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>MS è diventata quello che è ora crescendo proprio quando aveva il peggior sistema operativo Windows 95 ed i processori più lenti 386, 486, ed i primi pentium, ma aveva una marea di software e forse in particolare aveva i videogiochi forse la vera forza di MS. Quello che veramente manca ad Apple è una killer applicazione, quello che fu ed è office per MS.

--- il discorso e' piu' complesso.

Mac ha perso il treno quando apple non ha avuto il coraggio di licenziare il suo os a terze parti.

Quella e' stata la vera forza dei pc ibm-compatibili.

La licenza ai clonatori ha permesso prezzi bassi, enorme diffusione, smisurato sviluppo di sw e hw.

Apple credeva troppo nella bonta' del suo os, che era anni luce avanti al dos, e voleva continuare a fare margini enormi sulle vendite, credendo che comunque avrebbe mantenuto quote di mercato considerevoli.

In realta' i prezzi erano davvero alti, e gli os di microsoft sono lentamente migliorati, fino al punto di essere accettabili per tutti, mentre apple ha perso oltre 5 anni per cercare di creare un sostituto al system.

Aggiungi la comodita' e semplicita' di apprendimento di linguaggi come visualbasic, delphi, clipper, ecc., le spregiudicate politiche commerciali di MS e l'inettitudine di molti manager apple, e il quadro e' completo.

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>MS è diventata quello che è ora crescendo proprio quando aveva il peggior sistema operativo Windows 95 ed i processori più lenti 386, 486, ed i primi pentium, ma aveva una marea di software e forse in particolare aveva i videogiochi forse la vera forza di MS. Quello che veramente manca ad Apple è una killer applicazione, quello che fu ed è office per MS.

--- il discorso e' piu' complesso.

Mac ha perso il treno quando apple non ha avuto il coraggio di licenziare il suo os a terze parti.

Quella e' stata la vera forza dei pc ibm-compatibili.

La licenza ai clonatori ha permesso prezzi bassi, enorme diffusione, smisurato sviluppo di sw e hw.

Apple credeva troppo nella bonta' del suo os, che era anni luce avanti al dos, e voleva continuare a fare margini enormi sulle vendite, credendo che comunque avrebbe mantenuto quote di mercato considerevoli.

In realta' i prezzi erano davvero alti, e gli os di microsoft sono lentamente migliorati, fino al punto di essere accettabili per tutti, mentre apple ha perso oltre 5 anni per cercare di creare un sostituto al system.

Aggiungi la comodita' e semplicita' di apprendimento di linguaggi come visualbasic, delphi, clipper, ecc., le spregiudicate politiche commerciali di MS e l'inettitudine di molti manager apple, e il quadro e' completo.

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>gli strumenti di sviluppo presenti in Mac OS X sono quanto di più avanzato esiste al mondo. non esistono paragoni con altri ambienti

--- mah...

Io ho visto tonnellate di applicazioni aziendali per win che connettono explorer a excel, ad autocad, a proe, a word, a sap ecc. e piu' o meno ognuna di queste e' capace di "legarsi" a tutte le altre.

Questo e' possible per la architettura di windows, per quella di explorer e di per quella di ogni singola applicazione, che ha implementato delle interfaccie per i programmatori.

Tu parli dell'ambiente di sviluppo, ma con quello puoi poco (o comunque puoi poco in tempi rapidi) se non hai le "maniglie" implementate nell'oggetto che devi manipolare o con cui devi comunicare.

>oppure è possibile sviluppare per Palm sotto mac OS X?

--- puoi farlo.

Quello che manca e' la strategia globale: esistono versioni di windows per desktop, server, palmari e cellulari, e si possono fare applicazioni che si scambiano facilmente dati e riciclano parti di codice e di interfaccia.

Per il programmatore e' un vantaggio non indifferente: non sei costretto ad imparare nuovi linguaggi e puoi usare lo stesso ambiente di sviluppo a cui sei abituato sia se sviluppi per un server, sia se lo fai per un cellulare.

>lo fanno da parecchi anni con VectorWorks (e prima MiniCad) che integra al suo interno un foglio elettronico ed un database con cui si possono costruire oggetti bidimensionali e tridimensionali parametrizzabili

--- no, non hai capito.

il punto non e' integrare il foglio elettronico o il database in un cad.

Il punto e' rendere capace il cad di leggere e interpretare e modificare i dati dentro un foglio excel.

Il principio e' un po' quello del defunto e compianto (e mai nato del tutto) opendoc

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>gli strumenti di sviluppo presenti in Mac OS X sono quanto di più avanzato esiste al mondo. non esistono paragoni con altri ambienti

--- mah...

Io ho visto tonnellate di applicazioni aziendali per win che connettono explorer a excel, ad autocad, a proe, a word, a sap ecc. e piu' o meno ognuna di queste e' capace di "legarsi" a tutte le altre.

Questo e' possible per la architettura di windows, per quella di explorer e di per quella di ogni singola applicazione, che ha implementato delle interfaccie per i programmatori.

Tu parli dell'ambiente di sviluppo, ma con quello puoi poco (o comunque puoi poco in tempi rapidi) se non hai le "maniglie" implementate nell'oggetto che devi manipolare o con cui devi comunicare.

>oppure è possibile sviluppare per Palm sotto mac OS X?

--- puoi farlo.

Quello che manca e' la strategia globale: esistono versioni di windows per desktop, server, palmari e cellulari, e si possono fare applicazioni che si scambiano facilmente dati e riciclano parti di codice e di interfaccia.

Per il programmatore e' un vantaggio non indifferente: non sei costretto ad imparare nuovi linguaggi e puoi usare lo stesso ambiente di sviluppo a cui sei abituato sia se sviluppi per un server, sia se lo fai per un cellulare.

>lo fanno da parecchi anni con VectorWorks (e prima MiniCad) che integra al suo interno un foglio elettronico ed un database con cui si possono costruire oggetti bidimensionali e tridimensionali parametrizzabili

--- no, non hai capito.

il punto non e' integrare il foglio elettronico o il database in un cad.

Il punto e' rendere capace il cad di leggere e interpretare e modificare i dati dentro un foglio excel.

Il principio e' un po' quello del defunto e compianto (e mai nato del tutto) opendoc

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>gli strumenti di sviluppo presenti in Mac OS X sono quanto di più avanzato esiste al mondo. non esistono paragoni con altri ambienti

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Io ho visto tonnellate di applicazioni aziendali per win che connettono explorer a excel, ad autocad, a proe, a word, a sap ecc. e piu' o meno ognuna di queste e' capace di "legarsi" a tutte le altre.

Questo e' possible per la architettura di windows, per quella di explorer e di per quella di ogni singola applicazione, che ha implementato delle interfaccie per i programmatori.

Tu parli dell'ambiente di sviluppo, ma con quello puoi poco (o comunque puoi poco in tempi rapidi) se non hai le "maniglie" implementate nell'oggetto che devi manipolare o con cui devi comunicare.

>oppure è possibile sviluppare per Palm sotto mac OS X?

--- puoi farlo.

Quello che manca e' la strategia globale: esistono versioni di windows per desktop, server, palmari e cellulari, e si possono fare applicazioni che si scambiano facilmente dati e riciclano parti di codice e di interfaccia.

Per il programmatore e' un vantaggio non indifferente: non sei costretto ad imparare nuovi linguaggi e puoi usare lo stesso ambiente di sviluppo a cui sei abituato sia se sviluppi per un server, sia se lo fai per un cellulare.

>lo fanno da parecchi anni con VectorWorks (e prima MiniCad) che integra al suo interno un foglio elettronico ed un database con cui si possono costruire oggetti bidimensionali e tridimensionali parametrizzabili

--- no, non hai capito.

il punto non e' integrare il foglio elettronico o il database in un cad.

Il punto e' rendere capace il cad di leggere e interpretare e modificare i dati dentro un foglio excel.

Il principio e' un po' quello del defunto e compianto (e mai nato del tutto) opendoc

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ah, è oggi online il nuovo sito fatto interamente da me sel posto dove lavoro.

avrà bisogno di molti miglioramenti ma mi date un occhio.

se ci sono problemi. se è veloce, semplice, bello...

insomma non c'è bisogno che dica altro.

http://www.b-com.it

grazie.

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insomma non c'è bisogno che dica altro.

http://www.b-com.it

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se ci sono problemi. se è veloce, semplice, bello...

insomma non c'è bisogno che dica altro.

http://www.b-com.it

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<font color="0000ff">Mac ha perso il treno quando apple non ha avuto il coraggio di licenziare il suo os a terze parti.</font>

Fosse per IBM, nemmeno il DOS (e a maggior ragione Windows) sarebbe licenziato adesso. Sul discorso dei cloni si può stare a parlare una vita intera, e non se ne arriverebbe mai ad una conclusione reale. Proprio dai cloni è arrivata la rovina di IBM nel campo desktop. Ricordo come anche Apple si avventurò in questo terreno minato per ricavarne solo dei gravi danni. E' vero che i cloni permettevano costi bassi con le stesse prestazioni dei computer di marca, ma solo tempi relativamente recenti: fino alla fine degli anni '80 comprare un PC, di qualsiasi marca, costava quasi la stessa cifra, indipendentemente dal produttore. Semmai quello che mancavano (od erano scarsi) erano gli assemblatori, ossia coloro che vendevano computer "no-brand name" ad un prezzo frazione di quello dei blasonati di allora (e non c'era già solo IBM: c'erano Compaq, NEC, anche la nostrana Olivetti...).

Permettetemi una riflessione a tal senso:

Torniamo al 1988, anno dell' uscita del 386. Allora potevamo considerare la base di installato di Apple (non soltanto Mac, c'era l' Apple II che faceva la parte del leone) sostanzialmente pari a quella di IBM. Probabilmente *a mio avviso* il punto di forza del Macintosh è stata la sua vera debolezza: negli uffici pubblici, nelle grandi aziende, era pieno di personale che si era fatto le ossa, informaticamente parlando, con apparati vetusti tipo il System 360/370, il VAX o l' AS400. Da questo punto di vista l' interfaccia testuale del DOS risultava molto più amichevole in termini di approccio che non la rivoluzione delle finestre. Per chi era abituato ad operare da riga di comando, un computer che "assomigliava" ad uno dei mostri sacri della generazione precedente (e non dimentichiamo che la somiglianza era non solo operativa, ma anche in termini di HW: per tantissimo tempo mi sono sentito castrato perchè NESSUNO fra gli scarsissimi rivenditori di computer vendeva i floppy da 3,5". E poi osserviamo esteticamente il primo PC: dischi rigidi come in un mainframe, aspetto da terminale di mainframe, monitor da mainframe etc. etc.) era più appetibile di un cubotto con schermo incorporato e faccina che sorride all' avvio. Dove ha spopolato il Mac? Fra i creativi, fra coloro che volevano sentirsi all' avanguardia con un prodotto rivoluzionario; ma sappiamo bene che l' avanguardia non è per le masse, altrimenti diventa mainstream. Ecco secondo me il primo motivo del successo del PC.

Il secondo, come ha già detto qualcuno, è stato percepire il computer come macchina da gioco. Dopo il declino dell' Amiga i videogiocatori si sono rivolti al PC, probabilmente per la sua modularità e per il fatto che ormai poteva essere acquistato a costi relativamente bassi per poter sfogare i loro istinti ludici. Da questo punto di vista non posso fare altro che unirmi al "J'Accuse" di Marco contro la miopia delle alte sfere Apple di allora (Sculley, ma anche Spindler ed Amelio) di considerare con sufficienza il mercato dei videogiocatori.

- Matteo

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<font color="0000ff">Mac ha perso il treno quando apple non ha avuto il coraggio di licenziare il suo os a terze parti.</font>

Fosse per IBM, nemmeno il DOS (e a maggior ragione Windows) sarebbe licenziato adesso. Sul discorso dei cloni si può stare a parlare una vita intera, e non se ne arriverebbe mai ad una conclusione reale. Proprio dai cloni è arrivata la rovina di IBM nel campo desktop. Ricordo come anche Apple si avventurò in questo terreno minato per ricavarne solo dei gravi danni. E' vero che i cloni permettevano costi bassi con le stesse prestazioni dei computer di marca, ma solo tempi relativamente recenti: fino alla fine degli anni '80 comprare un PC, di qualsiasi marca, costava quasi la stessa cifra, indipendentemente dal produttore. Semmai quello che mancavano (od erano scarsi) erano gli assemblatori, ossia coloro che vendevano computer "no-brand name" ad un prezzo frazione di quello dei blasonati di allora (e non c'era già solo IBM: c'erano Compaq, NEC, anche la nostrana Olivetti...).

Permettetemi una riflessione a tal senso:

Torniamo al 1988, anno dell' uscita del 386. Allora potevamo considerare la base di installato di Apple (non soltanto Mac, c'era l' Apple II che faceva la parte del leone) sostanzialmente pari a quella di IBM. Probabilmente *a mio avviso* il punto di forza del Macintosh è stata la sua vera debolezza: negli uffici pubblici, nelle grandi aziende, era pieno di personale che si era fatto le ossa, informaticamente parlando, con apparati vetusti tipo il System 360/370, il VAX o l' AS400. Da questo punto di vista l' interfaccia testuale del DOS risultava molto più amichevole in termini di approccio che non la rivoluzione delle finestre. Per chi era abituato ad operare da riga di comando, un computer che "assomigliava" ad uno dei mostri sacri della generazione precedente (e non dimentichiamo che la somiglianza era non solo operativa, ma anche in termini di HW: per tantissimo tempo mi sono sentito castrato perchè NESSUNO fra gli scarsissimi rivenditori di computer vendeva i floppy da 3,5". E poi osserviamo esteticamente il primo PC: dischi rigidi come in un mainframe, aspetto da terminale di mainframe, monitor da mainframe etc. etc.) era più appetibile di un cubotto con schermo incorporato e faccina che sorride all' avvio. Dove ha spopolato il Mac? Fra i creativi, fra coloro che volevano sentirsi all' avanguardia con un prodotto rivoluzionario; ma sappiamo bene che l' avanguardia non è per le masse, altrimenti diventa mainstream. Ecco secondo me il primo motivo del successo del PC.

Il secondo, come ha già detto qualcuno, è stato percepire il computer come macchina da gioco. Dopo il declino dell' Amiga i videogiocatori si sono rivolti al PC, probabilmente per la sua modularità e per il fatto che ormai poteva essere acquistato a costi relativamente bassi per poter sfogare i loro istinti ludici. Da questo punto di vista non posso fare altro che unirmi al "J'Accuse" di Marco contro la miopia delle alte sfere Apple di allora (Sculley, ma anche Spindler ed Amelio) di considerare con sufficienza il mercato dei videogiocatori.

- Matteo

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<font color="0000ff">Mac ha perso il treno quando apple non ha avuto il coraggio di licenziare il suo os a terze parti.</font>

Fosse per IBM, nemmeno il DOS (e a maggior ragione Windows) sarebbe licenziato adesso. Sul discorso dei cloni si può stare a parlare una vita intera, e non se ne arriverebbe mai ad una conclusione reale. Proprio dai cloni è arrivata la rovina di IBM nel campo desktop. Ricordo come anche Apple si avventurò in questo terreno minato per ricavarne solo dei gravi danni. E' vero che i cloni permettevano costi bassi con le stesse prestazioni dei computer di marca, ma solo tempi relativamente recenti: fino alla fine degli anni '80 comprare un PC, di qualsiasi marca, costava quasi la stessa cifra, indipendentemente dal produttore. Semmai quello che mancavano (od erano scarsi) erano gli assemblatori, ossia coloro che vendevano computer "no-brand name" ad un prezzo frazione di quello dei blasonati di allora (e non c'era già solo IBM: c'erano Compaq, NEC, anche la nostrana Olivetti...).

Permettetemi una riflessione a tal senso:

Torniamo al 1988, anno dell' uscita del 386. Allora potevamo considerare la base di installato di Apple (non soltanto Mac, c'era l' Apple II che faceva la parte del leone) sostanzialmente pari a quella di IBM. Probabilmente *a mio avviso* il punto di forza del Macintosh è stata la sua vera debolezza: negli uffici pubblici, nelle grandi aziende, era pieno di personale che si era fatto le ossa, informaticamente parlando, con apparati vetusti tipo il System 360/370, il VAX o l' AS400. Da questo punto di vista l' interfaccia testuale del DOS risultava molto più amichevole in termini di approccio che non la rivoluzione delle finestre. Per chi era abituato ad operare da riga di comando, un computer che "assomigliava" ad uno dei mostri sacri della generazione precedente (e non dimentichiamo che la somiglianza era non solo operativa, ma anche in termini di HW: per tantissimo tempo mi sono sentito castrato perchè NESSUNO fra gli scarsissimi rivenditori di computer vendeva i floppy da 3,5". E poi osserviamo esteticamente il primo PC: dischi rigidi come in un mainframe, aspetto da terminale di mainframe, monitor da mainframe etc. etc.) era più appetibile di un cubotto con schermo incorporato e faccina che sorride all' avvio. Dove ha spopolato il Mac? Fra i creativi, fra coloro che volevano sentirsi all' avanguardia con un prodotto rivoluzionario; ma sappiamo bene che l' avanguardia non è per le masse, altrimenti diventa mainstream. Ecco secondo me il primo motivo del successo del PC.

Il secondo, come ha già detto qualcuno, è stato percepire il computer come macchina da gioco. Dopo il declino dell' Amiga i videogiocatori si sono rivolti al PC, probabilmente per la sua modularità e per il fatto che ormai poteva essere acquistato a costi relativamente bassi per poter sfogare i loro istinti ludici. Da questo punto di vista non posso fare altro che unirmi al "J'Accuse" di Marco contro la miopia delle alte sfere Apple di allora (Sculley, ma anche Spindler ed Amelio) di considerare con sufficienza il mercato dei videogiocatori.

- Matteo

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>> piccola nota per tutti

mi scuso per la nota sul Palm, prima ho postato, non avendo una flat facendo copia-incolla dagli stickies, mentre aspettavo che il server mandasse i miei messaggi, ho fatto la ricerca sul software si sviluppo per Palm.

Purtroppo per Symbian non ho trovato nulla ma probabilmente potrebbe anche essere che ho fatto male la ricerca. So che ora come, Nokia ha messo a disposizione degli sviluppatori il proprio software di sviluppo per Windows e per Linux.

Magari Codewarrior integra anche questa possibilità e potrebbe essere visto che mi sembra che anche Motorola abbia la licenza di Symbian.

>>M100F: Non sono così daccordo sul fatto che gli strumenti di sviluppo sotto Mac OS X siano quanto di più avanzato al mondo. Visual C, per quanto faraginoso e poco intuitivo da usare (Codewarrior e project builder sono molto più semplici da usare e più intuitivi tanto che si possono usare anche senza leggere la documentazione) nasconde funzionalità che velocizzano molto lo sviluppo, prima fra tutte l'autocompletamento delle chiamate dei metodi che velocizza la scrittura di un programma od un componente e permette di capire se ci sono problemi prima ancora della compilazione, quando l'autocompletamente inizia non funzionare significa che abbiamo sbagliato qualcosa e che abbiamo dimenticato qualcosa. In pratica permette di capire subito se abbiamo commesso uno di quegli stupidi errori come aver dimenticato un include. Ho trovato il tutto veramente comodo, anche se poi ho bestemiato per molte altre piccole magagne.

I servizi di Mac OS X mi hanno sempre affascinato, peccato che ora non ho il tempo di approfondire Cocoa come vorrei. Però, se ben ricordo, fino a poco tempo fa non era possibile implementare i servizi all'interno di applicazioni Carbon, non ho idea se con gli ultimi update la cosa sia cambiata.

Java sotto Mac OS X

Già esistono altre vie, anche se non ho mai provato ad usare Java per sistemi embedded, non lo conosco e men che meno so se funzioni sotto X, immagino di sì come funziona J2EE per linux sotto X, lo sto usando.

Il problema di Java sotto X ora è l'incredibile ritardo che sta avendo l'implementazione della java virtual machine 1.4 ormai credo che abbia un ritardo di quasi un anno rispetto alle altre piattaforme, è un tempo incredibilmente lungo, già si parla 1.5 e dovrebbe essere uscita in questi giorni la versione 1.4 definitiva di J2EE, ma potrei sbagliarmi perchè ho già casini a capire come usare la versione 1.3. Siamo estremamente in ritardo per essere definiti la migliore piattaforma di sviluppo per java.

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