Futuroscopio


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santo cielo...

la vivete proprio male, eh?

relax, amici, relax. mi sembrate tutti sul depressino andante. vivere è fighissimo, e il mio mac (i miei mac), me lo sanno far apprezzare.

ho letto l'articolo del trombone, e resto dell'idea che sia solo un trombone. per inciso non pare neppure 'sto grande esperto d'informatica; non lo sono e non lo voglio essere neppure io, quindi sarebbe l'ultimo dei prboblemi.

(anche l'International Herald Tribune ha un ottimo editorialista per l'IT, altro minchione di proporzioni imbarazzanti).

che si sia inventato poco, può anche darsi, che non si sia inventato nulla non ve la passo.

Internet (lo sai che ti amo chest) è il capolavoro, seguito della email.

che lo si voglia o meno sono due elementi chiave della nostra società, si è cambiato il modo di approcciare il lavoro, qualunque esso sia, di pensarlo.

Sono cambiati i ritmi; gli anni novanta con l'avvento (più che altro con il vero e proprio utilizzo) dei cellulari e internet ha cambiato il nostro mondo; non riconoscerlo non è anticonformismo, e solo stupido.

Apple in quanto appena esposto (e come è stato già detto) più che qualche "i" non ha messo...

Ma sarà vero?

Ok, non ho grandi argomentazioni per provare il contrario, quindi vado per assurdo.

Immagino vi ricordiate Matrix, quel filmetto da due soldi che sconvolse per i suoi effetti speciali (ad oggi fa scuola): bene, se non era per L'IDEA che sta dietro QuickTimeVR non se ne facene nulla, su questo siamo d'accordo?

Passo 2: Apple, si è tolta dalle scatole il floppy quando in molti la presero in giro per la scelta, alla lunga ovviamente aveva ragione, ed aveva ragione perché sapeva dove voleva andare: voleva la Digital Life. E per il cielo, la sta avendo.

Poi i meriti saranno di 10 milioni di aziende diverse ma il LA lo sta dando lei! questa è la verità tutto il resto poesia, o rutti mal riusciti di un nerd represso schiavo del sistema che avendo constatato la propria mediocrità s'è messo a scrivere.

Non è vero che si produce solamente HW, al contrario stanno producendo dell'ottimo SW che, pur fruttando di meno, apre il mercato molto più di quanto non sappia fare un nuovo iMac, eMac eCcheppalleStiNomi.

Chiamatene uno PIPPO e non se ne parli più.

Chest ho bisogno di sentirti un po' caustico, come ai vecchi tempi delle arringhe contro yahoo.

help.

ma ho deciso, via computer and any other crap, mi vesto bene, bevo un bicchier d'acqua, e poi mi impicco.

Ecco il grande valore aggiunto e cambiamento della vita. Mentre la nostra enorme testa di rame che ci infarcisce la vita con i suoi pensieri ex machina che sputano fango addosso a chi a saputo fare anche solo un millimetro più di sè, il mondo va a rotoli e giocano a risiko sulla nostra pellaccia!

Io adoro andare fuori tema Posted Image) scusate per il troppo ma mi faccio prendere dal delirio dell'imperatore.

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Credo che le attuali abitudini influenzino troppo le idee su cosa potrebbe essere innovativo nell'interazione con il computer.

1 - Una tastiera virtuale, e qualunque altra periferica di input riprodotta olograficamente non ha consistenza fisica, e tutti noi, grazie alla capacità di riconoscere oggetti 3d usiamo la propria tastiera senza guardarla, dopo con i polpastrelli non la sentiresti più e devi dedicare buona parte della tua attenzione ad essa. Andrebbe bene in alcuni contesti, fiere …

2 - Perché non pensare invece a un output olografico e l'uso di un mouse che produce l'asse Z con la pressione e il clic riportato sopra nella zona anteriore ovviamente non sensibile alla pressione esercitata per controllare l'asse aggiunto? Quale vantaggio otterrebbe un dispositivo portatile con uno schermo che non é uno schermo? Per non parlare degli schermi srotolabili che sono molto più prossimi di quelli olografici, ve lo immaginate un PDA con il bordo del lato più lungo staccabile per estrarre 21 cm di schermo?

3 - Questi nuovi dispositivi di input innalzano il livello di complessità nell'interazione con il computer, penso lo si possa anche desiderare se stanchi di usare il mouse tradizionale, ma non abbiamo introdotto niente per ridurre le cose da imparare per fare delle altre cose. Io non voglio un computer stupido, non voglio fare sempre il suo operaio, non voglio sapere che ci sono 2000 funzioni che non uso e non sfrutto. Voglio solo che il computer esegua gli ordini impartiti, ma se ti porti dietro un PDA sarà molto comodo poterli dare vocalmente, d'altronde oggi con i cellulari non ti telefonano nei posti più impensati? Perché allora non é possibile parlare con un PDA usando l'uricolare? Attenzione, una sequenza tipica di scambi vocali diventa inutile se mi costringe ad insegnare o dire al computer come fare per farla, e forse non ho avuto modo di rilevarne la sua importanza in precedenza, occorre un OS supportato da intelligenza artificiale, capacità di apprendere, un pò di fuzzy-logic, motori inferenziali. Uno scambio tipico non prevede accensione premendo un pulsante, avvio dell'applicazione desiderata, scelta di un nome di file, salva, digita…digita, salva, chiudi, ma: computer (nome scelto), scrivi, oggi ho scritto un articolo per Futurscopio, chissà in quanti lo leggono … … etc. fine, e si spegne. Vuoi riprendere dopo un'ora l'articolo? Bene: computer, leggimi l'articolo Futurscopio, ascolto, inserisci dopo la prima ricorrenza di Futurscopio " e letto quelli degli altri", fine. Adesso se avete avuto la pazienza di leggere con cura i passaggi fino a qui, vi sarete resi conto che il livello d'interazione é formidabile, non é solo il computer che esegue perché é stato istruito a farlo ma ti capisce, e la cosa può apparire notevole. Inoltre puoi sempre tradurre in testo l'articolo o inviarlo a destinazione nella forma originale, ovviamente il destinatario può sempre convertire in testo. A quando il forum fatto fatto in questo modo?

4 - In ufficio non dovrebbe essere diverso da quello che oggi é un centralino con più persone, cioé tutti microfonati. Inoltre la forma di input abbinata a intelligenza artificiale, ridurrà i passaggi, per cui risparmi tempo.

5 - Esistono anche altri mezzi di input, il puntamento con l'occhio, potresti usare Photoshop senza toccare nulla con le mani (o quasi) e facendo molto di più e molto più in fretta.

6 - Il problema é uno solo: quanto costa implementare queste cose? Quanto conviene introdurre poco alla volta per ridurre i costi facendo scoprire alla concorrenza il percorso che stai facendo?

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lucien > Esistono anche altri mezzi di input, il puntamento con l'occhio, potresti usare Photoshop senza toccare nulla con le mani e facendo molto di più e molto più in fretta.

ho preso questa frase come base da cui partire...

ma siamo sicuri?

santamaradona. ma ti rendi conto? dover addestrare il proprio corpo a gesti innaturali come questo.

anche il comando vocale...

io mi sento idiota con l'auricolare, figuriamoci a parlare a un computer.

voglio tenere il computer più lontano possibile dal mio cervello.

ma quanti mesi di educazione ci vuole per puntare un timbro di photoshop? e che danni può fare?

già faccio fatica a calibrare la velocità di un logitech a due tasti, figuriamoci un asse z...

io i mouse con la pallona non riesco a usarlo. mi fa pittri. proprio mi dà i nervi.

ci vuole un addestramento tipo playstation. io non ci sto cavolo...

ma perché cambiare le nostre abitudini se così già lavoriamo bene e anche troppo veloci.

io lo continuo a ripetere, il cervello più di tanto non va e non fa.

se lo fa lo fa per poco e i danni non li conosciamo ancora.

io poi mi domando poi cosa potrebbe succedere se in qualche maniera si collegassero i computer agli occhi e tramite questi lo si comandasse.

mah...

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Niente di più semplice, basta disporre di un sensore ottico sul computer - la differenza cromatica tra il bianco della sclera e la circonferenza dell'iride fa il resto e consente la discriminazione non solo della direzione di puntamento, ma anche della velocità e del pattern.

Sono tecniche già esistenti nella pratica clinico-diagnostica (videonistagmografia), benché da non lungo tempo.

Sono ipotizzabili anche "comandi silenziosi" molto complessi, basati sul riconoscimento dell'espressione del volto mediante l'analisi in tempo reale della mimica facciale: alcune di queste tecniche, sperimentali ma non troppo, sono già usate nelle interfacce per gravi motulesi.

Per esempio, set di comandi diversi se formulati con un sorriso, formattazione dell'hard disk se viene percepito un pugno chiuso alzato.

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Io non parlerò mai col Mac. E mi sa che non sono l'unico. Come si fa a pensare che ciò rappresenterebbe un progresso per me è un mistero.

Al limite (ma proprio al limite) se la bestiaccia sentisse il bisbiglio. Ma mai e poi mi metterò lì a parlare ad altra voce ad una macchina mentre intorno c'è gente.

A me non piace parlare da solo. E parlare al computer attualmente è come parlare da solo.

Certo, se mi dessero una androide con le fattezze di Naomi Campbell, potrei anche parlarle...

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Siamo sicuri che la rivoluzione sia internet?

Sembra che solo il 30% circa, non ricordo bene, ma non e' importante, dei siti sia raggungibile da un motore come google, c`e` una fetta nera di internet sconosciuta, ci vai solo se conosci l`indirizzo, internet non e` come l'Hard disk di OS9 (quello di OSX e` peggio di internet) completamente aperto e navigabile dove ogni piu` recondito file (erano pochi) e` raggungibile e analizzabile, la situazione ora mi sembra quella dei computer dei primi anni 80, fatti con sistemi operativi diversi e con accozzaglie di file dai nomi improbabili e incomprensibili e interfacce inesistenti, poi e` arrivata apple/xerox, con l`interfaccia grafica. Ecco credo che adesso sia necessaria la stessa cosa per internet, qualcuno che metta ordine nel caos, e che lo faccia in modo semplice, per esempio quando uno cerca qualche cosa dovrebbe avere la sicurezza di trovare proprio quello che cerca e non qualche migliaio di siti tra cui spulciare, oppure la possibilita` di cercare per argomenti o navigare a vista come su un hard disk.

E` qui che aspetto la nuova rivoluzione, il nuovo colpo di genio. Sara` Apple? no, sara` probabilmente qualcuno in un garage, Apple dovrebbe essere invece l`azienda piu` adatta, visto l`attitudine mentale di cui e` permeata a riconoscerne la validita`.

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no, so che è fattibile, intendevo:

chissà cosa succederebbe a livello psichico se movimenti tanto spontanei come il battito delle cilia, il movimento dell'iride, le contrazioni della faccia fossero usate per comandare una macchina tutto il giorno e tutti i giorni.

per il fatto che secondo me è pericoloso controllare/bloccare i gesti naturali e spontanei.

tutto qui.

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Se non sbaglio a causa di litigi per via della cancellazione degli offtopi(credo che sia andata così e spero di non dire castronerie...) ha deciso di cercarsi un'altro forum....

ciao

p.s. magari è solo in vacanza....

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Il puntamento oculare è già stato usato su fotocamere, il sistema è passivo, basta guardare attraverso il mirino e si mette a fuoco nel punto in cui osservi, o quanto meno il fuoco della macchina segue lo sguardo. L’utente non deve fare sforzi, non c’è bisogno di far esercizi o pensare che a causa di ciò mi potrò ammalare di cose strane. Forse fa più danni il mouse per win che costringe ad una divaricazione a sinistra innaturale dell’indice della mano destra a causa dei suoi tre pulsanti. Le poche volte che lo uso mi accorgo di quanto sia più comodo il mouse Apple, perche dove appoggi la mano trovi sempre il pulsante. Il puntamento oculare non sarebbe una novita solo per la fotografia, funziona rilevando l’asse d’orientamento dell’occhio, ed è stato usato questo sistema per verificare dove guarda l’automobilista medio, e hanno scoperto che focheggia ad una distanza media di 30 mt, troppo poco già a 100 km/h. Non solo, in auto potrebbe essere utile per rilevare se l’autista guarda ancora la strada ed emettere un segnale acustico per “svegliarti†e se il risultato non è immediato fermare il veicolo con i lampeggiatori e stop accesi, molte vite si possono salvare con questa tecnologia, per dire quanto sia innocua, intuitiva e utile anche nell’uso di un computer.

Di fronte ad un computer che accetta input attraverso svariati dispositivi, non implica che se c’è una novità, si debba usarla con esclusione delle altre. Una novità di questo genere se te la trovi davanti agli occhi forse l’apprezzeresti di più, per es. quando è nato il Macintosh chi usava altri computer, ci guardava sorridendo con sufficienza alla vista del mouse, della freccina e del desktop grafico, affermando che riusciva a fare tutto quello che faccio io senza aver bisogno di mouse e finestre grafiche. Invece sarebbe stato corretto affermare che chi usa il Mac riesce a fare quello che si fa sui sistemi DOS, in meno tempo e con meno fatica. Basta solo provarlo.

Quello che ritengo importante è la capacità del sistema di comprendere ciò che vuol fare l’utente. Forse in precedenza non ho messo in risalto con sufficienza quest’aspetto. Mi sto accorgendo che tutti stiamo chiedendo al computer di diventare più complesso, creando nuove serie di comandi adatti a gestire nuove periferiche di input … oltre a quelli già presenti. Brevemente, noi stiamo tutti facendo gli operai del nostro computer, ed il tuturo non si annuncia migliore, se non sono introdotte delle sterzate decise. Quanto tempo impieghiamo ad apprendere l’uso del software che gira sul Mac e a manutenerlo? Perché certe cose non le fa lui da solo? Perché quando voglio fare qualcosa debbo a volte perdere più tempo a pensare in che modo posso fargliela fare.

Perciò se in una foto voglio togliere gli occhi rossi, schiarire i soggetti in ombra sulla destra, aggiungere una scritta di Auguri, metterci la cornicetta artistica sottile in legno di faggio e inviarla a Mario, debbo poterlo fare senza saper usare il computer, e ancor meno i vari applicativi. Quando fra una settimana ho una seconda foto di Anna, posso dire, aggiusta la foto come per Mario ma fa la cornicetta color fucsia chiaro.

Con quale mezzo di comunicazione posso realizzare questo? La voce. Tu sei un esperto e aborrisci parlare con il tuo computer, nessun problema, a portata di mano avrai sempre quella scheda piena di bottoni ordinati e una palla da far girare. Ma a che cosa ti attacchi, ai medesimi arzigogolii di menu esistenti oggi, e non faccio molta distinzione tra 9 e X, ma che istruzioni e comandi dai per ottenere un risultato simile? In definitiva qual è il percorso migliore per comunicare al computer le istruzioni dei due esempi citati? Un aiuto in questo senso la può dare l’intelligenza artificiale (IA), per la quale sono stati creati i primi mattoni, riconoscimento dello scritto e del parlato, per non parlare della fuzzy-logic, dei sistemi di auto apprendimento studiati da anni, e sicuramente qualche passo avanti l’avranno realizzato. Nulla di tutto questo è disponibile con margini d’errore migliori dei software attuali? Dopo tutti gli sforzi fatti per produrre un oggetto che tende ad imitare sempre meglio la mente umana, perché alle soglie di un probabile impiego dell’IA ci blocchiamo di fronte a nuove modalità di input se queste divergono dalle attuali? Parlare al computer, anche se è un Mac, non ci deve mettere in imbarazzo, perché sfruttiamo un mezzo più rapido e naturale. Perché il Mac è ritenuto più amichevole di WIN da sempre, perché è meglio l’icona del MAC che sorride, perché fare sforzi per renderlo amichevole e poi tirarsi indietro di fronte a ciò? Ad esempio se un dispositivo da polso ti permette di dettare degli appunti che poi ritrovi quando rientri, non sarebbe comodo? Quante persone loro malgrado parlano dove capita con una piccola e misera tastiera munita di display, attaccato all’orecchio, o ancora peggio apparentemente con nulla in quanto un auricolare rende meno trasparente la situazione?

La figura della persona che lavorando al computer in ufficio riesce a fare mille cose contemporaneamente, significa che non ne sta facendo nessuna al 100%. Quanto tempo supponete si debba stare impegnati per fare le cose dell’esempio di Mario e Anna in quel modo, e oggi quanto tempo ci mettiamo, 2,5 minuti ad accendere il computer, lancia il programma adatto per fare quello che pensi, devi saper usare Photoshop o un programma simile, conoscere come sono organizzate le funzioni, e se avete finito senza rinunciare a qualche sfizio siete stati bravi, quindi vai all’ultimo passo, l’invio per internet. Quanto tempo sarà passato? Poi perché ogni tanto capita di dover fare riavvia con il 9? Perché ci sono tante cose da imparare sul computer, prima che riesca a sfruttarlo? Platone se fosse esistito oggi, di fronte ad un computer, non sarebbe stato lo stesso che conosciamo.

Mouse con terza dimensione alla fine non sarebbero più complicati delle manopole per giocare che anzi potrebbero venirci in aiuto perché hanno gradi di libertà maggiori.

Guanti pieni di sensori per manipolare oggetti tridimensionali, sicuramente saranno un gran passo avanti, il loro impiego, genera input ad un livello superiore che richiede la capacità, da parte del computer, di gestire oggetti. Ad esempio puoi prendere un oggetto con la mano, spostarlo e dire “fai una fusione con l’oggetto ospitante e prendine il colore e la superficieâ€, puoi farlo in tempo reale con un ordine vocale mentre sistemi l’oggetto o successivamente allo spostamento selezionando i comandi opportuni che ovviamente devi sapere dove sono e come impostarli per ottenere l’effetto voluto, ed è proprio questa parte che genera un allungamento dell’attività al computer, che puoi notevolmente accorciare con comandi vocali.

Con strumenti d’input nuovi si potranno fare cose nuove, che non potrai fare così bene, o non potrai fare affatto con strumenti vecchi. L’IA spingerà il computer che conosciamo oggi a livelli di utilità mai visti prima. Le esigenze d’elaborazione individuale, si misureranno non in Ghz ma in virtual QI.

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