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Per favore aggiustate questo Forum - Nuova Edizione

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Iphone il 23/12 aveva postato questo:

"la potenza di calcolo si è evoluta in questi anni...

però dai il mac in compenso è bello tra 10 minuti ho una sorpresa x macitynet"

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Abbiamo spiegato, oltre che sulla prima pagina del nostro sito, Facebook e via Twitter quel che è successo. Qui mi limito ad aggiungere il fatto che il processo di revisione che avrebbe dovuto accelerare la riconsiderazione di Macitynet ed eliminare (parole di Google) "in poche ore il messaggio di allerta" non è stato attivato immediatamente (ovvero alle 15.30 di ieri quanto è apparso il messaggio incriminato) perchè è impossibile da attivare visto che il presunto bottone che avremmo dovuto cliccare nei nostri Google Webmaster Tools, semplicemente non esiste.

Questa "lievissimo" inconveniente ci ha impedito di accelerare il processo e stiamo ancora attendendo che Google si muova per i suoi misteriosi e sempre imperscrutabili canali per eliminare messaggi che ancora appaiono qui e là

È frustrante per chi dedica la sua vita, come facciamo noi, all'informazione su Internet ed opera nella massima correttezza e trasparenza da 16 anni in questo settore, vedere, al di là del legittimo e apprezzabile sforzo di tutelare la sicurezza di Internet, che Google possa senza alcun avviso preventivo, bloccare universalmente l'accesso ad un sito e appiccicargli addosso una coccarda che qualcuno meno esperto potrebbe interpretare come un marchio d'infamia, indipendentemente dal fatto che si sia di fronte ad un errore o ad un malinterpretazione del codice, e che poi sia di fatto impossibile non si dice ottenere un riscontro, un cenno da un umano, cose storicamente impossibili con Google, ma anche semplicemente avere a disposizione il promesso strumento automatico di verifica della correttezza delle procedure.

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Fortunatamente ora tutto è tornato normale. Leggendo il post di Fabrizio ho capito molte cose…comunque grazie per averci spiegato la situazione: mi ero sentito appiccicato addosso una coccarda che la sentivo come un marchio d'infamia, visto che sono solo due anni che uso Mac e non mi intendo di computer.

Questa volta ci è andata bene che gli avvisi siano durati un giorno e non di più come un mese e mezzo fa. Non credo mi abituerò mai a certi "marchi" affibbiati per qualche motivo anche plausibile.

Forse a Google non interesserà come siamo, a me si.

Un saluto e grazie ancora Fabrizio.

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Non è stato il bottone, ma il tempo. Ne è trascorso a sufficienza perchè Google si rendesse conto che il sistema non era infettato. Ma sono dovute passare quasi 18 ore nel corso delle quali quel messaggio terroristico è finito sotto gli occhi di mezzo mondo e nel corso delle quali chiunque faceva una ricerca su Google si trovava di fronte un altrettanto terroristico messaggio sotto ogni singola pagine di Macity che diceva che il nostro era un sito pericoloso. Se ci fosse stato questo benedetto bottone e se le promesse di Google fossero state rispettate, ci sarebbe voluto molto meno per cancellare l'allarme.

Ribadisco che è apprezzabile il fatto che Google tenda a proteggere gli utenti ma sarebbe anche utile che non si limitasse ad appiccicare etichette a destra e manca, con inquietanti messaggi a caratteri cubitali, ma che provvedesse a fornire un sistema efficiente per intervenire. Invece

1) Il blocco del sito è istantaneo, non appena viene individuata una minaccia vera o presunta, residente sul sito o frutto di un cross warning, che si tratti di un trojan, di un virus, di un badware, di un iframe sospetto, di un redirect, che sia stato il sito a pubblicarlo o che sia frutto di code injection, non fa alcuna differenza. Ti bloccano il sito, ti attaccano una bella etichetta d'infamia e poi t'arrangi a capire come fare a toglierla.

2) Se sei fortunato capisci che per sbloccare il sito devi andare sui Webmaster Tools ma devi registrarti per forza con Google. Ti piaccia Google o no che ti interessi fornire le tue credenziali e sottoporre il tuo sito al loro esame e giudizio (eisterebbe una strada alternativa ma assai più lenta con Stop Badware ma nessuno te lo dice..). Poi devi autenticare il sito e per farlo devi avere una serie di permission che solo un webmaster può avere e che normalmente in un team come il nostro hanno in due, ma spesso uno solo che potrebbe essere malato, in ferie, all'estero, non raggiungibile. Non esiste alcuna possibilità di svolgere una verifica e non si ha alcuna strada alternativa a quella che essere amministratori, diciamo, "root". Per fortuna ieri c'eravamo sia io che Settimio anche se era Natale

3) Una volta entrato nei Webmaster Tools ti trovi davanti ad un labirinto inestricabile dove gli help sono scritti da 100 persone diverse in ere geologiche differenti con capitoli spesso incoerenti e scollegati, con screen shots che non corrispondono alle descrizioni del testo e rinvii che non rinviano a niente, traduzioni sbagliate e termini altrettanto sbagliati che in Italiano significano niente (l'impressione è che siano tradotti spesso da gente che non sa di che si parla). Trovi anche termini e sezioni con lo stesso nome che servono a scopi diversi. Ad esempio la revisione del sito si può chiedere sia se il sito è blacklisted o se è colpito da malware,. E in tutti e due i casi la sezione si chiama allo stesso modo e ci si arriva dalle stesse pagine di help dove si parla di revisione. Peccato che l'unico link che si trova lì dentro sia quello per il sito blacklisted, ma non quello per il malware.

4) se sei abbastanza fortunato da essere in grado di superare tutti questi ostacoli, alla fine trovi, come nel nostro caso, un percorso che non è quello che puoi fare. Secondo Google noi avremmo avuto una barra rossa con un link per chiedere una revisione del sito così che "in poche ore" avremmo avuto lo sblocco. Peccato che questa barra e il link non esistevano e non sono mai esiste nella dashboard; c'era solo un messaggio sul malware con alcune pagine scelte a casaccio deve secondo google c'era del malware. Ovviamente quale fosse il malware non veniva specificato, quali i suoi effetti neanche, dove stesse in quelle pagine neppure. Faccio notare che nessun altro servizio che analizza i siti alla ricerca di malware (neppure Stop Badware, non Norton e non diversi altri) se non Google sosteneva che ci fosse un malware realmente pericoloso o che metteva a rischio la privacy dei visitatori. Ma su questo non voglio discutere perchè non è detto che non avesse ragione Google e torto gli altri...

5) Abbiamo così deciso di mettere fuori servizio la maggior parte dei sistemi "deboli" possibili, sperando che qualcuno di essi fosse quello incriminato da Google. Alla fine non abbiamo avuto la possibilità di sapere se avevamo fatto quanto era necessario perchè, appunto, non c'era possibilità di avere un riscontro mancando il famoso link. Ci siamo così messi in attesa e incrociato le dita perchè non saremmo mai stati in grado di sapere se avevamo fatto la cosa giusta. Se il sistema fosse stato ancora infetto (o infetto per Google) avremmo potuto solo ripristinare da un back up di giorni fa. Tutto questo senza sapere, è bene dirlo, quali erano i tempi perchè Google si accorgesse di quello che avevamo fatto e senza sapere se il back up sarebbe servito. L'unico indicatore temporale era la pagina di allerta dove si dice quando google ha visitato il nostro sito...

Alla fine è andata bene, ma in questo momento siamo ancora a servizio ridotto (mancano tutti i banner pubblicitari che, pensiamo, siano la cosa che ha indispettito Google e questo ci provoca un danno economico) e non sappiamo se e quanto questa cosa potrà ancora accadere.

La conclusione cui siamo giunti è che Google è un sistema totalmente totalmente opaco per moltissime ragioni, prima di tutto perchè le procedure che segue sono eufemisticamente parlando, decise e imposte dall'alto, secondariamente perchè nessuno da basso è in grado di conoscere che cosa accade esattamente nel rapporto con Google. E questo da parte di una realtà con il potere di Google è molto preoccupante. Ancora più preoccupante e frustrante è che non esiste un umano con cui dialogare. Il massimo del contatto che si può avere è con qualche volontario nei forum di supporto, gente che si presta al supporto ma che non è in grado di intervenire direttamente e che, soprattutto, svolgendo questo compito per puro spirito di volontariato, è presente quando capita e risponde quando può e se si mette di buona volontà al massimo deve attendere risposta a sua volta da qualche superiore che è tale solo per modo di dire, visto che spesso si tratta dell'ultima ruota del carro di Google.

Insomma, se vogliamo ridurre in sintesi la cosa che abbiamo imparato è questa: Google è in grado di bloccare i sua sponte e arbitrariamente la visione universale di un sito, di bollarlo come distributore di malware appiccicandogli una coccarda che ti definisce come sito pirata e per avvertirti pubblica un messaggio dentro ai famosi Webmaster Tools dove devi essere registrato e per registrati devi seguire un percorso tortuoso e complesso. Quando sei lì devi seguire un altro processo confuso e farraginoso tutto automatico che finisce, almeno nel nostro caso, con una richiesta che non puoi soddisfare. Non puoi parlare con nessuno, non hai alcun contatto attendibile, non sai che fare...

Insomma, se qualcuno mi parla ancora una volta di monopolio per Microsoft come minimo gli presento questa storia e gli chiedo se mai e in quale universo Microsoft sia in grado di togliere a qualcuno l'accesso alla carta da stampa o da scrittura o in quale modo potrebbe impedire ad un giornale di essere pubblicato e andare in edicola, accusandolo di essere formato da una banda di ***** o di terroristi, e poi rinviarti ad una segreteria telefonica per chiedere aiuto. Perchè Google con questo sistema è questo quel che fa: ti toglie la carta e il computer, ti chiude il giornale e ti lascia a te stesso, a parlare con un sistema automatico.

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