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Olomarcolino

Mac In Town a Roma. Se solo Jobs sapesse....

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Se in un reseller Apple cercate scortesia, aprofessionalità e sguardo saccente, recatevi all'Eur al Mac Intown di viale Oceano Atlantico.

L'ultimo incontro (nel senso temporale e al contempo una promessa che mi sono fatto pro futuro) è di ieri, essendomi recato al negozio per far riparare un ipod nano con un pulsante difettoso. L'acidissima commessa insinua più volte che il mio nano è caduto in acqua, e più le faccio presente che ciò non è avvenuto, più lei proietta gli occhi al cielo

("oh no, il solito cliente che fa il bagno con l'ipod nel costume e pretende di far valere la garanzia") e, spazientita, mi dice è policy del negozio non fidarsi di quello che dice il cliente. Va nel retro bottega a consultarsi con il "tecnico" (figura apparentemente non abilitata alla riparazione e figura che nei 10 minuti di mia permanenza nella bottega non vedrò mai) il quale continua a mettere in dubbio la mia onestà.

Mi dice che negli ultimi modelli hanno messo una pellicola all'interno del jack delle cuffie dove, a seconda del colore, si rieswce a capire se l'ipod è caduto in acqua o meno. Ma l'incompetente commessa non è convinta neanche lei di questa tesi, buttata lì tanto per mandarmi via dalla bottega.

Le faccio gentilmente presente che, se anche stessi mentendo (del resto è solo il quinto ipod che compro nella vita, affiancato a due imac, una extreme, due esxpress e un'atv...), il problema è limitato al PULSANTE PLAY dell'apparecchio, che non funziona più perché apparentemente "indurito", mentre tutte le altre funzionalità sono integre: video, riproduzione musicale, videocamera... Se fosse caduto nell'adriatico, probabilmente non riuscirei a far funzionare le altre applicazioni, no? Le chiedo come questo tipo di problema possa essere legato ad un eventuale caduta in acqua dell'ipod... Nulla. Non risponde. Ma in fondo io vorrei solo un pulsante nuovo, non un nuovo ipod... Nulla. La loro policy è quella di mandare il prodotto all'unico store ufficiale per effettuare delle verifiche sulla presenza o meno di liquidi all'interno dell'apparecchio (e qui la quarta insinuazione sulla mia mancanza di onestà).

Inizia a trafficare con il terminale (mia nonna a confronto è una dattilografa) e dopo cinque minuti di mia attesa (nel mentre entra ed esce dal retro bottega), mi dice che comunque ci vorranno VENTI GIORNI per espletare la pratica, affinché mi dicano se, secondo loro, sto mentendo o meno. A seconda dell'esito della loro perizia, provvederanno ()o meno) alla riparazione in garanzia.

A questo punto la signora mi suggerisce di andare direttamente all'Apple Store di Roma Est, l'unico abilitato alla riparazione in loco degli ipod. Così dovrei fare prima dei venti giorni.

Ringrazio ed uscendo con addosso l'etichetta del *****, faccio 20 km circa per arrivare all'altro negozio dove, mi dicono, queste riparazioni le fanno solo su prenotazione. Utilizzando un mac book nel negozio, mi prenoto per il 1° settembre, facendo presente al personale che è stato l'apple store di roma sud a mandarmi da loro, senza dirmi che avrei dovuto prendere prima un appuntamento. "Non me lo dica" mi risponde gentilmente "li conosciamo bene quelli là...".

Evitate, evitate evitate. Vi aspettano ignoranza (del prodotto, delle procedure, ingoranza umana) e maleducazione .

Per me non finisce qui: scriverò all'Apple Italia. Un commesso (un commesso!!!) di un'azienda così importante non dovrebbe mai permettersi di insultare un cliente. Da noi (lavoro nel marketing di un'azienda con 3.000 dipendentei e che ha 70 punti vendita su tutta Italia) i venditori o gli addetti all'assistenza vengono formati sul prodotto ma anche, soprattutto, sull'educazione ed il rispetto per il cliente.

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Mi spiace, tra l'altro è costume cittadino trattare a pesci in faccia la clientela.

Uno appunto: il commesso del negozio all'Eur non ha nulla a che spartire con Apple (o Apple Italia), è un semplice commesso di un negozio che ha ottenuto la "certificazione" di premium reseller o quel che è lui.

Comunque fai bene a lamentarti con chi potenzialmente può rompergli le scatole.

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Mi spiace, tra l'altro è costume cittadino trattare a pesci in faccia la clientela.

Uno appunto: il commesso del negozio all'Eur non ha nulla a che spartire con Apple (o Apple Italia), è un semplice commesso di un negozio che ha ottenuto la "certificazione" di premium reseller o quel che è lui.

Comunque fai bene a lamentarti con chi potenzialmente può rompergli le scatole.

Confermo quanto detto da Gennaro: gli unici dipendenti Apple che vendono al pubblico sono i ragazzi degli Apple Store di Roma Est e Carugate (MI).

Tutti gli altri dipendono dal rispettivo negozio che è un negozio con certificazione di apple reseller.

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Premesso che le tue lamentele sono più che giustificate e pertinenti, ma permettimi di affermare e non so se lo è stato nel tuo caso, che un paio delle commesse che lavorano nel reseller da te citato sono proprio delle belle gnocche. ;)

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Be, ma se ti lamenti per così poco, allora non hai mai avuto l'onore di chiamare il call service di tim. Se vuoi sentirti veramente trattare come un delinquente, chiamali.

Ma qui si tratta di clienti che hanno comprato un bene di valore non indifferente, e per di più MAC.

Se mi compro un Mac invece di un comunissimo PC, pretendo di essere trattato come l'acquirente di una Rolls, non di un'Arna (ve la ricordate)? Un prodotto hi end lo è non solo per le caratteristiche "fisiche" ma anche per il servizio di assistenza post vendita e di customer relationship management. Uno si aspetterebbe almeno di essere trattato con dignità, non come un pezzente che cerca di smerciare un ipod rubato.

Negli mesi che ho passato a lavorare al call center della primaria società provider di internet non ho mai dubitato della veridicità delle affermazioni dei clienti, per quanto curiose alcune fossero.

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beh, quella che ha insultato me era di età avanzata e di aspetto poco gradevole.

considerando che, evidentemente, non è stata selezionata per le sue qualità empatiche e, apparentemente, non è stata selezionata per le sue conoscenze del mondo apple (se mi ha mandato a Roma Est senza dirmi che ci voleva un appuntamento...), che non è stato stata selezionata per le sue conoscenze tecniche (tant'è che il mini controllo sull'ipod l'ha fatto il tecnico nel retro bottega)... evidentemente i gusti in materia di donne del responsabile del punto vendita non sono come i nostri, sani maschietti.

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Ogni tanto dovrebbero mandare un mystery client per verificare la qualità del servizio. Non basta una location carina, dei bei prodotti e un'atmosfera "cool". Se poi il rapporto con il cliente è affidato ad un ex dipendente delle Poste della DDR (con tutto il rispetto per i dipendenti delle Poste Italiane), è facile che il marchio perda il suo appeal.

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Sembra la normalità negli Apple reseller, personalmente ho avuto diverse brutte esperienze presso uno ben noto di Padova (e chi é della zona sicuramente può confermare storie simili, i clienti si parlano tra loro, hint hint) dove chi entra viene sempre trattato con un' aria di sufficienza e infastidita, come se si andasse a disturbare il personale.

Se non si va per comprare almeno €1500 di materiale difficilmente ti rivolgono la parola e in paio di occasioni mi sono sentito addirittura rispondere frasi del tipo "mac mini? non ci abbassiamo a vendere niente sotto una certa cifra!" oppure "una tastiera BT? non ne abbiamo disponibili ma le dico che non ho intenzione di farle un ordine per così poco."

Inutile dire che basta attraversare la strada é c'é un MediaWorld con un discreto Apple corner o si può sempre comprare online.

Stupisce che rimangano in affari da anni.

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L'unica esperienza che ho avuto è stata ottima. A Bari, quando ho comprato il mio iMac. Può essere che sia così anche perchè un amico che conosceva uno dei tecnici ce lo ha consigliato, ma il dato di fatto è che sono stati disponibili e gentili sempre, prima e dopo l'acquisto.

Comunque fai bene a protestare. Assurdo che ti debbano dare dell'imbroglione senza neanche avere le competenze necessarie per fare un'affermazione certa.

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In Italia siete poco abituati a lamentarvi "concretamente" quando qualcosa non va, basta vedere come lasciate condurre la nazione senza fare nulla.

Come in molte altre cose, anche riguardo ai problemi di questo negozio ho potuto vedere i clienti che si lamentano ad alta voce tra di loro ma preferiscono cambiare punto vendita piuttosto che sollevare polemiche o contattare magari la casa madre, come invece ho fatto personalmente in un paio di occasioni.

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