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Va benissimo che copino Microsoft sulle idee migliori. E' il gigante che si deve preoccupare che gli altri non crescano facendo lo stesse cose, non certo il viceversa! Loro hanno copiato per anni.

Nel merito: tutte queste astrazioni logiche rispetto al filesystem sono state anticipate e discusse assai bene da Microsoft, e riprese in molti thread di questo forum. Io mi felicito assai che Apple si sia decisa a supportare le smart folders. Però invito ad una grande cautela. Mentre sotto winsozz la struttura fisica si accinge a coincidere con quella di un database, sotto mac neanche per idea. Il filesystem resta quello Unix tradizionale, e tutti gli effetti sono "dinamici" (cerco al volo i file che soddisfano un certo criterio e questa ricerca la chiamo "Smart folder1") oppure necessitano di pazzesche indicizzazioni.

L'esempio di Squarz, con centomila file non è peregrino. Per trovare la parola architetto è pacifico che il Mac dovrà mettersi a scandagliare il conenuto di tutti e 100 mila i files, e soprattutto da lì in avanti dovrà tenere l'indice dinamicamente aggiornato. E' inimmaginabile una ricerca dinamica in quel caso.

Tenere aggiornato in tempo reale quell'indice sara un bello spreco di risorse.

La soluzione alla windows è più efficiente, ma anche più futuristica (2006, 2007, 2008???), perchè se il file è un record, il file indicizzato è in realtà una struttura di un database, che per definizione tiene aggiornate TUTTE le sue strutture. Invece un filesystem unix nemmanco per idea, per cui occorre che il finder e tutte le risorse di accesso al filesystem si ricordino di scrivere nell'indice.

Io credo che questo appesantirà parecchio le cose. non mi sutiperei se alla WWDC avessero presentato la funzione con un G5 dual 2.5ghz con dentro pochi file già indicizzati.

Lungi da me smorzare gli entusiasmi, ma su questa funzionalità andrei cauto.

Anche le access directory sono la banale presa d'atto che i "vecchi" permessi unix sono totalmente insufficienti a gestire strutture che non sono strettamente legate ad un filesystem tradizionale.

Realismo: 3 anni fa eravamo morti. Ci siamo attaccati ad una barca vecchia (Unix) ma robusta. Adesso si tratta di andare oltre, e parecchio, quello che Unix può fare.

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Una cosa che ancora non riesco a mandar giu è la grafica, ma forse si sono accorti anche alla apple che faceva cagare. Infatti la mela con sfondo blu appare solo nelle immagini in cui Automator si chiamava ancora pipeline (quindi vecchie) e invece lo sfondo è tornato "bianco" nelle altre versioni, come quelle date agli sviluppatori.

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google ha degli indici mostruosi. e poi non lavora in tempo reale sui contenuti. E' una immagine "in differita" del mondo. In locale non puoi certo farlo.

Inoltre ha una potenza di calcolo pazzesca, seppur proporzionata al numero di richieste concomitanti ed alla dimensione degli indici...

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ilm: <FONT COLOR="0077aa">Una cosa che ancora non riesco a mandar giu è la grafica, ma forse si sono accorti anche alla apple che faceva cagare. Infatti la mela con sfondo blu appare solo nelle immagini in cui Automator si chiamava ancora pipeline (quindi vecchie) e invece lo sfondo è tornato "bianco" nelle altre versioni, come quelle date agli sviluppatori.</FONT>

Steve stesso ha detto agli sviluppatori di non fare affidamento alla versione che gli è stata data. Se Tiger uscirà a 2005 iniziato ci sarà un motivo! Quindi c'è tutto il tempo di apportare migliore qua e là!

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Faster Results

The engine automatically takes all the metadata inside files and enabled applications and puts the data into a high-performance index. This process occurs transparently and in the background, so you never experience lag times or slow downs during normal operation. When you make a change, such as adding a new file, receiving an email or entering a new contact, the metadata engine updates its index automatically. Results of search requests are displayed virtually as fast as you can type your query.

The Macintosh file system is highly optimized for quickly and efficiently reading and writing files. The metadata search engine builds on this core strength by transparently extracting metadata from files in the background and indexing it for optimal search responsiveness.

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