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Ad Armi Pari

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Rodic... mi associo al tuo consiglio di comprare un pezzetto di terra, ma aggiungo di affrettarsi: un domani il sistema Palladium del PC dell'Ufficio del Registro potrebbe accorgersi che siamo utenti Mac e rifiutarsi di completare la transazione Posted Image

OT: A parte gli scherzi, facciamo bene a preoccuparci dei problemi di domani, ma occhio a quelli di oggi: ho ricevuto notizie pessime sui costi delle licenze Microsoft. Venerdi' prossimo dovrei ricevere il loro commerciale per avere chiarimenti, ma se ho interpretato bene i documenti col nuovo sistema non solo aumentano di un buon 50%, ma negano anche la possibilita' di upgrade scontato a chi aveva le vecchie licenze standard.

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Rileggendo il thread:

I governi, quelli veri, sono del tutto incapaci di pensare gli standard da seguire, ed il "mercato", cioè Microsoft, riempie i vuoti.

Guarda Chest che questo non e' vero, o almeno non lo e' del tutto. Se ti scarichi gli allegati del primo bando di e-government in Italia ( http://www.pianoegov.it ) e ti leggi gli allegati, vedrai che e' stato fatto un buon lavoro sull'indicazione delle linee guida. Certo, non e' compito dello Stato definire le specifiche tecniche per "Palladium". Io, da addetto ai lavori, sono stato favorevolmente colpito. Sinceramente, non me lo aspettavo.

Comincia a maturare la coscienza del ruolo della Pubblica Amministrazione nella "vita informatica" del paese.

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in effetti credo che chest abbia centrato il punto più di altri, con palladium ms intel e amd si metterebbero al riparo da ogni concorrenza e influenza del mercato, con la benedizione delle case cinematografiche e musicali e dei numerosi e rumorosi squadroni di benpensanti che vedono ogni utente internet come un pericoloso criminale.... e in effetti l' unica alternativa sensata al momento resta il ppc, spero che la nuova amiga porti su queste sponde una buna percentuale dei suoi vecchi utenti, e soprattutto il movimento gnu linux dovrebbe espandersi in questa area (cosa che produrrebbe un bel vantaggio anche agli utenti mac, sia perchè con più pezzi venduti i prezzi calerebbero e ila frequenza aumenterebbe, sia perchè si formerebbero molti sviluppatori bravi nell' ottimizzare codice ppc), nella speranza di formare una massa critica tale da limitare il potere di palladium....

sulla politica conterei poco, purtroppo le leggi sono spesso in ritardo e si basano o sulla consuetudine o sugli interessi economici...

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Sephiroth>

<FONT COLOR="ff0000">con palladium ms intel e amd si metterebbero al riparo da ogni concorrenza e influenza del mercato, con la benedizione delle case cinematografiche e musicali e dei numerosi e rumorosi squadroni di benpensanti che vedono ogni utente internet come un pericoloso criminale....</FONT>

Verissimo. Infatti su questo do perfettamente ragione a Chest ( e di conseguenza anche a te).

Il punto del mio discorso era: questo è ciò che M$ vorrebbe fare. Ma: ci riuscirà?

<FONT COLOR="ff0000">l'unica alternativa sensata al momento resta il ppc, spero che la nuova amiga porti su queste sponde una buona percentuale dei suoi vecchi utenti, e soprattutto il movimento gnu linux dovrebbe espandersi in questa area (cosa che produrrebbe un bel vantaggio anche agli utenti mac, sia perchè con più pezzi venduti i prezzi calerebbero e ila frequenza aumenterebbe, sia perchè si formerebbero molti sviluppatori bravi nell' ottimizzare codice ppc), nella speranza di formare una massa critica tale da limitare il potere di palladium....</FONT>

Esattamente ciò che ho pensato ieri, e che poi ho soprasseduto dallo scrivere.

Ossia, ripeto: effetti inintenzionali dell'azione umana.

Vale a dire: M$ spera, con la sua mossa, di debellare una volta per tutte qualunque altra concorrenza (tra l'altro, tutta questa faccenda mi sa veramente un po' tanto di mossa dettata dal nervosismo che si comincia a provare nel constatare che la galassia Linux va organizzandosi e facendosi furba) con la scusa dell'11 settembre, del terrorismo, della sicurezza e quant'altro.

Ma tutta la faccenda potrebbe innescare effetti non (o poco) previsti, del tipo di quelli che indichi tu: col risultato di mandare l'intero piano a gambe all'aria o - molto più probabilmente - di limitarne di molto la portata rispetto alle previsioni gatesiane.

<FONT COLOR="ff0000">sulla politica conterei poco, purtroppo le leggi sono spesso in ritardo e si basano o sulla consuetudine o sugli interessi economici...</FONT>

Sì... però secondo me il cittadino-consumatore non deve prendere questo (presunto) stato di cose come alibi per non fare nulla, standosene lì quiescente ad aspettare che glie lo infilino de retro.

Le leggi sono spesso in ritardo? E allora si faccia pressione pressione e ancora pressione affinchè il legislatore cambi passo e adegui la propria velocità a quella della realtà.

Perché poi, comunque (e qui, proprio, do ragione al pessimismo chestiano), anche confidare nelle virtù autoorganizzative del mercato o dei processi di rete va bene fino a un certo punto.

La prova di quanto tale fiducia sia non-proprio-del-tutto-ben-riposta sta nel comportamento di IBM: che, da una parte gioca sul tavolo Linux e comincia a far circolare la voce (e a lanciare allusive campagne pubblicitarie a proposito di ciò) che nei prossimi suoi modelli l'opzione Linux sarà già in partenza a disposizione dell'utente; e dall'altra parte gioca su questo tavolo truccato.

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Quelle strane clausole delle licenze Microsoft

Limitazioni alla libertˆ di espressione, obbligo di concedere l'accesso ai propri computer, violazioni della privacy: nelle nuove licenze Microsoft c' un po' di tutto. Alcune domande su cui ogni utente Microsoft dovrˆ riflettere.

Avete mai letto le licenze dei prodotti Microsoft che usate? No? Non temete, non siete certo i soli: sono capolavori di burocratese estremo che  difficile digerire. Peccato, per˜, perchŽ leggendole scoprireste di aver accettato delle condizioni davvero sorprendenti.

Per esempio, nella licenza di Internet Explorer (per la versione 6 e per il Service Pack 2 della versione 5.5) e in molti altri aggiornamenti di Windows c'Â questa clausola molto insolita:

L'utente non potrˆ divulgare a terzi l'esito di alcuna prova comparativa (Benchmarking) eseguita sul componente .NET Framework incluso nei Componenti del Sistema Operativo senza il consenso scritto di Microsoft.

Traduzione: se installate Microsoft Internet Explorer e alcuni aggiornamenti di Windows, dovete rinunciare ad esprimere la vostra opinione a proposito di un prodotto Microsoft. Solo i recensori benedetti da Microsoft possono pubblicare confronti. Che fine faccia l'obiettivitˆ delle prove comparative in queste condizioni  un dubbio che sorge spontaneo.

E' un dubbio rafforzato dal fatto che questa non  l'unica clausola-bavaglio presente nelle licenze Microsoft. Come raccontato da InfoWorld, una delle licenze presenti in Microsoft FrontPage 2002 dice testualmente che non potete usare il programma in relazione a un sito che critichi Microsoft, MSN, MSNBC, Expedia o i loro prodotti o servizi ("You may not use the Software in connection with any site that disparages Microsoft, MSN, MSNBC, Expedia, or their products or servicesÓ).

Se il contratto di vendita della Fiat Multipla vietasse di parlar male delle linee della sua carrozzeria, ci sarebbe un coro di indignazione. Se andando da McDonald's si fosse obbligati a mugolare di piacere come Meg Ryan in Harry ti presento Sally a prescindere dalla qualitˆ del panino, si griderebbe al sopruso della multinazionale. Se un governo avesse forme di censura del genere nei confronti delle opinioni degli oppositori, sarebbe considerato totalitario. Ma nel caso delle licenze software, l'utente tace e acconsente con disinvoltura.

Strani compagni di letto

Le licenze dei Service Pack 1 e 3 di Windows 2000 (due importanti aggiornamenti di questo sistema operativo) contengono altri passaggi molto controversi. Per esempio, impongono all'utente di accettare che Microsoft installi automaticamente gli aggiornamenti futuri, anche se l'utente non li vuole, e che l'azienda di Redmond entri nel suo computer per vedere quali programmi Microsoft vi sono installati. S“, avete letto bene.

La dicitura esatta, tratta dal recentissimo Service Pack 3, Â infatti questa: ÒYou acknowledge and agree that Microsoft may automatically check the version of the OS Product and/or its components that you are utilizing and may provide upgrades or fixes to the OS Product that will be automatically downloaded to your computer".

Nella versione italiana: ÒL'utente prende atto e acconsente al fatto che Microsoft possa verificare automaticamente la versione del Prodotto del Sistema Operativo e/o dei suoi componenti in uso da parte dell'utente e possa provvedere ad aggiornamenti o correzioni al Prodotto che verranno scaricati automaticamente nel computer dell'utenteÓ.

La parola magica  quell'ÓautomaticamenteÓ. Gli aggiornamenti ai sistemi operativi esistono da sempre e non sono certo un'esclusiva Microsoft. Quello che distingue le nuove licenze Microsoft  che l'installazione degli aggiornamenti non  pi volontaria ma obbligatoria, e viene effettuata senza preavviso. Automaticamente, appunto. Se volete usare legalmente questi prodotti Microsoft, dovete accettare questa condizione.

E' come se firmando il contratto Enel foste costretti a dare ai suoi addetti le chiavi di casa vostra, affinchŽ possano entrarvi per cambiare l'impianto elettrico quando vogliono, magari di notte o mentre siete a letto con il vostro partner.

Le implicazioni in termini di sicurezza informatica individuale e soprattutto aziendale sono enormi. Sostanzialmente, siete obbligati ad accettare che Microsoft diventi amministratore di sistema dei vostri computer e dovete consentirle in ogni momento di scavalcare tutti i vostri sistemi di difesa contro le intrusioni.

Il bello  che secondo la licenza dovete concedere questi pieni poteri non soltanto a Microsoft, ma anche ai suoi "agenti designati", chiunque essi siano (Òyou explicitly authorize Microsoft or its designated agent to access and utilize the necessary information for updating purposesÓ; nella licenza italiana, ÒL'accesso a tali funzionalitˆ [quelle di aggiornamento] comporta l'autorizzazione esplicita a Microsoft o al suo agente designato ad accedere e a utilizzare le informazioni necessarie per le funzionalitˆ di aggiornamentoÓ). Viene da chiedersi quanta gente bazzicherˆ dentro i tanti computer che usano Windows 2000.

Dal punto di vista tecnico, rendere automatici e obbligatori gli aggiornamenti del sistema operativo non ha senso e anzi espone gli utenti a un maggior rischio di intrusione: se Microsoft ha un modo per entrare nel vostro PC come e quando le pare, quanto tempo passerˆ prima che qualche malintenzionato lo scopra e lo sfrutti?

E' molto pi prudente il metodo tradizionale che consiste nell'avvisare gli utenti e lasciare che siano loro, quando lo ritengono opportuno, ad andare a scaricarsi gli aggiornamenti che ritengono necessari. Lasciare una backdoor sempre aperta  contro i pi elementari principi della sicurezza informatica. Difficile pensare che nessuno in casa Microsoft se ne sia reso conto. Viene allora da chiedersi perchŽ la societˆ di Redmond ha adottato lo stesso questa tecnica.

Senza paracadute

C' poi la non trascurabile questione delle responsabilitˆ. Se Microsoft o un suo Òagente designatoÓ introduce per errore un virus nei vostri PC aziendali, come  successo recentemente in Corea, che succede? Fate causa a Microsoft? Pensateci due volte, perchŽ avete sottoscritto un accordo di licenza che dice che Òil rischio derivante dall'utilizzo o dalle prestazioni dei componenti del sistema operativo e dei servizi di supporto  interamente a carico dell'utenteÓ.

Giusto per ribadire il concetto, la licenza dice anche che Òin nessun caso Microsoft o i suoi fornitori saranno responsabili per danni [...] (compresi, in via esemplificativa, danni per: mancato guadagno, perdita di informazioni confidenziali o di altro tipo, interruzione dell'attivitˆ, danni fisici, perdita di privacy, omissione di rispetto di obblighi - incluso quello di comportarsi in buona fede o con ragionevole diligenza [...] anche qualora Microsoft o i suoi fornitori fossero stati avvisati della possibilitˆ del verificarsi di tali danniÓ.

In altre parole, se il software Microsoft non funziona, arrangiatevi: Microsoft se ne lava le mani, e pretende di farlo anche se viola obblighi come quello di Òcomportarsi in buona fede o con ragionevole diligenzaÓ e persino qualora Microsoft sia stata preavvisata del difetto.

Nella sciagurata ipotesi in cui decideste nonostante tutto di chiedere un risarcimento, un'ulteriore clausola della licenza specifica che Microsoft risarcirˆ al massimo Òil maggior importo tra quello pagato dall'utente per i componenti del sistema operativo e la somma di cinque dollari (US$ 5)Ó.

Va detto che questo tipo di clausole riguardanti la responsabilitˆ  abbastanza diffuso nel software commerciale: non  un malcostume esclusivo di Microsoft. Tuttavia il fatto che Òcos“ fan tuttiÓ non tranquillizza affatto il povero utente finale, la cui sopravvivenza lavorativa dipende da questo software. Immaginate di applicare queste clausole a un'automobile. Come vi sentireste se un concessionario vi chiedesse di firmarle?

Diritti digitali, ma di chi?

L'aggiornamento automatico e forzato ha senso soltanto se Microsoft vuole andare a braccetto dei discografici e di Hollywood e assicurarsi che il vostro computer sia in grado di riprodurre soltanto materiale multimediale autorizzato e protetto (il cosiddetto ÒSecure ContentÓ).

Infatti la licenza di un recente aggiornamento-correzione (patch) di Windows Media Player dichiara che se lo installate, autorizzate Microsoft a scaricare automaticamente -- ecco di nuovo la parola magica -- sul vostro computer degli Òaggiornamenti riguardanti la sicurezzaÓ.

La sicurezza di chi? Non certo la vostra: la licenza infatti vi avvisa che questi aggiornamenti Òpossono bloccare la copia e/o la riproduzione dei Contenuti Protetti e bloccare l'utilizzo di altro software sul vostro computerÓ (Òmay disable your ability to copy and/or play Secure Content and use other software on your computerÓ).

Pertanto, se installate questo aggiornamento e un qualunque altro programma del vostro computer cessa di funzionare, non potete lamentarvi: eravate stati avvisati. Infatti la ÒsicurezzaÓ di cui si parla qui  quella dei magnati dei media, non la vostra. La licenza dice chiaramente che gli scaricamenti avvengono proprio Òallo scopo di proteggere l'integritˆ dei contenuti e del software protetto dalla gestione dei diritti digitaliÓ.

In sintesi, se nel corso di questa nobile impresa  necessario sacrificare l'integritˆ dei vostri dati, del vostro software e del vostro lavoro, pazienza:  un dettaglio del tutto trascurabile.

La domanda fondamentale

Non ci vuole un principe del foro per rendersi conto che praticamente tutte queste clausole sono in aperto contrasto con le leggi vigenti, e qualsiasi clausola che contrasti con le leggi  nulla. Bill Gates non me ne voglia, ma le libertˆ di opinione, di espressione e di critica sono governate dall'articolo 21 della Costituzione italiana, non dalle licenze Microsoft.

Di conseguenza, queste condizioni di licenza verrebbero fatte a pezzi anche nel pi scalcinato dei tribunali. E' difficile credere che Microsoft non lo sappia (tant' vero che la licenza dice che Òle suddette limitazioni, esclusioni e dichiarazioni di non responsabilitˆ sono applicabili nella misura massima consentita dalla legge in vigoreÓ). Ma allora perchŽ ci sono?

Questa  una domanda alla quale soltanto Microsoft pu˜ dare una risposta (che Apogeonline ospiterˆ volentieri). Pu˜ darsi che queste clausole siano soltanto il delirio di un avvocato megalomane che vuole coprire le spalle del suo ricco cliente, ma in mancanza di chiarimenti producono soltanto danni alla reputazione di Microsoft.

Cos“ come stanno adesso, infatti, le clausole citate qui hanno soltanto un effetto intimidatorio e ingannevole, inducendo l'utente a credere che abbiano davvero valore legale. Se Microsoft spera di diventare, come dicono i suoi slogan, un fornitore di Òtrustworthy computingÓ (Òinformatica degna di fiduciaÓ), intimidazione e inganno non sono certo buone basi di partenza.

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Non  farina del mio sacco, ma  interessante sapere certe cose (poi si sposava perfettamente col il titolo del thread)

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La posizione sulle clausole vessatorie è abbastanza chiara, anche se finora è stata poco applicata in ambito informatico.

Resta il fatto che alcune di tali clausole, come il non meglio definito accesso al computer, appaiono ben più che vessatorie.

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La cosa più ridicola è che se quelle clausole fossero applicabili, diverrebbe più conveniente piratare il software. Meglio rischiare una causa per pirateria che rinunciare alla protezione della legge contro le intrusioni informatiche... non vi pare?

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Palladium secondo alcuni sarebbe già morto prima di nascere: i crack non tarderebbero ad arrivare, magari addirittura dei server che a pagamento o gratuitamente permetterebbero l'aggiramento con dns fasulli alle chiavi che i programmi richiedono, nuovi produttori di chip farebbero i salti di gioia: dopo che a qualcuno cominciano ad arrivare le guardie di finanza a casa per un programma installato senza licenza (perchè sarebbe questo quello che accadrebbe...e non parliamo solo di imprese o professsionisti, ma anche al ragazzetto che lo fa come bravata o ci prova...) voglio vedere quanti compraranno un chip intel...sapendo che ti spiano dentro al computer in ogni momento...dimentichiamo che il 90% dei siti internet non gira su piattaforma microsoft? ma siamo sicuri che non si taglierebbero fuori dal mercato da soli? il mercato si gira in fretta...

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Vincenzo> vedi di mettere a posto il problema delle lettere accentate, a parte dare fastidio dà l'idea che l'utente autore del post (tu) sia un fesso che non è in grado di "lasciare il computer funzionare", in quanto di default post-install va tutto.

Ottimo il contenuto invece del tuo post, sono davvero tutte vere? Se sì c'è da aver paura.

Nonnino>già per gli studenti è meglio piratare il software: tempo fa, dopo l'ultima revisione della legge a riguardo, un politico di sinistra (fra quelli che avevano modificato la legge) che porta gli occhiali ed ha la faccia da orso, non mi ricordo il nome, disse che "nessuno dirà niente ad uno studente che copia del software per uso personale". Lo disse al telegiornale. Ovvio che non ha valore legale, però...

Joshuetto> palladium sarebbe l'ascesa del mac e del linux, vuoi mettere? magari uscirsse davvero!

Ci sarebbe (che bello :-) la divisione in elite del pc e non: chi sa sfruttare palladium per sbirciare dagli altri e chi ... si fa sbirciare.

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dˆ l'idea che l'utente autore del post (tu-Io) sia un fesso-> magari fesso  eccessivo, per˜ uno che fa il taglia e incolla s“! poi, nel mio piccolo devo ancora capire:

1) come si fanno i post a colori,

2) " " " con le foto

3) come si fa il simbolo degli euro nel post...

cmq la fonte era: http://www.apogeonline.com/webzine/2002/09/03/01/200209030101 (ed ha anche gli accenti giusti Posted Image )

a presto vincenzo

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