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Addio Apple Pro

Gli anni passano e le cose inevitabilmente cambiano. Apple computers ha da sempre rivoluzionato la tecnologia reinventando il nostro modo di lavorare, di ascoltare musica e di divertirci.

Era il 1980 quando Apple reinventa la tipografia con il famoso standard TrueType ancora oggi in uso in qualsiasi piattaforma. Certo, le esigenze sono cambiate, ma dobbiamo ad Apple la perfetta visualizazione su schermo dei caratteri grazie ad una gestione intelligente dell’anti alias e alla spaziatura dinamica fra caratteri.

E’ nel 1984 che con uno spot diretto da Ridley Scott viene presentato il primo Macintosh che aveva l’ambizione di rompere la supremazia e la sterilità dei computer IBM.

Mentre il mondo continuava a scrivere stringhe decisamente poco amichevoli su monitor a cristalli verdi, una nicchia sempre più folta sceglieva un computer “diversoâ€, monitor a colori e un’interfaccia rivoluzionaria con uno strano dispositivo di puntamento: il mouse.

Esatto, fu proprio dal 1984 che si cominciò ad usare un sistema operativo fatto di scrivania, cartelle, finestre e cestino. Do quel momento per cancellare un file non dovevamo scrivere qualcosa come c:>cd doc/personal/del file.txt, ma bastava trascinarlo sul cestino della nostra scrivania, proprio come facciamo tutt’oggi in qualsiasi sistema operativo. Finalmente il computer diventò usufruibile da qualsiasi persona. Questa si che era una rivoluzione, una rivoluzione vincente che ha determinato il futuro delle nostre vite davanti a qualsiasi aggeggio elettronico.

La concorrenza non stava certo ad aspettare, infatti già dal 1985 Microsoft presentò Windows 1.0. Sebbene per motivi di licenze la prima versione non poteva lavorare con un vero sistema a finestre (infatti non potevano essere affiancate), il nome, la stretta collaborazione con IBM, la grande diffusione del DOS e la compatibilità con i computer di terzi permisero a Microsoft di conquistare il mercato dei sistemi operativi. Infatti il sistema operativo di Apple era sviluppato per funzionare esclusivamente con i computer Macintosh. D’altro canto questo riuscì ad essere una carta vincente per la casa di Cupertino garantendo alle sue macchine una grande stabilità.

Windows non bastò però ad intaccare il mercato professionale, grazie allo sviluppo di software per la grafica, all’inizio disponibili solo per Mac, come Illustrator e Photoshop, il computer della mela restò a lungo l’unica scelta degli utenti Pro.

Con il tempo anche il mondo della produzione musicale e della produzione video divennero fedeli utenti dei computer Apple.

Apple acquisì due importanti software house, la tedesca Emagic e il team di sviluppo di KeyGrip, continuando internamente la sviluppo di software di grande successo: Logic e Final Cut.

L’acquisizione dei due software permise ad Apple di svilupparli esclusivamente per Mac rafforzando così il mercato di nicchia ma di grande prestigio: gli utenti professionali.

Nel corso degli anni Apple ha dovuto affrontare periodi di crisi e di scelte di mercato non vincenti. Forse ha pagato le conseguenze dell’abbandono di Steve Jobs dal 1984 al 1996.

Dal suo ritorno in Apple il suo carisma e genialità hanno riportato la mela ad un periodo di continui record, raccogliendo finalmente quello che era stato seminato negli anni.

Dal ’96 gli utenti Mac si sono visti stravolgere più volte la piattaforma e hanno dovuto stringere i denti e dare fiducia alle scelte di Steve: il nuovo sistema operativo completamente diverso e non compatibile nativamente con il suo predecessore, il cambio da processori Power-PC a processori Intel e il cambio da 32 a 64 bit. Scelte dure da digerire in un ambiente professionale perchè continuavano a dover cambiare macchine, softwares e soprattutto il flusso di lavoro per far fronte a incompatibilità di vario genere.

Il mondo della grafica, della produzione musicale e dell’editing video è restato fedele al Mac e gli sforzi richiesti da Steve Jobs sono stati ripagati...ma intanto qualcosa stava succedendo ad Apple.

Arriva l’iPod, non era il primo lettore mp3 ma “il†lettore mp3 per eccellenza. Dal feeling all’estetica innovativa, all’apertura dell’iTunes Store, dall’inconfondibili auricolari bianchi alla cura maniacale dei particolari... Apple si reinventa e per la prima volta non si trova in concorrenza con Microsoft o IBM e conquista un mercato riscrivendo nuovamente la storia.

I prezzi dei computer Mac in poco tempo si abbassano permettendo a qualsiasi consumatore di passare al mondo Apple lasciando Windows. Le nuove caratteristiche hardware però sembrano non essere apprezzate da molti utenti della grafica e del video infatti le schede video dei nuovi Mac non sono all’altezza di una macchina professionale.

Anche i monitor LCD dei Mac fino all’avvento dei led non erano certo di prima scelta, per non parlare del vetro lucido che infastidisce non pochi utenti di fotografia e grafica.

Restando indiscussa la qualità costruttiva, alcuni particolari non soddisfano gli utenti pro ma i numeri danno ragione a Steve Jobs. La Apple è rinata e il mercato di nicchia è solo un ricordo.

Poi arriva l’iPhone, numeri da capogiro e poi segue l’iPad con un successo che supera ogni aspettativa.

Apple Computer inc. perde parte del nome e diventa più semplicemente Apple.

Intanto gli utenti pro cominciano a notare che i software di altre case vanno avanti con più dinamicità e Apple si trova ad inseguire nuove funzionalità e caratteristiche con aggiornamenti sempre più radi.

Nasce GarageBand, il software compreso in ogni Mac che permette di registrare con un approccio semplice a qualsiasi musicista o aspirante tale. Il team di Logic viene decimato per lo sviluppo di GarageBand. Molte nuove caratteristiche vengono implementate prima su GarageBand e in molo modo e solo dopo mesi su Logic Pro. Con il passare degli anni Logic diventa il più diffuso sequencer musicale ma anche uno dei più instabili e incompleto.

Con la versione 8 vengono implementate caratteristiche da soundtrack, il software di editing audio del pacchetto di Final Cut senza adeguati test scoinvolgendo il metodo di lavoro dei professionisti che usavano Logic da anni. Con la versione 9 viene corretto il tiro ma Logic, pur essendo forse il sequencer più creativo, rimane il meno utilizzabile in studio di registrazione per la mancanza di caratteristiche, per la presenza di numerosi bug e di un mancato confronto con gli utenti professionisti in fase di test.

Stessa sorte è toccata ai numerosi utilizzatori di Final Cut Pro. A gran voce sui forum venivano chieste caratteristiche nuove e miglioramento dell’interfaccia orami obsoleta. Apple ha quindi promesso di sviluppare la versione 10 con l’intenzione di rivoluzionare Final Cut Pro. Il 21 Giugno 2011 viene rilasciato Final Cut Pro X. Nonostante il prezzo indiscutibilemnte più basso il software viene accolto con diffidenza e rabbia dei fedeli professionisti: Final Cut Pro X infatti non è un evoluzione del suo predecessore ma una versione più completa di iMovie, il software compreso in ogni Mac che permette di produrre filmati con facilità a qualsiasi utente non esperto.

Il nuovo Final Cut Pro X suona perciò come una presa in giro e mancanza di rispetto a tutti gli utilizzatori professionisti che si trovano costretti a cambiare rotta e pensare a delle alternative per il loro futuro.

Apple ha smesso di “ascoltare†gli utenti pro e cerca di reinventare software per allargare l’utenza a semiprofessionisti e amatori. I numeri danno sicuramente ragione a Cupertino ma i fedeli non si sentono appagati dei loro numerosi sforzi richiesti da Steve Jobs durante le varie transizioni.

Quindi cosa sta accadendo ad Apple? E’ semplice, ha cambiato il target dei suoi clienti e crescendo lascia indietro i progetti che ormai sono solo un peso.

Apple ha acquisito Emagic per sviluppare GarageBand, il team di FinalCut per assicurarsi l’esclusiva compatibilità con i Mac e lo stimolo più interessante ora è quello dei dispositivi tascabili e del loro iOS. Apple non ha più ragioni di investire direttamente in applicativi professionali ma lascia la strada aperta a terzi, aziende specializzate e che non hanno distrazioni.

Tutto questo non sta succedendo ma è già successo, queste sono solo le inevitabili conseguenze.

Parlando personalmente sono orgoglioso di essere un utente Apple per svariati motivi e fiero del nuovo successo dei nuovi prodotti. Quello che mi lascia l’amaro in bocca è che avrei voluto un avvertimento che mi preparasse al cambio a nuovi software per la mia attività invece di trovarmi ad aspettare aggiornamenti con la speranza di veder risolti i problemi accumulati negli anni. Poco importa se i prezzi sono più bassi del 70-80%, devo lavorare e voglio farlo bene, i miei strumenti devono funzionare al meglio e non mettermi in difficoltà. E’ giunta l’ora di rendersi conto che quando si parla di Apple si parla poco di Mac, figuriamoci dei software professionali: una volta venivano presentati addirittura nell’home page come adesso si fa per l’iPhone.

Dovrò fare corsi e nuove spese e ci vorrà del tempo prima di abbandonare il mio vecchio amato software ma questa cosa s’ha da fare perchè la verità è sempre più vera di alcune dichiarazioni che vengono da Cupertino, ciò nonostante, per ora, nessuno mi separerà dai miei Mac e neanche dai miei iCosi.

Caro Steve Jobs, ti auguro di continuare e rafforzare il tuo successo e quello di Apple e apprezzo quello che hai fatto per la tecnologia grazie al tuo lavoro, ora devo ricominciare a pensare anche al mio di lavoro e reinventarmi scegliendo software house che possano aiutarmi ed ascoltarmi come anche Apple faceva anni fa, cercherò di non scordare i bei momenti ma si sà, tu me lo hai dimostrato, il tempo riesce a cambiare ogni cosa.

Marco Milli

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E' un peccato che Apple butti via la parte più significativa della sua storia. Probabilmente lo fa per sopravvivere (?), ma condivido la tua amarezza.

Io che sono approdato da poco a Apple posso dire di essere contento di poter usare finalmente un prodotto diverso, per me dotato di molte qualità (semplicità d'uso, stabilità, efficienza, integrazione, velocità, interfaccia utente gradevole e user friendly...) ereditate comunque dalla tradizione Apple. Forse ho potuto farlo proprio perché Apple ha scelto di entrare di più nel segmento commerciale, con aumento della quantità e perdità della qualità.

Voglio dire, per me è bello che Apple possa essere anche "per tutti", un vantaggio per molti e credo anche per Apple ($).

Però chi guida questa azienda deve sempre ricordare che ciò che viene apprezzato dei suoi prodotti, al di là del logo carino che "fa figo" (queste sono mode che passano), dell'estetica curata dei prodotti ecc. ecc., è proprio la loro qualità ereditata da tutto ciò che è "pro".

Altrimenti Apple diventerà solo un alter ego di Microsoft.

Non sarebbe bene che delimitassero in modo più marcato il confine tra i due segmenti, commerciale e pro? Sarebbe più onesto nei riguardi dei clienti e degli utenti e secondo me, a lungo andare, pagherebbe.

Secondo me la cosa

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Mettere daccordo la logica commerciale con il princio di fedeltà a se stessi ed alla propria storia è difficilissimo, anche perché il commercio paga metre i principi costano.

Credo che quello di Apple sia oggi il miglior compromesso possibile.

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Sul thread Final Cut Pro X ci sono 2 commenti, che condivido in pieno, di kibiz che nella loro laconicità sono fra i più esaustivi che ho letto.

Non si tratta di "lasciarle", si tratta di aggiungerle, (le feature mancanti ndr) visto che il nuovo Final Cut non ha niente in comune con il vecchio.

Potevano aspettare qualche mese a rilasciarlo? Certamente.

Probabilmente è andata così:

Tipo A: allora è pronto Final Cut X?

Tipo B: no.

Tipo A: ok domani lo mettiamo in vendita.

Ricordando le vicende di iMovie? Il salto all'indietro fra la versione '06 e quella '08? Forse è il caso di leggerne il riassunto che ne fa Wikipedia:

Criticism of iMovie '08

iMovie 08 was criticised due to a drastic abandonment of some iMovie HD 6 features. New York Times reviewer David Pogue said "iMovie ‘08 is an utter bafflement... incapable of the more sophisticated editing that the old iMovie made so enjoyable...All visual effects are gone—even basic options like slow motion, reverse motion, fast motion, and black-and-white. And you can’t have more than one project open at a time."[4]

Features removed included the classic timeline, the ability to create DVD chapter markers, support for plugins, and in-timeline audio adjustment and control. Most surprisingly, iMovie '08 imports a much more limited set of video codecs and metadata formats than previous versions of iMovie or today's QuickTime Player. For example, QuickTime Player can be extended to support the FLIP Video 3ivx MPEG-4 codec, but iMovie cannot. Limited import formats also excludes the DV format for storing raw format. As a result, all resulting videos have lossy compression applied and there is no facility for managing full format video. The peculiar lack of QuickTime support means QuickTime Pro can edit a far larger range of video than iMovie '08.

Apple released iMovie HD 6 as a free download to those who had purchased iMovie '08.[5] However, in response to the release of the subsequent newer version of iMovie '09, Apple removed that official iMovie HD 6 download in late January 2009[6] while Apple also reduced the price tag for Final Cut Express. Several of the features removed from iMovie '08 that were previously in iMovie HD 6 have been restored into iMovie '09 and more recently iMovie '11.

Appunto, un salto all'indietro funzionale con l'introduzione di un diverso modus operandi riferibile a: «... the interface of the Toaster Flyer non-linear digital editing systems released for Amiga computers by NewTek, Inc. in 1993.» che però è stato recuperato nel tempo (anche se non certo speditamente, come temono i professionisti per FCPX).

Notato il ricorrente ruolo di David Pogue come censore di Apple?

Forse è il caso di riportare l'incipit della risposta di Richard Harrington alle recenti critiche su FCPX poi in parte ritrattate.

Before I begin ... let me say this.

  • David Pogue is a fine gentleman who I have met several times. He is smart, he is generous in his knowledge, and he is fair. He is not a shill and his article was trying to be helpful (I commend him for getting Apple to answer questions).
  • He is not a video editor. Nor does he try to pass himself off as one.
  • I am sorry this response is SO long. It's technical and it's important I be clear and detailed (I've already been criticized and accused of being an Apple hater or colluding against them).

Ecco, credo che i professionisti abbiano molto più titolo di criticare e lamentarsi nello specifico dei software (prima o poi entrano nel merito e diventano concreti), mentre i "giornalisti" (e sedicenti e secredenti tali) che tracciano scenari apocalittici farebbero meglio a rivedersi le tabelle di marcia dell'evoluzione Apple con meno "ansia" di trarre a tutti i costi le somme che più fanno loro comodo per il sensazionalismo umorale di cui campano.

Poi riciclarsi da un forum all'altro con citazioni e persino autocitazioni ...

Edited by sem

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Ecco, credo che i professionisti abbiano molto più titolo di criticare e lamentarsi nello specifico dei software (prima o poi entrano nel merito e diventano concreti), mentre i "giornalisti" (e sedicenti e secredenti tali) che tracciano scenari apocalittici farebbero meglio a rivedersi le tabelle di marcia dell'evoluzione Apple con meno "ansia" di trarre a tutti i costi le somme che più fanno loro comodo per il sensazionalismo umorale di cui campano.

Poi riciclarsi da un forum all'altro con citazioni e persino autocitazioni ...

capito il giochetto, grazie sem

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C'è qualche anima pia che ha avuto il coraggio di leggersi tutto il post iniziale e può farmi un riassunto?

Già che c'è, magari mi può indicare il senso di postare sul Forum tutta quella letteratura?

Anche solo il senso, tout court...

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C'è qualche anima pia che ha avuto il coraggio di leggersi tutto il post iniziale e può farmi un riassunto?

Già che c'è, magari mi può indicare il senso di postare sul Forum tutta quella letteratura?

Anche solo il senso, tout court...

Io ho avuto il coraggio di leggermi l'intero post :-/

E' un "articolo" in cui si ripercorre la formidabile storia della Apple, che l'ha portata ad essere un riferimento per gli utenti "pro" finché, alcuni anni fa, Apple ha investito di più in un segmento di mercato più commerciale, con l'iPod, i Mac, l'iPhone e l'iPad, sacrificando a detta dell'autore le risorse che erano impegnate nei prodotti "pro". Da questo momento (sempre a detta dell'autore) i software "pro" hanno cominciato a perdere colpi, costringendo gli utenti a adeguarsi o cambiare.

Chiude con:

"Quello che mi lascia l’amaro in bocca è che avrei voluto un avvertimento che mi preparasse al cambio a nuovi software per la mia attività invece di trovarmi ad aspettare aggiornamenti con la speranza di veder risolti i problemi accumulati negli anni."

Ora, io non sono un "pro", ma ho la netta sensazione che neanche l'autore lo sia più di tanto...

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C'è qualche anima pia che ha avuto il coraggio di leggersi tutto il post iniziale e può farmi un riassunto?

Già che c'è, magari mi può indicare il senso di postare sul Forum tutta quella letteratura?

Anche solo il senso, tout court...

in poche parole dice che la Apple ha venduto l'anima al diavolo, ha voltato le spalle ai sui fedelissimi pro-users per diventare un prodotto di massa (cioè piu semplice da utilizzare e meno "pro", e ad un prezzo inferiore) in nome del dio denaro.

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Grazie, ma la mia era evidente ironia.

Era per sottolineare che quanto tracimato in quel post poteva essere scritto in due o tre righe.

Come Sailing e Hideo hanno potuto tranquillamente fare senza sfoggio di vasta cultura storica contemporanea e retorica per illustrarla e proporcela.

Neanche sono stato a sottolineare che non è una analisi originale.

È trita e ritrita da almeno tre anni, ricorre dai tanti blog e riviste on line dei logorroici opinionisti americani a questo stesso Forum.

La novità è solo che nessuno aveva avuto l'idea di aprire un thread in merito, per tanto poco.

Ma si sà, il narcisismo...

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Io ho avuto il coraggio di leggermi l'intero post :-/

E' un "articolo" in cui si ripercorre la formidabile storia della Apple, che l'ha portata ad essere un riferimento per gli utenti "pro" finché, alcuni anni fa, Apple ha investito di più in un segmento di mercato più commerciale, con l'iPod, i Mac, l'iPhone e l'iPad, sacrificando a detta dell'autore le risorse che erano impegnate nei prodotti "pro". Da questo momento (sempre a detta dell'autore) i software "pro" hanno cominciato a perdere colpi, costringendo gli utenti a adeguarsi o cambiare.

Chiude con:

"Quello che mi lascia l’amaro in bocca è che avrei voluto un avvertimento che mi preparasse al cambio a nuovi software per la mia attività invece di trovarmi ad aspettare aggiornamenti con la speranza di veder risolti i problemi accumulati negli anni."

Ora, io non sono un "pro", ma ho la netta sensazione che neanche l'autore lo sia più di tanto...

"Quello che mi lascia l'amaro in bocca" è che si possa anche soltanto pernsare una cosa del genere. Ma secondo voi è concepibile che un'azienda se ne esca con un proclama del tipo: "Signori utenti professionali, dato che noi stiamo virando decisamente verso un'utenza meno "professionale", cercatevi software alternativi, altrimenti, fra qualche anno, non avrete alternative"...

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... un'azienda se ne esca con un proclama...

Roberto, ma quante volte è successo, nei decenni di professione, dei cambiamenti di politica aziendale, del mancato supporto, scomparsa o migrazione di software e hardware?

Dobbiamo citare i più eclatanti, magari solo circoscritti al nostro mondo?

Come la fine di Mac OS, l'hardware da PPC a Intel, la scomparsa di FreeHand, oppure possiamo estenderlo a tutto il settore, la sparizione di tanti sistemi operativi, l'abbandono di formati su cui tutti hanno investito, la fine del vhs, del fax, del telex.

Errori, scelte di marketing delle aziende o semplice inadeguatezza tecnologica che sia, ha poca importanza.

Ne prendi atto, sta alla propria capacità di scelta ricevere pochi danni.

A parte che l'opinione che la Apple stia abbandonando il settore pro è risibile, il settore pro si mantiene da solo.

Se si riduce l'utenza o si allarga l'impegno si adeguano i prezzi, tutto lì.

Ed in ogni caso sono affari dell'azienda, non è che la Apple, anche se fosse, non abbandonerebbe il settore pro perché a Marmilli gli dispiace.

Che evidentemente farebbe il diavolo a quattro se una compagna lo abbandona, solo perché in tempi adeguati gli aveva promesso eterno amore.

Ci scriverebbe su un romanzo, probabilmente un'opera d'arte...

Tutto il resto è letteratura, siamo ormai assuefatti alle tonnellate di chiacchiere inutili e ripetitive sull'argomento.

Fatte dai professionisti dell'opinione recriminativa ed intrigante, perché campano di questo, non di problemi reali, ma solo di cazzate che fanno leva sulle debolezze umane dei lettori.

I professionisti utilizzatori di macchine e software, che per campare fanno altre cose, non hanno il tempo, oppure sono professionisti per modo di dire, con tanto tempo e mente libera dai problemi attinenti, come aveva subodorato Sem.

Che aveva anche colto l'aspetto promozionale e spammatore dell'intervento del Marmilli...

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