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A prescindere del tutto dalla fantasia dei registi, ancora inchiodata alla seguente equazione: film interattivo=lo spettatore può intervenire sugli attori e sulla scena. La qual cosa è segno solo del seguente stato delle cose: con l'interattività, oggi, davvero in pochi sono rimasti al passo [meno ancora guardano oltre un sarchiapone dal proprio naso].

A prescindere da ciò, la questione dvd vs altri supporti esiste, ma è poca roba.

Nella politica economica della diffusione dei prodotti, il dvd [e suoi successivi sviluppi] ha il pregio di essere un supporto universale, overplats, capiente e versatile: da elettrodomestico [come i prodotti per pc non sono - ancora - né lo è il pc intero].

Assodato questo, manca del tutto una proposta valida perché l'uso dei contenuti [vero centro delle questioni sull'interattività] maturi ad uno stadio che ne giustifichi l'esistenza: perché - in pratica - devo banalizzare [nel senso positivo] che il fruitore muova muscoli e cervello per adoperare il contenuto che gli offro? e quanto deve muoverli? e quanto si può estendere il suo muoversi? infine: in che modo?

La lista dei quesiti si traduce in:

• cosa mettere sul dvd

• quanto è difficile l'interazione

• fin dove può evolvere il suo intervento [sul singolo dvd ed in generale nel contesto dei prodotti interattivi possibili]

• con che strumento

Quasi tutte e quattro le questioni, se analizzate allo stato attuale del progresso, rivelano che il modello a cui sono inchiodate le produzioni di contenuti interattivi è quello del dashboard [=cruscotto], un nodo unico di sensi e funzioni, solitamente rese disponibili da bottoni. Inoltre, la mappatura dei contenuti è anch'essa ferma alla struttura modello dell'albero sommario.

Se queste tracce non vengono superate, la questione del DVD rimane legata ai vantaggi della diffondibilità [sottoestesa a tutto l'ambito delle abitudini elettrodomestiche - addirittura fino ai modelli d'arredamento], senza portare novità rilevanti sul piano comunicativo. Cosa che, invece, fanno i linguaggi [che certo: vanno imparati, ma non si capisce se il cruscottismo non si sia cerebralizzato a tal punto da paralizzarci in una poltrona totale].

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ZioMarco: <FONT COLOR="0077aa">scusate, ma se la spesa di copyright è di 7,74 euro, perchè da noi costa 20euro di più rispetto alla Spagna?

o.O????</FONT>

Facendo rapidi calcoli hanno un IVA più bassa della nostra (16 %, contro il nostro 20 %). Inoltre, la tassa sul Copyright è di 7,7 IVA Esclusa. (I conti tornano...)

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Hai mai sentito parlare di tasse governative?

Noi italiani siamo come al solito quelli che le hanno più alte!

Quindi per assurdo converrebbe andare in altri paesi a comprare iPod mini (non la francia che è messa peggio di noi)...

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Sapendo che in Spagna l'iPod MINI IVATO costa 259€ e senza 223,28 €, sono arrivato alla conclusione che hanno l'IVA al 16%. Inoltre, guardando i nostri prezzi ho appurato che la tassa sul Copyright è di 7,74 IVA Esclusa, ed è già applicata al prezzo IVA Esclusa di 232,50 € (232,50 - 7,74 = 224.76 €, praticamente lo stesso prezzo Spagnolo). Quindi il costo tasse escluse dell'iPod è uguale sia in Spagna sia in Italia.

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il problema è che la 11.0.2 è stabile finalmente, almeno sulla mia macchina, quindi l'upgrade è d'obbligo; se solo conoscessi già abbastanza illustrator ed indesign... bye bye freehand

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