iAlligator

Members
  • Posts

    369
  • Joined

  • Last visited

Everything posted by iAlligator

  1. iAlligator

    Hola!

    ...pensa a quelli che te lo hanno fatto.
  2. E' noto sin dagli studi di Lévy-Bruhl come la mentalità primitiva ignori le cause secondarie...
  3. Karl Kraus diceva che 'In un vero ritratto si deve poter riconoscere quale pittore rappresenta' (anche che 'l'aforisma non corrisponde mai con la verità ; o è una mezza verità od una verità di mezzo') ma è noto quanto Kraus amasse l'inversione 'meccanica' dei concetti e quindi presumibile come l'opinione comune dovesse affermare il contrario. Sto pensando di realizzare qualche foto ma finché non ho niente di nuovo da dire mi astengo. Non saranno proiezioni polari alla Alexander Pushkin (Alain).
  4. Raffaello, io non ho mai creduto nella contrapposizione arte/tecnica ed infatti ho messo i due fattori dell'espressione in rapporto complementare. Ho detto che l'arte è esterna al mezzo tecnico della fotografia e che lo intergra, frapponendosi, per così dire, tra la camera e la realtà inquadrata; filtrando lo specchio per trasformare la rappresentazione in illustrazione. Ho detto che la fotografia è un mezzo limitato all'ambito d'intersecazione fra il messaggio concettuale, che richiede un vissuto compatibile per essere compreso, con la derivazione della forma dall'estetica pittorica cui la fotografia risulta conseguentemente subordinata. Ho detto anche che alla base dell'estetica pittorica c'è la morale inespressa perché non funzionale ad alcun bisogno sociale e purtuttavia latente. Posso aggiungere che se un sottosistema della pittura c'è questo potrebbe essere la geometria. Ho detto anche ch'è più facile per un artista con poca tecnica esprimenrsi, rispetto ad un tecnico con poca arte: sebbene a metà strada entrambi dovrebbero avere identiche possibilità teoriche. L'iconscio è in tutti noi ed emerge sempre a prescindere dalla nostra intenzione o capacità per far felici gli psicologi che così lo studiano; non è detto che lo capiscano ma almeno ci provano. Se non fosse così non sarebbe inconscio... Quanto inconscio c’è in uno scatto di Henri Cartier-Bresson? Ma insomma, decidiamoci: Un fotografo è bravo quando tira fuori l'anima del soggetto che fotografa o la sua? Ciao. Ps: L'unica persona in grado di confutare perfettamente una teoria è colui che l'ha formulata.
  5. Giusta considerazione ma riguarda la tecnica ed infatti oggi è il progresso tecnico che permette alla macchina fotografica di esporre e mettere a fuoco automaticamente. L'informatizzazione dei canoni compositivi basterebbe anche a determinare la composizione; la divisione in sesti dell'inquadratura combinata con la cd. regola aurea bastando a garantire un risultato migliore di quello normalmente ottenuto della maggioranza dei turisti, qui assunti in rappresentanza dell'uomo comune: L'uomo che si innamora al chiaro di luna perché se questo è bello e la sua donna (od uomo) pure..figurateli tutti e due insieme... Fermo restando quanto detto sopra, nella peggiore delle ipotesi ci troveremmo davanti una foto sovra (o sotto) esposta, fuori fuoco e 'brutta' ma pur sempre una foto a tutti gli effetti, formalmente perfetta. Sono daccordo salvo con la conclusione. La maggior parte delle persone non è semplicemente interessata e spesso a niente. Chi dica di non essere in grado di sviluppare alcuna sensibilità è già sulla buona strada: quella che comincia con l'interrogare se stessi in merito a qualcosa. Non è possibile. Senza la tecnica un artista non può esprimersi.Gli artisti che disdegnino la tecnica auto-limitano le proprie potenzialità . Ci sono però livelli intermedi. Fra la teorica, totale conoscenza della tecnica corrispondente ad un'arte inversamente proporzionale ed un'altrettanto teorica, totale potenzialità artistica, cui corrisponda un'ignoranza tecnica uguale e contraria, l'equilibrio favorevole è spesso più vicino al secondo caso di quanto non lo sia al primo, per l'evidente ragione che un tecnico totale che non disponga di alcuna ispirazione artistica non avrebbe niente da dire attraverso il mezzo che pur conosce perfettamente.
  6. E perché non a parole? Avrei giusto qualcosa da aggiungere sulle foto polari di Alain... - Riconsiderando la questione sulle sulle proiezioni polari da un punto di vista filosofico, invece che pratico, se cioè esse siano o meno fotografie, sono giunto alla stessa conclusione, sebbene percorrendo una strada molto più lunga, e cioè che nemmeno a questa stregua le proiezioni polari sono fotografie. Il ragionamento diverso merità d'essere descritto e comincia con la più generica delle domande cui ne consegue la più classica: (1) Cos'è la fotografia e (2) E' arte? Inutile premettere che le opinioni sono molte e contrastanti; e chiunque rifletta ha tanti dubbi quante sono le teorie che formula per cercare sollievo dall'ansia che tipicamente genera un processo di sistemazione logica lasciato in sospeso. Cos'è allora la fotografia dal punto di vista filosofico? Io penso che sia la riproduzione meccanica, punto per punto della realtà . E' dunque arte? No. La fotografia è quella fatta dai turisti che inquadrano la famiglia davanti al panorama, stando attenti a che si veda tutto come nella realta e a che non vengano tagliati i piedi dei parenti. Tutte le forme (impropriamente definite) artistiche di fotografia sono derivazioni che aggiungono al modello originale di riproduzione meccanica attributi ulteriori di rappresentazione della realtà il cui risultato è tanto più astratto quanto maggiore è la distanza dal modello originale. Nell'ulteriore sta l'arte, non nella fotografia. Ne vale eccepire la specificità del linguaggio alla base della tecnica fotografica, per esempio l'uso di ottiche dalla prospettiva diversa rispetto a quella dell'occhio umano o della profondità di campo. Nel primo caso perché la distorsione prospettica, l'uso di una diversa prospettiva precede l'invenzione della fotografia e basterebbe il termine distorsione a definire il tipo di rapporto con l'originale; ciò a prescindere dal fatto che l'occhio umano abbracci 180° e sarebbe perciò più idoneo parlare di angolo d'attenzione. Nel secondo perché si tratta di un limite imposto dalla fisica degli obiettivi. I limiti tecnici possono esssere usati in modo artistico (vedi la cd. Lomografia) ma non sono fattori artistici in quanto tali. La fotocamera non è per il fotografo ciò che il pennello è per il pittore, lo scalpello per lo scultore o la penna per lo scrittore in quanto i primi tre strumenti da soli non producono alcun risultato mentre una fotocamera cui cadesse un sasso sul pulsante di scatto realizzerebbe una fotografia completa di tutte le sue prerogative. A questo punto si potrebbe quasi concludere che la proiezione polare non è una fotografia perché ne costituisce una distorsione ma ciò, pur evidente, riguarderebbe la sola forma. Da un punto di vista sostanziale il ragionamento va fatto sul messaggio. L'arte crea stati emozionali dalla combinazione originale di significati pre-esistenti e condivisi, presupponendo sempre la/una morale. Abbiamo poi detto quanto la fotografia non sia arte, cioè raffigurazione della realtà , ma specchio. Analizziamo ora quelle, fra le fotografie, che maggiormente ci colpiscono per il messaggio. Ci accorgeremo della natura concettuale e non emotiva del medesimo. Ciò che impressiona in un reportage di guerra è la guerra e non la sua fotografia. E lo stesso vale per tutti i generi fotografici dove anche quando il significato è subordinato alla forma, la parte artistica sta nella rappresentazione, nella interpretazione della realtà ; fattori che sono estranei alla fotografia puramente intesa. Tutti i messaggi sono concettuali, usano il fotogramma come il vagone di un treno merci dove viaggiano scomposti, sostanzialmente decorrelati dai segni grafici in cui sono imballati, e pronti per essere rimontati nel nostro cervello che ricorre a categorie pre-esistenti dell'esperienza. Chi non abbia vissuto resta indifferente perché non ha nulla da ricordare, alcuna esperienza da associare e chi abbia avuto una vita diversa troverà condizioni di difficoltà interpretativa crescente in funzione della diversità delle esperienze avute rispetto all'autore della fotografia. Ne consegue un passo importante che va oltre l'immediatamente intuibile: e cioè che la limitatezza delle esperienze condivise, unitamente ai limiti tecnici del mezzo fotografico riducono l'ambito estetico, di potenziale apprezzamento della fotografia ad uno spazio assai angusto di chiara ispirazione pittorica; ispirazione che basta a collocare la fotografia in prospettiva di subordibazione rispetto alla pittura. E questo è il punto: Ciò che ci permettere di distinguere una bella fotografia da una che non può esserlo e, per estensione, una fotografia tout-court da ciò che non può essere considerato tale. Evito la dietrologia sulle origini dell'estetica nella pittura, che potrebbe anche risiedere nella parte inespressa della morale: Della morale intra-intellettuale, come Bergson chiama quella naturale per distinguerla dalla sovra-intellettuale conseguente allo slancio progressista del genere umano; ed inespressa, non canonizzata perché originariamente non funzionale ad alcun bisogno sociale immediato. Quando giriamo per la campagna d'estate, le sensazioni più tipiche che proviamo non sono traducibili dal mezzo fotografico, persino quando siano fondamentalmente visuali. Le giornate assolate con il cielo bianco e le cicale non sono fotogeniche anche se risultano quelle in grado di meglio evocare la stagione, e quindi l'ideale di fotografia trasparente che ambisce a comunicare direttamente l'emozione, invece del concetto, risulta impossibile perché si tradurrebbe in immagini la cui sensazione negativa, dovuta allo scostamento dell'ideale pittorico, sopravanza la sensazione positiva eventuale. Eventuale perché ristretta a chi abbia esperienze associabili. Discorso che, per estensione, come da premessa vale anche al fine della determinazione di cosa possa considerarsi fotografia e cosa no. A dire che non essendo mai stati nella mente di un alieno con una visione polare del mondo, ne di un rapace che voli sulle montagne avendo di esse la medesima raffigurazione, non possiamo ricostruire un messaggio che richiede una esperienza precedente di cui siamo sprovvisti. Chi voglia più libertà comunicativa (al vero molta di più) farà bene a rivolgersi al Cinema, la cui multisensorialità complessa si presta assai bene alla traduzione delle emozioni. Certamente meglio della fotografia.
  7. Ci sono limiti convenzionali che separano le arti visuali come tutte le cose del mondo. Lo scopo è più pratico che concettuale ed infatti chi si inoltri per le differenze concettuali capisce presto di non poter arrivare in alcun luogo. Non di meno servono. A separare l'impressione termica, dovuta ai raggi infrarossi, da quella propriamente derivante dalla radiazione dello spettro visibile all'occhio umano; oppure quella causata dalla variazione della pressione atmosferica dalle onde elettromeccaniche percepite dal sistema uditivo e quest'ultime dalla musica. Prima che fra diversi generi musicali cosa distingue un segnale percepito di tonalità variabile dalla musica propriamente intesa? La cacofonia? La casualità ? Le risposte sono contestuali, mutevoli eppure ancora utili. Il discorso che fai sui rapporti fra angolo di campo e distanza di visione è sbagliato perchè non tiene conto di due fattori determinanti: (1) la dimensione della stampa visionata e (2) la distanza di visione. La modifica di questi ripristina l'equilibrio iniziale ma non è questo il punto giacché si tratta sempre di variazioni marginali, molto all'interno dei limiti convenzionalmente riconosciuti al concetto di fotografia. Poi c'è la sfera di Escher, si, che puoi replicare fotograficamente (forse) usando una grande sfera da giardino come questa. La dimensione è importante perché volendo ricomprendere l'ambiente esterno ti serve un'ottica grandangolare. Bisogna vedere, però, non è facile previsualizzare. Se invece vuoi solo fare un'immagine di 360°x180° puoi cercare una sfera di acciaio inossidabile di precisione. La lavorazione di precisione è necessaria perché ogni asperità si trasforma in relativa distorsione geometrica dell'immagine finale. Usi un tele macro, 100 o 200mm sul pieno formato, e riempi l'inquadratura. Poi i programmi capaci di rimappare una proiezione sferica sono molti; a partire dallo storico plug in di Helmut Dersch per Photoshop. E' una tecnica molto usata per realizzare le mappe di riflessione ambientale usate nella modellazione 3D. A titolo di curiosità metto i link ai seguenti sistemi di foto panoramica/cattura ambientale 360°x180° a singolo scatto che usano, appunto, la tecnica in parola. 0-360 - Giroptic - GoPano - Girocam.
  8. Non le considero fotografie ma immagini grafiche realizzate distorcendo una fotografia usata come semplice punto di partenza. Se la 'ricalcassi' con forme vettoriali in Illustrator mi piacerebbe di più. Poi: Non puoi conoscere altra visione che quella umana e non puoi chiamare la distorsione di questa una visione non umana. Sebbene tutto sia possibile, la puoi solo ipotizzare. - Gli avverbi sono un mio difetto. Dovrei usarne di meno.
  9. Se per questo, foto così - che a me non piacciono perché completamente astratte, bastano due scatti contrapposti con un 8mm od un 4.5; insomma un fisheye circolare. Io usavo questo sistema. Oppure un teleobiettivo (si, un tele) ed una sfera a specchio... Escher Mano con sfera riflettente, 1935, litografia. Cm 31,8x21,4.
  10. A beneficio degli utenti che seguano passivamente questa discussione vorrei solo chiarire come il rendering demandato alla scheda video non sia affatto uguale a quello calcolato dalla CPU. La compressione mpeg/h264 menzionata quando fatta via CUDA od Pure Video (o tramite le librerie Matrox) è completamente diversa e di qualità molto inferiore a quella ottenibile dai migliori algoritmi software. So di persone che usano un solo core della CPU per evitare che ogni frame venga diviso fra più flussi. Immaginate i processi paralleli di una GPU e concludete da soli. E' più veloce ma in ambito professionale questa velocità non serve a niente. Per quanto riguarda i zilioni di core di cui amabilmente discettate, non sono mai riuscito a capire l'esigenza di processare file 1080p a piena risoluzione, specie se visualizzati in una anteprima di 640x360. Il Cinema si è sempre montato off-line, con file video di bassa definizione allo scopo di esportare la cut list. Personalmente capisco la piena risoluzione solo nel grading con un sistema calibrato, monitor o proiettori esterni e luce ambiente misurata. Ma a questo punto tanto vale una stazione di lavoro dedicata. E' mia intenzione produrre un docu quanto prima* e lo farò montandolo con Proxy DV che sostituirò prima del rendering. - Certus an incertus quando. Questione di soldi...
  11. Avrei un'idea migliore (cioè che mi piace di più). Se fossi un disegnatore/animatore farei un film con 'Il destino di una tazza senza manico'. Dall'omonimo racconto umoristico di Heinrich Böll. Anzi non capisco perchè nessuno l'abbia ancora fatto.
  12. Il forum è un luogo pubblico e quanto viene detto in un luogo pubblico può violare la legge. Per questo è opportuno (se non obbligatorio) conservare il log con tutti gli interventi, nonché l' ip da cui vengono spediti per evitare che chi abbia una password altrui od i permessi di modificare i messaggi degli utenti possa approfittarne indebitamente. Una persona in malafede può aggirare il problema ma non tutti sanno come e comunque è meglio di niente. Poi ci sono i controlli incrociati che spesso fanno il resto. Gli altri sono problemi marginali e tra questi la citata norma sulla cessione dei diritti d'autore alla casa editrice che, violando lo spirito del legislatore, tutto sommato è stabilita per scopi pratici di comodità nell'amministrazione del forum.
  13. I disegni a mano libera si fanno a 12fps e per stamparli è comunque necessario passare a 25. La sequenza non dovrebbe lampeggiare. Hai provato a raddoppiare il framerate usando un sistema diverso dalla semplice dupplicazione dei fotogrammi? Ne hai altri due: Il Frame Blending e quello basato sul morphing, vettoriale che ora non mi ricordo come Adobe lo chiami.
  14. Sarebbe più veloce perché richiederebbe meno scatti ma avrebbe una risoluzione proporzionalmente minore. Dall'epoca di Panotools, cioè dallo scorso millennio, i programmi (certamente Panotools che era una libreria senza GUI) correggono praticamente tutte le distorsioni geometriche ed il disallineamento fra i canali: Leggi aberrazione cromatica radiale. Per quella longitudinale ghe nient de fà . Grazie Carletto per avermi ricordato il milanese.
  15. mpeg e mov sono contenitori. Il primo può contenere mpeg-1 mpeg-2 ed mpeg-4, il secondo molti di più. Con quali codec hai fatto il confronto?
  16. E' difficile da dire così. AE opera in RGB. Potrebbe essere che il tuo blu ecceda lo spazio video in cui hai esportato il file da Pr. Prova un blu meno saturo e vedi se il problema si ripresenta.
  17. Come Walter Zapp, il fondatore della Minox. Particolare della Minox Riga, la prima.
  18. 250€ spesi benissimo. E' anche asincrono! Ti rifà perfettamente il clock. Disclaimer: Non l'ho mai provato. Di Audioquest uso i cavi Type4 che, per quello che costano, vanno benone.
  19. Ho tirato ad indovinare. Ho pensato che se lo chiamano K (Key) e non B (Black) a differenza di C (Cyan) M (Magenta) e Y (Yellow) è perché non viene considerato un colore al pari degli altri... Normalmente intende una sola pellicola per una sola lastra che puoi inchiostrare come vuoi. Una volta c'era pieno di pubblicazioni economiche con il testo solo blu o solo rosso. Altra cosa è la scala di grigi quando usa due retini per altrettante, differenti zone di densità dell'inchiostro. Se per nero da tricromia intendi quello ottenibile dalle sole pellicole CMY... sono daccordo: è quello che voglio dire anch'io. Circa l'impurità degli inchiostri che producono un eccesso di rosso in corrispondenza della massima densità ... posso aver fatto confusione con la stampa delle macchine inkjet che, però, come risultato sono simili alle offset con retini stocastici (FM). Mi riservo di chiarire con uno stampatore nei prossimi giorni. Odio le questioni in sospeso. Alludi alle tinte piatte? No Comment Dovevi essere di bocca molto ma molto buona. Io nel 1998 ho comperato uno scanner Polaroid per pellicola da 4.000DPI che ho ancora. I risultati erano ottimi con le dia perfette ma se c'erano problemi di densità eccessiva (dia con ombre troppo chiuse) era d'obbligo ricorrere allo scanner a tamburo della fotolito, con prezzi da infarto. Altrimenti aprendo le ombre perdevo le luci. - Post scriptum. Sono andato oltre il limite. La stampa non è il mio lavoro e neppure la mia passione.
  20. Tutti i visionari che inventano qualcosa lo fanno ricorrendo alla tecnologia disponibile, semplicemente perché dalla conoscenza disponibile parte ogni ragionamento. La creazione nasce dalla combinazione originale di fattori esistenti. Questo avviene ad ogni livello e quello di Jobs era la definizione e produzione dell'oggetto industriale giusto al momento opportuno. In questo Jobs si è rivelato imbattibile e questa è anche la fase più importante, almeno in un sistema capitalistico basato sul denaro privato e la legittima aspettativa di farlo fruttare. Senza le persone come Jobs le idee resterebbero sulla carta. La santificazione post mortem è poi una caratteristica che la nostra società mostra da sempre. Basterebbe stare attenti a non cadere nel cattivo gusto.
  21. Il nero in stampa non viene considerato un colore. K, Key serve a compensare l'impurità di CMY che da soli produrrebbero normalmente il marrone. Leggi eccesso di rosso. Guttuso chiamava il grigio un "non colore".
  22. I pantone sono colori 'corrispondenti'. Corrispondenti non alla realtà ma alla stampa realizzata con le medesime vernici. Ci sono anche altri standard.