lorenzo

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About lorenzo

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    Lorenzo
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    Urbino
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    Mac & tecnologia intelligente, musica, ballare, letteratura & teatro inglese, cinema
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    amministratore LAN, factotum IT
  • Mac che possiedo
    PB 150, LC 475, IMac DV 400, PM G4 DP, IMac 15", MacMini, IMAC G5, uso anche MacBook e MacPro....
  1. Avendo lo stesso vostro problema, ho fatto un giro sui forum anglosassoni e sul forum del sito Apple ci sono elencate varie soluzioni: 1) cambiare profilo colore del monitor nelle preferenze, avviare IMovie 8 e vedere se funziona, in seguito riportare il profilo colore a quello preferito o standard. 2) QUELLO CHE HA FUNZIONATO PER ME: aprire la cartella Macintosh HD/Libreria/Quicktime e ottenere informazioni su tutti i files riguardanti il formato DivX. Tenere solo quelli che nella descrizione hanno l'attributo UNIVERSAL e cestinare gli altri. 3) Cestinare i files di home/libreria/preferences/: com.apple.garageband.cs com.apple.garageband.plist com.apple.iApps.plist com.apple.iMovie.plist In questo modo le applicazioni ILife devono ricreare le preferenze da zero. 4) cestinare i files di Macintosh HD/libreria/caches 5) Attuare il n. 3 e poi avviare IPhoto tenendo premuto Mela+Alt, in questo modo IPhoto può ricostruire il database dei propri documenti e pare che le applicazioni ILife siano (giustamente) strettamente legate tra loro. Quindi questo dovrebbe avere un effetto su IMovie. RIPETO, a me ha funzionato la soluzione 2. Buona fortuna
  2. Avendo lo stesso vostro problema, ho fatto un giro sui forum anglosassoni e sul forum del sito Apple ci sono elencate varie soluzioni: 1) cambiare profilo colore del monitor nelle preferenze, avviare IMovie 8 e vedere se funziona, in seguito riportare il profilo colore a quello preferito o standard. 2) QUELLO CHE HA FUNZIONATO PER ME: aprire la cartella Macintosh HD/Libreria/Quicktime e ottenere informazioni su tutti i files riguardanti il formato DivX. Tenere solo quelli che nella descrizione hanno l'attributo UNIVERSAL e cestinare gli altri. 3) Cestinare i files di home/libreria/preferences/: com.apple.garageband.cs com.apple.garageband.plist com.apple.iApps.plist com.apple.iMovie.plist In questo modo le applicazioni ILife devono ricreare le preferenze da zero. 4) cestinare i files di Macintosh HD/libreria/caches 5) Attuare il n. 3 e poi avviare IPhoto tenendo premuto Mela+Alt, in questo modo IPhoto può ricostruire il database dei propri documenti e pare che le applicazioni ILife siano (giustamente) strettamente legate tra loro. Quindi questo dovrebbe avere un effetto su IMovie. RIPETO, a me ha funzionato la soluzione 2. Buona fortuna
  3. sì, è vero, anche all'epoca ci fu una petizione...ci riproviamo adesso che siamo ancora di più ad essere scontenti
  4. So che se ne è già parlato, so che non interesserà a molti, ma pare che Apple con Leopard abbia cessato il supporto driver dell'ISub, sia per PPC che Intel. Sul forum di supporto Apple la discussione va avanti già da mesi perchè in tutto il mondo ci sono come me utenti Mac che apprezzano il nuovo OS ma non sopportano che venga buttato nella discarica un pezzo di HW così bello e ben funzionante come l'ISub. Perciò ho iniziato una petizione, non servirà a molto ma ci proviamo: http://www.ipetitions.com/petition/Apple_ISub/index.html forza datemi una mano http://www.designmuseum.org/digital/jonathan-ive-on-apple/isub-cinema-display http://discussions.apple.com/search.jspa?objID=c235&search=Go&q=isub
  5. Scusa il lungo ritardo...spero che nel frattempo tu abbia risolto il problema... A questo punto se le porte firewire funzionano si può solo pensare a una rara incompatibilità di chipset tra il G3 e il disco Lacie. Presto fatto, fatti prestare un altro disco esterno e vedi se funziona, anche un IPod (formattato Mac) va bene.
  6. Insomma ti regalano 512 Mb di ram. Certo l'IMac è un'altra cosa, se i 999€ si riferiscono a: * 2Ghz * 1GB di memoria * Disco rigido da 160GB * SuperDrive DL 8x * Grafica ATI Radeon X1600 Proprio non c'è storia, con 200 € in più sei in un'altra classe. Processore, disco, scheda video, monitor, ISight integrata, per me non c'è scelta.
  7. Nella mia esperienza e nella casistica incontrata il kernel panic è al 99% causato da problemi di periferiche o componenti HW, a volte ram ma assolutamente probabile è l'ipotesi del modem USB e di drivers difettosi. Dà retta a chi te l'ha già detto, sostituisci il modem USB magari facendoti prestare un router adsl ethernet. Vedrai che molto molto probabilmente il problema è quello. Se proprio non vuoi cambiare il modem allora cerca se ci sono drivers aggiornati. Altra prova che puoi fare è staccare tutte le periferiche e usarlo per un pò senza. Poi riattacchi SOLO il modem e vedi se ti dà problemi. Secondo me puntando sul software perdi tempo, di solito un SW bacato si chiude e basta, oppure lo devi mandare a chiusura forzata, ma non crea Kernel Panics.
  8. Dai che questa idea del novello Newton mi piace...penso un pò a un modulo da proporre, che so, a una quarta liceo scientifico, e poi ti dico... Poi, il problema di Apple è che una vera politica per l'education la fa quasi solo sui mercati anglosassoni...credo che se potessero lo farebbero anche altrove, ma al momento sono pessimista in questo senso. Sono più ottimista sullo sviluppo di software education opensource su OS X, vista la similarità con Linux e Unix. Tra l'altro, hai visto come più facilmente l'open source viene localizzato nelle varie lingue? OpenOffice è disponibile anche in friulano! E' importante avere software localizzato nelle scuole, a mio avviso, a meno che non si faccia una scelta consapevole sull'uso di software in altre lingue, per l'insegnamento delle lingue straniere.
  9. Ok, Windows è molto più diffuso e ha più programmi. Ma non pensi di stare semplicemente ripetendo che siccome Microsoft è di fatto un monopolista in tanti settori, allora va bene così? Non pensi che la scuola pubblica, essendo pubblica e di tutti, dovrebbe fare spazio a una pluralità di soluzioni e non farsi sponsor di una unica azienda? Io sono per tante possibilità diverse, PC, Microsoft, Mac, programmi commerciali e open source, insieme e a seconda delle esigenze. E chi ha mai detto 'tutto Mac'? Sostengo solo la possibilità e l'utilità di avere anche qualche Mac a scuola come risorsa informatica. Fai tu la proporzione PC-Mac, 70-30, 80-20, a seconda delle esigenze, non è questione di numeri. D'accordo solo in parte, perchè anche alle superiori i docenti più seguiti sono quelli che riescono a incuriosire, attirare, affascinare gli studenti alla disciplina. E se tu sei laureato in una materia scientifica, credo che tu l'abbia fatto anche perchè l'hai trovata affascinante e interessante, perchè qualcuno un giorno ti ha messo quella curiosità , non solo per calcoli utilitaristici sulla possibilità di trovare lavoro nel settore. Poi sono d'accordo con te che gli studenti delle superiori DEVONO studiare, nel senso che ogni studente deve essere responsabile del proprio rendimento in prima persona, molto di più di uno studente medio, che è obbligato ad andare a scuola. Ma cosa vuol dire studiare? Vuol dire assorbire dei contenuti specifici di una disciplina ascoltando e leggendo parti di un programma svolto in maniera lineare e separatamente da altre discipline attigue? Dove mettiamo la parte di rielaborazione, di risoluzione dei problemi, lo sviluppo di un metodo di studio personale e collaborativo? Pensiamo che si tratti di pratiche superflue all'apprendimento? Pensiamo che tutto si esaurisca in binari separati per ogni disciplina, lineari, paralleli, con punti di contatto e verifica completamente separati e completamente controllabili in maniera quantitativa? Per me ci vuole sia lo sviluppo del metodo che il contenuto disciplinare, l'uno senza l'altro è una soluzione monca.
  10. non sono un esperto ma se fai una ricerca con Google usando stringhe tipo: 'biochemistry biotechnology software mac os x' penso troverai qualcosa. Provando a caso ad esempio ho trovato questo: http://www.hpc.unm.edu/~aroberts/main/free.htm http://pymol.sourceforge.net/ http://software.techrepublic.com.com/Mac/Home+and+Education+-+Mac/Science+-+Home+-+Mac/?
  11. Scusate il ritardo, ho approfittato del ponte del 2 per prendermi una vacanza.... ;-) Ok, ma tutte le esperienze che ti ho citato sono di gente che prima di tutto ha fatto un gran lavoro sul campo e poi ha cercato di tirarne fuori qualcosa che potesse essere utile ad altri. Visto che pare inevitabile la penetrazione dell'IT in molti settori della nostra vita, compresi educazione e apprendimento, tanto vale cercare di farlo in una ottica attiva, cosciente, e che sia funzionale ai fini specifici di questi campi. Non metto in dubbio la tua competenza sui software specialistici e non voglio scendere in questo tipo di discussione. Questi servono e non si mette in dubbio. Qui mi interessa discutere come la scuola in genere si metta in rapporto con il potenziale comunicativo e creativo dell'IT, di internet, delle nuove tecnologie e come lo sfrutti per potenziare dinamiche di apprendimento individuale e collettivo. Su questo sono d'accordo anch'io, ma è anche vero che l'open source ha potenzialmente un margine di sviluppo e personalizzazione incredibile, posto che il lavoro comunitario che ci sta dietro continui. Vedi discorso sul potenziale comunicativo e di condivisione della conoscenza. O vogliamo continuare a separare la scuola da tutto quello che succede fuori? Da YouTube, Wikipedia e i Wikis, i blogs, il web 2.0, Moodle e i CMS, l'uso dell'online a scopi formativi (per dire solo dei fenomeni più evidenti a tutti)? Al di là delle mode del momento, se c'è una cosa assodata degli ultimi 20 anni è l'esplosione del PC e di internet come strumenti di comunicazione. No, non lo dò per scontato, ma ai fini del discorso di cui sopra mi pare che l'ambiente Mac-OS X abbia ancora qualche vantaggio in più, per tanti motivi che noi tutti qui in questo Forum condividiamo (e vai con l'arruffianamento...;-) Sono d'accordo, hai detto la parola magica, formazione. Spessissimo i ragazzi sull'uso della tecnologia ne sanno molto di più dei professori, magari in maniera incosciente, ed è proprio qui che servirebbe l'adulto prof, per farli riflettere sui loro gesti quotidiani tra internet, IPods e telefonini. Ma è evidente che se un tecnico di laboratorio o un docente dell'area IT deve essere ANCHE specializzato, un docente in genere non dovrebbe essere ignorante su quello che succede nella vita dei ragazzi che ha in classe. Il discorso sulle carenze di formazione è lungo e non voglio scaricare tutta la responsabilità sul singolo docente. D'accordo ancora sull'uso di software specifici! Ma perchè questi non dovrebbero o potrebbero integrarsi con altri strumenti pluridisciplinari? Perchè mantenere a tutti i costi separazioni che, dimostratemi il contrario, non aumentano nè la voglia di studiare nè la voglia di stare a scuola? E cosa deve fare la scuola se non stimolare la voglia di apprendere?
  12. Non metto in dubbio la tua esperienza, ma pongo in discussione il fatto che i mezzi usati siano indifferenti alla disciplina o all'apprendimento stesso; ovvero che per fare didattica nell'area IT, ad esempio, si debbano usare soltanto (noiosissimi, a volte) software monodisciplinari e specialistici. Gli studi e le esperienze sull'apprendimento degli ultimi 30 anni o giù di lì, hanno messo abbondantemente in risalto che l'apprendimento e lo sviluppo personale e culturale sono pesantemente condizionati in senso positivo da situazioni di collaborazione, scambio e dalla pratica condivisa della conoscenza. In Italia ci si rifà spesso agli ambienti anglosassoni come esempio, e proprio da questi viene una buona parte dei contributi teorico-pratici in questo senso. Così per dirti un nome, ti cito Etienne Wenger, che non è anglosassone di nascita ma negli ambienti americani ha molto lavorato, ma, per restare in Italia, abbiamo un antenato nobile in Maria Montessori oppure in Loris Malaguzzi (quello degli asili di Reggio Emilia, per intenderci, presi a modello dagli americani stessi). Tra l'altro, proprio software open source come Moodle e altri attingono pesantemente a questa sfera teorico-pratica e non per niente stanno ricevendo un meritatissimo successo, a mio avviso. Lo stesso iniziatore di Moodle, Martin Dougiamas, ha un background di tipo tecnico-informatico, ma anche una solida formazione negli studi umanistici e dell'apprendimento. Mi sembra che gli strumenti messi a disposizione sulla piattaforma Mac, a cominciare da ILife, diano un bel contributo di partenza a un discorso di tipo creativo-collaborativo per qualsiasi disciplina e anche per lavori pluridisciplinari. Oddio, non sto dicendo che si può fare SOLO con un Mac, perchè la quantità di software OpenSource su Linux in circolazione cresce giornalmente. Ma mi darai ragione sul fatto che sul Mac è più facile, per la stabilità , perchè il software è ben progettato, perchè i software si integrano bene tra loro e con il sistema operativo. Ovvero, si perde meno tempo ed energia nel preparare e gestire gli strumenti e si ha a disposizione più tempo per il lavoro stesso e il suo obiettivo. In questo senso mi sembra un risparmio economico mica da ridere, anche perchè, diciamolo, LA SCUOLA NON è UNA AZIENDA. La scuola ha a che fare con le aziende, forma ragazzi che andranno a lavorarci, ma il suo obiettivo primario è favorire la crescita di individui capaci di pensare con la propria testa e capaci di stare con gli altri gestendo relazioni e conflitti. In questa ottica, favorire la flessibilità nell'uso di tutti gli strumenti vuol dire favorire l'elasticità mentale e la capacità di adattamento. Se uno strumento è più adatto a quello che voglio ottenere, lo uso. Se sono uno studente di informatica pasticcio con Unix, Linux e il terminale, ma quando voglio fare una presentazione in DVD o fare il podcast per il sito della scuola non c'è niente di meglio, oggi, che un Mac. Ad esempio ancora ti cito il lavoro di Pian e i podcast della sua scuola (pubblica, statale, e non credo plurimiliardaria). Anche qui ti direi che un software da solo non crea l'apprendimento e l'interesse ad apprendere, ma è il modo in cui l'uso di quel software è inserito nella relazione educativa che lo rende interessante. Ci sono stati migliaia di CD-ROM fatti benissimo, adottati dalle scuole, che poi hanno dato risultati deludenti perchè questo è quello che succede se lasci solo un ragazzo davanti a un PC e un ambiente chiuso come un CD-ROM interattivo. Ecco perchè i giochi di ruolo sono più interessanti, ecco perchè internet e le chat sono una trappola irresistibile. Relazioni e scambi. Perchè usare un CD-ROM precucinato quando con il professore possiamo preparare un filmato dell'esperimento, con un commento, con delle schermate prese dal software di simulazione, montare il tutto, fare un podcast da mettere sul sito della scuola mettendolo a disposizione di altri studenti che invece avranno preparato altro materiale per confrontarlo e scambiarlo con noi? (un esempio a caso) Se consideri i fattori che ti ho prima citato, non mi sembra una spesa così folle. Non si tratta di avere miliardi, ma di spendere i soldi con intelligenza e strategia. Al posto di 10 computer che nessuno usa perchè sgradevoli da usare e gestire, prendiamone 8 adatti all'uso che se ne vuole fare, in cui ci sia almeno una macchina Linux e un Mac. Facciamo un minimo di pianificazione. E soprattutto mettiamo in laboratorio persone che sappiano usare gli strumenti per i fini (educativi) che si pongono, e non solamente per far girare Office o il software specialistico di turno. Anche se ovviamente ci vogliono anche quelli. Scusatemi tutti la prolissità ma avrete capito che l'argomento mi interessa
  13. Caro Gennaro, su tanti argomenti sono d'accordo con te, in quanto oggettivamente motivati, ma voglio in questa sede fare un ragionamento più generale. Lavoro come responsabile IT in una piccola struttura universitaria e quando devo comprare/far comprare qualcosa, ho l'abitudine di pensare prima di tutto a chi deve usare quell'apparecchio o strumento come utente finale. Considera degli studenti delle scuole superiori che devono fare montaggi video, audio, grafica, gestire pagine web e podcast nel modo più facile e fluido possibile. Tu cosa gli consiglieresti? D'altra parte il nostro amico non parla di convertire tutto a Mac, ma di introdurne almeno uno. E d'altra parte, tu perchè usi un Mac? Perchè a scuola non potrebbero una volta tanto imparare divertendosi, e spendendo quel poco di più che differenzia un Mac da un PC di marca con le stesse dotazioni HW e SW? Perchè la scuola deve esser e sempre e soltanto luogo di fastidio, fatica e sofferenza? Per citare solo un esempio, guarda quello che ha fatto in questi anni Alberto Pian nella sua scuola: http://web.mac.com/arakhne/iWeb/Home/Home.html Forse è un caso che usi il Mac dai tempi di Hypercard? Non mi è mai piaciuto il conformismo, anche quello solo Applecentrico, tanto è vero che qui, a livello di utente finale, ognuno usa quello che gli pare, ho colleghi che usano Win, altri Linux, io mi trovo meglio con un Mac Mini che non è certo un fulmine di guerra ma mi risparmia un sacco di grane e mi permette di trovarmi bene sia con i Linuxiani che con i Windowsiani. Per ambienti server usiamo altro, Win 2003, Linux, e lì vanno benissimo sia l'uno che l'altro, per motivi differenti. Ma per l'utente finale 'desktop', quello che vuol fare le sue cose senza soffrire e senza avere noie, non credo ci sia niente di meglio di un Mac al giorno d'oggi. Poi, in futuro, se Linux come desktop diventerà più semplice da gestire, credo che passerò definitivamente a quello. Un piccolo argomento a mio favore è che qui dentro tanti colleghi sono passati negli anni da Win a Mac OS X o a Linux, ma finora non ne ho mai visto nessuno tornare indietro a Windows. I più tecnici fanno il doppio boot, ma quando devono farsi i filmini o gestire le foto, non ci sono storie, usano OS X. Forse nei costi complessivi, quando ragioniamo da amministratori o da tecnici, non mettiamo abbastanza peso su quella che è l'esperienza finale dell'utente, per poi però lamentarci quando siamo noi, a trovarci nei panni degli utenti finali. Ovvero: monetariamente un Mac costa sicuramente di più, ma per tante cose, ne vale la pena.
  14. Ah, ecco, cita anche le linee guida del CNIPA per favorire l'ingresso di piattaforme aperte e dell'open source nell'amministrazione pubblica (così fai bella figura con i prof, col preside e tutta la segreteria...) http://www.osspa.cnipa.it/home/ Sul sito di Apple Education ci sono poi informazioni sui progetti avviati con le scuole, in cui viene messo in risalto soprattutto la facilità di utilizzo di SW e HW su piattaforma Mac:http://www.apple.com/it/education/profiles/ Insomma buon lavoro...e occhio alla grammatica!
  15. L'ignoranza è fondamentale nella costruzione dei pregiudizi. Quando presenti la lettera di richiesta dovresti a mio avviso battere sui punti forti della piattaforma: - costi di gestione contenuti per dotazione iniziale complessiva di software, per assenza di virus e spyware, per stabilità complessiva di OS X; magari puoi citare il famoso TCO (Total Cost of Ownership, costo complessivo di proprietà dello strumento) che fa sempre effetto; - qualità complessiva dell'hardware, che non si può comparare ai prezzi del cassone PC da discount ma a marche affermate come Sony, IBM-Lenovo, etc.; -unica piattaforma che fa girare contemporaneamente OS X, Win, Linux a un livello ottimo di stabilità e prestazioni; -presenza in quantità di software open source grazie alla parentela con Linux (cerca i software che potrebbero fare al caso vostro); -longevità di vita operativa e commerciale, in quanto un Mac di 4-5 anni fa, con un pò di ram aggiunta, fa girare agevolmente l'ultima versione dell'OS (digli di provare con un PC del 2002 e Vista...); -aggiungi anche l'argomento del monopolio commerciale di Microsoft, che lega l'utente a un unico venditore, sostenendo che oltre qualche Mac sarebbe opportuno avere dei PC con Linux; così si favorisce una apertura culturale, una elasticità nell'uso di sistemi di vario tipo e tra l'altro si risparmia anche a livello di licenze; la scuola pubblica non può essere un promotore commerciale di Microsoft, ma deve favorire un pluralismo a tutti i livelli, anche nella pratica dell'utilizzo delle tecnologie; - varie ed eventuali che al momento mi sfuggono. Insomma, ecco il compito per casa: ti fai un giro su internet e prepari una bella relazioncina con tutti i suoi riferimenti e citazioni, poi la presenti a tutti quelli che potrebbero influenzare l'acquisto, come insegnanti, preside, rappresentanti di studenti e genitori, così oltre a fare lavoro di lobbying fai vedere che sai buttare giù ricerche, relazioni etc.