Fonzo

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  1. Prima di installare Leopard ho clonato il mio hd su un disco esterno FW con Carbon Copy Cloner. Dopo ho piallato & installato, per ripartire da zero senza le zozzerie e certi casini cumulati in 2 anni e oltre.

    Adesso vorrei portare indietro solo alcune cose: a parte alcuni documenti, che posso trasferire "a mano", mi interessano impostazioni e acount di Mail, i calendari di iCal, i preferiti di Safari, contatti di Rubrica indirizzi...

    Assistente Migrazione non mi da la possibillità di selezionare SOLO quel che voglio, come faccio?

  2. Ciao a tutti, pongo 4 questioni in vista del passaggio a 10.5 che avverrà fra stasera e domani(si, lo so, potevo muovermi un po' prima...:P)

    1. Ho un iMac G5 e stasera avrò anche la mia copia di Leopard: vorrei fare un clean install per avere un sistema nuovo di pacca e senza le "sporcizie" che - così ho capito - rimangono anche con l'opzione "archivia e installa". Quindi pensavo di usare carbon copy cloner per copiare impostazioni & C. sul mio HD esterno e poi, una volta installato il Leopardo, recuperare il tutto con assistente migrazione.

    Il problema è che il mio HD esterno contiene file che a) non posso perdere e b) non sono più sul mio Mac; Carbon Copy Cloner, invece, cancellerebbe questi file dall'HD, e sul mac non c'è abbastanza spazio per "appoggiarli" lì nel mentre che faccio queste operazioni. La domanda è: usando iPartition per partizionare l'HD esterno, poi posso usare una sola partizione per Carbon Copy Cloner, salvando così capra e cavoli?

    2. Lavoro molto con la CS3, aggiorno tranquillo o mi conviene aspettare?

    3. Sto sviluppando dei siti con RapidWeaver e RW Multitool; nella versione 3.6.4 RW è Leopard Ready, ma RW Multitool? Qualcuno sa se creerà problemi con Leopard?

    4. Nel caso dovessi riscontrare problemi di conflitto con applicazioni che uso per lavoro e dovessi momentaneamente tornare a Tiger, l'Archivia&Installa si può fare anche verso una versione precedente?

    Grazie a tutti e scusatemi per la lungaggine :D

  3. Ciao a tutti.

    Ho fatto un gran casino coi font: dopo aver riscontrato problemi di visualizzazione in Mail e Safari, ho provato ad eliminare un po' di font che io avevo aggiunto. Solo allora mi sono accorto che Libro Font era impostato per salvare i nuovi font non nella libreria utente ma in quella di sistema.

    Per farla breve, adesso sono in una situazione in cui a) l libreria font utente è vuota b) la libreria font di sistema è incasinatissima, con l'aggravante che non so più quali font ho eliminato e quali no.

    Moltissime pagine di intenet ed email vengono visualizzate come si vede nell'immagine.

    Ho bisogno di ripristinare la libreria dei font, come si fa?

  4. ']Quando iCal è chiuso c'è sempre l'icola del 17 Aprile e siccome anche a me stava antipatica sta cosa ho deciso di cambiare l'icona anche io. Ora a programma chiuso c'è sempre l'icona con scritto iCal. L'ho cambiata con Candy Bar e a me non ha dato nessun problema.

    Cioè cambiando l'icona con Candybar, quando fai partire iCal ti tiene la nuova icona E NON ti rripristina quella originale?!

  5. per cambiare le icone puoi usare candybar oppure come suggerito in altri post, cerca sul forum che trovi qualcosa.

    Cambiando l'icona di iCal con Candybar viene modificata solo l'icona a iCal disattivato, mentre avviandolo torna l'icona originale.

  6. Mi riferivo a un 'altra cosa, in realtà: dopo aver modificato l'icona, con iCal spento sul dock compariva la nuova icona; avviando l'applicazione il risultato era il layout della nuova icona, ma le scritte erano di quella vecchia. Cioè, alla nuova icona in stile iPhone si sovrapponeva la data effettiva del giorno, ma col layout dell'icona originale, quindi più grossa e inclinata, ergo le 2 cose non combaciavano e l'effetto era orribile...

  7. Il lancio di iPhone, e non solo di questo, da parte di Jobs è solamente un "modello" di marketing che Apple si è data e, a quanto pare, sta funzionando. Ovvero: come si impone un prodotto su un mercato già saturo? Facendolo desiderare... al di là dei limiti che questo contiene.

    Ovvio,

    quel che mi premeva sottolineare erano le conseguenze "etico-sociali" di questo marketing estremamente aggressivo di cui parla l'articolo... Cioè, l'attesa sembra più sull'evento in sè che sulla sostanza, che pure c'è, eccome.

    Tutto questo mi ricorda Oscar Wilde: "l'attesa del piacere è essa stessa piacere"...