super proiettori? O semplicemente con un buon proiettore dia? Scatti in ambienti fortemente contrastati tipo sole neve o sole spiaggia? Ok, allora fai bene a continuare ad utilizzare la Leica, ovviamente trascurando anche altri costi di produzione (pellicola/sviluppo). In altre situazioni comincerei ad esplorare seriamente la catena digitale, comprese le nuove frontiere della stampa inkjet di cui matbard credo ti possa parlare ampliamente. L'altro giorno parlavo con un bravo reporter professionista che utilizza entrambe i sistemi (digitale analogico). Era in partenza per un viaggio e mi diceva di essersi appena fatto un corredo Leica sostenendo più o meno le tue ragioni qualitative. L'obiezione mi è sorta pensando ad una mostra che aveva allestito un paio d'anni fa da un reportage in oriente (pellicola). Bellissime immagini (potenzialmente), peccato che la Velvia fosse stata scansita (da lui stesso forse anche bene), ma stampata con un lab Agfa, che fa miracoli a livello stampe amatoriale (recupera sovra e sotto expo incredibili), ma che appiattisce tutta le gradazioni tonali di qualsiasi immagine. Sono convinto che se avesse scattato in digitale e stampato con inkjet professionali, avrebbe sicuramente ottenuto un risultato migliore, oltre probabilmente a spuntare un ingrandimento maggiore. ciao