Futuroscopio


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Salvelox,

da Bologna

Non credo che le cose vanno viste cosi, i problemi non sono quello che si vende ma quello che costa. Ma non basta, avere nuove idee non e facile. Un esempio la differenza tra Logica binaria e quella Fuzzy? A quando un sistema operativo ILLOGICo e Instabile controllato da un processore logico e non ho detto quello che in termini concrety si sintende Inteligente. Bene in queste brevi concise e molto stravaganti parole. Possiamo dicutere se e logico il mio pensiero, se sono normale oppure ancora ma quale futuro abbiamo davanti con la mancanza di stimoli e volonta dell'individualismo sfrenato.

Il grande sucesso di Linux leader del mercato home e professional dal 2005 in poi. Lo si dovra soprattutto alla volonta di contribuzione e altruismo dei programmatori del futuro.

Se vogliamo dargli una spinta per ilm futuro. A Qunado un Linux illogico controllato da una lmogica diversa da quella attuale

Ben; assi Miroslav

e scusate il mio italiano poco gramatico e estroso.

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Forse termina l'era Mac e ne inizia un'altra?

Non credo sia come il passaggio da Apple II a Lisa quando il mercato era tutto da conquistare in assenza del fenomeno WIN. Oggi una rivoluzione può essere tale solo se, come dice Franco, presenti un sistema che offre un'iterazione con il computer molto più evoluta. Tutto quello che pensi sia più evoluto, é frutto della fantasia fino a che qualcuno non lo mette in pratica, ma il titolo "Che cosa dopo il MAC" é una insospettata confessione che siamo in uno stallo evolutivo con l'hardware che migliora ma non convince fino in fondo una nuova utenza a fare acquisti. Perché l'utente userebbe il computer per fare quello che faceva ieri, più rapidamente, ma non più del 20 o 30% ad ogni upgrade. Credo che l'utente che usava il Lisa vuole continuare a fare con il computer le stesse cose anche oggi, ringraziando per quelle aggiunte di volta in volta, ma la filosofia originale del Macintosh nato per essere usato come fosse un elettrodomestico, attacca la spina e usalo, (vi ricordate che cosa serviva per aprire un MacintoshPlus?),é sempre più disattesa. Quello che oggi non va é il fatto che si debba certificare una figura professionale per intervenire sui personal computer, ma non aveva detto un tale di nome Jobs, che lui avrebbe certificato il sistema operativo anzich'é disperdere energie altrove? Concetto giusto ma la complessità globale e le funzioni del sistema sono aumentate così tanto che l'utente comune le sfrutta sempre meno, inoltre i bugs da riparare diventano sempre di più. L'ostacolo é proprio il computer, l'interfacciamento ci costringe a dei forcing incredibili, abbiamo tra le mani strumenti eccezzionali ma per imparare a sfruttarli dobbiamo perdere tanto di quel tempo che preferiamo rinunciare.

Allora dopo il MAC, possiamo continuare a chiamarlo come oggi, tanto la differenza la fa il SO, vorrei un MAC che rivolgendomi a lui chiamandolo per nome, si attiva, gli ordino di scrivere una lettera all'Avv. Anna M., detto la lettera, me la faccio rileggere, originale e versione corretta, poi gli dico di inviarla al destinatario con ricevuta, allegando alcune foto dimostrative di cui é sufficiente comunicare al MAC l'evento a cui sono state associate, per es. foto di "Incidente mare". Termino ordinando "chiudi".

Tutto questo lo riesce a fare chiunque possieda un oggetto del genere, PDA o PowerMac non importa, l'importante é che non debba imparare delle altre cose per fare delle cose, solo in questo modo possiamo parlare di rivoluzione. Poi se vuoi lavorare di fino puoi sempre prendere il controllo manuale e decidere di mettere in una cartella diversa l'ultimo documento, il computer da solo inserirà tutti i documenti simili, non per estensione, che diventerà una cosa del passato, nella stessa directory chiedendo la conferma al successivo documento, o dopo un certo tempo, etc. In definitiva il computer se riesce a diventare una perfetta segretaria che esegue ed interpreta correttamente tutti gli ordini, si può parlare di nuova rivoluzione. Ad esempio l'uso combinato di tavoletta e ordini vocali con Photoshop, sarebbe una cosa strabiliante. La complessità dei software di oggi alla portata di tutti. Solo così diventa possibile il detto: "attacca la spina e usalo". Solo in questo modo fai una nuova rivoluzione. Intelligenza artificiale applicata in ogni dove, con capacità di autoapprendere e correggere anche suoi errori ed inviare quelli che vanno risolti con nuovi upgrade che saranno effettuati in automatico.

Il mio che cosa dopo il Mac, non é riferita all'oggetto su cui si può cercare d'indovinare il suo sviluppo con una certa approssimazione, ma in che modo questo interagisce con l'utente. Tutto questo secondo me non avverrà da un giorno all'altro, ma potremmo avere delle implementazioni graduali, altrimenti i costi sarebbero molto alti, di Lisa se né fatto uno, costava £ 15.000.000 oggi sarebbe un tonfo commerciale, nel 1982 il panorama era completamente diverso e ci poteva anche stare.

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Il primo computer su cui ho iniziato a programmare a 7 anni era l'Apple IIe.

Con l'avvento del MacOS (ricordiamoci che anche Amiga e l'Atari avevano come il mac l'os a finestre) sembrava che tutto fosse cambiato.

Qualcosa è cambiato!

Hanno inventato il motore a combustione e le quattro ruote (in senso metaforico), ogni tanto si inventano una nuova carrozzeria, ora l'airbag (che sarebbe la memoria protetta), il motore sempre piu' veloce e tanti optional che ci rendono l'uso del macchinario più gradevole.

Ma quando s'inventeranno qualcosa che non vada + a benzina e abbia i soliti cilindri? E inoltre la velocità del computer non segue la velocità del processore! Questo purtroppo è anche colpa nostra... ormai guardiamo e RICHIEDIAMO il PELO. Quindi gli sviluppatori si concentrano più sull'apparenza che sulla consistenza. Ovviamente la Microsoft fa festa, perché sa dare esattamente ciò che la gente vuole, perché ammettiamolo, la gente normale è ignorante!

Ora vanno tanto di moda i PDA...e magari qualc'uno crede che l'abbiano inventati nel 2000...

Già nel 1989 programmavo per conto della Texas Instruments (in Svizzera), più tardi sui quelli della Sony che erano più evoluti (in concorrenza con la CASIO). A quei tempi facevamo già la barra dei menu nella finestrina minuscola, le animazioni, i giochi che si vedano ora sul GameBoy...

OGGI non ci sono più tanti concorrenti (credetemi, una volta fa era una giungla), ci sono gli standard, i protoccolli universali .... tutto tende ad uniformarsi... Windows sempre più uguale al Mac e viceversa. Anche le case produttrici di software cercano la via "uniforme" (vedi JAVA), Direct X su Mac...

IN FUTURO, quando tutto si sarà uniformato, quando la scelta tra Mac, Win e Lindows sarà solo questione di gusto, allora inizieranno cercare nuove tecnolgie e nuove idee... e solo allora. Una di quella potrebbe essere non il portatile come lo intendiamo ora, ma un "Assistant" interfacciato con il cervello (negli USA esistono i primi prototipi).

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Come dicono i politici, vi ringrazio della domanda, perchè l'argomento mi sta molto a cuore.

L'interfaccia uomo macchina è un argomento che mi affascina decisamente; in realtà ne so poco o niente dal punto di vista teorico, ma per il lavoro che faccio (web designer) mi ci confronto tutti i giorni, anche se a un livello elementare ed empirico.

Inoltre, la mia attitudine un po' "malata" verso i computer mi spinge a prestare particolare attenzione alla GUI dei vari sistemi operativi - quando installo un nuovo OS o cambio postazione di lavoro, posso passare delle ore a customizzare l'interfaccia e a piazzare alias e ammennicoli vari in giro con una meticolosità degna di miglior causa...

Veniamo al sodo, partendo in questo post da considerazioni di carattere generale: una "rottura" rivoluzionara come quella di Lisa e del Mac del 1984 secondo me è oggi quasi improponibile, perlomeno nell'industria del personal computer. Non tanto perchè si sia arrivati al limite delle tecnologie esistenti (ne siamo lontanissimi, secondo me), quanto perchè sono mutate le condizioni dell'INDUSTRIA.

Spieghiamoci: nel 1984 l'industria dei personal computer era ancora ragazzina, esistevano decine e decine di piattaforme diverse, incompatibili fra loro, ognuna col proprio sistema operativo, basato su scelte progettuali diverse, e gli standard erano un miraggio lontano.

L'industria del software era in uno stato ancora più embrionale, da pochi anni si era entrati nell'era del "software acquistato" (=l'utente medio utilizza il personal computer più per farci girare del software comprato già pronto che per realizzare i propri programmini).

I computer stessi erano infinitamente più limitati - e quindi "semplici" da programmare, nel senso che la feature list di un'applicazione dipendeva in primo luogo dai limiti di potenza degli elaboratori, piuttosto che dai tempi e i costi di sviluppo.

Apple poteva uscire così con un nuovo modello che montava la versione 1.0 di un sistema operativo di nuova concezione, con una manciata di applicazioni disponibili al momento della presentazione. Il sistema operativo stesso risiedeva su un dischetto a bassa densità.

Oggi, OS X occupa più di un gigabyte sul vostro HD, e il tempo infinito impiegato a realizzarlo è servito a implementare un file system che deve gestire dischi da decine di gygabyte, multitasking reale, memoria protetta, un complesso motore grafico, le librerie OpenGl, la tecnologia Quicktime, una serie infinita di servizi di rete richiesti a gran voce da tutti i professionisti, i driver delle schede video e di un'infinità di periferiche (oltetutto qui siamo ancora molto in progress, no?), più, immagino, tutta un'altra serie di problematiche tecniche da risolvere di cui io ignoro pure l'esistenza non capendo un'acca di programmazione.

Oltre a questo, c'era da garantire la compatibilità in emulazione con l'enorme parco software del sistema operativo classico, scrivere la documentazione, supportare le software house che devono scrivere le nuove versioni dei propri programmi per X, realizzare tutte queste nuove i-applicazioni considerate commercialmente vitali... e fare il debugging di 'sto mostro.

In queste condizioni, visto che i sistemi operativi desktop non li scrivono i laboratori di ricerca delle università ma delle società commerciali che devono far fronte a costi, scadenze e aspettative degli utenti (prestazioni, affidabilità, software), è inevitabile che lo sviluppo di un'interfaccia utente innovativa sia fortemente penalizzato.

Quando OSX era in fase di sviluppo, mi faceva una gran tristezza vedere come tutta l'attenzione fosse concentrata sulle caratteristiche tecniche del nuovo sistema (memoria protetta, multitasking reale, servizi di rete etc..), mentre la GUI veniva liquidata con qualche aggiustamento (il dock, il menu Applicazione e il nuovo menù mela, una vista in più per le finestre...) e un po' di cosmesi (la nuova skin con le trasparenze, le icone giganti, gli effetti...). Cosa ne sarebbe stato dell'eccellente metafora dell'OS classico a livello di gestione del sistema, poi, era avvolto nel mistero.

Al lavoro mi tocca in sorte Windows, e a casa ho un iMac DV 400 col disco farcito, per cui non ho avuto ancora l'occasione di testare OS X per più di qualche pomeriggio da amici, quindi ignoro se alla fine della fiera la nuova GUI sia più o meno ergonomica di quella dell'OS 9.

Di primo acchito, certe scelte fanno discutere, altre fanno cadere le braccia, e l'interfaccia sembra meno "consistente", però ci sono un sacco di feautures in più che nell'uso continuato potrebbero farsi sentire.

Quel che è certo è che la gestione del sistema si è inevitabilmente degradata, a causa dei vincoli dell'architettura Unix, ad un livello infinitamente meno user-friendly.

Ora, si può inveire contro Apple che avrebbe potuto valorizzare molto di più la sua grande tradizione in questo campo, evitando errori marchiani (il più banale e sintomatico, evidenziato più o meno da tutti gli utenti, è la disposizione dei pulsanti di chiusura delle finestre), ma bisogna riconoscere che, se si poteva fare di più dal punto di vista dell'ergonomia e della rappresentazione grafica, l'interfaccia utente di OS X è minata alla base da una architettura di sistema che non consente una metafora strutturale efficace e puntuale come quella del Mac OS classico.

Basta considerare l'esempio, anche questo strabanale, dei pannelli di controllo.

Esteriormente, non è cambiato quasi niente, prima c'era una cartella con dentro delle icone su cui cliccare per accedere ai vari pannelli, adesso c'è un'applicazione dall'aspetto simile ad una cartella che mostra varie icone etc...

Le icone dei panneli di controllo del Mac OS 9, però, SONO i file dei pannelli di controllo, che risiedono in una cartella uguale a tutte le altre cartelle del disco fisso, e su cui si possono effettuare tutte le operazioni consentite all'utente per tutti gli altri tipi di file. L'applicazione Pannello di Controllo di Mac OS X, invece, non è che un wizard che mima la metafora dell'OS classico senza realizzarla.

Si può auspicare una mimesi sempre più affinata via via che OSX arriverà a completa maturazione, ma visto che un'ambiente grafico non dovrebbe essere un'accozzaglia di front-end (cfr.: windows) ma una'astrazione basata su metafore consistenti, il nuovo system sarà sempre inferiore al vecchio. Alla faccia di chi ritiene che con le attuali tecnologie si sia arrivati al limite di raffinamento della GUI basata sulla metafora mouse+icone+finestre...

D'altronde, cosa avrebbe potuto realisticamente fare Apple nel travagliato momento in cui ha dovuto partorire il nuovo OS?

Avrebbe forse potuto scegliere BEOS come base, invece di Next, e avremmo avuto un sistema cosiddetto "moderno" per funzionalità, con una coerenza metaforica molto vicina all'os classico.

Ma avremmo avuto Apache? PHP? Avremmo avuto tutti i servizi di rete che abbiamo in osx con la stessa facilità? Apple sarebbe riuscita a convincere Adobe & C. a svviluppare per un ambiente completamente nuovo, piuttosto che per una variante di uno consolidato? Avrebbe potuto puntare così tanto sul settore del video digitale, che mi sembra strategico in prospettiva per la sopravvivenza dell'azienda, e in cui quasi tutte le applicazioni veramente professionali girano in ambiente unix?

Può anche essere di sì, ma è un punto controverso.

D'altronde, bisogna considerare lo sviluppo del concetto di Personal Computer.

A grandi linee, il PC è nato come uno strumento per la casa e per il piccolo ufficio, laddove per i grandi reparti amministrativi c'erano i terminali unix, e per gli usi creativi e scientifici le workstation unix.

Dopo venticinque anni, il PC ha soppiantato in quasi tutti gli ambienti le workstation e i terminali.

Per cui, ecco che l'utenza comincia ad aver maggiore bisogno di funzionalità presenti da anni in quei sistemi (multitasking reale, integrazione di rete, multiutenza efficiente, sicurezza elevata etc..), anche a scapito di quello che bene o male (per davvero o per marketing) era diventato il paradigma del PC: la facilità d'uso.

Ecco perchè tanta (non tutta) della gente che lavora col Mac benedice Apple per OS X, piuttosto che sputargli in faccia perchè deve editare dal terminale le preferenze del dock.

Le aziende produttrici di sistemi operativi, poi, non sono stupide e non vogliono complicarsi la vita, per cui dopo la grande rivoluzione del 1984 che ha messo l'utente di fronte all'"inimmaginabile" - la metafora dell'interfaccia grafica - , hanno fatto molta attenzione a impacchettargli ben bene l'esistente, e solo quello - cioè sempre la stessa metafora, sempre più scricchiolante, condita solo di funzioni ergonomiche aggiuntive: più pulsanti sul mouse, più barre degli strumenti, più scorciatoie da tastiera...

Non è un problema tecnologico, è un problema di concetti: il Mac del 1984 come hardware aveva in più degli altri PC solo uno scatolotto da due lire con una pallina dentro, il resto erano idee.

Lo ripeto, nelle condizioni attuali dell'industria del PC non mi sembra che ci si possa aspettare granchè di nuovo dal punto di vista dell'interazione uomo macchina per un bel po'; mentre invece in settori ancora embrionali, come i palmari, i tablet PC, gli eBook, che partono da zero o quasi come parco software e consuetudini degli utenti e dei produttori, forse potremmo avere delle belle sorprese (oppure PocketXP per tutti... brrr...)

Uff. Ho finito.

Volevo anche parlare di quel che penso si potrebbe fare per migliorare l'interfaccia utente del Mac, e di cosa desidererei da un sistema operativo nel 2002, ma visto che mi è presa la scribite acuta e vi ho indebitamente inflitto "lo zibaldone dell'uomo della strada - parte I: l'evoluzione del PC", vi risparmio la parte II e ve la concederò solo su richiesta :-)

Ciao

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voglio la parte II

visto che facciamo lo stesso mestiere mi interesserebbe sapere quali accorgimenti ergonomici vorresti. magari senza menarla troppo agli altri, manda pure via mail.

aspetto qualche altra opinione e poi magari entro anch'io in argomento.

Camillo?, Franco?, Olaf?, tutti gli altri vecchi? che fate non intervenite???

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Una rivoluzione c'è stata: Internet. Ma Apple non c'entra nulla, salvo avere messo delle i davanti a dei buoni prodotti.

Di rivoluzione parlo perchè sta portando il computer ad essere un elemento fondamentale nel sistema delle comunicazioni di massa. Basti pensare che entro pochi anni sarà possibile ascoltare ogni radio italiana da qualunque parte del mondo (usando la diffusione a pacchetto anzichè tramite la classica onda elettromagnetica). Il segnalo video a pacchetti arriverà anch'esso, anche se per una diffusione paragonabile a quella della TV vedo necessaria una decade (nota bene: probabilmente le trasmissioni faranno sempre schifo, ma questo è un problema di palinesti, non di tecnologia).

Per quanto riguarda il wireless, ammetto anch'io che faccio fatica a vedere un gran futuro per i cellulari tuttologi, mentre lo vedo splendido per i computer portatili. Un portatile con scheda UMTS a 2Mbit è sinceramente una nuova e mezza rivoluzione, perchè apre l'accesso alla rete a buona velocità da qualunque punto!

Altre rivoluzioni sinceramente non vedo. E su Internet non c'è dubbio che ziobill si sia mosso troppo meglio di Apple.

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Per quanto riguarda la possibile evoluzione dell'interfaccia utente dei computer, non è detto che debbano necessariamente evolversi.

L'ago, la forchetta, l'amo da pesca, sono oggetti che da secoli o millenni sono rimasti uguali, o solo minimamente si sono modificati, poiche fin dall'inizio erano "perfetti" per il loro compito.

Probabilmente il mouse scomparirà, sostituito da schermi tattili e imput vocali, ma non penso che il feedback potrà mai essere sostituito da risposte vocali al posto delle immagini sullo schermo, e quindi difficilmente il computer sarà mai veramente diverso da quanto abbiamo oggi.

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Per come si e' evoluto il nostro rapporto con il computer penso che faremo a meno di interfacce vocali se non per interagire in perfetta solitudine con la macchina.

Quanti di noi in realta' lavorano con il computer come una parte di serie contemporanea di compiti, una sorta di multitasking di cui il multitasking del computer non e' che una parte?

L'interazione vocale-acustica con la macchina sotto questo aspetto e' limitativa perche' sottrae l'uso di strumenti che possono essere utilizzati per altri compiti.

Personalmente riuscirei a fare la meta' delle cose che faccio durante il giorno se nel frattempo dovessi tenere occupata la voce e l'udito per colloquiare con il Mac invece che per rispondere al telefono o conversare con i miei collaboratori...

Quella che secondo me dovra' maturare e' quindi la possibilita' di utilizzare procedimenti di input che coinvolgono le nostre mani come strumenti che entrano in un campo di interazione che potra' essere una sorta di trackpad "spaziale", tridimensionale.

La metafora della scrivania e' legata troppo al bidimensionale frutto della trasposizione del piano su cui si muove il mouse o la trackpad- tavoletta.

Quando avremo a disposizione uno strumento a basso costo di interazione tridimensionale da attraversare con le nostre mani, da manipolare con "gestures" spaziali allora si inventera' un altro approccio metaforico alla gestione del contenuto del PC... qualcosa che potrebbe essere una accesso stratificato "a cipolla" dove il log in ti permette di rendere trasparente una parziale sezione della buccia....

Sara' difficile tornare indietro per il Mac: come diceva qualcuno in precedenza la scelta di un sistema Unix e tutto il lavoro per rendere accattivante e facile all'uso il nuovo OS X deriva da una lotta (anche interna ai progettisit Apple vecchi e nuovi, interni e importati da Next) tra il mantenere trasparente la struttura derivante da Next e rivestirla di una facciata derivante dagli "usi e costumi" del precedente OS.

Per questo troviamo ancora delle idiosincrasie che verranno risolte in jaguar ma non con una semplificazione reale dell'interfaccia, bensi' con una ulteriore imbellettamento funzionale che e' quello che vogliono gli utenti in attesa di lasciare il 9 o che vogliono comodamente trasferirsi da Windows.

Per contro Mac OS X piace a chi usa Unix, a chi e' un profondo conoscitore della command line...

perche' ha accesso al vero "cuore" del sistema operativo senza la mediazione di una interfaccia grafica, un po' il rinnegare la rivoluzione del 1984.

Quello che ha piu' rivoluzionato l'uso del Mac negli ultimi tempi non e' l'OS ma l'uso della Timeline.

L'applicazione piu' rivoluzionaria di Apple negli ultimi anni e' iMovie.

Che parte da un concetto semplicissimo gia' presente nel software di video editing professionale o ancora prima nelle primissime versioni di Macromind Director (iMovie viene da quelle parti... non dimentichiamolo).

Il Mac di per se' e' morto 2 anni fa. (Old PC rest in Peace a San Francisco 2001)

E' morto come prodotto innovativo perche' dopo tanti anni sulla breccia e tanti avvicinamenti di parte di Windows, la novita' della metafora che rappresentava e' stata "assimilata".

E' morto come strumento di navigazione innovativo perche' internet ora e' ovunque, anche nei palmari e nei cellulari.

Cosa rimane...

Rimane uno strumento insostituibile... che mi consente grazie a Google di trovare qualsiasi prodotto, persona o informazione in maniera pressoche' immediata.

Rimane soprattutto il concetto di Digital Hub, non un computer concepito come strumento soltanto generatore ma in qualche modo concentratore degli apporti piu' diversi per una loro redistribuzione sui canali e media piu' diversi.

La reale convergenza digitale non e' ancora arrivata perche' necessitiamo ancora di sistemi di mediazione, di ulteriori ponti tra gli apparecchi di casa o dell'ufficio.

Ma il vero hub digitale, il vero punto di incontro tra tutte le tecnologie e le sorgenti, e la loro redistribuzione su vari canali non e' molto distante....

Le componenti chiave?

- Potrebbero essere il titanium con cui sto scrivendo, collegato ad una airport wireless, collegata a sua volta ad un ingresso ADSL: gia' in questo instante lo e' ma datemi un accesso wireless 5 volte piu' veloce (potrebbe essere una scheda airport iperpotenziata con anche una parte UMTS), una T1 come negli USA, un bridge firewire-wireless per il ricevitore satellitare e un masterizzatore DVD per il portatile.

Sarei in grado di produrre qualsiasi cosa e di accedere a qualsiasi contributo audio video con ottima qualita' in qualunque punto dell'ufficio, di casa, del mondo, magari scrivendo non su una tastiera reale ma su una proiezione olografica che assume di volta in volta l'aspetto e la funzione del tipo di strumento di comando che voglio utilizzare.

In tutto questo la velocita' del processore giocherebbe un aspetto irrilevante: molto dipenderebbe dal livello di interazione tra l'uomo e la macchina, tra macchina e macchina.

E se ci pensate bene e' la direzione che ha preso Apple nel nuovo secolo.

Visioni di tarda notte...

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Ce l'abbiamo tanto con Microsoft che costringe ad usare le sue applicazioni per usare il suo sistema operativo ma non abbiamo mai pensato che per usare il MacOs bisogna comprare un Mac! E' vero che Apple non è in una posizione di monopolio, ma la realtà è che Apple non guadagna sull'OS ma sull'hardware, e questo non la spinge certo a migliorare il software ma, anzi, a rendere le macchine vecchie sempre più inadatte all'OS. Gli stupefacenti effetti grafici di X sono bellissimi a vedersi ma, francamente, inutili. E con Jaguar si rischia di mettere "fuori uso" macchine di un anno solo perché non hanno l'ultima scheda grafica uscita sul mercato. La verità è che, da MacOs 8 in poi, le innovazioni sono servite solo a farci cambiare computer ogni sei mesi-un anno.

D'accordo, X è, basilarmente, migliore sotto il punto di vista dei servizi che offre, ma è vessato dal fatto che doveva essere costruito non per "innovare" il sistema ma per "rinnovare" il parco macchine.

Il sistema Apple è ancora sensibilmente migliore di Win, in tutti i campi, ma, sinceramente non mi aspetto niente di geniale da un'azienda che ormai è stabilmente introdotta nel mercato e nelle sue regole consumistiche che non mi metto qui a criticare. La genialità appartiene a singole persone come Jobs e Wozniak, non a società come la Apple. E un genio scopre qualcosa di nuovo una volta sola nella sua vita, e in un'età compresa tra i venti e i trent'anni, cosa provata dalla statistica e, se ci pensate, anche dal buon senso.

Mi aspetto che qualche ragazzino in qualche parte del mondo abbia un'idea geniale e, soprattutto, abbia la possibilità di realizzarla.

In questo con Dvorak condivido la rabbia per tutto ciò che si è perso questi diciotto anni, sapendo che la causa non è solo Apple, ma il mercato con il quale Apple stessa è costretta a fare i conti.

'Notte a tutti

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E con Jaguar si rischia di mettere "fuori uso" macchine di un anno solo perché non hanno l'ultima scheda grafica uscita sul mercato. La verità è che, da MacOs 8 in poi, le innovazioni sono servite solo a farci cambiare computer ogni sei mesi-un anno.

Allora mettiamo subito in chiaro che con Jaguar tutti i mac funzionano, ma certo che se hai un scheda video da 16,32 o + mb di ram le prestazioni saranno impressionanti(lo spero...Posted Image), e poi un'altra critichetta... chi ti ha costretto ad aggiornare sempre il sistema operativo?

ciaooo

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anch'io condivido quanto detto da settimio riguardo le interfacce utente "vocali", immaginate cosa accadrebbe in un ufficio se tutti si mettessero a parlare con il proprio computer.

per quanto riguarda la idee che potrebbero portare a qualcosa di rivoluzionario, io penso che ci siano nei laboratori della apple, solo che la paura di flop economici...pensiamo a Newton, oggetto veramente rivoluzionario che anche oggi se opportunamente aggiornato sarebbe due passi avanti rispetto la concorrenza.

Per quanto riguarda il nuovo sistema operativo, mi aspetto dalle prossime versioni che l'utilizzo del terminale diventi sempre meno necessario. In fondo oggi il 90% degli interventi tramite terminale serve a porre pezze su disfunzioni dell'interfaccia grafica.

Per quanto riguarda il digital hub, devo dire che lo condivido pienamente, e che dopo 4 mesi di uso intensivo di Windows (2000 ed XP) devo dire che i wintel neanche si avvicinano alla nostra accoppiata hardware-software.

La critica che faccio ad Apple è che deve smettere di chiedere cosa gli utenti pc vorrebbero dal mac, ma sviluppare e potenziare i concetti che hanno reso il mac unico al mondo: la facilità d'uso e di gestione, l'eleganza e la coerenza dell'interfaccia utente grafica e l'apertura a tutte le fonti di comunicazione.

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