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algida

grafico da due soldi VS due soldi di grafico

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D'accordo con poldanken, anche se ci terrei a fare due precisazioni:

1) qualche volta sarebbe bene che qualche sedicente copywriter/artdirector / vaciapeirat parlasse in italiano e non in ungrofinnico soltanto per sembrare più figo e stordire il cliente...

2) per poter convincere il cliente devi essere convinto tu: io spesso ho avuto l'impressione che il soggetto che avevo di fronte avesse avuto un'intuizione o semplicemente un'idea come tante e cercasse di difenderla per partito preso e/o per pigrizia, sia fisica che intellettuale

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Roby, per essere convinto il creativo deve anche essere messo nelle condizioni di esserlo.

Per questo deve conoscere l'azienda e il prodotto per i quali avrà a lavorare, quindi poterli studiare e conoscere.

Purtroppo capita spesso che il cliente non ti metta nelle condizioni giuste per permetterti di svolgere il tuo compito al meglio, e rende quindi il tuo lavoro molto più difficile.

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Bisogna saper ascoltare i clienti.

Ignorare completamente come secondo lui si debba fare il lavoro, prendere per oro puro tutto quello che dice del prodotto e dei suoi vantaggi.

Nessuno lo conosce come lui.

Lui lo ha creato, inventato, trasformato, confezionato e avviato alla distribuzione.

Ci ha creduto ciecamente ed ha impostato la sua esistenza e il suo lavoro su di esso.

In questo caso il cliente è il migliore alleato del creativo, che deve saper distinguere dalle informazioni quello che è utile dal ciarpame.

Se ci riesce il creativo trae tutti i vantaggi individuando subito le linee di forza per costruire un azione di supporto, sia pure semplicemente un immagine di presentazione sia una campagna vera e propria

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Ovvio che bisogna ascoltare il cliente.

Bisogna anche saperlo orientare nella direzione giusta.

Molti clienti si lasciano portare più dal loro gusto personale (o della moglie: facciamo il fondo blu perché il colore piace a mia moglie... :D :D) che dalle necessità del prodotto e dalle analisi di marketing...

Quel che piace (al cliente o al creativo) non è necessariamente quello che è giusto per il prodotto. La comunicazione va orientata in funzione delle necessità del prodotto, del mercato, del target, del risultato che si vuole ottenere.

Ho visto tante bellissime comunicazioni... che non comunicavano niente..., che forse vendevano le capacità artistiche del creativo (non quelle comunicative), ma certamente non il prodotto. Come ho visto tante comunicazioni forse non artisticamente notevoli ma che vendevano il prodotto ottimamente...

Dopo se il creativo riesce a soddisfare i bisogni del prodotto, il gusto personale del cliente, di sua moglie e della zia, e il proprio orgoglio: Bravo!!

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