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>Jobs chiamò Torlvalds solo per questioni di immagine e pubblicità, ma MACH era già stato scelto come kernel di X e ciò venne comunicato a Linus durante quello stesso incontro

--- infatti il kernel mach non e' mai stato in discussione!

Era proprio questo il problema tra Linus e Tevanian.

Mi sono spiegato male, e ho erroneamente usato la parola "kernel".

Il kernel di osx non e' freebsd. Freebsd e' usato come sistema server attorno al kernel, e probabilmente c'era l'intenzione di fare lo stesso con linux.

>2)HM è stata acquistata da MS nel '97 ma a dicembre del 2001 girava ancora su freeBSD:

--- http://uptime.netcraft.com/up/graph/?host=www.hotmail.com

I front server sono stati migrati da tempo. Dietro puo' darsi che qualcosa BSD resti. E mi pare giusto: funziona, e bene, perche' andare a modificare?

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nel 2005? per quella data MS potrebbe essere finalmente smembrata... o diventare MATRIX...

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con questa roadmap mi aspetto di vedere ben due successori di Panther con millemila innovazioni...

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Marco, non ti eri sbagliato. OS X ha un kernel e comandi freeBSD intorno ad un micro-kernel mach. Perché Tevanian ed Apple si siano incaponiti su una tecnologia microkernel per un personal computer è un problema interessante, a cui non so dare una risposta. Immagino che lo abbiano giustificato tecnicamente. Avete qualche link?

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>Perché Tevanian ed Apple si siano incaponiti su una tecnologia microkernel per un personal computer è un problema interessante, a cui non so dare una risposta

--- la risposta ufficiale non la avremo mai (anche se sul sito apple ci sono dei documenti in cui si parla della questione e delle modifiche apportate al uK Mach in modo da renderlo meno micro), ma quella ufficiosa e' che Tevanian e' uno dei padri di Mach, e Mach era alla base di next (e tavanian era uno dei progettisti principali di next).

Allora la domanda e': perche' per Next venne scelto Mach?

La risposta e' forse piu' storica che tecnica: in quel momento il design monolitico del kernel sembrava superato dalla storia, e destinato ad essere un retaggio del passato. Vedi ad esempio la famosa flame Linus-Tanenbaum.

Lo stesso NT nasce come microkernel, anche se poi e' stato abbondantemente "ingrassato". Anche Copland era un microkernel.

[Nota di colore: pare che nella prima demo pubblica, osx (anche se non si chiamava ancora cosi') venne buttato in quattro e quattro otto sul kernel di copland, perche' non c'era il tempo di preparare altro. Se sembra inverosimile, non dimentichiamo che il team di next aveva ormai una grande esperienza di porting di os, essendo passati dai Motorola 68000 ad intel e poi ad un framework che girava su sun e su nt. Pare anche che prima di chiudere la divisione hw di next avesse pronta una versione per ppc].

Il ritorno del design monolitico e' principalmente una conseguenza della prepotente ascesa di linux (che comunque ha l'interessante caratteristica dei moduli) in concomitanza con il terrificante ritardo di Hurd.

Non dimentichiamo che BeOS era un microkernel, cosi' come QNX lo e', e questi sono due esempi che sfatano il mito secondo cui questo tipo di design dovrebbe essere necessariamente lento.

Il punto e' che, per quanto ne so, Mach e' un concetto ormai vecchio di microkernel.

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OK, adesso ho capito, volevi dire che anzichè incapsulare sul MACH una sorta di Virtual Machine BSD (perchè a sommi capi questo è darwin) era in principio balenata l'ipotesi di fare lo stesso ma con Linux.

Può essere, ma personalmente continuo a credere che anche il layer BSD sia sempre stato fuori discussione (per ben noti motivi di licenza) e che Torvalds doveva solo essere l'immagine della pseudo-svolta OpenSource di Apple.

Per quanto riguarda HM hai ragione a dire che il front-end è stato completamente migrato, il punto è che per compiere quella sorta di rivincita morale-tecnologica su *nix (e sul mondo open) MS avrebbe dovuto migrare anche <u>e sopratutto</u> il back-end, cosa che sembra non essere successa.

Tra parentesi ho trovato anche un link a quel documento di cui parlavo:

http://www.securityoffice.net/mssecrets/hotmail.html

(notare che si riferisce alla sola migrazione del front-end).

Da quel che ho letto sembra che, nonostrante una mezza sviolinata pro-windows (ma nemmneo tanto) nell'introduzione, l'alrgomento sia trattato in modo equidistante ed equilibrato e che le considerazioni e le conclusioni siano condivisibili.

Cisco

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Beh, hai ragione, sempre che la Apple non svanisca nel nulla come si paventa in questo forum. Devo dire che ero molto più ottimista sul mondo Mac prima di leggere alcuni post di questo forum ;)

p.s.

non c'entra niente, ma notate come anche questa volta lo zio Bill non abbia perso il vizio di copiare Apple. Praticamente il passaggio a Longhorn rappresenta lo stesso salto che il Mac ha fatto dall'OS 9 all'OS X, con la sola differenza che l'OS X può essere installato anche su vecchi Mac e funziona bene, mentre Longhorn, da quello che ho letto, richiederà hardware di nuova generazione e sarà incompatibile con tutti i vecchi pc. Il vecchio zio Bill non si smentisce mai.

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Noi, intanto, continuiamo a flagellarci come taffazzi... siamo proprio incontentabili!

Però Roberto, dove e quando troverai 'semplici' utenti attaccati così passionalmente a 'semplici' computer?

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Le puttanate di ziobill possono essere prezioso ossigeno per il Mac. Se, come sembra, Longhorn avrà requisiti di sistema da Cray (come X 10.0), sarà astruso (come X 10.0) e rappresenterà solo la strategia del clistere nei deretani del mondo (come in piccolo voleva fare X 10.0), allora probabilmente riprenderemo quote di mercato.

Ad ogni modo parlare di Longhorn è come parlare di quella volta che mi tromberò la Bellucci. Sarà fantastico.

Invece pare sia vero che la strategia del clisterone globale debba iniziare proprio con cornolungo attraverso le prime forme di supporto al cosiddetto progetto Palladium. Che, per chi non lo sapesse, è la mutanda di ghisa nel cui interno è saldato il clisterone di 20 cm, largo 8, in acciaio inox *durissimo*. Il montaggio avviene presso il negozio di PC, ove per gli utenti sono disponibili comodi lettini da ginecologo.

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