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faxus

Computer Apple-I: venduto a un italiano per 156.000 euro

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complimenti! mi raccomando, poi facci sapere come va!...

comunque, per quel prezzo, un masterizzatore bluray ce lo potevano mettere, no????

Ehm..., non sono io che ho comprato.

Ero presente all'asta, ma la mia offerta iniziale era di ben 156 euro.

Poi è arrivato quello che ha aggiunto tre zeri...

Ha non solo non ha BlueRay, ma neanche Flash precaricato.

Le intenzioni si vedono fin dall'inizio...

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Ogni tanto mi capita tra le mani qualche vecchio computer.

L'idea iniziale è sempre "proviamo a metterci linux", oppure "proviamo il solito 10 print pippo 20 goto 10 30 run", chi non ha mai scaricato un emulatore c64 o apple II? Bellissimi, si riprende a giocare, si ride davanti alla "interfaccia" con quelle risoluzioni grossolane e caratteri tutti maiuscoli, un vero spasso, per 5-6 minuti.

vecchio hardware è solo vecchio hardware, i condenstori si guastano, le batterie del bios si scaricano, la resa dei sistemi è quella che è, appena dopo che passa l'effetto nostalgia si fa un bel sospiro e poi, si spegne tutto, non c'è molto altro da fare.

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vero. ma le cose si conservano per mantenere viva, o costruire, la memoria, non per essere usate. o meglio, per essere usate altrimenti. diversamente, e mi scuso per

l'accostamento irriverente, non si capirebbe perché si conservi il Meccanismo di Antykithera.

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sono d'accordo sul conservare, è solo che mi pare strano tutto questo attaccamento verso un circuito stampato con alcuni integrati sopra.

capisco un quadro, un'automobile rara, un aeroplano antico, una porcellana antica e via dicendo insomma, però questa per me è cosa nuova. di questo passo troveremo un giorno in un museo una scheda sonora AdLib? il primo sony walkman?

non saprei, io personalmente non vedo la magia di un oggetto artistico e nemmeno storico (lo so che ora tutti si scandalizzano, ma come è il primo apple, blasfemo!).

io vedo solo un prodotto, artigianale sicuramente, ma pur sempre un banale prodotto di 30 anni fa.

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un paio d'anni fa, mentre stavo facendo due chiacchiere con un conoscente che presiede la locale Officina della Memoria, gli ho posto una domanda...o meglio, me la sono posta a voce alta: com'è che riusciamo a capire così bene cosa significhi conservare le memorie del passato e siamo così poco attenti a tenere da parte un pezzettino del nostro presente, in modo tale che possa costituire parte della memoria per le generazioni future? mi riferivo agli inaffidabili supporti cui affidiamo il nostro presente che, in alcuni casi, diventa inaccessibile pure a noi stessi...tipo i floppy da 8 che ho ancora in casa, senza capire per quale cacchio di motivo continuo a tenermeli!!!...

ad ogni modo, perché un circuito stampato dovrebbe avere meno rilevanza di tutte quelle monete ammaccate e smorsicate, per giunta tutte immancabilmente fuori corso, di cui sono zeppi i musei? diamo tempo al tempo e nessuno noterà la differenza.

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probabilmente, anzi, sicuramente hai ragione, semplicemente non riesco a vedere ancora la Storia in aggeggi del nostro presente che produce in serie quantità impensabili di robaccia, magari nascerà pure una nuove specializzazione per archeologi tecnologi, forse il problema è solo mio e mi manca qualche cromosoma o c'è qualche turba genetica perché ad esempio:

i floppy da 8 che ho ancora in casa, senza capire per quale cacchio di motivo continuo a tenermeli!!!...

non arrivo così indietro ad avere degli 8" ma una discreta quantità di 5 1/4" sì. ogni mattina passavo davanti a quel mobile ed ogni mattina mi dicevo "cosa diavolo tengo a fare tutta quella porcheria, devo guardare lì dentro e buttare un po di roba"

finché un giorno a caso, mentre cercavo tutt'altro, sono finito proprio davanti al mucchio:

- questo lo teniamo, questo lo teniamo, questo è da buttare, no guarda...una rarissima copia di zaxxon in cga, e questo poi...lo cercavo da anni (il disco del linguaggio LOGO). no no tutta questa roba è da tenere, anzi colleghiamo uno dei due drive rimasti al sist...ops, come cacchio colleg...e no, ti prego non cercare un'interfaccia usb su internet.

l'unico pc compatibile rimasto non ha un'interfaccia per un floppy, vi sembrerà folle ma ho preso tutta la roba e...buttata via, bisogna prendere un grosso respiro. già che ero in vena distruttiva ci sono andati di mezzo pure i dischetti da 3.5" ma è rimasto il drive da 3.5", semplicemente perché se lo levo dal vecchio PC mi troverei un antiestetico buco nel case. anche questo drive però è collegato al niente.

eppure buttare quella roba non mi è sembrato così male come se avessi buttato chessò, vecchi spartiti che non suono più, album di famiglia o la soluzione autografa dell'ultimo teorema di Fermat. forse se i dischi fossero zeppi di dati miei sarebbe stato diverso, questo sì.

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non ho ragione, mi sto ponendo una domanda. anzi, più di una; ad esempio, vorrei capire se non ci sia una immensa presunzione (nonché una coda di paglia altamente infiammabile) nello stabilire oggi cosa dobbiamo assolutamente conservare per i posteri. Mi riferisco, ovviamente, ai nostri oggetti d'uso quotidiano.

personalmente non ritengo folle il buttare via; da anni ho smesso di pensare "lo tengo, perché potrebbe servirmi..." perché l'esperienza mi ha insegnato che non è mai vero. o quasi mai. i floppy stanno lì perché sono quattro, nella loro bella scatola di cartone bianco e non rompono. fossero stati anche venti, forse sarebbero spariti da un pezzo. o forse no.

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Negli ultimi anni mi sono interessato un po' al vecchio Olivetti M20, l'ho rimesso in piedi e ci ho giocato un bel po' anche pasticciando con l'hardware. Beh, stando alle quotazioni che vedo nelle aste di eBay, se lo vendessi rischierei di fare più soldi con quello che con l'iMac da cui scrivo, o con il portatile del lavoro... Non credo che sia un valido investimento per i posteri, comunque, ma almeno lo trovo un oggetto divertente da studiare.

Sono però d'accordo sulla necessità di gettare le vecchie robacce, altrimenti non se ne esce più.

vecchio hardware è solo vecchio hardware, i condenstori si guastano, le batterie del bios si scaricano, la resa dei sistemi è quella che è, appena dopo che passa l'effetto nostalgia si fa un bel sospiro e poi, si spegne tutto, non c'è molto altro da fare.

Beh, insomma... nel caso dell'M20 di cui sopra mi sono divertito a fare diverse cosette: programmarlo a basso livello, realizzare una schedina di espansione di memoria, realizzare un'interfaccia tra il bus proprietario che utilizzava ed una scheda di rete ISA ad 8 bit. E' una macchina sufficientemente complessa da risultare intrigante, ma non troppo per non essere al di fuori della portata mia e del mio saldatore :P

P.S. mi fa pensare che devo ordinare un rubinetto del riscaldamento di ricambio per la mia Fulvia :D

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Guarda, ho un vecchio G3 che sta perdendo la scheda video. Ho una mezza idea di aprirlo e metterci mano, non tanto per ripararlo ma per adattare monitor e hardware di un portatile. Ripararlo è al di fuori delle mie capacità, però smontare e rimettere altro credo sia fattibile, è un peccato ma quel case è così bello che a buttarlo proprio non ci penso.

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