Trinitx

I migliori scatti. Vediamo di cosa siete capaci!

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iAlligator, 42 ed Alain:

L'argomento ad occhio mi è sembrato interessante, ma veramente troppo lungo da leggere.

Oltretutto qua si postano gli scatti, e ogni tanto qualche chiarimento.

Potevate sviscerare quest'argomento nel thread sulle spiegazioni tecniche.

Per rimanere IT:

Hideo, bella carrellata di foto! Sono davvero dei bei paesaggi, forse meriterebbero di essere visti ad una grandezza un pelo più ampia per goderne meglio!

Io qualche sera fa mi sono dilettato col light painting..

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dobbiamo smetterla?

basta[bà-sta]

esclamazione: si usa per interrompere un'azione o per zittire:Esempio: basta, non versarmi altro vino; basta con questo chiasso!

congiunzione: purché, a condizione che:Esempio: si può usare, basta stare attenti; potete andare alla festa, basta non ritorniate tardi (anche con l'aggiunta di che: basta che non ritorniate tardi).

La seconda

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Ironia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'ironia (dal greco antico εἰρωνεία; eironeía, ovvero: ipocrisia, falsità o finta ignoranza) ha come base e scopo il comico, il riso e finire nel sarcasmo, ma ha assunto anche significati più profondi. Di essi si possono dire tre accezioni:

1. L'ironia interpersonale o sociale. Per questo tipo di ironia si tratta contemporaneamente di un tema, di una struttura discorsiva e di una figura retorica.

È sempre una "etero-ironia", generalmente contingente e situazionale, per cui si ironizza su qualcosa o su qualcuno nel momento in cui se ne parla.

2. L'ironia psicologica, che implica un tipo di indagine sul comportamento umano, per la quale si fa riferimento a Sigmund Freud, il primo che ne ha fatto oggetto di studio sistematico. È già in parte "auto-ironia" nel senso che i fenomeni di cui si occupa e i problemi che pone riguardano la mente umana in generale e quindi anche la psicoanalisi.

3. L'ironia filosofica, che concerne il rapporto dell'uomo con la realtà extra-umana. È spesso "auto-ironia" perché il soggetto ironizzante è anche direttamente l'oggetto dell'ironia che fa. La filosofica si articola in indirizzi molto differenti, perché i quattro principali identificabili (socratica, illuministica, romantica, esistenziale) sono totalmente differenti l'uno dall'altro.

…una delle tre…o tutte insieme…

pensavo si fosse capito… vabbè, scusate.

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..ma torniamo a bomba...(chissà poi perché), ..che questa discussione sembra andare all’origine del thread……

Io credo di essere più vicino alle posizioni di 42, anche se molte delle cose ragionate dall'Alligatore, sono certamente condivisibili.

Il discorso dell'Alligatore, pur nella sua articolata complessità, mi risulta essere, paradossalmente, alquanto superficiale...nel senso più letterale del termine.

Esso si ferma infatti alla superficie del sistema: mezzo tecnico/artista e della famosa dialogica: arte/non arte......ma non viene affrontato il tema della motivazione che spinge un essere umano ad usare un mezzo tecnico in un modo tale che poi il risultato del suo gesto lo si possa riconoscere come: Arte..

Credo che ciò che distingue a livello percettivo un "prodotto" artistico dal semplice buon prodotto artigianale (dalla ringhiera in ferro, alla fotografia), risieda sostanzialmente nella capacità dell'autore di esprimere il proprio: inconscio....la sensibilità con cui si riesce ad esprimere la parte più profonda di se stesso, anche attraverso un mezzo super tecnico come appunto la macchina fotografica, credo possa essere la discriminante rispetto all'arte-non arte. Quanto più la fr-azione inconscia del gesto prevale (quantitativamente, poichè non esiste una qualità dell'inconscio) sulla fr-azione consapevole dello stesso, tanto più quella è arte......quanto inconscio c’è in uno scatto di Henri Cartier-Bresson rispetto al mio ?.......o nei tagli e buchi delle tele di Lucio Fontana?....o in Kandinsky….o nella luce di Caravaggio ?...o nei colori di Raffaello ? (quello vero)….o nel figlio più vecchio della madre nella Pietà di Michelangelo ?.... o in Bach e Debussy ?.....o in un assolo di Hendrix ?.....o in un film di Fellini ?...o in uno di Pelesjan…o nel: “…meriggiare pallido e assorto…†di Montale ?...etc…etc…

Secondo questa chiave di lettura, allora, non è nemmeno più tanto importante lo sviluppo di una certa sensibilità artistica da parte di chi osserva, perché anche un perfetto ignorante potrebbe essere sollecitato emotivamente dalla tromba di Miles Davis o da Guernica…o dalle foto polari di Alain….

Legenda: inconscio=mondo interiore; artista= essere umano capace di aumentare e/o diversificare il livello percettivo del mondo….

...quanto inconscio c'è in questo scatto ? :)

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Raffaello, io non ho mai creduto nella contrapposizione arte/tecnica ed infatti ho messo i due fattori dell'espressione in rapporto complementare. Ho detto che l'arte è esterna al mezzo tecnico della fotografia e che lo intergra, frapponendosi, per così dire, tra la camera e la realtà inquadrata; filtrando lo specchio per trasformare la rappresentazione in illustrazione.

Ho detto che la fotografia è un mezzo limitato all'ambito d'intersecazione fra il messaggio concettuale, che richiede un vissuto compatibile per essere compreso, con la derivazione della forma dall'estetica pittorica cui la fotografia risulta conseguentemente subordinata. Ho detto anche che alla base dell'estetica pittorica c'è la morale inespressa perché non funzionale ad alcun bisogno sociale e purtuttavia latente. Posso aggiungere che se un sottosistema della pittura c'è questo potrebbe essere la geometria.

Ho detto anche ch'è più facile per un artista con poca tecnica esprimenrsi, rispetto ad un tecnico con poca arte: sebbene a metà strada entrambi dovrebbero avere identiche possibilità teoriche.

L'iconscio è in tutti noi ed emerge sempre a prescindere dalla nostra intenzione o capacità per far felici gli psicologi che così lo studiano; non è detto che lo capiscano ma almeno ci provano. Se non fosse così non sarebbe inconscio...

Quanto inconscio c’è in uno scatto di Henri Cartier-Bresson? Ma insomma, decidiamoci: Un fotografo è bravo quando tira fuori l'anima del soggetto che fotografa o la sua?

Ciao.

Ps: L'unica persona in grado di confutare perfettamente una teoria è colui che l'ha formulata.

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Quanto inconscio c’è in uno scatto di Henri Cartier-Bresson? Ma insomma, decidiamoci: Un fotografo è bravo quando tira fuori l'anima del soggetto che fotografa o la sua?

...secondo me è un loop dinamico, che coinvolge un soggetto terzo: l'osservatore. Quest'ultimo rintraccerà l'anima del soggetto fotografato quanto più il mondo interiore (l'inconscio) del fotografo risulti leggibile......

ma forse, come dice Tekno, .....è meglio fermarsi qui...o proseguire altrove...prima che ci càccino...:)

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