WoodyWoodpecker

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  1. Parallels non gestisce la grafica accelerata 3d. Sembra che VMWare sia più avanti, da quel punto di vista.
  2. È solo un log creato dal sistema. Ho controllato anch'io, e ha sempre i permessi sbagliati, ma questo bug è innocuo e non condiziona in alcun modo la stabilità di Leopard. P. S.: da quando ho Mac OS X (dal 10.0 in poi) ho verificato i permessi soltanto dopo che qualche programma mi ha piantato dei casini. Se tutto funziona regolarmente, ritengo che non ce ne sia bisogno.
  3. Devi verificare che nelle impostazioni della virtual machine dove hai installato il gioco, alla voce Display, sia spuntato il segno "Accelerate 3d graphics". Se anche così non funziona, be', vuol dire che ti conviene farti una partizione con Boot Camp, installarci Windows e usarlo in modalità nativa.
  4. Mac e Windows gestiscono l'orologio di sistema in maniera diversa. L'unico modo che ho trovato per gestire bene la faccenda, quando passo da un sistema all'altro, è abilitare a entrambi i sistemi l'impostazione automatica dell'ora tramite un server su Internet: così non mi devo nemmeno più preoccupare dell'ora legale.
  5. Ma vaaaaaaaaaa! Io ho il sistema impostato in italiano e mi va a meraviglia; è solo che Mac OS X traduce quei nomi soltanto al momento di visualizzarli nell'interfaccia grafica, e non a livello di sistema; se si usa il terminale, bisogna tener conto di questo e tradursi mentalmente i nomi in inglese; non mi sembra un così grosso problema.
  6. Intendo dire, tutti quei parametri - quando sposti il Mac da una rete all'altra - vanno impostati sul Mac stesso, nelle preferenze di sistema; le puoi salvare in postazioni e passare da una all'altra semplicemente scegliendole dal menu Mela, sottomenu posizioni. A Parallels devi dire - nelle impostazioni della macchina virtuale, quindi da Parallels stesso e non da Windows - di condividere la connessione del Mac (che è, mi sembra, l'impostazione di default di Parallels). A Windows non devi dire assolutamente niente: deve tenersi la connessione di rete con indirizzo dinamico, nessun proxy, ecc.: tutto quanto viene stabilito a monte, nella configurazione di Mac OS X. Se la connessione Mac passa, Internet Explorer sulla macchina virtuale dovrebbe vedere il Web. (N.B.: viva Firefox!)
  7. Come hai configurato la connessione sulla macchina virtuale? Normalmente, se la configuri per condividere la connessione del Mac dovrebbe funzionare a dovere.
  8. Io ho comprato la versione retail; costa € 110 + IVA - una fesseria, rispetto ai costi "astronomici" della concorrenza (leggasi Microsoft). E, no, non ti conviene proprio chiamare un tecnico e farti spennare 40 euro per farti installare Leopard: si installa praticamente da solo.
  9. Infatti, mi pareva di non averne parlato qui, ma non ero proprio sicuro.
  10. Anche con un account da amministratore, è una tortura cinese, per uno scaricatore folle come me che da Internet tira giù di tutto di più, sentirsi dire ogni volta che si fa doppio clic, anche solo per la prima volta, su qualunque cosa (applicazioni, file compressi, file audio, video, e bla bla bla) che la tale o tal altra cosa è stata scaricata da Internet ma-sei-proprio-sicuro-di-volerla-aprire-punto-interrogativo. Cerco la soluzione definitiva al problema - e quello script sembra funzionare a dovere - e lamento il fatto che Leopard si sia un po' "windowsvistizzato" con questa obbrobriosa aggiunta in pieno stile Microsplofft, costringendo i poveri Mac-isti a ricorrere a rimedi dell'ultimo momento.
  11. Mi è successo su 3 Mac che ho avuto tra le mani ultimamente: - il mio Mac Pro con doppio Intel Xeon Dual Core; - un G5 della stessa serie di quello di imat; - un MacBook G4 (vecchio come la barba di Matusalemme, tanto che non ci ho potuto installare Leopard). Questi ultimi due li sto massacrando in questi giorni, proprio per avere una conferma alla mia teoria; in effetti ero "quasi" convinto che il problema fosse il mio Mac, ma vedo che è tutta questione di software. Mi sa tanto che nel periodo in cui sono usciti quegli aggiornamenti il programmatore ufficiale del Mac OS X era a casa con la varicella o qualche altra malattia, e hanno provvisoriamente dato il suo posto al giardiniere...
  12. Ecco, quando ho detto io, su svariati forum (non mi ricordo proprio se ne ho parlato anche qui) che questi kernel panic mi capitavano con frequenza da mitragliatrice con gli aggiornamenti dal 10.4.9 al 10.4.11 di Tiger (e SOLO con quelli) mi sono preso insulti e risate dietro le spalle; adesso, in questo forum, scopro di non essere l'unico pipppero della Terra, dotato dell'unico Mac con dei malfunzionamenti. Mal comune mezzo gaudio, eh? Che fossero i driver della scheda video non mi sono mai preoccupato di saperlo con certezza, dato che in ogni caso vengono forniti assieme al sistema operativo o ai suoi aggiornamenti; da quando sono passato a Leopard non ho mai più avuto un solo kernel panic. A questo punto, prima di pensare a qualche grave problema hardware, io tenterei due strade: 1) reinstalla Tiger e fermati con gli aggiornamenti alla 10.4.8; 2) passa a Leopard; gira a meraviglia sul tuo G5. Se poi il problema persiste, solo allora sarà il caso di portare il Mac in assistenza.
  13. Non so se l'idea può essere valida, né se l'hai già applicata: prova a verificare se sul sito della Konica Minolta esistono driver per quella stampante specifici per Mac PowerPC, o almeno Universal Binary. Installandoli e configurandoli per gestire la stampante di rete, il problema dovrebbe (probabilità del 70%, più o meno) risolversi. Il buon vecchio G4 non è lento fino a questo punto!
  14. No, in effetti è solo una di quelle cosette stupide ma talmente incomprensibili da farti saltare i nervi. Ok, tenterò anche questa; sto brancolando nel buio proprio come te.
  15. Non ho più inflitto chiusure forzate al Mac da un mucchio di tempo, non quando uso Mac OS X (quando lancio Win le chiusure forzate sono all'ordine del giorno...) eppure mi fa lo stesso questo scherzetto - e non solo quando riavvio dopo un crash-bumpf-sbradabang di Win. Dici che il sistema ritenga di aver subito una chiusura forzata anche quando non è assolutamente vero? Se è così, come faccio a farlo smettere di comportarsi come un malato immaginario?
  16. Ci sono moltissimi strumenti in grado di modificare partizioni in maniera NON DISTRUTTIVA su Windows e su Linux (si pensi a pacchetti commerciali come Partition Magic o altri per il mondo Win, e all'eccellente Parted, in tutte le sue versioni, per il Pinguino). iPartition è - o almeno era - in grado di ottenere lo stesso risultato su Mac, anche se non è mai stato molto affidabile (ho tre amici che se lo sono comprato, pagandolo una fucilata; l'unico previdente dei tre si era fatto i backup prima di s[bIIIIP]arsi il sistema). Per questo io cerco qualcosa come Parted (freeware, open source) per Mac. N.B.: hai già avuto la tua risposta riguardo alla partizione "fittizia" di Boot Camp...
  17. Questo link parla giustappunto di Utility disco; ma, come ho già detto sopra, Utility disco non mantiene affatto le altisonanti promesse di Apple al riguardo; ogni volta che tento di ridimensionare una partizione senza spazzarla via, mi dice che è impossibile per tutta una serie di motivi che mi sono dimenticato di annotarmi. (Sicuramente, però, non tira in ballo la mancanza di privilegi; e ci mancherebbe, visto che l'unico profilo utente presente sul mio Mac è quello dell'amministratore di sistema.) Alla Apple mi dicono (prevedibile, no?) che è colpa mia, che ho combinato qualche pasticcio, e che da loro funziona a meraviglia (ma va'?). UD funziona soltanto quando si sta lavorando su un hard disk con UNA partizione; quando se ne inserisce una seconda, anche usando Boot Camp, UD si rifiuta categoricamente di permettere di lavorarci sopra. L'unico modo è quello solito distruttivo di UD pre-Leopard. A quanto pare, il metodo che funziona è: punto primo, fare un clone delle partizioni esistenti; punto secondo, ranzarle e rifarle da capo; punto terzo, ripristinare i cloni. Se poi a qualcuno è riuscito di far funzionare Utility disco in maniera non distruttiva, che posti il trucchetto!
  18. È il "demone" (parola linuxiana) che gestisce le periferiche Logitech connesse al Mac. Se non hai periferiche Logitech è difficile che ci sia LCCDaemon negli elementi di login. (?????) Stavo cominciando a dare la colpa al "demone" Logitech - usavo su Tiger lo stesso topo Logitech che continuo a usare su Leopard - per il comportamento anomalo all'avvio; ma si direbbe che LCC non c'entri affatto. A questo punto, sono proprio ...
  19. Nisba. Ho iTunesHelper e LCCDaemon, e basta. Questo su Leopard; non ho mai pensato di controllare quando avevo Tiger.
  20. Si direbbe che nessuno ha mai avuto questo problema da queste parti.
  21. (Mi sa tanto che una discussione su questo argomento esiste già da qualche parte su questo forum. Lo strumento di ricerca ha fatto cilecca, tuttavia.) Mi era già successo con Tiger, e ora mi succede anche con Leopard (aggiornato al 10.5.2). Per un bel po' tutto tranquillo, ma adesso ogni volta che si avvia la macchina mi compare in maniera del tutto automatica la finestra Inizio, come se il Finder si prendesse un Mela-N che nessuno gli ha mai dato. Come faccio a dirgli che proprio non la voglio quella *@#$! finestra? Premetto che ho già tentato le soluzioni "classiche": riparazione dei permessi, "zappaggio" della PRAM, avvio con estensioni disabilitate.
  22. C'è un bootloader che usa EFI (il firmware "estensibile" dei Mac Intel): si chiama rEFIt. Scaricalo da refit.sourceforge.net e installalo. Ti rileva automaticamente i sistemi operativi installati e non devi fare altro che sceglierne uno per partire, senza neppure dover premere Alt. Mi raccomando, però: imposta come disco di avvio la partizione Mac OS. Questo bypassa il problema che ho avuto anch'io col rilevamento delle partizioni avviabili (problema, nel mio caso, dovuto a troppi pastrokki con le partizioni).
  23. Purtroppo ci vogliono programmi di terze parti. Toast Titanium è eccezionale, ma non è gratis; purtroppo, software open source per Mac, per masterizzare, sembra non ce ne sia molto.