iAlligator

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  1. Tanti saluti da Tartufa. Mi ha detto che con 'lui' non ci uscirebbe mai perché non le piacciono gli asini. Lei va solo con i cavalli.
  2. Non fate l'errore di pensare che sia possibile leggere PDF sugli eReader. Specialmente quelli che si scaricano gratis sono versioni elettroniche, spesso beta, che qualche dipendente, magari frustrato, ha messo in rete. Sono documenti formattati a più colonne, con riquadri separati ed altre soluzioni tipiche dei libri stampati che non possono essere visualizzate dagli eReader, anche se hanno un decoder pdf. Questo perché i PDF non scorrono, non rifluiscono e non c'è un ordine di sequenza delle colonne e dei blocchi. L'unico modo è di leggerli usando lo zoom, facendo il panning verticale (che sarebbe ancora niente) ed orizzontale ad ogni riga. Un incubo persino con display da 9 o 10 pollici come l'Asus DR900 od il Kindle DX. L'Asus poi è una schifezza per tutta una serie di altre ragioni. Una soluzione che ho provato per una cinquantina di libri, poi mi sono stufato, è di rifarli da zero. Io 'lavoro' su Windows e dunque non so quanto possa esser utile quanto sto per dire, ma, già che ci sono, finisco il discorso. In pratica esportavo i PDF in HTML senza CSS usando Infix PDF Editor 4, poi toglievo tutti i tag superflui con Detagger. Una volta ottenuto un lungo documento lineare e che rifluiva, lo importavo in Namo eBook Editor dove lo dividevo e rifinivo, esportandolo infine come .ePub. Ci voleva un po' di tempo... Purtroppo non si possono usare i convertitori universali da tutto a tutto perché di tanti non ne ho trovato uno in grado di esportare codice HTML+CSS (l'ePub deriva dall'HTML) o DOC accettabile. Anzi: nella totalità dei casi, vorrei dire, il codice era vergognoso, con un CCS per riga quando non parola, ed un totale di codice superiore al testo del libro. Questi programmi spazzatura esportano libri con pagine così pesanti da richiedere tempi tragicomici per la visualizzazione. L'unico che generava pagine ragionevolmente leggere è Calibre ma l'impaginazione di PDF complessi falliva miseramente. - Il 10 di dicembre Amazon dovrebbe spedirmi il PaperLight. Vi dirò come va.
  3. Proviamo un po' di filtri, quelli che piacciono tanto ai papi. A ri-saluti dal bosco.
  4. Mi dicono che devo andare nel bosco ma ci sono già stato... a fare ancora qualche immagine per conoscere meglio la Fuji X10. Più 'amateurish' di così proprio non ce la faccio.
  5. Bel vetro, anche se, oggi, tutto quanto non sia piccolo e/o disimpegnato finisce fuori dal mio concetto di fotografia. Il Cinema è un altro paio di maniche; come si dice.
  6. Bene, direi. Anch'io avevo una compattina nuova da provare: la Fuji X10. Tu che obiettivo hai preso? La focale sembra dagli 80mm in su. Post scriptum. Ecco una rosa di novembre, audace e per nulla intimorita dai funghi...
  7. Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione. Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitío che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, nè il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancóra, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immersi noi siam nello spirto silvestre, d'arborea vita viventi; e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione. Ascolta, ascolta. L'accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce; ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall'umida ombra remota. Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne. Sola una nota ancor trema, si spegne, risorge, trema, si spegne. Non s'ode voce del mare. Or s'ode su tutta la fronda crosciare l'argentea pioggia che monda, il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell'aria è muta; ma la figlia del limo lontana, la rana, canta nell'ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove! E piove su le tue ciglia, Ermione. Piove su le tue ciglia nere sìche par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le pà lpebre gli occhi son come polle tra l'erbe, i denti negli alvèoli con come mandorle acerbe. E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti (e il verde vigor rude ci allaccia i mallèoli c'intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove! E piove su i nostri vólti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri m'illuse, che oggi t'illude, o Ermione.
  8. Me lo auguro. Il design europeo, specialmente tedesco, nordico - basato più sull'accoppiamento di materiali diversi dello stesso colore che viceversa, resta un'altra cosa anche per il più minimalista dei design industriali d'America; ma almeno l'eccesso di finte cromature nella grafica, tipo cruscotto delle Cadillac anni settanta, potrebbero evitarlo. Oltretutto c'è incoerenza fra il minimalismo dell'oggetto e l'opulenza barocca, un po' Kitsch e provinciale, di interfaccia grafica ed applicazioni; già da molti percepita come obsoleta. Va detto che il gusto americano è diverso ed ancora di più lo è quello dei paesi emergenti. Penso all'India, dove le dorature piacciono (...) ed ai paesi asiatici od africani, che rappresentano il futuro, data la saturazione del mercato europeo/nord-americano che non potrà essere affrontata in eterno con il solo fumo del marketing. Certo che gli scaffali simil-legno alla iBooks non ha il coraggio di venderli nemmeno l'Ikea.
  9. Bene, siamo qui ad aspettare che tu ci dica quale. Vedi, uso anch'io il Pluralis Majestatis, così siamo uno pari. Anzi uno impari. Non sapevamo tu fossi a conoscenza del confine, ahimè piuttosto incerto, fra volgare e colto. Noi per volgare intendevamo "d'uso comune" e ci sembra che, da questo punto di vista, detto termine sia effettivamente molto usato per denotare la ridondanza tipica dei particolari estetici privi di alcuna funzione. Notiamo, poi, che inizi i periodi con la congiunzione. Non si fa: E' un errore tanto nell'italiano colto quanto in quello volgare. In quanto all'aggettivo, se lo fosse... Per piacere, ripassa il congiuntivo imperfetto. Grazie, comunque, per averci insegnato che i sostantivi, a differenza degli aggettivi, si scrivono maiuscoli. Non lo sapevamo. Dipingere una finestra costa molto meno che farla e da lontano sembra vera. Immaginiamo che fosse questa la logica, di tipo comparativo. Siamo perfettamente daccordo. Non solo le parole ma anche (e sopratutto) le caccate. Di tutti, non solo dei genovesi. Noi non siamo genovesi. Dai ch'è ora. Su, sgancia...
  10. I genovesi dipingevano le finestre sui muri delle case ma lo facevano per risparmiare. In italiano volgare penso che l'aggettivo 'Barocco' si presti abbastanza bene.
  11. Per ibrido non intendevo un complesso di interazioni fra le lenti piane di cui al progetto e il post-processo elettronico (per modificare la lunghezza delle onde elettromagnetiche percepite?) ma tra questo e gli obiettivi assemblati con lenti tradizionali.
  12. Nel frattempo si potrebbero realizzare obiettivi ibridi, opto-elettronici, dove il processo elettronico non si intenda come correzione dei difetti residui di un obiettivo ma sia tutt'uno con il progetto ottico, in modo che questo possa farsi in funzione di quello. Vuoi vedere che li stanno già producendo? Comunque 1.000µm non sono poi cosi' lontani dai 700µm del rosso od anche dai 400µm del blu all'estremo opposto dello spettro visibile.
  13. Authoring Works 5 è un ottimo software semipro per DVD e Blue Ray che supporta i file multi layered di Photoshop e la suddetta procedura per 99.5$. BDSharp è un buon software professionale di Blue Ray per meno di 1.000$, così come lo è Easy BD che nella configurazione più completa (comprensiva di IG Editor per la realizzazione dei menù) costa 1.199$. Infine Do Studio è un ottimo software professionale di Blue Ray che ora Sony distribuisce a partire da 2.995$, 1/20 del prezzo di Blue Print. Scenarist BD parte da molto meno: 10.000$, mi sembra, compreso il plug-in di Photoshop per la realizzazione dei Menù interattivi.
  14. Tutti i software professionali di DVD e Blue Ray Authoring si appoggiano a Photoshop per la realizzazione dei menù. Basta nominare nel modo prestabilito i diversi layer di Photoshop perché, una volta importati nel software di authoring, ogniuno prenda la sua funzione: Un livello la grafica del pulsante in stand-by, un altro quella di quando è schiacciato; un altro ancora la maschera che delimità la zona sensibile al click e così via. Volete dirmi che Final Cut X, che pur importa i file multi layers di Photoshop, non supporta questa procedura? Sarebbe pazzesco, pazzescamente amatoriale...
  15. Flat lens offers a perfect image. Altro che Fresnel o fresnel like, come le lenti multistrato di alcuni zoom e tele compatti di Canon che le chiama 'Multi-Layer Diffractive Optical Elements'. http://www.seas.harvard.edu/news-events/images/Phaseshiftdiagram.jpg/image_large Federico Capasso