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Scusate, magari mi sbaglio, ma da quello che ne so, Apple Italia è solo e soltanto un ufficio "di rappresentanza" che non ha ALCUN potere decisionale, infatti ci lavorano quattro gatti. A livello europeo, le decisioni e le strategie vengono prese tutte dalla sede centrale in Irlanda. Apple, come molti altri produttori di tecnologia (e non solo) tende a europeizzare la gestione del nostro mercato. Quindi, basta gestioni locali (Italia, Inghilterra, Francia, ecc...) ma un unico ufficio che gestisca l'intero continente. In questo modo, evita di disperdere le risorse e riduce notevolmente i costi.

Quanto alla distribuzione, confermo che la politica di Apple tende a segare le gambe ai distributori, con contratti che prevedono margini bassissimi, nessuna protezione del magazzino, acquisti minimi obbligatori, ecc... Io lavoro per quello che è di gran lunga il più grosso distributore informatico italiano (inutile dirvi il nome :-) e c'è stato un momento in cui sembrava che dovessimo concludere anche noi un contratto di distribuzione con Apple... Molti rivenditori ci speravano (il nostro ingresso nella distribuzione di prodotti Apple avrebbe di sicuro smosso le acque), ma poi non se ne è fatto nulla, proprio perché il contratto proposto da Apple è stato giudicato inaccettabile... Peccato, di sicuro è stata un'occasione sprecata da parte di Apple per dare una spinta alla distribuzione dei suoi prodotti nel nostro paese.

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Pietro, l'unica cosa che mi stupisce (e un po' mi preoccupa) della notizia che ci hai indicato è il fatto che Pixar nel 2003 abbia usato una piattaforma Intel/Linux. Ricordo infatti a tutti che la Pixar è di proprietà di tal Steve Jobs... vi dice qualcosa questo nome?

Se la SUA società non usa computer prodotti dalla SUA altra società, c'è davvero qualcosa che non va... di sicuro, non è una buona pubblicità per Apple. Secondo me, sarebbe stato molto meglio se non avessero dato risalto a questa notizia, lasciando che gli utenti dessero per scontato che la Pixar non poteva usare altro che macchine Apple.

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Luca, Pixar ha sempre usato gli strumenti più potenti che c'erano sul mercato e fino ad oggi Apple non era sufficientemente affidabile da questo punto di vista.

Il fatto che Renderman e Maya, il software usato da Pixar per la modellazione e il rendering dei suoi lavori, girasse su Windows/Linux é storia vecchia...il sw non girava su OS 9 e quindi niente Pixar su piattaforma Apple (anche perché quando é nata Pixar, Jobs non lavorava a Cupertino).

Con l'arrivo di OS X, il porting di Maya, il successivo porting di Renderman e l'uscita dei G5, si sono creati i presupposti perché Pixar potesse valutare l'idea di passare a Mac (o meglio...si sono creati i presupposti percé Jobs potesse consigliare ai tecnici Pixar, di prendere in considerazione Apple).

Insomma, poteva essere brutto a livello di immagine, ma daltronde non potevano fare altro...ora le cose sono migliorate a livello di credibilità della piattaforma ( a dispetto di quanto possano asserire la lobby dei matematici e quella dei medici legali ) quindi tutto grasso che cola :P

P.S.

Su CG Gazette c'é un'intervista al montatore di "Cold Mountain", il quale ha fatto tutto il lavoro con Final Cut 4 e ne tesse ampiamente le lodi, mentre la seconda di copertina e la prima pagina sono interamente occupate dalla pubblicità di FCP 4, con foto panoramica di un mega desk con G5, dual monitor, xraid e vari strumenti di montaggio, al lavoro appunto su "Cold Mountain".

Nella didascalia si accenna al fatto che anche ABC e Miramax fanno parte delle case di produzione che sono passate a FCP+Mac e bla bla bla.

Ah ma tanto é un mercato di nicchia, non come la matematica

>:]

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Aggiungerei anche che l'addio a Disney non è casuale da parte di Pixar.

Ora Jobs ha una carta, il G5 appunto, da giocare di assoluto rilievo che gli dà sufficienti garanzie di competitività nel campo dell'animazione.

Speriamo che duri e soprattutto che IBM faccia progressi ancor più sostanzionsi con i PPC.

Quello che realmente si fatica a capire è che cosa frulla nella testa del CEO. Dove stia puntando la barra del timone?

Quanto dovremmo ancora aspettare per una nuova strategia nell'ambito dei computer?

Semprechè non stia covando piani aziendali stravolgenti che richiedono tempistiche a noi incomprensibili.

Già si è detto del digital hub come modo, peraltro finquì riuscito, per uscire dalla stagnazione in cui l'HT si trovava.

Ha fatto cassa, ha ripianato i deficit di bilancio, ha liquido in cassa come mai prima d'ora. Speriamo ne riservi un pò per innovare la linea Mac.

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Da quello che risulta a me è vero che sono "quattro gatti" come dici tu, ma qualche spazio di manovra lo hanno di sicuro.

Sicuramente minore che in passato, ma ce l'hanno ancora !

Anche perchè se non spetta alla sede di "rappresentanza", come la chiami tu, farsi promotrice nei luoghi e nei modi che indicavo sopra non so proprio a chi compete.

Questo è un fatto "politico", che esula da tutte le problematiche di distribuzione che logicamente puntano in europa ad un accorpamento della distribuzione (stessa moneta / niente dogane / ecc.) per la quale la Apple non ha fatto altro che comportarsi come qualunque altra grande azienda.

Quindi considero normale che la Apple gestisca tutta la distribuzione e i rapporti operativi da remoto, ma da quello che so in altri paesi la "presenza" sul territorio e le conseguenti azioni di promozione e sostegno alla piattaforma sono ben altra cosa.

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Parlo da normale utente e non da chi opera nella vendita o distribuzione.

Ciò premesso passo avanti.

Leggendo i vostri post emerge evidente il "disagio" nel concludere con l'intermediario europeo di Apple, e questo mi pare un punto fisso.

Mi pare però, che quest'ultimo e tutti i distributori nazionali ,Apple Italia compresa, sembrino "frenati" nella loro attività.

Ho proprio questa impressione, che siano "frenati" e mi vien da pensare che lo siano per volontà di mamma Apple stessa.

Rimane ovviamente una impressione, ma nel contesto di un mercato che può recepire più pezzi di un prodotto è strano che il produttore non cerchi modalità diverse per vendere.

Sappiamo anche che gli utenti americani sono privileggiati nel rapporto con Apple. Per un verso è comprensibile, per un altro no.

Quindi cosa c'è che non quadra?

Potrebbe essere che Apple non voglia (o non possa) produrre più pezzi per strategie sue e dei suoi fornitori e che quindi abbia deciso di produrre in funzione del mercato interno e poi per il resto of us.

Scarsità dei componenti che non consentono un incremento del numero di pezzi prodotti?

Contratti con i produttori per conto Apple che è meglio non modificare per non incappare in obblighi che potrebbero costare cari in caso di mancate vendite?

Scarsa fiducia nei prodotti proposti per una certa fascia di mercato (i.e. : consumer) per la quale non si ritiene di investire?

Così, tanto per stimolare un pò le vostre riflessioni.

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E' interessante quello che affermi.

Anche se credo che al di là di formulare delle ipotesi non possiamo andare.

Conosco (credo abbastanza bene) Apple dai tempi del mitico Apple II e non ho sinceramente avuto mai nel corso di questi anni la sensazione di un "volontario" freno alla diffusione dei prodotti.

Anzi, forse da bravi americani sono più portato a pensare ad una sana politica di "colonizzazione" che ad una di mantenimento.

E' comunque possibile che ci siano anche accordi tra i vari produttori che limitino in qualche modo la diffusione dei prodotti.

La mia riflessione però voleva essere di stimolo non tanto sulla disponibilità della merce, quanto sulla volontà di comunicare, diffondere, promuovere in modo efficace la piattaforma nei luoghi di cui accennavo sopra.

Ed è a questi aspetti che riconduco la responsabilità (almeno in quota parte) di Apple Italia.

Proprio ieri sera ho avuto modo di vedere uno degli spot di Microsoft che stanno andando in onda in questi giorni.

Probabilmente il messaggio che vogliono trasmettere è proprio quello che qualche padre, imprenditore, scuola, ente vuole sentirsi dire per acquistare l'ennesimo PC , con l'ennesimo sistema operativo e con l'ennesimo Office e quant'altro.

Fintanto che la risposta (ammesso che ci sia) è quella alla quale Apple ci ha abituati (di target troppo elevato) non credo che avremo modo di andare oltre la sparuta quota percentuale che abbiamo.

Intendiamoci, è forse giusto che si rimanga un elite, ma qualcuno a Jobs glielo dovrà pur dire che se vuole diffondere il suo hub digitale dovrà farsi pur capire dalla clientela !

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Luca, Lamberto, Pietro: dite tutti cose molto sensate e interessanti. Ora manca all'appello qualche "testa d'uovo" che ci faccia sapere il loro punto di vista. Ma dubito che questi signori si faranno sentire....

Ad ogni modo se anche il piu' grosso distributore italiano ha ammesso che vendere Apple non e' conveniente, figuratevi quanto possa esserlo per noi piccoli rivendotori....

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Quanto ad aziende io comprerei Palm, Real e Netscape. Oramai te le tirano dietro, ma sono pur sempre due realtà ancora famose, a grande distribuzione e con tecnologie in competizione con quelle di Apple. Per cui una volta tanto il buco nero potrebbe farlo Apple invece di Microsfot...

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Non credo che abbia solo ammesso che non è conveniente, credo piuttosto che non si siano accordati sulla politica di gestione delle scorte, dei resi, dei prodotti non più a listino ma in carico nel magazzino, il tutto amplificato dalle dimensioni di una distribuzione su scala nazionale (non sono pochi numeri, anche se Apple).

Pur tuttavia se l'attuale distributore si è fatto avanti (ho lo hanno cercato loro) un accordo dignitoso ne sarà pur uscito, anche perchè mi risulta che l'attuale canale non è propriamente una piccola azienda, è pur sempre un colosso con migliaia di prodotti.

Non credo che "qualche testa d'uovo" si faccia viva.

Anzi mi piacerebbe avere la certezza, come sosteneva qualcuno, che frequentino il forum, ma credo che questo tipo di informazione nessuno me la può confermare.

Probabilmente Apple lascerà anche in futuro la possibilità di acquistare i suoi prodotti presso i rivenditori (catene o privati che siano) non le conviene accentrare tutto sotto Apple Store, solo renderà sempre più "conveniente" e non mi riferisco solo all'aspetto economico, farlo presso il suo negozio virtuale.

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