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I migliori scatti. Vediamo di cosa siete capaci!

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Guest falstaff

Fate davvero delle belle foto!!! Complimenti a tutti.

Ma c'è qualcosa che non quadra nella fotografia di oggi e mi sento fare questo discorso a prescindere dal livello qualitativo spesso amatoriale; non me ne vogliano gli iscritti, non è un difetto come dirò.

E' un po' che ci penso, che cerco di capire se la soggettività estetica, ulteriormente condizionata dalle variabili temporanee, lasci spazio di manovra sufficiente a discorsi di carattere generale, ma un tentativo lo devo pur fare. Al massimo mi si risponderà in disaccordo, perciò nulla di nuovo sotto il sole.

Tanti anni fa, quando dimostravo il mio conformismo inconsapevole e dunque, in definitiva, la mia appartenenza alla classe dei mediocri trascinandomi come un mulo borse piene di obiettivi a focale fissa pur sapendo quanto i maestri usassero la Leica a telemetro con i tre minuscoli summicron, vidi un manifesto alla stazione che pubblicizzava la festa della mimosa di Pieve Ligure.

Subito pensai: "Che banale, quella foto la fa anche un bambino". Poi, anno dopo anno - e si perché in Liguria son tirchi ed i manifesti se li fanno durare, ho cominciato a soffermarmi sempre più a lungo ed a chiedermi cosa avesse quella fotografia così banale per attirarmi tanto e la prima risposta fu: "la capacità di evocare la primavera in modo ancestrale, di richiamare uno stato d'animo e rigenerarlo per un attimo senza dirti in quale impolverato cassetto del passato remoto lo abbia preso".

Continuando il ragionamento, in attesa che il progresso trovi la scatola nera che certamente esiste in ogniuno di noi, il passo successivo è stato chiedermi quali siano i fattori capaci di evocare le emozioni o perché - le due domande in questo caso sono una. La seconda risposta, in ordine, che mi sono dato è: "la trasparenza data dalla banalità".

Ogni obiettivo che abbia una prospettiva diversa dall'attenzione dell'occhio umano, che è cosa diversa dall'angolo di campo, inventa una realtà che certamente è artistica ma la sensibilità che trasmette viene percepita come originale; grafici e cromatismi fini a se stessi e non fossili guida che recuperano l'inconsapevole archiviato quando a 5 anni eri troppo occupato a misurare l'altezza dell'erba nei prati che oltrepassava i ginocchi per capire la ridondanza dei dati accumulati.

La memoria sembra invece scollegata dal flusso di dati ipersaturi della macchine digitale di Raffaello, dal grigio della curva asfaltata in scala Marklin Z di Carletto, dall'improbabile tonemapping di una foto HDR ma anche dai reportage con il fisheye di National Geographic, dai safari con il 2.000 alla fluorite o dal trend intimistico in cui la Magnum ha visto (male) la possibilità di rinnovare l'originalità delle immagini realizzate quando dietro il mirino c'erano Bresson e Capa.

Tredici anni dopo il dogma 95 di Von Trier per il Cinema è forse il caso di scrivere un nuovo manifesto anche per la fotografia; un elogio dello scatto quasi banale, cioè quello di chi ha capito come la pseudo perfezione, la perfezione possibile ad una pratica che continua ad avere il realismo quale potenziale fattore prevalente, dista pochissimo dalla banalità ma nella direzione opposta a quella in cui tutti noi ci siamo avventurati perdendoci.

In altri termini che dovremmo tutti usare ciò che inquadriamo per andare oltre, non rispettare la divisione aurea per fare del mirino un giardino zen in miniatura ma piuttosto usarne le pietre per portarci avanti. Oppure indietro.

Insomma: usare il 50mm (25 nei 4/3 Olympus) :)

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Vedi Falstaff, il tuo discorso estetico-filosofico, che posso condividere in molti dei suoi passaggi, parte - credo - da un assunto sbagliato, almeno per quanto riguarda la mia persona (in quanto citata nel tuo brillante intervento), ma non solo.

Questo non è un forum di fotografi che vogliono riscrivere i canoni estetici dell'arte dell'immagine. Semplicemente siamo un gruppo, tutto sommato abbastanza numeroso, di appassionati di computer e anche, almeno quelli che frequentano questa specifica area del forum, di fotografia che con la fotografia si divertono, quando possono e come possono, facendo i conti con le proprie capacità.

Anche io ricevo più emozioni in uno scatto di Salgado che in tutte le centinaia di foto postate qui. Per non parlare dei ricordi che ho del lavoro artigiano di uno zio professionista dei bei tempi; di quando lo vedevo tornare dal lavoro con le sue Rollei biottiche. Vederlo comporre nel piccolo studio casalingo, il profumo della camera oscura dove ogni volta si avverava il miracolo della stampa, queste sono le emozioni che inconsciamente si fanno spazio nella mia mente ogni volta che impugno una fotocamera.

Lavorare di sottrazione, asciugare il proprio stile alla ricerca dell'essenza.

Penso sia questo quello che vuoi esprimere, e lo posso condividere, anzi lo condivido proprio.

Quello su cui non sono d'accordo è che l'approccio minimalista-conservativo (non conservatore) sia per forza quello porta all'Arte.

Demonizzare, o disprezzare, forme nuove d'espressione non è mai positivo.

Anche il pianoforte venne accolto con scetticismo, secoli fa. Per non parlare degli strumenti musicali elettrici alla metà del secolo scorso.

Le vie che possono trasmettere emozioni sono sempre più numerose di quelle che crediamo. Aspettano solo che qualcuno le percorra nel modo adeguato.

P.S. la citazione di Von Trier (che in certe occasioni ho anche molto apprezzato) è emblematica. Purtroppo solo il nome del movimento da lui fondato mi causa immediatamente una moto di repulsione.

La parola dogma non ha diritto di cittadinanza nel mio cuore.

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Parafrasando Ray Bradbury, mettere la tecnologia a disposizione di chiunque è come dare una pistola carica in mano a un bambino.

(Da utilizzarsi solo in campo lavorativo; per hobby ognuno fa il cavolaccio che vuole)

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Purtroppo il mio livello culturale è troppo basso e non me la sento di fare commenti di alcun tipo a riguardo, cadrei sicuramente in scontatezze e banalità e scusate se mi permetto di cambiare discorso.

L'anno prossimo andrò a studiare fotografia e qui a Firenze (credo in italia in generale) per studiare tale materia ed averne una laurea, che agl'occhi della gente vale piu di un diploma di una qualche scuola privata,l'unico modo è iscriversi a grafica e fotografia per la moda sotto la facoltà di architettura. I problemi sono due: il primo non è un vero e proprio problema, piuttosto un fastidio riguardo al fatto che è della moda, mentre io vorrei fare uno studio il più possibile a 360 gradi. Il secondo invece è che purtroppo siamo in Italia e a meno che non si abbiano "conoscenze" non si va da nessuna parte. Confermato anche da un fotoreporter che fa servizi a repubblica ed espresso da 30 anni, di cui ora purtroppo mi sfugge il nome. Ho dunque preso la decisione di andare a studiare all'estero, oltre che per i motivi già elencati anche perchè andare all'estero per qualche anno a parer mio è una esperienza che chiunque dovrebbe fare.

Ma tornando a noi, da voi avrei bisognio di informazioni sulle università in qualsiasi città europea (io sto decidendo per London ma accetto qualsiasi suggerimento) in cui si possa studiare fotografia. Ho davvero bisogno di suggerimenti!

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Ma c'è qualcosa che non quadra nella fotografia di oggi

La fotografia è un quadrato, null'altro, credo. Non c'è scritto che debba essere come, ognuno ci mette gli organi che ha, alcuni gli basta l'occhio, altri ci devono mettere le mani.

Ad ogni modo, il tuo problema è stato risolto in due modi: da Barthes, dicendo che l'unico modo per fare over-foto [secondo lui le uniche vere], era impazzirle —*che mi sa che oggi si può dire tarocco. Poi ha parlato pure Baudrillard, che ha detto che l'unica foto è quella sub, credo subcosciente intendesse, cioè quella spontanea. Non so se intendesse pure Olympus, o con che meccanica.

Peccato per la spaccatura in due thread, qui.

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anche a me dispiace per la spaccatura... anche se in genere non ritocco le foto...

Non le ritocchi perchè non vuoi o perchè non lo sai fare? E' una domanda seria, la mia perchè chi lo sa fare lo fa. Non conosco nessuno che pur sapendolo fare, evita. Ciao Marco

Comunque anche per me la spaccatura è un peccato.

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Guest falstaff

anche a me dispiace per la spaccatura... anche se in genere non ritocco le foto...

Anche a me spiace, non la capisco e mi auguro che non debba spiegarsi attraverso la Madonna di Czestochowa con cui Gazzaruso ha iniziato il thread. Dopotutto passavo per caso aprendo un account solo per via della soggettivissima interpretazione data alla tua immagine del piccione londinese (ho fatto voto di non usare più puntini ma qui ci vogliono) e posso andarmene anche ora.

Il mio intervento non conteneva alcuna critica personale nei confronti di chicchessia e forse lo si poteva capire dalla giustapposizione fra i membri del forum citati a mero titolo d'esempio e le più famose agenzie fotografiche o pubblicazioni del mondo. Ne alcuna intenzione di correlare la deriva estetica con il passaggio fra la tecnologia analogica e quella digitale perché il trend è cominciato vent'anni or sono con la Kodacolor Gold che faceva sembrare abbronzati i cadaveri dell'obitorio e proseguito via la Fuji Velvia: la prima pellicola veramente democratica della storia in grado di trasformare le immagini fatte con lo zoom 10-40.000 di Sigma in scatti realizzati con il Leica l'apo-telyt 280 e viceversa.

Anzi, per dimostrare tutto questo ho pensato all' inciucio del secolo: comperare una compatta idiot-proof da 100€ e passare un paio di mesi (i prossimi se non vengo bandito prima) a fare esperimenti di foto quasi-banale usando la tecnica del tonemapping da HDR a LDR congiuntamente allo stitching/mosaicing per aggirare il limite del ridotto angolo di campo tipico delle compatte super economiche. L'obiettivo è farvi sentire il canto delle cicale ma bisogna aspettare il caldo.

Meglio questo che il cilicio usato dagli iscritti dell'Opus Dei nella disperata convinzione che il dolore li porti al di la dell'agnosticismo in cui annaspano dall'epoca di sant'Agostino.

Domani vado alla Fnac; datemi un paio di giorni e vi porto in giro per la Liguria. E' l'ultima occasione che ho perché finita l'estate avrò lasciato l'Italia.

ps: Quando si sveglia Ypsilon salutamelo

pps: Oggi Israele compie sessant'anni !

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