Futuroscopio


Guest

Recommended Posts

In alcuni punti, come quando è nato il Macintosh chi usava altri computer, ci guardava sorridendo con sufficienza alla vista del mouse, della freccina e del desktop grafico e poi aggiusta la foto come per Mario ma fa la cornicetta color fucsia chiaro Luciano centra con precisione il problema in due punti essenziali.

Il primo, che si può definire più o meno come l'omeostasi dell'innovazione, si poggia su uno dei comportamenti basilari della psiche umana, che stabilisce a priori fin dove è disposta a osare nella propria apertura alle novità, dal vestiario alla strumentazione al linguaggio.

La prima stilografica fu bollata come invenzione negativa, in quanto avrebbe ucciso la calligrafia - non parliamo dei primi eccentrici che si misero a incidere tavolette di argilla anziché imparare a memoria come tutti gli altri, e quanti "io non lo farò mai" avranno echeggiato in accadico nella terra tra i due fiumi.

Il secondo riguarda le aspettative "a blocchi" dell'utente, che desidera man mano ottenere lo stesso risultato con minor lavoro dettagliato (esattamente come fotocopiare un libro anziché copiarlo a manina, esattamente come portarlo in copisteria anziché fotocopiarselo, esattamente come metterlo in mano a un collaboratore che te lo restituisca copiato, rilegato e con riassunto scritto) e riservando tempo e attenzione a ulteriori finalità.

Che le esigenze d’elaborazione individuale, si misureranno non in Ghz ma in virtual QI mi sembra una ottima visione che sottoscrivo.

Ah, Luciano, de “Le Scienze†ho la collezione completa rilegata dall'80, e non ho spazio. Ti interessano?

Link to post
Share on other sites
  • Replies 3.1k
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Oh, beninteso, a me non piace parlare al computer, ma non per questo non apprezzerei lo sviluppo di 1000 altri ammennicoli utili.

Resto comunque della idea che se l'uso della voce fosse stato apprezzato dagli utenti, a quest'ora ce l'avremmo in tutti i sistemi operativi.

Ricordo che già nel 96 impartivo comandi vocali al Performa. E' che dopo un po' mi sono stufato e sono tornato alla tastiera, assai più gelosa della privacy.

Quindi più che un problema tecnico è un problema dei gusti delle persone.

Mi sa tanto che fino all'avvento della *vera* IA (quella che capisce cosa vuoi, insomma) continueremo tutti ad usare la tastiera. Dopo, forse, avendo la sensazione di avere a che fare con una entità interattiva, parleremo.

Link to post
Share on other sites

Il problema vocale è duplice: da un lato la formulazione di un comando (che può essere estremamente semplificata anche con comandi gutturali alla tetesca, tanto un computer non è più intelligente di un dobermann), dall'altro la comprensione del significato e la conversione digitale. Un terzo lato, distinto, è la restituzione di informazioni su base vocale e non video (i.e., Dave, it is nothing serious).

Il comando vocale è nel complesso la cosa meno utile e più rigida, a meno che non si "addestri" il computer a riconoscere suoni elementari tipo la campanella di Pavlov o entità verbali mono- o bisillabiche multiconsonantiche con prevalenza di fricative e soffiate, che non a caso sono le più usate nelle esclamazioni.

Personalmente avevo usato uno "heilà" molto aspirato e uno "sblengh" per attivare due distinte serie di macro create con AppleScript e ambedue idonee a creare due distinti e completi ambiti di lavoro, con programmi e file di base già aperti. Non è che si risparmi poi molto rispetto al cliccare un alias dello script sul finder, o nel menu mela, o linkato a un tasto funzione. E non è che a dire "heilà" a un computer davanti a un collega si salga di molti gradini nella reputazione.

Il guadagno di tempo più consistente non può che risiedere nella formulazione di comandi non già designati, ma composti estemporaneamente con la consueta permutazione di elementi base disponibili, esattamente come nell'esempio della foto e della cornicetta in colore diverso di qualche post fa.

Link to post
Share on other sites

Concordo. Ma siamo ancora parecchio lontani da tutto ciò. Tra il precaricato (che potrà SEMPRE diventare un più comodo alias o una voce da un menu di "azioni") e la possibilità di comandare cose nuove ad libitum ad una macchina che capisce, c'è di mezzo tutta la IA.

Link to post
Share on other sites

Intervengo anch'io!

Che cosa dopo il Mac?

10, 100, 1000 Macs. Portare all'estremo la filosofia del "Digital Hub" che, secondo me, dovrebbe essere implementata al livello di "single person". Io sono il digital hub e mi muovo in un mondo riempito di "Mac cellulari". Noi usiamo il Mac (e le varie versioni di Windows) sfruttando ancora la metafora della scrivania. Ma questa scrivania esiste in una stanza dove ci sono altre funzioni; la stanza esiste in una casa che esiste in una città e così via fino a livello planetario. E' impensabile che un professionista debba uscire di casa "portandosi appresso la scrivania", la dovrebbe trovare ovunque. Secondo me la parola d'ordine dei prossimi anni dovrebbe essere UBIQUITA'. Mac non sempre più grandi e potenti ma piuttosto piccoli e ultraspecializzati. Ridotti alle dimensioni di singoli chip (almeno la smetteranno di dire che APPLE è forte solo nel design) miniaturizzati, polverizzati e annegati nelle pareti di casa, nelle lamiere delle automobili, spalmati negli asfalti delle strade. Io mi muovo tra loro e interagisco con loro. Uso la voce in auto, i gesti in cantiere, le espressioni del volto a casa o a cena al ristorante per dimostrare apprezzamenti o disgusto.

Ribadisco: IO SONO IL DIGITAL HUB e io devo essere al centro del mio mondo digitale.

Link to post
Share on other sites

Tutto già fatto alcuni millenni fa; i resti funzionanti dei chip invisibili sono ancora attivabili con adeguato comando vocale in grado di restituire la forma d'onda settata (a.k.a. chanting, cfr. Lovecraft ma anche Ali Baba o le trombe di Gerico), oppure mediante sollecitazione magnetica o gravitazionale nei punti wireless predisposti (vedi cattedrale di Chartres o Stonehenge).

Link to post
Share on other sites

Che cosa dopo il Mac? uccidere i computer....e Apple lo sta facendo ma non ha il coraggio di spingere a fondo il coltello. Uccidere il computer significa ridurlo a oggetto di arredamento, ridurlo a strumento pervasivo della giornata, centro immateriale delle nostre attività....sulla scrivania potremmo avere un monitor lcd e una tastiera incorporata nel vetro del tavolo potrebbe comparire nel momento del bisogno. Nello specchio del bagno potrebbero essere proiettati i nostri appuntamenti della giornata. Quando usciamo un piccolo newton potrebbe stare con noi, ricordarci le cose, fungere da ponte in ufficio col nostro sistema centrale che è in casa...un'intelligenza artificiale controllerebbe il tutto...il mac è morto, dov'è il mac...l'imac lampada è un primo passo, deve però ancora sparire il supporto della lampada...il mac è morto viva il mac...

Link to post
Share on other sites

Tante cose importanti e intelligenti sono state dette (vabbé, ne ho lette meno della metà, non ne avevo voglia), però esporrò comunque le mie idee.

Io sono dell'idea che le grandi idee sono grandi perchè impensabili fino al loro debutto, quindi inutile fare previsioni [il profeta ha parlato]: molte delle cose nominate saranno utili (wireless, aggeggi vocali,...), però ciò che ralment farà la differenza in futuro ancora non è uscito dalla mente del suo futuro ideatore.

Di sicuro tutte le tecnologie vocali saranno sempre più importanti in ambiti particolari (ipovedenti, disabili, comandi vocali nelle fabbriche e alcuni uffici,...), però nel giro di qualche lustro (o decade) decadranno velocemente. Secondo me in tutti gli ambiti in cui tali tecnologie si possono rendere utili altre tecniche emergeranno. Un esempio? uno scienziato in Francia mi pare si sia impiantato un chip che ritrasmette lungo i suoi nervi correnti che aveva precedentemente registrato. A voi il seguito.

Di una cosa poi sono certo: niente schermi tattili, *mai* entreranno nell'uso comune. Il successo (innegabile) del mouse è proprio dovuto a questo: non vedi la tua mano, ma solo il puntatore. Ovviamente ciò provoca problemucci nei disabili e nei grossi utilizzatori, per cui anche questo sarà sostituito. Di certo non con rilevatori ottici da applicare sull'occhio. Tali oggetti potrebbero essere utili nel breve periodo ai disabili, io MAI metterò qualcosa addosso per sostituire un già comodo mouse. Un chip però non mi dispiacerebbe averlo addosso. Quante volte vorrei poter, mentre mangio, lavorare al computer o finir quel lavoro che avevo dimenticato di fare! (magari dimentico di inviare una mail!). Con un chip di questo tipo allora sì che potremmo diventare "multi task". Io a scuola tempo fa provai a scrivere contemporaneamente con entrambe le mani indipendentemente, però non ci riuscii. Sono sicuro che con un po' di allenamento si potrebbe lavorare al computer e vivere [non che sia auspicabile per tutti, io sono un po' un nerd] senza problemi.

Per tutti questi motivi è necessario sviluppare la logica Fuzzy e computer non più digitali.

Link to post
Share on other sites

Io penso che dal 1984, su grande scala, non vi siano state innovazioni di rilievo.

Su piccola scala è innegabile che le possibilità dell'"Hub digitale" siano grandissime e che il Mac OS X abbia di nuovo innovato unendo uno UNIX ad un Mac, oltre ad aver fatto un altro passo sfruttando le schede video e usando grafica vettoriale (canali alfa,...).

È comunque chiaro che ci troviamo in un momento di transizione: ancora tutto è legato alla sua posizione fisica (locale o remota) e le cartelle ancora esistono. Di sicuro una nuova rappresentazione dei socumenti come record di un database irromperà a breve, sollevando gli utenti dalle noie della complessa struttura UNIX (e Windows).

Non penso che tecnologie per il 3D si mostrino importanti nel breve periodo: fino a quando lo schermo del computer sarà 2D, aver un desktop 3D virtuale è inutile. Ancora una volta, la situazione cambierà quando la fusione del mondo digitale (se ancora lo sarà) e del mondo reale sarà completa (non è fantascienza: gli impianti retinici sono già una realtà [sperimentale] per ipovedenti, da qui al passo successivo la via è breve).

Ma tutte queste cose sono alla fin fine inutili.

Pensiamo al presente e preoccupiamoci affinché ci possa essere progresso: tutto questo può sserci se più ditte competono liberamente.

Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now