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AGGIORNAMENTO SOFTWARE

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<FONT COLOR="ff0000">Credo che Matteo, che mi sembra essere una persona intelligente e capace di dare contributi ragionati ed utili a questo forum, non abbia alcuna intenzione di fare l'avvocato di Apple.

</FONT>

<FONT COLOR="000000">Sull'intelligenza di Matteo, e sulla sua capacità di dare contributi utili e ragionati, posso solo sottoscrivere e darti ragione nella maniera più decisa e assoluta.

Sul fatto che spesso e volentieri abbia però anche un raro talento di maestrino ed avvocato d'ufficio, beh, questa è opinione che mi deriva, come la precedente, da altri dei suoi post o dei suoi interventi, e che non necessariamente elimina la precedente, anzi da un profilo più sfaccettato alla persona.

Anche la mela di Apple è morsicata, nessuno è perfetto! Posted Image

</FONT><FONT COLOR="ff0000">Dire però che uno abbia tutto il diritto di istallarsi il suo bel MacOS ottenuto in bundle, su altre 2, 3, 10 macchine, mi sembra una emerita troiata.</FONT><FONT COLOR="000000">

Attenzione, il mio intervento era legato al caso specifico di un utente di questo forum che chiedeva se era possibile o meno installare la copia di Panther che aveva in dotazione su un Mac sull'iBook 2001 della figlia: si tratta di un caso specifico.

A partire da questo caso specifico, e da interventi seguenti, ho espresso la mia opinione: usando le tue parole, per me se insallo un Panther avuto con un Mac su un Mac diverso senza pagare una licenza d'uso e lo faccio per fini "non di lucro", diciamo, allora non la ritengo una vaccata. Se invece lavoro con 1, 2, 3, 5, 10, 100 mac, non importa il numero, lavoro, cioè li uso come strumenti di guadagno e di profitto economico, è una vaccata non pagare ognuna e ciascuna licenza d'uso.</FONT>

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·¯S

Ws

SZA

Sai che non sono d'accordo? E un po' mi pare che ti tieni sull'Esatta.teorica, che ad un certo punto sfiora l'ideologica.

Se segui quello che dici, finisci per fare una cosa che si chiama Frantumazione, polverizzeresti tutto il mercato fino a raggiungere il signolo artigiano [neodemocratico sbagliato] che fabbrica produce e vende da solo un solo oggetto specializzato [al tempo d'oggi significherebbe: una mostruosa specializzione e nessun'armonia di mercato].

Va bene: apple si porta appresso [e ti ammolla - dici tu] pure sony, e prima ti ha ammollato anche il suo software.division.core.business.

Ma questo è un problema?

È questa la cosa da cambiare?

[Ferrari non si porta appresso goodyear, stradivarius non si porta appresso thomastik, ariston non si porta appresso osram?]

Forse vorresti che ognuno si ritrovasse a poter scegliere ogni singolo fattore [che saranno: i bulloni, i chiodi…] dell'apparato moltiplicato completo che si va a comprare? Vuoi, in pratica, assemblare tu? Vuoi un pc?

Mi pare, in questo periodo, che questa polverizzazione customizzabile diffusa porterà a qualcosa di peggio di quanto l'aggregazione sotto.logo non abbia fatto già da sola [sta arrivando al palo, cioè ha partorito un figlio più agguerrito]: prendi uno come Leroy Merlin.

Anzi prendiamo due [considerati come] cattivi esempi comuni: (1)Leroy merlin e (2)Ikea.

(1)Entri: reparto qualsiasi. Una montagna di materiale: sembra un negozio per specialisti, un ingrosso. Quello che mi ha colpito di più è che cercavo dell'acciaio e c'era una marea di persone che [creatività stimolata] si comprava cose che non sarebbero mai state per loro: le sondine per intubare l'impianto elettrico, le schiume per riempire il legno degli infissi, le lastre di zinco, scaglie di piombo. Cose singole. Elementi.

(2). Compri un cavalletto col nome svedese. Apri la scatola, legni e viti: manca una vite. Oh, non c'è modo di sostituirla con una cacchio di vite comune, le ferramenta che serviranno più…

Allora: sembrano due cose uguali, invece sono l'opposto, Leroy Merlin è più grave.

Ikea è già in prossima perdita sconfitta, vuol tenere tutto col proprio brevetto e [in proiezione] non ce la fa, perché ha esaurito il suo coefficiente di innovazione. Se innova di nuovo [rinnova] forse sì, ma considera che ha un mercato stabile di natura, non è l'IT [e la cosa peggiore è che non potendo morire - per vincolo contrattuale - ci si compreranno ancora cose, sempre più cagàte… uff… che palle, non ci posso pensare].

Merlin invece è una pestilenza, farà tabula rasa dell'ecosistema e [sulla base di un recupero antropocivico del saper far da sè] produrrà una cultura ulteriore del selfserviti [compra da te su base emozionale e non parlare con nessuno] e poi assembla.

Così, succede che il nucleo del business sai cosa sarà? il traffico puro e netto degli elaborati singoli al miglior costo di produzione, quindi [proprio liscioliscio come un bel colpo profondo da dietro] la manodopera, quella che costa meno e fa di più.

[Alla fine finale? la geografia degli investimenti, dove produco a minor costo e dove vendo in maggior quantità. Pre Ikea lo può fare, si: fino a quando le sue cose piacciono].

Democratizzare il mercato non è chiedere a apple di vendere ogni sigola cosa particolare. Veramente, sarebbe chiedere [anzi fare] che qualche altra piattaforma si rendesse disponibile alla scelta. Ma fino ad allora, sarà che apple mantenga il pieno equilibrio della sua procreazione esattametne su quello per cui la si conosce [perché se si compra pure lei le autostrade o un'acqua minerale, allora sì che diventa un problemone]: cavalcando senza tregua l'unico pungolo che ne giustifica l'arricchimento personale: l'innovazione [il rischio, io pionierismo, il prototipo] nel suo proprio campo produttivo, che sarebbe l'arricchimento nostro.

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clap clap clap clap clap... notevole, davvero notevole... molto post, molto "Empire", molto evoluto... basi notevolissime e assolutamente aggiornate... complessivamente, molto "post-debordiano", il tuo pensiero, o forse dovrei dire "neo-debordiano", nella teoria, e molto "neo-ottimista" nella realtà.

Non condivido questo esito "neo-ottimista" del tuo ragionamento, poiché lo ritengo una pia illusione nella realtà, ma l'analisi è certo molto interessante e - come dire- seduttiva... forse Baudrillard più che Debord?

Bene, comunque. Cibo per la mente. Grazie per il banchetto.

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<FONT COLOR="0000ff">Cibo per la mente.</FONT>

Sì, oddìo... un po' indigesto. In particolare quel neo-ottimismo<SUP>(1)</SUP> di fondo va giù come il piombo...

<FONT SIZE="-2">(1) Bella! Mi sa che te la rubo ;)</FONT>

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·¯;

s

as

Non mi dire che pure tu vai per definizioni. L'ha detto a me, io che dovrei dire? Posso dire che ho capito cosa intende, oppure è poco associativo?

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Beh, Angel, diciamo, per come la vedo io, che _j è consapevole che per vivere serenamente e proficuamente nel mondo, se c'è un nero scuro ed un grigio scuro, devi in qualche modo rifare il "bilanciamento del bianco" e vedere il bianco nel grigio scuro.

Io non gli do torto, ma non lo sento come un atteggiamento particolarmente necessario a me stesso. Chiaramente tra un'ora o un giorno o 2 anni, chissà, sarò molto più neo-ottimista, ma al momento non ne sento il bisogno.

Fortunatamente, di riflettere sulle opinioni altrui ho ancora una certa voglia. Fortunatamente per me, naturalmente... Posted Image

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<FONT COLOR="ff0000">Non mi dire che pure tu vai per definizioni.</FONT>

E tu non mi dire che per per ragionare di mercato usi categorie morali quali quelle di giusto/sbagliato.

Il mercato è del tutto amorale, e lo cogli nei tuoi due interventi in questa pagina. L'unica cosa che conta nella transazione commerciale fra le due parti in causa (produttore e consumatore) è che vi sia convenienza per entrambi.

Ora è del tutto evidente, qualunque cosa poi si voglia pensare degli atteggiamenti e delle reazioni individuali di merito, che un consumatore individuale-privato quale per esempio sono io (che non sono un mega-studio professionale con budget di milioni di euro e la possibilità di defalcare l'acquisto di n licenze ogni tot mesi, una licenza per macchina, dalla dichiarazione dei redditi facendole figurare come "investimenti") non ha alcuna convenienza nell'acquistare una nuova licenza ogni volta che cambia una macchina, o aggiunge una ulteriore macchina al suo esiguo "parco".

L'unica convenienza che si potrebbe sperare di trarre da un tale arbitrario comportamento del produttore (che sia Apple o Microsoft o SuSE o chiunque altro, non fa differenza) risiederebbe nel fatto che, come ha detto qualcuno, con tale ingiustificato esborso uno finanzierebbe - per sé e per gli altri - quell'attività di R&D produttrice, nel medio-lungo termine, di vantaggi in termini di nuovi prodotti, nuove soluzioni tecnologiche, oppure di maggiore produttività e di conseguente abbassamento dei prezzi.

Tutto questo, però, a condizione che il produttore davvero finanziasse la R&D interamente con le vendite: del che però ho forti dubbi.

<FONT COLOR="0000ff">Beh, Angel, diciamo, per come la vedo io, che _j è consapevole che per vivere serenamente e proficuamente nel mondo, se c'è un nero scuro ed un grigio scuro, devi in qualche modo rifare il "bilanciamento del bianco" e vedere il bianco nel grigio scuro. </FONT>

Ma sì, ma sì... a patto però di non mettersi a fare gli integrati, come li chiamava Umberto Eco parecchi decenni e miliardi fa. [Non sto dicendo che Jove l'abbia fatto: però, nelle due o tre cartelle che ho letto, come dire?, qua e là aleggia e serpeggia. E d'altra parte aleggia e serpeggia sempre, dovunque, come un basso continuo...]

Voglio dire: se mi viene il bisogno di riaggiornarmi sulla "precettistica standard dell'integrazione" mi rimetto a leggere la pagina economica del CorSera, il Riformista o il Sole. Oppure la Gazzetta dello Sport ;D

<FONT COLOR="0000ff">Fortunatamente, di riflettere sulle opinioni altrui ho ancora una certa voglia. Fortunatamente per me, naturalmente...</FONT>

Be': ma non è quel che stiamo facendo, infatti? Che il tono di quando in quando possa diventare un po' "tagliente" o concitato non mi pare un problema.

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Altro che problema! Almeno si smuovono un po' "le acque paludose del conformismo e della noia"!

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<FONT COLOR="ff0000">come ha detto qualcuno, con tale ingiustificato esborso uno finanzierebbe - per sé e per gli altri - quell'attività di R&D</FONT>

Quel qualcuno sono io.

Guardate che è facile, quando un'azienda non genera utili taglia teste. Le prime, non le uniche, teste che saltano sono quelle dei ricercatori.

Apple non ha una posizione dominante sul mercato tale da permetterle certe acrobazie in srile M$.

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salve a tutti

volevo chidervi esiste per mac un traduttore professionale come babylon???? se si, mi dite il nome.

grazie mille

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ultimissime da londra

ho provato keynote 2

meraviglioso, con hyperilks !!!!!

ed altre possibilità , templates e , esportazione in Flash.

stupendo.

powerpoint addio per sempre.

ipod mini e ishuffle esuriti da ieri all'applestore.

ciao da Londra

Domizio Baldini

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<FONT COLOR="ff6000">Quel qualcuno sono io.</FONT>

Non mi pare fossi tu, e non mi ricordo chi fosse. Per quello ero generico...

<FONT COLOR="ff6000">Guardate che è facile, quando un'azienda non genera utili taglia teste. Le prime, non le uniche, teste che saltano sono quelle dei ricercatori. </FONT>

Sì, certo. Però questo è un conto, pagare mensilmente lo stipendio ai ricercatori con una parte del fatturato. E' un costo fisso, che devi coprire anche quando i ricercatori fanno - per così dire - scienza normale.

Tutt'altro conto, secondo me, è fare un grosso investimento in un programma di ricerca e sviluppo della durata di tot anni. A me pare improbabile che lo si finanzi solo ed esclusivamente con le entrate derivanti dalle vendite pregresse o attuali, che mi sembra più verosimile vadano a coprire i varii costi legati all'attività economica ordinaria e corrente dell'azienda.

Un grosso programma pluriennale di R&D mi parrebbe invece più verosimile che venisse finanziato, almeno nella fase di avvìo, con altre fonti: ricorso al debito (obbligazioni o prestiti), aumento del capitale di rischio, vendita di eventuali "pezzi" di capitale che si ritiene non ulteriormente proficuo (o troppo costoso) mantenere...

Ma sono solo sensazioni, sia chiaro. Quello che mi interessava dire è che vedo delle ragioni serie negli interventi di Pasquale ;)

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