Temujin

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    Francesco Bacchi
  1. Desidero mostrarvi un documento pubblicato oggi da AMD che la dice lunga su Intel. Di seguito riporto il testo integrale della traduzione italiana rilasciata da AMD stessa. Questo comunicato credo non necessiti di commenti, in quanto mi pare piuttosto autoevidente. Posso solamente aggiungere che anche questo documento va anch'esso a sostenere le mie tesi antimonopolistiche che mi hanno portato a fare la petizione e a combattere lo strapotere di Intel. Saluti! AMD DEPOSITA UN RICORSO ANTITRUST CONTRO INTEL PRESSO LA CORTE FEDERALE DISTRETTUALE DEGLI STATI UNITI - Il ricorso descrive la costrizione a livello mondiale dei produttori di computers, assemblatori, distributori e rivenditori a non trattare con AMD - - I comportamenti illegali di Intel hanno portato ad un incremento dei prezzi dei computers ed ad una forte limitazione di scelta per imprese e consumatori - SUNNYVALE, Calif. -28 giugno 2005 - AMD (NYSE: AMD) ha annunciato oggi di aver depositato ieri un ricorso antitrust contro Intel Corporation ("Intel"), presso la Corte Federale Distrettuale del Delaware negli Stati Uniti ai sensi della Sezione 2 dello Sherman Antitrust Act, Sezione 4 e 16 del Clayton Act, e del codice professionale e degli affari della California. Il ricorso di 48 pagine spiega in dettaglio come Intel abbia illegalmente mantenuto il suo monopolio sul mercato dei microprocessori x86 attraverso la coercizione dei clienti a non avere rapporti con AMD. Il ricorso identifica 38 società che sono state vittime di coercizione da parte di Intel, tra cui grandi produttori di computers, piccoli assemblatori, distributori all'ingrosso e rivenditori, attraverso 7 tipi di comportamenti illegali commessi su tre continenti. "Ovunque nel mondo i clienti hanno diritto alla libertà di scelta ed ai benefici dell'innovazione; questi diritti sono negati nel mercato dei microprocessori" ha affermatoHector Ruiz, chairman of the board, presidente e chief executive officer di AMD. "Che sia attraverso prezzi più elevati dovuti a profitti monopolistici, oppure ad una minore scelta sul mercato ed a barriere all'innovazione, la gente da Osaka a Francoforte a Chicago paga ogni giorno in denaro contante per gli abusi monopolistici di Intel". I processori x86 funzionano con i sistemi operativi Microsoft Windows®, Solaris e Linux. La stessa Apple®, un pioniere nel campo dei PCs ed uno dei massimi innovatori di questa industria, ha annunciato che a partire dal 2006 passerà esclusivamente ai microprocessori x86 per far funzionare il suo sistema operativo Mac OS®. La quota di mercato a livello mondiale di Intel è attualmente di circa l'80% in termini di volumi e del 90% in termini di fatturato, che gli attribuisce una radicata posizione monopolistica ed una forza di mercato super-dominante. Questa causa segue una recente decisione della Commissione federale del Commercio Giapponese (JFTC), la quale ha deciso che Intel ha abusato del suo potere monopolistico per escludere una concorrenza aperta e leale in violazione della Sezione 3 della legge antimonopolio Giapponese. Queste conclusioni mostrano che Intel ha deliberatamente messo in atto pratiche commerciali illegali al fine di bloccare la crescita della quota di mercato di AMD imponendo limitazioni ai produttori giapponesi di PCs. Intel non ha contestato queste accuse. La Commissione Europea ha affermato che sta continuando la sua investigazione contro Intel per possibili violazioni antitrust simili a quelle sopra descritte e sta cooperando con le autorità giapponesi. "Non è necessario credere alla nostra parola quando si parla degli abusi di Intel; il governo giapponese ha condannato Intel per le sue condotte illegali." ha affermato Thomas M. McCoy, executive vice president, legal affairs and chief administrative officer di AMD. "Noi incoraggiamo le autorità di tutto il mondo a guardare con attenzione ai meccanismi anomali del mercato, ed ai danni ai consumatori che le pratiche commerciali di Intel stanno causando nelle loro nazioni. Intel mantiene profitti monopolistici illegali a spese dei consumatori e dei produttori di computers, i cui profitti sono già sottili come una lama di rasoio. Ora è il momento per i consumatori e l'industria mondiale di liberarsi dal monopolio abusivo di Intel." Il ricorso di 48 pagine, redatto dopo un'intensa attività investigativa dal principale legale esterno di AMD, Charles P. Diamond, dello studio O'Melveny & Myers LLP, descrive in maniera dettagliata numerosi esempi di ciò che Diamond descrive come "uno schema globale pervasivo finalizzato a impedire ai clienti di Intel di trattare liberamente con AMD a discapito dei clienti e consumatori mondiali". Secondo il ricorso, Intel ha illegittimamente mantenuto il suo monopolio, tra l'altro: * forzando i maggiori clienti quali Dell, Sony, Toshiba, Gateway e Hitachi a concludere accordi di esclusiva in cambio del pagamento di somme di denaro, di prezzi discriminatori o sussidi alla vendita condizionati all'esclusione di AMD; · Secondo rapporti di settore, e come confermato dal JFTC in Giappone, Intel ha pagato a Dell ed a Toshiba ingenti somme di denaro per non fare affari con AMD. · Intel ha pagato a Sony milioni di dollari per l'esclusiva. La quota di AMD dei prodotti Sony è passata dal 23% nel 2002 all'8% nel 2003, allo 0% fisso dove è oggi. * forzando altri grandi clienti quali NEC, Acer e Fujitsu a concludere accordi di esclusiva parziale condizionando ribassi, disponibilità e market development funds (MDF) all'accordo del cliente di limitare drasticamente o rinunciare del tutto ad acquisti da AMD; · Intel ha pagato a NEC svariati milioni di dollari per fissare dei tetti agli acquisti di prodotti AMD da parte di NEC. Questi tetti assicuravano ad Intel almeno il 90% degli affari di NEC in Giappone ed imponevano a livello mondiale un limite alla quantità di affari che NEC poteva fare con AMD. * ponendo in essere un sistema di ribassi discriminatori, retroattivi attivati da un livello di acquisti così elevato da avere intenzionalmente l'effetto di negare ai clienti la libertà di acquistare significative quantità di microprocessori da AMD; · Quando AMD è riuscita ad entrare con successo nella roadmap di HP per la vendita al dettaglio di computers portatili, Intel ha risposto non pagando ad HP la somma relativa ai ribassi stabiliti per l'ultimo trimestre del 2004 e rifiutando di soprassedere al mancato raggiungimento dell'obbiettivo prefissato per i ribassi; Intel ha permesso ad HP di recuperare la sua mancanza nei trimestri successivi dietro la promessa di dare ad Intel almeno il 90% della cifra d'affari nella grande distribuzione. * minacciando ritorsioni contro clienti per l'introduzione di computers basati su tecnologia AMD, in particolare in segmenti di mercato strategici come quello dei desktops per il settore delle imprese; · L'allora CEO di Compaq Michael Capellas disse nel 2000 cha a causa del volume d'affari dato ad AMD, Intel aveva annullato la fornitura di cruciali microprocessori per server. Dicendo che "aveva una pistola puntata alla testa" comunicò ad AMD che era costretto a smettere di comprare da loro. · Secondo gli amministratori di Gateway, la loro azienda ha pagato un prezzo salato per i suoi pur limitati rapporti con AMD. Essi affermano che la ritorsione di Intel "li ha ridotti a guacamole". * stabilendo e mettendo in atto quote per i rivenditori chiave quali Circuit City o Best Buy, chiedendo loro di tenere in stock esclusivamente od in maniera preponderante computers Intel, limitando artificialmente la scelta dei consumatori; · AMD è stata completamente esclusa da Media Markt (MediaWordl), il più grande rivenditore di computers in Europa, il quale detiene il 35% delle vendite al dettaglio in Germania. · Office Depot si è rifiutata di tenere in stock notebooks con microprocessore AMD indipendentemente dal supporto finanziario promesso da AMD, citando il rischio di ritorsioni da parte di Intel. * forzando i produttori di PC ed i partner tecniologici a boicottare il lancio o la promozione dei prodotti AMD; · L'allora CEO di Intel Craig Barrett minacciò al presidente di Acer "serie conseguenze" per il supporto al lancio del processore AMD Athlon 64. Questo coincise con l'inspiegabile ritardo da parte di Intel nel pagare 15-20 milioni di dollari in market development funds dovuti ad Acer. Acer si ritirò dal lancio del processore nel settembre del 2003. * abusando del proprio potere di mercato e forzando l'introduzione nel settore di standards tecnologici e prodotti che hanno come scopo principale quello di handicappare AMD sul mercato. · Intel ha rifiutato ad AMD l'accesso al consorzio per la Tecnologia avanzata DRAM, limitando la partecipazione di AMD a decisioni critiche sugli standard di settore capaci di influenzare i suoi affari. · Intel ha disegnato i suoi compilers, che trasformano i software in linguaggio leggibile dalle macchine, in modo tale da degradare le prestazioni dei programmi se operati su di un computer fornito di processore AMD. Il testo completo del ricorso è disponibile all'indirizzo : http://www.amd.com/breakfree Pubblicazioni di punta quali The Wall Street Journal, The Washington Post, The Economist, San Jose Mercury News e CNET hanno riconosciuto AMD come il leader nell'innovazione nei microprocessori. AMD ha raggiunto la leadership tecnologica in settori critici del mercato dei processori x86, in particolare con il suo microprocessore AMD Opteron, il primo processore a portare lo standard x86 da 32 a 64 bits, e con i suoi processore dual-core. La società ha anche ribadito il suo impegno ad aiutare la diffusione di capacità di calcolo e connessione ad internet per il 50% della popolazione mondiale per il 2015. Conference Call per la stampa e gli analisti Hector Ruiz, chairman, president e CEO di AMD; Thomas M. McCoy, AMD executive vice president, legal affairs and chief administrative officer; e Charles P. Diamond, partner di O'Melveny & Myers, LLP e principale consulente legale esterno di AMD discuteranno i dettagli del ricorso antitrust contro Intel oggi alle 9.15AM PDT in una conference call audio. Subito dopo i loro commenti ci sarà una sessione di domande e risposte. Dial-in number: +1 (651) 291-0618 Code: 786995 Replay number: (800) 475-6701 in North America +1 (320) 365-3844 outside the U.S. Code: 786995 L'audio della conference call sarà disponibile dal vivo e nei 10 giorni successivi al seguente indirizzo: www.amd.com/breakfreewebcast. La posizione di AMD sulla concorrenza aperta e leale AMD si batte per una concorrenza aperta e leale ed i valori e la diversità che la concorrenza garantisce sul mercato. La tecnologia innovativa di AMD permette agli utenti di essere liberi di raggiungere nuovi livelli di prestazione, produttività e creatività . Imprese e consumatori dovrebbero avere la libertà di scegliere fra una gamma di prodotti competitivi che derivano da una continua innovazione. Quando le forze di mercato funzionano, i consumatori hanno scelta e tutti vincono. Per maggiori informazioni si veda http://www.amd.com/breakfree.
  2. Vi ringrazio per i vostri commenti che potrebbero far maturare in me idee differenti da quella attuale. Comunque mi permetto di aggiungere un'osservazione che davo come scontata ma che probabilmente non la è per tutti così scontata. Noi utenti Apple non siamo forse stati da sempre contro i monopoli ? Direi proprio di sì. Ed allora perchè adesso ci sono Mac user che accettano così di buon grado il fatto di dare, in in futuro molto vicino, soldi ad quella specie di monopolio che è Intel ? Non è forse paradossale per noi Mac user finanziare ed ingigantire ulteriormente il colosso Intel ? Si consideri la quota inerente al mercato cpu di Intel: 81,7% a maggio 2005 (fonte www.eweek.com, www.hwupgrade.it, ecc. ecc.). Questa quota è scandalosamente alta. Si consideri inoltre l'esempio pessimo di politiche commerciali illegali che Intel ha praticato in Giappone. Da che mondo e mondo il monopolio è sempre stato giustamente considerato pericoloso ed i motivi non mi metto di certo a spiegarli quà perchè non c'è bisogno in quanto sono autoevidenti. Era forse "l'ultima spiaggia" Intel ? E cpu come gli SPARC di Sun o i MIPS su SGI dove li lasciamo ? Non era forse possibile stringere patti con queste società ? Ci sono poi piccole società come Transmeta che producono tecnologia innovativa ed interessante. Ma forse anche con l'iniezione di denaro di Apple, queste società non sarebbero riuscite a sfornare abbastanza cpu per far fronte alle richieste o ci sarebbero stati altri problemi così come è già stato detto per AMD (bisognerebbe vedere se questi problemi sono però fondati), la quale tecnicamente, "eticamente" e antimonopolisticamente parlando era molto molto meglio di Intel. L'avrei infinitamente preferita. Non so per voi, ma per me è molto fastidiosa l'idea di contribuire ad un monopolio. Cerco sempre di scegliere quei produttori non in condizioni di monopolio o simil-monopolio. Saluti e grazie per l'attenzione.
  3. Salve, sono nuovo di questo forum. Desidero comunicarvi che ho avviato un'impresa molto probabilmente utopica ma nella quale mi auguro possiate credere anche voi. Ho creato una petizione on-line contro l'adozione da parte di Apple delle cpu prodotte da Intel. Chi volesse sottoscriverla deve andare su questo link: http://www.PetitionOnline.com/AICPU/petition.html Vi invito naturalmente a diffondere questo link per poter far crescere il più rapidamente possibile il numero di adesioni. Un'altra cosa utile che si può fare è scrivere e-mail di protesta ad Apple Italia ed Apple U.S.A. Ad esempio nella sezione "Novità " del sito di Apple Italia viene pubblicata la notizia dell'impiego di cpu Intel dal 2006. Cliccando su questa voce potrete accedere all'e-mail della responsabile dei contatti stampa e pubbliche relazioni. Scrivetegli la vostra protesta. Tra le altre cose utili ci può essere quella di scrivere alle riviste specializzate su Macintosh (la stampa ha sempre il suo peso). Si è sempre detto che l'unione fa la forza, percui facciamo in modo che questo proverbio possa risultare vero anche stavolta. Avanti, procediamo uniti contro lo scempio di questa decisione aberrante di Apple!!! Certo della vostra adesione vi invio i miei saluti.