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matbard

"Thoughts on Music" - by Mr. Steve Jobs

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Personalmente credo che vendere della musica su internet senza DRM corrisponda a regalarla e le major non si avvalleranno di tale possibilità. Sarebbero le uniche a permetterselo (mantenendo, tra l'altro la vendita dei Cd a prezzi assurdi), ma piuttosto ritirerebbero tutti i loro cataloghi dallo Store.

La soluzione più semplice per tutti sarebbe quella che le Major stesse non hanno scelto anni fa, ai tempi della chiusura di Napster e che, allo stesso tempo ha portato alla nascita di iTS: abbassare il prezzo di un CD.

Se, per assurdo, un CD costasse 5 € (anzichè 20 €), cosa che sarebbe possibile, si potrebbe avere:

- Meno pirateria

- Maggiore facilità di "sfondare" per gruppi promettenti

- Maggiore "qualità" delle canzoni, degli album e dei gruppi

- Meno Raccolte e Greatest Hits vari

- Meno accuse infondate ad Apple e al suo formato proprietario (questa sì che è bella!)

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Intervengo quasi per fatto personale. Lo faccio riprendendo cose che ho già postato in altri luoghi... scusate qualche sconnessione... e l'uso del copia e incolla.

Personalmente e per motivi che esulano dalla specifica problematica DRM ho molti molti dubbi sulla natura e sull'azione di Altroconsumo. È un modello di associazione consumeristica con più di un aspetto discutibile.

Per anni ho ricevuto la loro rivista con gadget annessi e per lo più inutili dopo che avevo più volte richiesto di essere cancellato dalla loro mailing list. Credo che per loro sia essenziale la visibilità e magari un esposto contro Apple, marchio ben in vista ma non così potente come Microsoft, nei confronti della quale nulla è mai stato intentato da costoro, può dare spazio mediatico. Credo anche che la funzione della maggior parte di queste associazioni sia parassitaria.

Lo dico, credo, con qualche cognizione di causa in quanto vicepresidente di ASSOCOND CONAFI [http://www.conafi.net/], l'associazione di acquirenti di immobili in costruzione, vittime loro stesse, che da sola in nella passata legislatura ha ottenuto la legge 122 di tutela dai rischi del fallimento immobiliare per chi acquista casa dal costruttore.

I brillanti assenti nella discussione parlamentare e in commissione giustizia sono state proprie le associazioni dei consumatori che sulla questione hanno preferito piuttosto che risolverla offrire consulenze legali che a nulla servivano se non a sancire la posizione fortemente penalizzata dell'acquirente, posizione dedcisa da una legge del 1942!!!!.

Se si voleva risolvere il problema occorreva agire sul legislatore ma chi di costoro ha mai avuto intenzione di porsi in una posizione anche tecnicamente autorevole nei confronti del legislatore? Troppa fatica, molto più comodo proclamare difese e tutele inesistenti... Credo che anche nel settore delle innovazioni tecnologiche la funzione di costoro sia sostanzialmente quella delle mosche che girano intorno... senza colpo ferire.

La battaglia delle associazioni dei consumatori è sostanzialmente legittima.

Anche se c'è una dose visibilissima e difficile da digerire di strumentalismo: Apple è molto meno potente di Microsoft ma garantisce visibilità immediata. Attaccare Microsoft magari sugli stessi temi sui quali si attacca Apple costa molto di più e le malefatte di Redmond sono spesso più sottili e difficili da spiegare al grosso pubblico. Stesso discorso per Greenpeace… se vogliamo con qualche quarto di nobiltà in più per gli obiettivi ambientalisti che promuove.

E anche se il fine può giustificare il mezzo è difficile credere che quel tanto di ipocrisia che si mette in queste cose possa realizzare risultati apprezzabili nel merito.

Più spesso si tratta di galleggiare e preservare la propria esistenza di associazione come è il caso di Altroconsumo, alla cui buona fede non credo per motivi lunghi da spiegare… A partire dalla struttura anomala dell'associazione che più che iscritti ha abbonati al suo gionale.

Nel 2000 Altroconsumo, che fa parte del Consiglio nazionale consumatori e utenti, fu coinvolta da altre associazioni consumeristiche in una diatriba sulla erogazione di un contributo di 500mila euro, previsto dalla legge, per sovvenzionare le attività pubblicistica delle associazioni.

Altroconsumo se ne accaparrava quasi due terzi proprio perché la sua attività si estrinseca essenzialmente nella pubblicazione della sua rivista… è per quel motivo che l'ho ricevuta per ben due anni oltre la disdetta… la mia copia era ampiamente pagata dai contributi statali erogati proporzionalmente alla tiratura della pubblicazione. Insomma non ne ho alcuna stima.

Altrocunsumo fa parte di uno strano cartello di iniziative editoriali che coinvolgono l'associazione di consumatori belga Test-Achat. Le entrate degli abbonamenti alla rivista confluiscono in Altroconsumo Edizioni srl i cui soci sono al 30% Altroconsumo e per il 70% Conseur SA, società lussemburghese partecipata da una fondazione internazionale, la ICI, che raggruppa associazioni consumeristiche portoghesi la Deco, spagnola la Ocu e Altrocunsumo. Nel 2002 le riviste hanno fruttato oltre 20 milioni di euro.

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Ciao a tutti volevo dire un mio modesto parere sulla questione dei drm di apple.

é da molto tempo che si parla dei drm di apple e non sono nella maniera più assoluta d'accordo sull'accanimento verso apple per le seguenti ragioni:

1.Gli mp3 sono formati digitali inventati da Apple

2.itunes è un programma di apple gratuito ed accessibile anche ai meno evoluti pc

3.itunes music store è un negozio virtuale inventato appartenente ad apple con prezzi più concorrenziali di altri siti o marchi di distribuzione

4.I prodotti su itunes proteggono i diritti di autore di qualsiasi genere dove in altre situazioni sono violati e trascurati

Per questi 4 motivi bisognerebbe tutelare i diritti creativi di apple con questo desidero dire che invece di preoccuparsi di fare favoritismi alle solite major di distribuzione musicale e video in europa con la scusa di tutelare gli interessi dei consumatori bisognerebbe tutelare apple per il lavori svolti a migliorare la qualità della musica,la distribuzione di musica,di aver migliorato il rapporto azienda consumatore e di aver dato fiducia ad un mondo web pieno di truffe quindi di aver realmente tutelato il consumatore.Per tali ragioni quindi per il diritto di autore in primis ossia per dare merito a molte menti che lavorano per apple e per far conoscere il lavoro straordinario di una delle poche aziende serie al mondo un minimo di copyright è a dir poco leggittimo per non scoraggiare tante persone che lavorano, inventano e creano qualcosa di buono in un mondo che di novità a ben poco da dire e da far vedere.

Inoltre perchè l'europa non condanna le major discografiche che sono loro la causa del fenomeno di monopolio?La domanda è ovvia quanto la risposta! :)

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1.Gli mp3 sono formati digitali inventati da Apple

EEHHH!?!

Questa proprio la devi togliere prima che ti lincino... ;)

A parte questa castronata, Apple è un'azienda e di certo ci guadagna dal modello di DRM che usa... che poi siano DRM accettabili, sono d'accordo... idem sul troppo accanimento contro Apple per motivi puramente di visibilità e per avere un facile bersaglio.

Cheers

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1.Gli mp3 sono formati digitali inventati da Apple

2.itunes è un programma di apple gratuito ed accessibile anche ai meno evoluti pc

3.itunes music store è un negozio virtuale inventato appartenente ad apple con prezzi più concorrenziali di altri siti o marchi di distribuzione

4.I prodotti su itunes proteggono i diritti di autore di qualsiasi genere dove in altre situazioni sono violati e trascurati

il formato mp3 è una invenzione europea e uno standard iso; apple non può vantare nessun diritto su di esso (fra l'altro non lo usa nemmeno nel suo music store)

itunes su mac è tutta una altra cosa rispetto alla versione pc: sul pc windows di un mio amico (un amd dual core comprato a gennaio con scheda video da 256 mb di memoria e 2 gb di ram) i video si visualizzano scattosi, coverflow ti satura la ram molto in fretta e l'encoding di cd o video è lentissimo; tutte queste cose non succedono sul mio ibook g4 800 mhz

zune vende canzoni allo stesso prezzo; i 0,99 € a brano sono diventati il prezzo di riferimento.

il discorso dei diritti d'autore potrebbe essere riferito a quei famosi siti russi di cui ho sentito parlare ma che sono proprio delle mosche bianche che ballano il valzer: se le case discografiche vedono venire meno la tutela del diritto d'autore, quando possibile: fanno chiudere tutto; bruciano baracca e burattini; tagliano mani e piedi del burattinaio e lo sbattono in galera 6-7 anni nel girone dei trans non operati; cavano gli occhi agli spettatore in platea.

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Ragazzi, la sostanza è (secondo me questa): molti paesi europei non vedono di buon occhio il sistema iTMS+iPod e vorrebbero che la musica venduta tramite iTMS non fosse necessariamente legata a un particolare lettore MP3 oppure a un particolare player (iTunes). Quindi dice: o vendete musica non protetta o aprite in qualche modo il vostro formato protetto alle terze parti (non solo un utente Zen potrebbe così acquistare la musica sull'iTMS e sentiral sul proprio lettore MP3, ma anche chi non gradisce iTunes potrebbe usare un player alternativo).

Arriva Jobs e dice sostanzialmente: la musica non protetta non la possiamo vendere perchè le major EUROPEE s'incazzano (e poi elenca buone motivazioni per cui non dovrebbero incazzarsi). La protezione non la diamo ad altri perché non vogliamo ... in sostanza o convincete voi le major a vendere musica non protetta o noi continuiamo a fare quello che stiamo facendo.

'nzomma ... s'è lavato le mani. E dal suo punto di vista ha fatto benissimo.

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Arriva Jobs e dice sostanzialmente: la musica non protetta non la possiamo vendere perchè le major EUROPEE s'incazzano (e poi elenca buone motivazioni per cui non dovrebbero incazzarsi). La protezione non la diamo ad altri perché non vogliamo ... in sostanza o convincete voi le major a vendere musica non protetta o noi continuiamo a fare quello che stiamo facendo.

'nzomma ... s'è lavato le mani. E dal suo punto di vista ha fatto benissimo.

Che altro poteva fare? Se iPod è il Player mp3 più venduto al mondo e iTunes lo store di musica online più con più brani acquistati, un motivo ci sarà, no?

Cinque anni fa lui ha scommesso sulla vendita on-line di brani e nessuno ci credeva, tanto più che, come dice lui stesso, le Major chiedevano garanzie. Ora, che il giochino funziona e che si è creato un sistema "quasi" monopolistico, proprio attraverso le regole del libero mercato, tutti gridano al monopolio. Assurdo:mad:

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Che altro poteva fare? Se iPod è il Player mp3 più venduto al mondo e iTunes lo store di musica online più con più brani acquistati, un motivo ci sarà, no?

Cinque anni fa lui ha scommesso sulla vendita on-line di brani e nessuno ci credeva, tanto più che, come dice lui stesso, le Major chiedevano garanzie. Ora, che il giochino funziona e che si è creato un sistema "quasi" monopolistico, proprio attraverso le regole del libero mercato, tutti gridano al monopolio. Assurdo

Guarda che le regole non valgono solo contro chi ci sta antipatico e si dimenticano per chi ci sta simpatico. ;-)

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Credo che vi ricordiate quando è uscito iPod: alzi la mano chi ha detto che spopolerà! Poi ha cominciato ad andare, prima fra gli utenti Mac e poi, con iTunes per Windows, iPod ha cominciato ad andare a ruba (2002). E di iTunes Music Store si è cominciato a parlarne dal 28 aprile 2003 ...

Altri hanno aperto negozi on line, con altri DRM, con altri formati audio, con sistemi di acquisto i più vari e personalizzati, altre ditte hanno creato lettori mangia tutto (ma non i brani di iTMS) ma alla fine della fiera iPod è diventato sinonimo di lettore mp3 ed iTunes Store è diventato sinonimo di negozio di musica (magari un po' meno sinonimo rispetto ad iPod, a dir il vero, però ...).

Coercizioni più o meno dirette verso questa o quella ditta? Al momento non sembra ...

Diciamo che Apple è scesa in campo con iPod quando c'è stata la sentenza contro Napster, almeno cronologicamente. E sappiamo chi ha fatto di tutto per chiudere Napster (Major....?)

Adesso non va più bene. E le solite sorelle vorrebbero guadagnare di più ...

Acquistare senza DRM da iTunes Store mi piacerebbe proprio.

Dimenticavo. Quando uscì iPod Shuffle ebbe un'accoglienza di quelle ... vero? Non si contavano proprio i thread pro o contro l'assenza del display ... Poi si scoprì che tirava le vendite da matti ...

Insomma, se uso mp3 qualsiasi negozio on line potrebbe andar bene (purché compatibile con Macintosh, per esempio...), pure il rip, mix, burn dei CD acquistati e che vorrò acquistare... Posso fare a meno dello Store di Apple ma non posso fare a meno di iTunes per sincronizzare iPod (oddio, è possibile ma sono pigro ... ;) ) E non posso tacere del P2P, che resta il grande motore della condivisione di musica on line ...

Ciao e scusate la prolissicità.

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Ragazzi ciao a tutti desidererei rispondere a osteubriaco.

Il fatto che apple non abbia inventato gli mp3 è vero dato che mi sono informato meglio dopo le vostre risposte ed infatti era un progetto europeo chiamato Eureka ma bisogna dare merito ad Apple di aver sfruttato al meglio gli AAC.A riguardo di questa situazione di monopoli e oligopoli mi fa venire in mente e il piacere citare una vecchia barzelletta:

C'è uno ******* di vacca che cade in mezzo a un campo di pomodori.

Un gran numero di pomodori disposti in riga ripetono le parole del capo pomodoro:''NOI SIAMO POMODORI--NOI SIAMO POMODORI---NOI SIAMO POMODORI.

Lo ******* dopo la caduta rovinosa si alza e si mette in in riga vicino ai pomodori e insieme a loro anche lui grida:NOI SIAMO POMODORI---NOI SIAMO POMODORI---NOI SIAMO POMODORI.Tutto ad un tratto il capo pomodoro lo nota ed esclama:FERMI TUTTI!!!! e con aria minacciosa si avvicina allo ******* di vacca e gli dice:''TU NON SEI UN POMODORO TE NE DEVI ANDARE'' e lo ******* con aria disinvolta gli risponde:''CON TUTTO IL RISPETTO VOI è DA MEZZA ORA CHE FATE GLI ******* E IO PER 2 MINUTI NON POSSO FARE IL POMODORO!''Questo è un modo per ridere un po' e non mi riferisco a nessuno.

Al tuo amico consiglio di comprare un mac per tante ottime ragioni che non sto qui ad elencare altrimenti scriverei un romanzo.

Per quanto riguarda zune se acquisti musica sul sito della concorrente microsoft (non so perchè si pronuncia MAISCROSOFT dato che microsoft vorrebbe intendere sistema operativo micro cioè piccolo o meglio miscoscopico) puoi usare la musica solo su zune e non capisco perchè attaccano solo apple dato che ogni azienda che vende musica on-line ha i sui microsistemi di protezione.Per quanto riguarda il discorso di andare a favore chi ci sta simpatico o meno ma per quanto mi riguarda se avvenisse la liberalizzazione del mercato in modo che tutti i players possano leggere tutti i formati audio in circolazione apple non è nella maniera più assoluta obbligata a mostrare i codici del suo sistema di protezione Drm dato che la liberalizzazione abolirebbe le protezioni e gli AAC di apple saranno disponibili a tutti senza protezione.I russi in questo contesto sono gli ultimi dei problemi.:)

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La barzelletta è carina, l'avevo gia sentita.

Beh, riguardo al comprare un mac non ti preoccupare che è un argomento su cui raramente sorvolo.

Comunque il discorso di abolire la protezione è tutta una cosa teorica visto che apple non potrebbe mai permetterselo senza essere scuoiata viva dai vari studios e case discografiche. L'ipod, per quanto risponda alle mie esigenze e a quelle della maggior parte degli utenti, non è eterno. la musica dell'itms è comunque masterizzabile in formato cd-audio e con questo si supera la dipendenza hardware da ipod.

Penso che il problema con i vari statuti europei si sia presentato solo adesso per via dell'imminente commercializzazione dei video e dei films sullo store; questi penso che non possano essere masterizzati su nessun supporto in nessun formato non protetto e compatibile con HW diverso da ipod e AppleTV

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Coral Consortium scrive a Steve Jobs: "utilizza la nostra tecnologa e rendi il DRM di Apple interoperabile"

Coral Consortium, un consorzio formato da molte aziende titolari di contenuti musicali e video, ha scritto nei giorni scorsi una lettera a Steve Jobs di Apple, invitandolo a scaricare dal proprio sito le specifiche messe a punto pr rendere i DRM interoperabili, senza che i "segreti" alla base di ciascuna misura tecnica di protezione siano svelati.

Ecco il testo integrale della lettera:http://www.dirittodautore.it/page.asp?mode=News&idnews=3892

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