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algida

grafico da due soldi VS due soldi di grafico

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>sembra che tu abbia il dente avvelenato con qualcuno

mi spiace dirlo in presenza di gente del settore, ma come ho premesso all'inizio, ho avuto la disgrazia di dovermi interfacciare per lavoro con molti vostri colleghi nelle loro varie ramificazioni.

Bene, a parte pochissime eccezioni, ho incontrato persone presuntuose e incompetenti alla massima potenza, convinti di essere artisti incompresi e con pochissimo senso critico e pratico.

Mi rendo conto che non è giusto parlare per categorie, che sono le persone a contare, e infatti alcuni casi positivi li ho avuti, ma in generale appunto il livello l'ho trovato desolante.

Parlando con altre persone ho sentito molti con questa sensazione. Temo che molti dei vostri colleghi professionsiti con partita iva abbiano fatto per la categoria molto piu' danno dei negozi mailbox e dei ragazzini in nero.

messa così:

parole sante

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>l discorso costi/benefici però è fuori dalla nostra portata: rifacendo il logo del caffé fida (ero in quel gruppo e ho prodotto dei rendering 3d di cui vado molto orgoglioso) in che modo, per una ditta che cerca solo uno svecchiamento e/o ricolocazione, posso fargli un ipotesi di roi? posso valutare l'impatto su target prima ignorati, ma solo come tendenza. è un problema anche di dati alla fonte di cui sono privo io e spesso pure loro

MA PERLOMENO TU SAI DI COSA PARLO. Hai idea di cosa sia un business plan e non ti sei girato a guardarti attorno perplesso quando hai sentito "roi".

Avrei voluto portarti a certi "breefing" (come chiamano loro le riunioni) con tizi di grosse agenzie che calavano sulle nostre terre proveniendo dalla capitale morale e che sproloquiavano per ore su un baffo rosso e quando gli chiedevi qualcosa di pratico ti guardavano come un ufo. Poi scoprivi che a loro volta commissionavano a ragazzini poveracci con il contatto a termine... Scusate, ma allora vado direttamente dal ragazzino...

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>l discorso costi/benefici però è fuori dalla nostra portata: rifacendo il logo del caffé fida (ero in quel gruppo e ho prodotto dei rendering 3d di cui vado molto orgoglioso) in che modo, per una ditta che cerca solo uno svecchiamento e/o ricolocazione, posso fargli un ipotesi di roi? posso valutare l'impatto su target prima ignorati, ma solo come tendenza. è un problema anche di dati alla fonte di cui sono privo io e spesso pure loro

MA PERLOMENO TU SAI DI COSA PARLO. Hai idea di cosa sia un business plan e non ti sei girato a guardarti attorno perplesso quando hai sentito "roi".

Avrei voluto portarti a certi "breefing" (come chiamano loro le riunioni) con tizi di grosse agenzie che calavano sulle nostre terre proveniendo dalla capitale morale e che sproloquiavano per ore su un baffo rosso e quando gli chiedevi qualcosa di pratico ti guardavano come un ufo. Poi scoprivi che a loro volta commissionavano a ragazzini poveracci con il contatto a termine... Scusate, ma allora vado direttamente dal ragazzino...

sul "radical chicissimo" della categoria se ne potrebbero dire di cose, ma anche sull'utenza mac in quanto tale se ne sentono mica da ridere

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>Penso invece che sia tempo che i committenti si mettano in testa certe cose.

il committente è quello che paga e si mette in testa quello che vuole, giustamente.

Tu sei ovviamente libero di accettare o rifiutare il suo lavoro e a loro volta i suoi clienti sono altettanto liberi di mandare lui a cagare se sforna prodotti di ***** o sbaglia la comunicazione.

(che poi, di questi tempi, con la crisi economica, o vendi roba di superlusso e te ne freghi e allora fai i loghi in pelle umana, oppure ho idea che il massimo della comunicazione non possa essere altro che un bel volantino col prezzo piu' basso del concorrente).

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Ti sfugge una cosa che avevo già detto.

Se mi parli dei Grandi Grafici Creativi che si credono dio sono più o meno d'accordo con te.

Esistono però situazioni dove l'azienda stessa deve/dovrebbe capire che è tempo di togliersi un pò di polvere di dosso, perché altrimenti non vanno molto lontano.

E in molti casi non serve mica andare dal Grande Grafico Creativo per chiedere che ti dia un attimo una risistemata all'immagine dell'azienda (a volte per certe cose basterebbe anche solo un pò di buon senso).

Esistono anche studi grafici di gente onesta e in gamba che reputo si facciano pagare il giusto.

Ti pare possibile che un'azienda che va in giro a sbandierare che loro sono sul mercato da 75 anni ecc. poi mandino via dei preventivi di parecchi milioni di euro, una volta su una carta intestata, una volta su un'altra, dipende quale capita sotto mano, perché mica vorremo buttarla via quella vecchia.

E' professionale questo? Da una ditta che per lavoro dovrebbe avere a cuore l'attenzione al dettaglio e alla precisione?

Tu potresti dire che se il lavoro è fatto bene, chi se ne frega.

Ma se quelli sono i "biglietti da visita" dell'azienda, quanti clienti troverà ancora?

Chi si fida se questi manco sono capaci di presentare un preventivo simile (graficamente) all'altro?

E chi ci rimette, alla fine?

Il semplice lavoratore che "non c'è lavoro, te da domani puoi pure stare a casa".

Io parlo di una cosa molto semplice: avere passione per il lavoro ben fatto. Punto.

Questo è quel "qualcosa in più" che distingue molti in questa ed anche in altre professioni.

E' questo che fa la differenza tra il grafico professionista (indipendentemente dalla partita IVA) che sa che poi ci va di mezzo il suo nome, ed il ragazzino corel72nero che, la maggior parte delle volte, gli interessa portare a casa quei po' di soldi per l'iPod.

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tornando a bomba sull'argomento che Algida cerca spesso di far riaffiorare ..e cioè le richieste assurde che a volte ci sono capitate...:) vi porto un esempio che non ha a che fare coi soldi...ma con quelle piccole soddisfazioni che si possono avere da studenti quando ci si confronta con altri studenti..

Allora, un paio d'anni fa ho cercato di entrare nella famigerata facoltà di Design del Polimi..150posti..convinco un amico a fare il test con me, salvandolo da scienze politiche...come già state immaginando, il mio amico è arrivato 149esimo e io 250esimo..fine della storia. Dopo un anno di corso l'amico mi chiama e mi chiede "Ma come mai quando inserisco un testo su una foto con PS e poi salvo, me lo salva sempre e solo in .psd !? aiutami!" -

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Spezzo una lancia per queste povere piccole tipografie che (per me) non stanno affatto morendo, anzi... casomai sono le fotolito che stanno sempre più subendo le nuove tecnologie ed il "momentaneo abbassamento" della qualità richiesta. Parlate di bigliettini ma non dimenticate che primo: entro una limitatissima tiratura è competitiva la stampantina, per un pò di più la stampa digitale ( sempre non considerando i limiti cromatici ed i materiali) ma per un quantitativo aziendale non esiste altra strada che la tipografia, per i biglietti da visita e più ancora per tutto il resto della modulistica, questo parlando in soldoni.

Secondo: raramente i biglietti vengono stampati da soli ma il 99% delle volte sono accompagnati da tutta la modulistica (scusate la ripetizione), da depliant, cartellette, schede e quant'altro che fanno si che i bigliettini vengano il 99% delle volte "regalati" al cliente. Ora come ora persino alla mia parrocchia conviene ancora stampare i suoi opuscoli in tipografia, così come al comune i suoi, compresi i calendari che annualmente regala la biblioteca. Il lavoretto fai da tè (a mio parere) è relegato a piccole occasioni non certo commercialmente appetibili. (non ho infatti fiducia nella mossa commerciale di MBE)

Per tornare agli ultimi post penso che nella generalità dei casi in Italia chi giudica non sia all'altezza di poterlo fare, che si affidi al nome dell'agenzia per paura di sbagliare o al ragazzino quando non ha soldi da spendere ma che non riesca "mai" a valutare il vero valore di ciò che gli viene sottoposto perchè semplicemente culturalmente non può, comprasse diamanti li valuterebbe a peso. Siamo al solito pieni di "per un pezzetto di carta con un nome e un disegnino ne faccio a meno" ... com'è che si dice? la pubblicità è l'anima del commercio, e te lo insegnano pure...

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Torno anch'io un attimo in tema.

1999: mando in giro un po' di cv, rispondo a qualche annuncio, cercavo in qualche modo di entrare in questo mondo.

Mi chiama un tipo, un grafico pubblicitario (neanche giovane), "studio di grafica e comunicazione pubblicitaria, associato all'organizzazione tal dei tali". Entro nello studio: disordine creativo: tavolo da disegno, riviste del settore, mazzette Pantone, fogli sparsi, matite, pennarelli. wow, penso io, fico qui.

Guarda, il lavoro sarebbe solo come commerciale (procacciatore).

Va bene (intanto da qualche parte entro, poi vedremo)

Un giorno: scusa, non è che potresti spiegarmi una cosa di FreeHand, perché sai...

Ma non era un grafico comunicativo e pubblicitario?

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mc100 ha ragione su molti punti. in particolare sui parlatori dei briefing e sugli incompetenti che fanno i soloni. non si può pensare di lavorare in un ambito commerciale cercando di vendere fumo e prentedere che gli altri se lo comprino pure ad alto prezzo.

però in molti casi il professionista serio arranca e non riesce a far capire al committente che il suo lavoro vale quanto quello di qualunque altro professionista. ieri sono andato a prendere un caffè con un amico che si occupa di montaggio video e sonorizzazione (tra l'altro vuole passare a mac e gli ho consigliato di fare un salto sul forum.. eheheheh) per documentari e altra roba varia. vi assicuro che è di una cura maniacale, aldilà del lavoro creativo che sta alla base di queste cose, è una persona attentissima ad ogni dettaglio, molto preparata e con un curriculum davvero ottimo.

beh, un tipo che gli ha commissionato un lavoro dopo che lui gli ha fatto un preventivo gli ha risposto:

"ma così tanto? ho visto un amico che montava una cosa con imovie e mi sembrava facilissimo. dai, ci metterai al massimo due ore!"

questo per 14 minuti di clip. due ore per 14 minuti di clip? ma stiamo scherzando? partendo da ore di girato? al che il mio amico gli ha pazientemente spiegato che fare un montaggio per un documentario non è come montare il filmino delle vacanze e che ci vuole un'attenzione e una cura diversa per renderlo all'altezza del risultato atteso dal cliente.

credo che ci sia molta ignoranza da parte di tutti riguardo ai lavori "creativi", oltre ad una certa sottovalutazione degli stessi. perchè se paghi un meccanico il giusto non devi pagare il giusto anche per un "creativo"?

devo aggiungere però che questo deriva anche da una certa spocchia e da una certa chiusura che negli anni la categoria professionale ha avuto. fare un 35*50 per la fiera parrocchiale sembrava un'impresa da superuomini, poi quando la gente ha cominciato a vedere che riusciva a farselo anche a casa col computer ha pensato che tutta questa gente che si occupava di grafica e cose simili se la menava solo con quell'atteggiamento superiore.

è lo stesso discorso per cui molti ora parlano male dei sistemisti e dei tecnici informatici in genere. di quelli che arrivano a soccorrerti facendotelo pesare come se fosse un intervento divino, stanno cinque minuti, non ti spiegano nulla di quello che stanno facendo e se ne vanno con quell'aria schifata (o ti presentano un conto esorbitante). ora che anche il ragazzino figlio del tuo vicino di casa ti mette a posto il computer la gente pensa che i tecnici informatici siano una schiera di carogne con la puzza sotto al naso, sempre pronte a prendere soldoni per una cosa che sanno fare anche i ragazzini.

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>penso che nella generalità dei casi in Italia chi giudica non sia all'altezza di poterlo fare

Scusate se intervengo senza essere del settore ma solo come semplice utente, ma...

chi giudica è la persona che paga, e il lavoro deve andare bene a lui, vorrai mica fargli fare la patente di grafico-creativo per valutare il tuo lavoro? Se era compotente se lo faceva da solo il lavoro, non credi?

>in molti casi il professionista serio arranca e non riesce a far capire al committente che il suo lavoro vale quanto quello di qualunque altro professionista

certo che è difficile, ma se non riesci a fare questo sei destinato a fallire.

Immagino tu debba avere un bagaglio di ottimi esempi, storie di successo, avere disponibilita' a mostrarti mentre lavori (penso a qualcosa di analogo all'extreme programming, in cui il committente in certe fasi si siede fisicamente al tavolo assieme al programmatore e lo assiste durante il lavoro), dimostare di capire di business e mille altre cose.

Il punto è un tempo per stampare un biglietto da visita e disegnare un logo al computer ci volevano apparati da decine di milioni e skill elevati, ma si parla di secoli indietro. Quei tempi sono sepolti, ma molti dei vostri colleghi hanno continuato (e continuano) a farsi pagare oro dei lavori che tecnicamente sono *******te, condendoli con il fumo della pseudoarte.

Non avete idea di quanti grafici ho visto riconvertiti in "webmaster" solo perche' pasticciavano 2 cazzate con dreamweaver. Quando poi il committente paga 3 paginette statiche un iradidio e dopo 2 mesi vede che il figlio della zia sapeva farle uguali, come credete che reagisca?

Esempio: ho visto siti da un centinaio di milioni, fatti dal prestigioso studio della capitale morale. Accettabilil. Pero' non scalano sui cellulari, ad esempio, e non lo farebbero se non a prezzo di modifiche ben profonde. Ora, se io fossi un buon professionista, competente, farei vedere come valore aggiunto del mio lavoro che il sito da em creato costa qualcosa in piu' ma è pronto per essere consultato da milioni di apparati gprs.

Ma quanti sono in grado di farlo?

>perchè se paghi un meccanico il giusto non devi pagare il giusto anche per un "creativo"?

posso sfatare un pochino 'sta cosa del creativo?

Nel vostro settore solo una piccola fase è "creativa", ed è quella della idea iniziale. Poi c'è una valanga di lavoro tecnico che vale altrettanto e ha un costo in investimenti rapidamente deperibili (formazione e tecnologia) ben superiore.

>è lo stesso discorso per cui molti ora parlano male dei sistemisti e dei tecnici informatici in genere. di quelli che arrivano a soccorrerti facendotelo pesare come se fosse un intervento divino, stanno cinque minuti, non ti spiegano nulla di quello che stanno facendo e se ne vanno con quell'aria schifata (o ti presentano un conto esorbitante). ora che anche il ragazzino figlio del tuo vicino di casa ti mette a posto il computer la gente pensa che i tecnici informatici siano una schiera di carogne con la puzza sotto al naso

infatti. Io per un periodo sono appartenuto a questa categoria, come ho raccontato in un paio di post.

La maggior parte dei miei ex colleghi non avevano skill superiori a quelli del ragazzino smanettone, solo maggiori mezzi ed esperienza. Ora che c'è internet a sopperire all'esperienza e i mezzi sono crolalti di prezzo, giustamente la gente chiama il ragazzino.

Sopravvivi solo offrendo servizi ben superiori, e alzando il tuo livello.

Ieri te la cavavi formattando macchine e estirpando virus? oggi devi saper offrire soluzioni di backup automatiche e filtri a protezione della rete in ingresso, creare vpn, installare un dns funzionante e un mailserver che non sia blacklistato in 10 minuti. Domani anche queste cose potra' farle il ragazzino e quindi dovrai offrire altro.

Ma in ogni caso è finito il tempo dei soloni in camice bianco e dalle parcelle allucinanti.

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mc100, dici cose sacrosante. sono daccordo al 100% con quello che dici.

soprattutto sul discorso di offrire qualcosa in più. io, ripeto, ho la fortuna di non dover andare a caccia di clienti, essendo stato assunto in un'azienda piuttosto grande. ma ogni giorno devo giustificare la mia presenza qui, non essendo il mio ruolo percepito come fondamentale per un'ospedale (ed in effetti non lo è, probabilmente).

non posso limitarmi a fare il compitino impaginando i poster e i pieghevoli dei convegni o buttando giù due suggerimenti per rinnovare la segnaletica. devo saper scrivere un progetto che parli di costi e benefici, che esprima in termini semplici e immediati a cosa servono certe cose e perchè si fanno, scegliere cosa fare e cosa non fare e come farlo. soprattutto devo interfacciarmi con persone che non sanno nulla del lavoro che faccio e dall'alto della loro superiorità di professoroni ti guardano con quell'aria paternalistica e pensano che tu sia l'ennesimo capriccio del direttore.

questa gente non la puoi convincere se non ci sai parlare insieme, se non riesci a entrare nella loro ottica e dimostrargli che il lavoro che fai tu è utile anche a loro e, soprattutto, ai loro pazienti. e che la qualità percepita è data anche dagli aspetti di immagine e comunicazione. certo, è molto più comodo in un posto dove il discorso introiti non è direttamente collegato alla promozione dell'immagine, ma sotto alcuni aspetti può rivelarsi persino più difficile.

detto ciò rimane il problema dell'atteggiamento di sufficienza con cui certe professioni vengono viste. e quando dico "creativo" lo faccio solo per semplificare, per racchiudere in una parola una serie di professioni per certi versi simili, non certo per indicare la natura profonda del lavoro.. io più che un creativo sono un consulente/project manager, mi occupo anche degli aspetti creativi solo perchè non c'è nessun altro che lo fa, ma considero in generale la mia professione abbastanza vicina a quella di un grafico o di chi si occupa di video o di webdesign..

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>detto ciò rimane il problema dell'atteggiamento di sufficienza con cui certe professioni vengono viste

questo è inevitable.

Pensaci: certi tipi di lavoro richiedono competenze tecniche oggettivamente riscontrbili con facilita' (il meccanico ripara l'auto->l'auto funziona. Il medico cura->il paziente guarisce).

Ma il "creativo" che disegna il baffo rosso invece che verde? Certo che ci sono studi e teorie e competenze dietro, ma converrai che è tutto molto piu' opinabile.

E' piu' facile improvvisarsi creativo, rispetto a medico o meccanico, e il mondo è pieno di professionisti creativi che emettono fumo e hanno screditato la categoria.

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