Porta Thunderbolt ...


Xiaolin
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Eccone un altro: UltraStudio 3D.

Sei in ritardo: di 3 pagine ed oltre 3 mesi su questo thread, mentre l'apparato è uscito ben prima, quasi in contemporanea ai MBP primi ad avere quella connessione. Buon primo della serie abbastanza facilmente dato che è il fratello maggiore del modello già rodato USB 3 Intensity Shuttle.

Però l'indicazione nel post precedente è particolare, rispetto a tutte le altre nel thread, perché è ad un case esterno che si proporrà come ViDock, cioè come alloggiamento per un scheda video (ma non solo) che è da sempre un componente "interno" dei computer che conosciamo.

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In pratica un MacMini (col minimo sindacale di hardware) si potrà dotare di componenti molto potenti +o- come siamo abituati a pensare possa fare solo un MacPro. E così potranno fare gli iMac, i MacBookPro e persino gli Air, sebbene questi con qualche limitazione per l'attuale regime ridotto del loro controller Thunderbold.

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Anche Macity ne ha scritto (scopro adesso)

Non è una novità, è una rivoluzione che in un futuro molto prossimo contribuirà a decretare la fine definitiva dei "cassoni" sotto la scrivania prima ancora dell'irreversibile invecchiamento dei supporti ottici e degli HDD.

Qualcuno si è spinto persino ad immaginare, sin dai prossimi, iPhone ed iPad che attraverso esso governino pienamente un Thunderbolt Display.

Fantasia?

Guardate a questo link le pagine da 61 a 68 della slide show.

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Ok, ma l'interfaccia ExpressCard 2 ha una velocità di trasferimento di 5 Gbit/s (500 MB/s or 0.5 GB/s) mentre l'interfaccia Thunderbolt ha già ora un bitrate fino a 21.6 Gbit/s. Inoltre difficilmente vedremo una ExpressCard 3, mentre è del tutto prevedibile che l'evoluzione "ottica" a 100 Gbit/s di Thunderbolt sarà raggiunta in vari passi nei 10 anni previsti.

Se consideriamo che l'incremento di velocità sfruttata dal bus PCI Express interno di tutti gli attuali computer non progredisce più speditamente, fin'ora, possiamo tranquillamente concludere che le precedenti esperienze erano "costruite sulla sabbia", coi conseguenti "insuccessi commerciali", mentre questa ha le fondamenta solide per "stravolgere" l'architettura cui siamo abituati ... noi ed i costruttori di computer ... e non solo l'architettura elettronica, ma anche quella fisica viste le possibilità di miniaturizzazione già realizzate e quelle ormai prevedibili.

Ogni volta che discuto di questi progressi ripenso al primo computer con cui ho avuto a che fare: IBM System/3

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con questa sorta di KeyNote antelitteram godibile nell'incredibile "ricostruzione" del video promozionale (

e
) che merita assolutamente d'esser visto.

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=vRS3eXQ9gGY

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=S3Jrn9yNZAM

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Ricerche con Google nel sito MacityNet

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La PCIe 2 ha un trasferimento di 500MB/s (raddoppia le piste della v1) ma ha un potenziale di 16GB/s che raggiungerebbe usando tutte le 32 piste del connettore PCI.

La Thunderbolt, oggi, ha un datarate di 10GB/s. 20 li raggiunge solo perché il connettore ha due canali.

Ciao.

Curiosità a proposito dei video: I Mainstream a schede perforate ancora prodotti negli anni settanta per ragioni di costi, le schede costavano meno dei nastri, utilizzavano 80 caratteri come il prototipo in metallo inventato da Joseph-Marie Jacquard nel 1801 e poi ripreso da Charles Babbage nella sua "Analytical Engine" trent'anni dopo.

Leggevano però più di mille schede al secondo.

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Questa invece è la scheda

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Pensa che fu il numero dei caratteri ad avvicinarmi all'informatica per vie traverse. L'azienda che impiantò pionieristicamente quel Sistema/3 (per fare EDP) per risparmiare qualche soldo invece che la stampante a 130 colonne ne prese una da 120 (si parla di affitto all'epoca, e sempre di bestioni). Quindi si dovette inventare un modo per "comprimere" l'output di stampa. Gli analisti si dettero da fare sul software e recuperarono spazio eliminando tutti i caratteri che sul modulo continuo tracciavano una separazione delle colonne nei moduli, mentre io m'inventai e realizzai col triacetato delle maschere che fissate sul vetro curvo di una mega RanXeros da modulo continuo ricreavano sulle fotocopie la griglia dei documenti definitivi. Tra l'altro con quel sistema i dettagli in tutti i testi non variabili erano molto più ricchi. Il metodo risolveva i problemi di registro a monte e la prestampa di marchi e poco altro si riduceva al minimo senza più essere critica.

Caspita! Che ricordi di quarant'anni fa ... pardon per l'OT "massiccio".

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OTtone quasi...

Il primo computer che ho comprato nella mia vita, poche decine di migliaia di lire, anche se all'epoca erano tante (lo stesso anno comprai la mia prima macchina Fiat 500, pagata 530.000 lire), fu nel 1970, era una calcolatrice "portatile" elettronica parzialmente programmabile.

A casa usavo una calcolatrice meccanica professionale Olivetti a cui avevo fatto fatto mettere un accessorio della casa che era elettrico, in modo che non dovevo eseguire i calcoli girando la manovella.

Ottima, con un paio di cuffie per il rumore infernale a 72 decibel...

Tatratatratatra... un AK-47 fa meno casino.

Ma mi pagavo l'università con le poligonazioni per il calcolo delle superfici agricole e il tracciamento delle strade, mi ero anche comprato un tacheometro che costava 6 volte la 500 e per pagare tutte quelle cambiali lavoravo sodo...

(Ma anche con piacere, per esempio il tracciamento, ben pagato, della Strada del Vino tra Marino e Grottaferrata rimane uno dei ricordi memorabili della mia vita...)

Scoprii quella meraviglia portatile (un palmare, in pratica) una Texas Instrument Ti 31 mi sembra, per fare i calcoli trigonometrici in campo senza rettifica e compensazione il giorno successivo, in pratica mi raddoppiava i guadagni...

Era per il calcolo combinato, più operazioni insieme tipo equazioni, con funzionamento a schede, strisce di cartoncino calandrato di circa 2x10 cm su cui andavano eseguiti con l'apposito attrezzo i fori per far eseguire il calcolo di diverse operazioni ripetitive sui coseni e tangenti, mentre i dati venivano inseriti nel tastierino ed i risultati leggibili in un display di una sola riga a nove led rossi.

Una meraviglia, una volta improvvisai una nuova combinazione di calcolo in campagna, non avendo l'utensile per i fori li feci con la punta della matita e funzionò lo stesso egregiamente.

Era 4 anni prima di lavorare con il primo computer da banco in uno studio di ingegneri, con una tastiera e naturalmente senza monitor, i risultati si potevano leggere su una striscia di carta comune che usciva di lato, terminati il calcolo.

Era 8 anni prima di lavorare in una società dove il compito che svolgevo si basava su un IBM che occupava una stanza ed aveva un disco rigido sul serio, un piatto di cristallo di mezzo metro di diametro che pesava 22 kg.

Era 12 anni prima del mio primo Apple II e 14 del mio primo Macintosh.

Sì, più di 40 anni fa.

Azzo Sem, abbiamo cominciato ad usare i computer all'età della pietra...

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Azzo sì, anche se io un pelo dopo ... la pietra informatica.

Ricordo con tenerezza, proprio molta, la gioia sui visi degli analisti che facevano vedere a tutti un foglio di tabulato sul quale, a distanza di un paio di metri, si riconosceva il ritratto di Marilyn mentre da vicino era solo un'accozzaglia di caratteri alfanumerici stampati a spaziatura fissa e in modo parallelo (se ricordo bene) con dei dischi coi caratteri fisici per ogni colonna. L'eta della pietra della computer grafica ... che da orgoglioso fotografo fotomeccanico (pressappoco) snobbavo alla grande ... che scemo :P

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Ricerche con Google nel sito MacityNet

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Ogni volta che discuto di questi progressi ripenso al primo computer con cui ho avuto a che fare: IBM System/3

Già... il primo a cui ho messo le mani... ehm ... le schede. Da qualche parte credo ancora di avere un programmino, cioè un pacchetto di schede perforate (80 colonne)... All'epoca usavo il COBOL...

Altri tempi... All'università di Padova si potevano ottenere, direttamente dal computer e in voce, le "notizie" sullo stato degli esami sostenuti. Ovviamente via telefono "a tasti" (il computer dell'uni aveva un suo recapito telefonico...)

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