Futuroscopio


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franco, il mio iMac(400dv/se) non ce l'ha, giuro... a meno che non sia davvero ben nascosto... io per farlo uscire l'ho sempre trascinato nel cestino... ti giuro, mi son sempre divertito a vedere i miei amici pcisti cercare il tasto per l'espulsione...

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Settimio dove è finita la discussione aperta da Cixxo nella mattinata intitolata se non erro "Macintohs oggetti da arredamento o soprammobili?", più o meno così...

Mickey

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  • 2 months later...

Credo che un pò per questioni di marketing, e per andare incontro ai problemi dell'utenza che acquista PDA, (oggi non Apple), e vuole avere tutte le utilities possibili quando lo collega al Mac, si dovrà prima o dopo farne uno. Avrà un target alto di prezzo e prestazioni rispetto alla concorrenza, focalizzando alcuni aspetti hardware e software per scrivere con una penna, navigare con airport (se la zona in cui ti trovi lo permette) e ascoltare musica. In pratica il tuo portatile in formato ridotto quando vuoi essere libero dagli ingombri di un iBook. Un oggetto che grazie alla sua utilità potrà essere collegato facilmente anche a sistemi WIN, ma potrebbe essere la stessa storia di iPod, dapprima non si può, poi qualcuno ci realizza delle utilities apposite, e la Apple non sta sempre a guardare e si riappropria della situazione espandendo le capacità anche verso sistemi WIN.

Altrimenti come fa a convinecere parte dell'altro 95%.

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Un dispositivo siffatto può essere assai utile, ma la scrittura con pseudopenna non risolve molto, se non l'ingombro della tastiera.

Un dispositivo vincente dovrebbe funzionare a riconoscimento vocale: un dittafono con conversione del parlato in documento di testo, e magari con un sensore ccd incorporato, anche se non di eccelsa risoluzione, e ovviamente un chip gsm e bluetooth.

Lo comprerei anche domani.

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Mi baso sulle tecnologie disponibili. Il riconoscimento della scrittura ha fatto passi avanti e forse si presenterà anche sul 10.2(?), mentre per quel po' di riconoscimento vocale e comandi dettati vocalmente che é stato fatto fino a oggi, opera only english, lo useresti lo stesso? Se detti un testo lo dovrai fare nella lingua inglese per ottenere un risultato efficente e poi ti rimane il problema della conversione in italiano. Non penso la Apple investa per nazionalizzare una funzione simile solo su un PADA a meno che non sia implementata anche nei desktop ai quali delegare il compito di convertire una registrazione di parlato in testo scritto. Con una simile catena si chiude un po' il cerchio e forse molte categorie di professionisti lo userebbero e passerebbero da WIN a MAC.

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A mio parere la transizione, al di là di diatribe su processori, sistema icsmac o icspi, elogi della lentezza o eccessi di velocità, è nell'approccio stesso al computer.

Nel 1984, verso la fine dell'università, potei finalmente permettermi una macchina per scrivere Olivetti elettronica, bell'oggetto nero disegnato da Giugiaro - il mio powerbook dell'epoca. Aveva un display in cui correvano le lettere digitate prima di essere impresse, quindi correggibili, ed un nastro carbografico, con risoluzione superiore alle prime laser. Me la ripagai scrivendo alcune tesi di laurea.

L'anno seguente iniziai i primi approcci con il computer, un Apple IIe non mio, limitati alla videoscrittura.

Quindi, la tecnoprotesi era comunque orientata all'esecuzione di un compito specifico, e anche relativamente semplice: mettere nero su bianco.

Sedici anni dopo l'approccio è diverso; il computer, oltre ad essere lo schiavo che stampa e acquisisce, orienta e suddivide il tuo lavoro secondo schemi funzionali caratteristici.

Secondo me la transizione non è conclusa, e ne vediamo le tracce sia nell'organizzazione stessa del "magazzino" del computer (cartelle, che altro non sono se non i faldoni di qualsiasi armadio d'archivio cartaceo), sia nelle modalità di interazione (tastiera, come il cembalo scrivano).

In altre parole, dopo le grandi illuminazioni degli anni '80, che già erano basate sul lavoro di Xerox assai precedente, c'è stato ben poco di nuovo, e molto più sulle periferiche (scanner! stampanti a colori! fotocamere digitali! questa sì fantascienza pura) che nel cuore del sistema, a parte l'aumento di potenza che spesso serve solo a sorreggere se stesso.

Un insieme di software completo, ancora in grado di far pubblicare un libro di buona qualità e illustrato per intenderci, può tranquillamente esser fatto girare su un Quadra con il system 7, esattamente come si può ancora fare un ottimo viaggio su una Bmw di dieci anni fa.

In termini più concreti, si è divaricata la forbice tra la potenza della macchina e le capacità dell'operatore, soprattutto in termini di interazione e di interfaccia.

Per quanto riguarda le potenzialità di tradurre in bit l'operato ideologico dell'uomo, mi pare siamo arrivati al plafond, tranne che per tecnologie che non mi pare vengano spinte a livello prosumer, chissà perché, come il riconoscimento della voce e la manipolazione tridimensionale (glove), né per diversi modi di presentare il contenuto, per esempio tramite monitor individuale.

La nuova frontiera, dunque, risiede nell'interattività, intesa nel senso più lato, con il partner elettronico spinto molto più in avanti di una semplice tastiera con il monitor.

Per esempio, se il computer percepisce che sto eseguendo troppi errori di digitazione, può benissimo decidere di infilare in sottofondo un brano di musica classica, magari già predesignato, o di cambiarmi lo sfondo della scrivania, o di propormi cinque minuti di rilassamento col metodo Silva.

Un aspetto collaterale di questo starà nella trasportabilità, con oggetti da taschino o da polso in grado di distillare l'input e poi riversarlo a tempo debito, wireless.

Di un computer che prima mi crea in marketing la necessità di montare filmati digitali ad uso edonistico (piacevole, per carità) e poi mi fa comperare la potenza necessaria per eseguire il compito, francamente non sento la necessità primaria - non parliamo poi di strumenti che mi aiutano nel rifornimento del frigorifero o nell'abbassare le tapparelle quando batte il sole. Ho ancora un hardware intracranico della Eden Valley Computer che, se adeguatamente connesso, esegue ancora queste mansioni in modo più efficiente ed economico, e per giunta in true multitasking.

Un nuovo livello di creatività, invece sì. Non un digital hub, dunque, nome nuovo per mansioni vecchie, ma un digital valet.

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è molto interessante e codivido molte cose.

però io ho una gran paura che invece il mercato vada verso una scetticità di fondo.

che mi serve un pentium iv a tre giga ecc...

ho una gran paura (paura perché secondo me scatenerà un bel effetto domino) che poi soprattutto ci sarà una grossa crisi e collasso nel settore umts, internet e internet/tecnologie fittizie.

in fondo chi me lo fa fare di spendere milioni per un aggeggio (celluare umts ad esempio) che mi permette di fare cose altamente inutili...

in pratica:

è più bello, semplice, veloce/interattivo, comodo e soprattutto economico un pda o una agenda moleskine?

io rimango per la moleskine.

il cellulare ha sfondato perché chiunque ha bisogno di essere rintracciato, l'umts? chi è che ha bisogno o si trova comodo a scaricare le mail su un cellulare? (per fare un esempio).

oggetti semplici, economici e funzionali.

per cose complesse c'è e rimane il vecchio desktop.

ovvio che le persone che partecipano a questo forum forse non saranno d'accordo in quanto parte di una minoranza che magari trova necessario alcuni servizi wireless che però non so quanto possano ridurre l'impegno dell'interfaccia uomo/strumento.

per tornare in topic.

per me apple si sta giustamente portando verso il digital-hub (o come cacchio vogliono chiamarlo).

cioé il mac al centro di una gamma di strumenti che ti permettono di velocizzare il tuo lavoro/hobby e di semplificarlo.

sinceramente non vedo ancora molta possibilità di migliorare l'interfaccia strumento/uomo.

a meno di nuove scoperte scientifiche di livello storico (e qui non penso che apple possa fare molto...)

scusate il post un po' a braccio ma è la vigili di s.giovanni...

viva il nocino.

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Io da utente PC (il diavolo quindi) ma grande estimatore del Mac (datemi un Titanium!!) credo che il pezzo di Dvorak contenga tutta la rabbia che un esperto di computer possa avere nei confronti di apple. Rabbia per l'innovazione che la casa di Cupertino ha sempre portato ma solo nella ristretta cerchia dei suoi adepti. MacOSX è la dimostrazione di cosa realmente apple può fare nella sua perenne verve innovativa...forse nessun possessore Mac ha mai visto i posts deliranti sui PC-forums che,prima dell'uscita di OSX, cercavano spiragli sulla presunta presenza di versioni X86 del bellissimo SO....

Credo quindi che Dvorak abbia ragione nel dire che nel mondo dei computer non c'è stata nessuna rivoluzione dal 1984...e chi,come apple,innova ogni giorno preferisce guardare e ridere della situazione dall'alto..

Nessuno però dice che,se per caso una cosa come OSX fosse stata disponibile (nella mia fantasia) per PC,non so quante persone non l'avrebbero comprato ed installato..

Ecco perchè è brutto vedere queste rivoluzioni a metà che potrebbero cambiare tutto ma di fatto nn cambiano nulla...lasciando il mondo dei computer dominato dall'assalto al Ghz più alto e al SO più crashante..passando per un Linux bellissimo ma che nonostante l'interfaccia grafica è ancora patria di noi smanettoni.

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