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Opera e' norvegese, non tedesco!

Comunque condivido la segnalazione ed il senso.

Il tipo di tentativo e' altrettanto "nobile".

P.S.: in questi paesi non mi stupirei di scoprire una sensibilita' a livello di classe dirigente verso la questione della sudditanza ad 1 ed 1 sola azienda per cio' che concerne la fruizione di Internet. Il che poi si traduce in autonomia politica e lungimiranza economica. Vedremo.

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Chest>

"Opera e' norvegese, non tedesco!"

Oooops! :)

Caspita non so perche' "credevo di sapere" fosse tedesco!

Nobilissimo tentativo.

Vari software notevoli (ma qualche volta sfortunati come Real3D) sono nati in quei lidi.

Linux, e' nato in Finlandia.

Dicono che l'inverno lungo e i metri di neve favoriscano la produzione di software... :)

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E' vero: gli utenti Mac sono i più fidelizzati che si conoscano; sicuramente in un settore dove la fidelizzazione è assai relativa.

Ma fino a che punto?

Voglio dire, non si sta navigando in ottime acque e lo vediamo tutti ma le cose non sembrano cambiare sotto questo punto di vista. Contenti ed imperterriti si continua a fare il nostro "lavoro" come al solito. Chi più chi meno siamo tutti utenti abbastanza informati ed evoluti e per quel che possiamo cerchiamo di consigliare, propagandare, incentivare all'acquisto... risolvere problemi a nostri "confratelli".

Io, ma so di non essere il solo, ho anche acquistato delle azioni (follia!!!).

Ma la domanda è molto più sociologica che tecnica.

Fino a quando saremo disposti a comportarci in questo modo? E soprattutto perché lo stiamo già facendo?

In fin dei conti ci sono persone che vengono stipendiate per fare (sicuramente in modo molto più approfondito e continuativo) ciò che noi si fa da anni, e gratis perloppiù.

Negli anni (8), il mac mi ha dato tante soddisfazioni e altrettante arrabbiature, e così anche il mio gatto. Ma non mi sono messo a raccontare a tutto il mondo com'è bello avere i gatti.

Mi spiazza questo nostro (in parte)inconsapevole comportamento.

Mi piacerebbe che ognuno di noi raccontasse la propria esperienza, il come è diventato quello che è, e perché crede di comportarsi come si comporta.

[...] quare id faciam fortasse requiris,

nescio, sed fieri sentior et excrucior.

esattamente quello che capita a me.

p.s: mi scusi catullo per averlo infilato in un qualche cosa di così poco artitico ;)

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Forse perche' vogliamo cambiare il mondo :-)

Forse perche' vediamo che esiste qualcosa di migliore e vorremmo che il mondo ne approfittasse. Proprio come con le idee politiche, o la propria religione, magari ad un livello piu' basso, con un trasporto minore del furore politico o religioso, con motivazioni meno forti, ma il moto interiore ha la stessa natura.

Se conosci qualcosa di buono, migliore, credo sia normale desiderare convincere anche gli altri di una scelta.

Poi, come in tutti i casi in cui si forma un'elite, troviamo anche altri aspetti e comportamenti, compreso un pizzico di snobbismo...

Un Testimone di Geova e' chi ha trovato la strada ed altro non vuole fare che mostrarla anche a te ed a me, io sono Cattolico e continuo a non vederla, convinto che la mia strada sia quella giusta.

Apple ha saputo capire questo ed organizzo' a suo tempo un'intera divisione di "evangelisti", proponendo il mac come un vero e proprio credo.

Siamo tutti condizionati o condizionabili, in un modo o nell'altro ;-)

ciao

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Sasaki>

Ricordo la prima volta che mio fratello mi porto' un opuscolo che mostrava il Macintosh.

Correva l'anno 86, o 87 non ricordo e allora avevo lo Spectrum.

Rimasi molto colpito dalle foto sul depliant.

Certo il fatto che fosse in bianco e nero mi sembrava una seria limitazione, visto che allora il computer che desideravo era l'Amiga con i suoi 4096 colori su schermo in HAM mode... (bei tempi!)

Non ricordo la primissima volta che ne vidi uno, forse all'univerita' di Rijeka, tant'e' che uno o due anni dopo mio fratello porto' a casa un Plus (credo) con disco rigido esterno da 20 mega e ImageWriter II.

Al tempo all' ITIS avevamo degli splendidi IBM XT a 4 colori con stampante ad aghi che stampava una riga di pixel alla volta e in sola andata...

(Il Plus staziono' a casa mia per qualche settimana, dovetti aspettare molto per avere un Mac mio)

Ricordo il mio primo contatto con un Mac II (forse un IIx) dove giochicchiai un po' con la versione di Zoom di allora.

256 colori mi sembravano tanti! (In effetti il Mac quando e' a 8 bit di colori in genere te ne mostra decisamente meno...)

Al primo anno di ingengeria mi comprai il mio primo Mac, un LC

L'LC II era appena uscito ma costava di piu' e per fortuno che non l'ho preso perche' era un bidone. Il 68030 a alla stessa frequenza (16MHz) del 68020 dell'LC su bus multiplexato (orrore!) andava lento uguale col solo vantaggio della PMMU che non valeva la differenza di prezzo.

Il monitor era quello Apple con tubo Trinitron da 14". Non quello con base "tilt & swivel" che ha venduto tanto negli anni seguenti, quello vecchio senza base, uscito penso assieme al Mac II.

Scaldava da non credere e pesava molto piu' del successore ma si vedeva meglio.

Poi ho preso di seconda manu un Performa 600 CD ad un prezzo interessante col 14" piu' recente.

Poi e' stata la volta di un 4400 che ho tenuto solo 3 mesi per poi prendere un G3/233 beige.

Infine G4/450 prima serie riconfigurato a 400 (non l'ho mai digerita! Grrr!).

In tutti questi hanni ho passato centinaia, molte centinaia di ore a combattere con gli utenti Wintel a cercare, il piu' delle volte invano, di fargli aprire gli occhi.

Devo dire che la cosa e' diventata piuttosto ardua di recente, e non consiglio piu' Apple a persone con cui non abbia un legame di amicizia piu' che stretto e comunque dopo averli ragguardati piu' che a sufficienza sulle difficolta' cui andranno in contro scegliendo di morsicare la mela ex iridata.

Sono ancora convinto della superiorita' assoluta dell'interfaccia del Mac OS e di tutta un'altra serie di vantaggi (quasi tutti software) che Apple offre.

Oggi e' un periodo non molto brillante per Apple e sono abbastanza convinto che tra due anni le cose o andranno decisamente meglio o avro' un "AMD based Linux box" da me assemblato ad hoc.

Nel 95 il PowerPC ha salvato Apple dall'estinzione.

Oggi e' la volta di MacOS X.

Sara' una migrazione non indolore, credetemi, ma necessaria.

Ce la faremo anche questa volta?

Io dico di si'. :)

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La prima volta che ho visto un Mac è stato nel 1988, facevo l'ausiliario nei Vigili del Fuoco ed in un ufficio alle Capannelle vidi questo computer spettacolare ed avveniristico. All'ora non capivo di cosa si trattasse, non capivo nulla di computer ne m'interessava l'argomento (ero troppo fissato con le moto da regolarità) ma quell'oggetto mi rimase impresso a lungo.

Poi nel 90 iniziai a lavorare in una azienda come sistemista unix; dovettero passare 9 anni prima che nel 99 navigando in internet finii per caso nel sito della Apple; fu allora che iniziai ad appassionarmi a questi computer esclusivi.

Mi sono documentato a lungo frequentando un gentilissimo rivenditore poi a marzo 2000 ho comprato il mio primo computer per uso personale: un Pismo 500. Le soddisfazioni ricevute dall'uso di quel portatile sono state incredibili; non mi sembrava vero disporre di uno strumento cosi versatile e gradevole da usare.

Durante quest'anno sono anche riuscito a "convertire" qualche collega; forse è proprio per la piena soddisfazione (a parte qualche crash di troppo) che mi spazientisco nel vedere gli errori che sta commettendo Apple nel presentare le nuove macchine; forse è proprio il timore che se continua così in futuro non potrò più disporre di questi straordinari computer.

Tra una settimana riceverò il nuovo system, e avendo provato la beta sono sicuro che non potrà che piacermi, spero solo che manterrà almeno alcune delle caratteistiche della scrivania dell'os9 tipo le cartelle ad impulso, o le cartelle a scomparsa.

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Ebbi il primo Mac, un Plus appena presentato (un mega di ram, presa scsi, monitor a fosfori bianchi: era l'epoca in cui lo hardware Apple era avanti...) con una stampante ImageWriter con l'alimentatore a fogli singoli (la laser costava dieci milioni), nel settembre 1986. Dovevo pubblicare, come libro presso un editore, la tesi di laurea, e il tutto sarebbe costato tra correttore di bozze, grafico eccetera almeno una quindicina di milioni, con tempi di otto-nove mesi almeno.

Con il Mac Plus, MicrosoftWord 1.15, MacDraw 1.0, MicrosoftChart e AldusPageMaker 1.2 feci tutto in casa, compresa l'impaginazione, comprese immagini scannerizzate a 300 dpi in bianco-nero. Era pura fantascienza, il libro fu il primo edito in Italia con il desktop publishing e fu anche acquistato da Apple Italia e riprodotto nei depliant pubblicitari.

Riuscimmo ad avere un Mac, con stampante laser, per l'Istituto di Chirurgia ove mi specializzavo allora; poi, al Pronto Soccorso ove ero destinato, mi dedicai nel 1989 a un progetto di informatizzazione (che fu concluso da altri su pc, un decennio dopo ma con caratteristiche inferiori al prototipo basato su 4th Dimension).

Nel 1990 pubblicai un altro libro, stavolta uscendo in fotounità direttamente dal Mac II, nessuno voleva crederci che si poteva stampare a un decimo del costo tradizionale e con tempi ridotti di altrettanto. Più o meno allo stesso tempo iniziai a fare le diapositive con il Montage, fino allora si facevano con i trasferibili e l'inversione in C41 (testo bianco, fondo blu).

Nel 1992 fui ammesso in Medicina Legale sempre aiutato dalla mia praticaccia al computer; in realtà non sono un grande esperto, ma in un mondo di orbi anche il monocolo è re.

Realizzai alcuni programmini, per esempio la gestione dell'archivio autoptico, ovviamente tutti sabotati dai colleghi e mai entrati in uso.

Nel 1993, stufo di scarrozzarmi in un borsone l'SE/30, comprai il primo portatile, un 140, e fui folgorato sulla via di Damasco.

Tempo due giorni, mi chiedevo come avessi fatto prima, ed erano già quasi sette anni che usavo Mac.

Da allora ho girato quasi tutti i modelli di portatile, tra i quali ricordo con rimpianto il 180, anch'esso testimone di un'epoca in cui potevi letteralmente sputare sui computer wintel.

L'anno nero fu il '95, software di sistema osceno (le varianti del 7.5), macchine che non andavano. Il 5300, un incubo, pensai seriamente di mollare il Mac.

Dopo quindici anni di Mac, sono un po' disincantato e guardo al sodo. Passo in media dieci ore al giorno in compagnia del Pismo, e desidero semplicemente che funzioni in modo perfetto e con stile; non è poco, ma è lo stesso che pretendo dalla mia Audi, dispostissimo a pagare un po' di più in cambio di un valore aggiunto.

Purtroppo, in questo Apple non mi sta soddisfacendo, il valore aggiunto è scemato nel tempo.

Ma è un discorso già fatto.

Sul perché esista un senso di appartenenza al mondo Apple, anche da chi ne fa parte da tempo minore del sottoscritto, non saprei.

A suo tempo c'era la differenza fisica delle macchine (il mouse, il monitor bianco con i caratteri neri e le immagini, i menu, cose che sugli XT e AT non c'erano), poi con l'arrivo di OS2 e Windows la differenza fu minore, ma il senso della scelta è rimasto.

Quasi nessuno, in realtà, compra Apple per caso.

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Uhm...allora io sono decisamente più giovane al mac rispetto ad alcuni "senatori" presenti qui.

La mia personale esperienza con i computer era iniziata con una scelta ancora una volta anticonformista, nell'epoca del Commodore io cosa scelgo? Un philips non ricordo cosa che non ha lasciato nessuna traccia nella mia vita infatti era una pena, a righe di comando, che palle all'epoca del mondo informatico avevo una repulsione troppo complicato.

Quel computer è finito regalato a qualcuno dopo poco...

Poi arrivo all'università, e mi trovo un gruppetto di amici che sono davanti alla scelta informatica classica per chi studia architettura, mac o pc???

Alla fine questi scellerati optano per un performa 6300 100mhz, e ne comprano ben 3.

Io osservo ma ancora non sono convinto a fare il passo fatidico finche vedendo quello che possono farci con il loro "polmoncino" inizio ad accarezzare l'idea di riprovarci.

Nasce una sfida con i miei, ad un tot di esami corrisponde un tot di computer...è inutile che vince,dopo molte fatiche, il mac un bel 9600/200mhz etc etc una bella bestia dalla quale mi sono separato a Natale di questo anno dopo 3 annio di onoratissimo lavoro.

Nel frattempo ho acquistato un iBook, ho fatto comprare alla mia ragazza un iMac Ruby (dopo alcuni mesi sul mio 9600), ed ho convinto alcuni altri ma molti non ci sono riuscito.

Perchè l'ho fatto è la domanda, è sinceramente non lo so bene.

Potrebbe essere l'istinto di difendere le propie scelte, avere l'idea che più si è meglio è, vedere che magari questo è meglio di quello e gli altri non se ne accorgono...

Forse sono tuttte queste cose, forse siamo peggio degli altri che accusiamo di essere con i paraocchi ed invece magari siamo noi con i paraocchi, non so bene.

A me piace essere controcorrente, piace distinguermi, piace semplificarmi la vita e questo in parte l'ho fatto scegliendo il mac che anche un abmbino saprebbe usare ed in parte è falso quando ti scontri con un mondo di ignoranti perchè non sanno, non conoscono o non vogliono capire e sapere.

Sapete meglio dime quanto sia in alcuni casi dover convivere con gente del genere, quanto sai difficile smontare i luoghi comuni, aprire la gente alla realtà delle cose, pensate la mia reazione quando il mio commercialista ha visto l'altro giorno il mio iBook in cui partiva Word...la sua esclamazione è stata:

" Miscosoft sul Mac????"

...continua

Mickey

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