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faxus

Nuovo, si fa per dire, marchio del Ministero degli Interni

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e se non ricordo male non è nemmeno necessario che sia registrato, basta poter dimostrare di esserne l'autore.

Esattamente, in caso di controversia vale il primo uso ufficiale.

Una qualsiasi pubblicazione, stampa di elementi della linea aziendale, sito, pubblicità sui giornali, manifesto, insegna, etichetta ecc, con cui si possa dimostrare la datazione

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non sono un grafico e perdonate l'ignoranza, ma questa storia non costituisce un reato?

In teoria sì, è una frode.

Difficile dimostrare l'intenzione di frodare, ma è innegabile che il risultato di qualsiasi azione porti comunque al ristabilimento dei diritti.

Sarà ben contento Roy Smith, sicuramente avrà già notificato al Ministero una richiesta di risarcimento e rettifica.

Per il risarcimento, se bonario non saprei, ma il giudice accoglierebbe senz'altro una richiesta per 200mila euro, quanto vale attualmente sul mercato un marchio professionale per uso nazionale ed extranazionale da parte di un ministero, assimilabile a grande organismo.

Il che prevede comunque ristabilire la proprietà intellettuale con adeguata pubblicazione, e NON prevede che possa il ministero continuare ad utilizzare il marchio senza che abbia contrattato la cessione dei diritti con l'autore.

In genere si fa un accordo a stralcio, omnicomprensivo.

Saranno problemi con gli autori del plagio (così si chiama, indipendentemente dal fatto che sia stato fatto volontariamente o no), una volta accertato.

Come minimo dovranno restituire il compenso, se c'è.

In ogni caso si troveranno di fronte ad una richiesta di risarcimento danni.

Mi sa che fare danni all'immagine del Ministero dell'Interno non sia proprio una faccenda da quattro euro...

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Assolutamente no!

Il proprietario è sempre l'autore, il committente ha solo i diritti esclusivi d'uso

sì, mi sono espresso male. ho assimilato proprietà e diritto d'uso...

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In teoria sì, è una frode.

Difficile dimostrare l'intenzione di frodare, ma è innegabile che il risultato di qualsiasi azione porti comunque al ristabilimento dei diritti.

Sarà ben contento Roy Smith, sicuramente avrà già notificato al Ministero una richiesta di risarcimento e rettifica.

Per il risarcimento, se bonario non saprei, ma il giudice accoglierebbe senz'altro una richiesta per 200mila euro, quanto vale attualmente sul mercato un marchio professionale per uso nazionale ed extranazionale da parte di un ministero, assimilabile a grande organismo.

Il che prevede comunque ristabilire la proprietà intellettuale con adeguata pubblicazione, e NON prevede che possa il ministero continuare ad utilizzare il marchio senza che abbia contrattato la cessione dei diritti con l'autore.

In genere si fa un accordo a stralcio, omnicomprensivo.

Saranno problemi con gli autori del plagio (così si chiama, indipendentemente dal fatto che sia stato fatto volontariamente o no), una volta accertato.

Come minimo dovranno restituire il compenso, se c'è.

In ogni caso si troveranno di fronte ad una richiesta di risarcimento danni.

Mi sa che fare danni all'immagine del Ministero dell'Interno non sia proprio una faccenda da quattro euro...

oppure Roy Smith procede con richiesta di risarcimento e rettifica, nel frattempo la s.r.l. intasca e fallisce e il risarcimento danni non lo paga nessuno, o meglio lo paghiamo noi in quanto il Ministero avrà sborsato 200 mila euro (nostri) per il marchio che avrà pagato, non otterrà il rimborso a causa del fallimento della s.r.l. e il marchio non sarà usato perchè Roy Smith chiederebbe altri 200 mila euro di risarcimento; nuovo concorso, nuova gara e nuova giostra ...

che è sto esagerando (oltre che in deriva off-topic ...)?

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Personalmente ritengo la linea di quel marchio sobria e diretta. Dopotutto stiamo parlando di un Ministero della Repubblica e non di un'azienda che vende bulloni e rondelle. E' evidente che il messaggio rimanda ad una porta che si apre. A me piace, sia con il riflesso (che ritengo un'aggiunta tanto per fare gazzosa) che senza. Certo, il carattere del logotipo non è propriamente accattivante (almeno per me) ma tutto sommato va bene. Istituzionale.

La cosa che lascia perplessi e la strana (???) coincidenza con quello francese. Dobbiamo però fare presente che nella rete è pieno di siti cui si possono attingere (pagando pochi euro) immagini vettoriali e fotografiche già pronte per l'uso. Potrebbe anche essere che il grafico francese abbia preso spunto da quei siti. Solo lui lo sa. Io stesso prendo spunti, per loghi e altro, da quei siti. Se poi non trovo ciò che cerco che possa assomigliare alla mia idea allora torno al buon vecchio metodo: carta e matita. In ogni caso secondo me tanto rumore per nulla.

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qui non si tratta di prendere spunto, è proprio copiato.

che poi paghiamo noi è innegabile, dopotutto ogni popolo ha il governo che si merita.

Edited by pietro

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oppure Roy Smith procede con richiesta di risarcimento e rettifica, nel frattempo la s.r.l. intasca e fallisce e il risarcimento danni non lo paga nessuno, o meglio lo paghiamo noi in quanto il Ministero avrà sborsato 200 mila euro (nostri) per il marchio che avrà pagato, non otterrà il rimborso a causa del fallimento della s.r.l. e il marchio non sarà usato perchè Roy Smith chiederebbe altri 200 mila euro di risarcimento; nuovo concorso, nuova gara e nuova giostra ...

che è sto esagerando (oltre che in deriva off-topic ...)?

Non mi sembra che esageri.

Hai fatto un quadro-ipotesi abbastanza reale oltre che corrente...

Personalmente ritengo la linea di quel marchio sobria e diretta. Dopotutto stiamo parlando di un Ministero della Repubblica e non di un'azienda che vende bulloni e rondelle. E' evidente che il messaggio rimanda ad una porta che si apre. A me piace, sia con il riflesso (che ritengo un'aggiunta tanto per fare gazzosa) che senza. Certo, il carattere del logotipo non è propriamente accattivante (almeno per me) ma tutto sommato va bene. Istituzionale.

La cosa che lascia perplessi e la strana (???) coincidenza con quello francese. Dobbiamo però fare presente che nella rete è pieno di siti cui si possono attingere (pagando pochi euro) immagini vettoriali e fotografiche già pronte per l'uso. Potrebbe anche essere che il grafico francese abbia preso spunto da quei siti. Solo lui lo sa. Io stesso prendo spunti, per loghi e altro, da quei siti. Se poi non trovo ciò che cerco che possa assomigliare alla mia idea allora torno al buon vecchio metodo: carta e matita. In ogni caso secondo me tanto rumore per nulla.

Analisi impeccabile, equilibrata ed esperta.

Anch'io ricorro ai vector free o commerciali disponibili, per quanto lo riservo più alle clip e costruttivi complessi che ai logomarchi.

Ma questo non significa che mi scarico la responsabilità di eventuali plagi o mi metta in condizione di non effettuare ricerche.

Suppongo che il tuo "carta e matita" corrisponda al mio, cioè mouse e curve di Bezier.

Le matite le ho ancora, in bella mostra fanno coreografia, ma la carta millimetrata traslucida e la Letra da 50 gr. sono ormai un ricordo che risale agli anni '80, prima di FH 1.1...

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Grazie Faxus, dopo anni e anni di esperienza ritengo di poter dare un parere piccolo piccolo. Il mio carta e matita consta esattamante di bozza che poi passo allo scanner e con buona dose di pazienza mouse e curve di Bezier. Io uso ancora, ma non frequentemente, matite colorate eccetera, gomma e carta. La carta millimetrata la usavo quando impaginavo con le strisce create dalla fotocompositrice Compugraphic (anni 80). Eh... che ricordi le Letraset (ogni foglio un mutuo in banca)... i fondini retinati... tutto a mano, altro che FH :-) Ecco, è scesa la lacrimuccia nostalgica :-)

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Ok, capito.

A questo punto però chiedo a voi che conoscete le dinamiche dell'ambiente lavorativo grafico, cosa succederà? Non ditemi che tutto verrà insabbiato, non è possibile, vi ricordate lo scandalo di italia.it immagino.

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Ok, capito.

A questo punto però chiedo a voi che conoscete le dinamiche dell'ambiente lavorativo grafico, cosa succederà? Non ditemi che tutto verrà insabbiato, non è possibile, vi ricordate lo scandalo di italia.it immagino.

Una risposta l'aveva già data Sarian, dal punto di vista amministrativo.

La responsabilità non è ovviamente del Ministero, ma così s'imparano, dico io.

Una colpa a mio parere ce l'hanno nel senso di aver per l'ennesima volta fatto la solita porcata del concorso per creativi, giustificabile al massimo per organizzazioni di volontariato e veramente senza scopo di lucro e con bilanci striminziti.

Il ministero il bilancio ce l'ha e pure corposo.

Queste furbate dei concorsi per marchi e simili sono deleterie, si fanno per risparmiare soldi, sfruttare il dilettantismo e semiprofessionismo e far fare passerella a incapaci funzionari o raggranellare pubblicità gratuita e consenso da quattro soldi.

Il risultato è comunque la maggior parte delle volte insufficiente quando addirittura controproducente e comunque ha bisogno sempre di un professionista o di un ufficio grafico all'altezza (cosa che i ministeri in genere non hanno o se li hanno... lasciamo perdere che tipo di ricovero per nepotismo possa essere) per poter sviluppare un manuale d'uso.

Quando la norma dovrebbe essere quella di indire un concorso pubblico per ditte specializzate e professionisti per settore, come si fa per qualsiasi altro affidamento di lavoro pubblico, secondo la legge e secondo i regolamenti comunitari.

Sembra quasi che l'immagine e la rappresentanza siano qualcosa di diverso da una fornitura di merce, un'amplimento edile, la pulizia degli uffici, un servizio in concessione.

A parte le vicende amministrative che avevamo supposto, difficilmente potranno esserci provvedimenti penali.

E parlare di insabbiamento non lo trovo corretto, qui non tratta di un illecito da parte di funzionari pubblici o lobby economiche collegate, il ministero ed i suoi funzionari non c'entrano nulla.

Hanno agito in maniera discutibile nel senso detto sopra, ma trasparente e nella legalità.

Non c'è quindi nulla da insabbiare, da nascondere o far sparire.

Il caso italia.it è tutt'altro, incarichi senza appalto, spese superiori almeno del 1.000% alla normalità senza controllo, nessuna inchiesta sulla reale destinazione dei soldi erogati ed altre cose con cui andremmo troppo fuori del tema di questa discussione

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E poi, su questo argomento ho il dente avvelenato, è una pessima rappresentazione dello Stato promuovere questo tipo di concorsi.

Invece che promuovere il lavoro con incarichi ai professionisti, dare fiducia, incrementare l'occupazione e far circolare reddito nel mondo del lavoro, si insiste nel presenzialismo e nella visibilità personale, nel distribuire gettoni a giurie composte in genere da referenti nelle comunicazioni per fare pubbliche relazioni pagate con soldi pubblici.

Se il vero autore fa causa e gli "leva pure le mutande" godrò intensamente (pure se alla fine pagherò anche io...).

Così si imparano, come ho già detto

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