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Ad Armi Pari

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In linea di massima sarei d'accordo. Ma c'è più di un ma.

Credo che la firma digitale sia vista come un "plus", e in tale ottica non comprometterebbe la concorrenza in quanto i diritti basilari dell'utente sono pur sempre consentiti anche per altre vie tradizionali.

Per esempio, nessuno si è mai lamentato che le visure camerali si fanno solo da windows. Nemmeno che quasi nessuna banca consenta operazioni online a chi ha un macintosh.

D'altronde, chi paga lo sviluppo del software relativo?

Ci pensi Apple, se è importante, a farsi valere e a fornire gli strumenti necessari; se importante non è, invece, si lascino perdere petizioni e referendum e ci pensi un privato con le capacità necessarie.

Personalmente, sia come cittadino che come amministratore di una srl che poi la camera di commercio finisce per pagarla, non ritengo affatto opportuno che si investano risorse, in parte per giunta pubbliche, per tutelare gli utenti di una piattaforma elitaria (chiamiamoci ancora così, anche se è nostalgico, ormai sta diventando solo sparuta) che comunque possono disporre di emulatori.

E poi per cosa lo fanno il software? Per OS 9 che è a fine corsa o per OS X che non c'è ancora?

Non voletemene, ma ritengo che stavolta non si tratti di concorrenza sleale, ma di realpolitik.

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Dai Franco ! Capisco la realpolitik, ma siamo sicuri che non dipenda anche dal fatto che molte amministrazioni pubbliche hanno contratti di esclusiva per le piattaforme su cui gira solo il sistema operativo di M$ ?

E comunque non e' un problema di difficolta' di implementazione di codice visto che la maggior parte delle banche che consentono trading via browser lo consentono anche su Mac; basta che si usi Internet Explorer. Inoltre, concettualmente, gli algoritmi di firma digitale si basano sulla stessa nozione di chiave pubblica con cui viene "assicurato" il collegamento tramite protocolli come SSL

(le virgolette sono dovute al fatto che la sicurezza di questi protocolli e' solo congetturale, da un punto di vista matematico; ma questo e' un altro discorso).

Esistono poi programmi free (tipo PGP) che potrebbero essere utilizzati come "base" per un lavoro di questo genere.

Ultima cosa: la firma digitale potra' essere vista come "plus" oggi.

Ma in prospettiva (<3 anni) non lo e` assolutamente. Sara' sempre piu' utile non solo in campo bancario, ma anche come autenticazione di documenti (ad esempio: i commercialisti possono spedire da due anni le dichiarazioni via rete usando protocolli a chiave pubblica).

Inoltre la pubblica amministrazione italiana si e` dotata di regole necessarie allo sviluppo e all'integrazione di questi sistemi nella burocrazia pubblica.

Il punto e': per chiedere un certificato di residenza utilizzando la mia prossima carta d'identita` (che avra' un chip inserito e conterra' la mia chiave privata) via internet saro` costretto ad usare sistemi windows ?

Piu' queste tecnologie entrano a far parte della vita di tutti i giorni, piu` e` necessario che siano accessibili da chiunque. In piccolo, anche questa e` una forma di democrazia.

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Alessandro> "Ultima cosa: la firma digitale potra' essere vista come "plus" oggi. Ma in prospettiva (<3 anni) non lo e` assolutamente."

Assolutamente d'accordo, ma temo che gli anni saranno più di tre.

Sul resto, che vuoi farci... "basta che si usi Internet Explorer", vuol dire che il monopolio rientra dalla finestra.

Sulla carta d'identità con il chip, hai ragione ma è futuribile, vedremo se ci sarà ancora il Mac quando arriverà Posted Image

Ragazzi, può piacere o non piacere ma in certe cose esistono gli standard di fatto, e non aderirvi, o superarli, è una scelta che ha pro e contro. Tutto qui.

Personalmente trovo molto più grave che esca un cd-rom non fruibile da Mac allegato a una rivista (questo sì che va a ledere il lettore), piuttosto che un dispositivo di firma elettronica, che verrà fruito pressoché totalmente da professionisti (in cui il Mac è ai minimi storici, e fra i commercialisti credo allo 0,0%) e da aziende, che anche se hanno Mac hanno sicuramente reparti interamente Win specie nel settore amministrativo che è poi quello più interessato.

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>Ragazzi, può piacere o non piacere ma in certe cose esistono gli standard di fatto, e non aderirvi, o superarli, è una scelta che ha pro e contro. Tutto qui.

Certo. Ma il problema e' quando gli standard de facto (e non de iure!) vengono adottati da amministrazioni pubbliche... che, proprio perche' tali, dovrebbero consentire a tutti eguali possibilita`.

Soprattutto se il non farlo lede il diritto di qualcuno di usufruire di un servizio.

>Sul resto, che vuoi farci... "basta che si usi Internet Explorer", vuol dire che il monopolio rientra dalla finestra.

Era mia intenzione essere (tristemente) ironico. Cosa che non mi e' riuscita. Concordo con te, ovviamente.

E, mi dispiace, ma sulla firma elettronica sono di idee diverse dalle tue. Non verra' utilizzata solo dai professionisti (che gia' la usano) ma sara' tra non molto per tutti.

Tra i commercialisti: mac =0.0 %, ma win non e' che abbia un gran successo... i programmi per gli studi dal medio in su girano su UniX... (non LinuX, proprio il caro vecchio obsoleto UniX)

Comunque non voglio far polemiche e la chiudo qui.

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Ma coszì facendo non si da la possibilità di aprire il mercato anche a possibili utenti mac, anche nel campo dei commercialisti.

Effetivamente si ha un percentuale prossima allo zero, ma anche l'ventula epossibilità negata della firma digitale su mac é non motiov per fare una contabilità mac.

Così come le PagineGialle su cdrom solo per win, oppure il software per la dichiarazione dei redditi, oppure il software per gli accatastamenti...tutti motivi negativi che bacano ancorà di più le ali... ;(

Mickey

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Le amministrazioni o Enti pubblici non possono e non devono obbligare i cittadini ad utilizzare una certa piattaforma hardware.

Io che sono commercialista, (ma siamo sicuri che la percentuale sia dello 0,00%?, visto che personalmente ne conosco diversi nella mia zona?)che lavoro con grande soddisfazione in ambiente MAC dal 1989, che ho a disposizione programmi di amministrazione aziendale, di dichiarazione dei redditi perfettamente funzionanti e anche superiori da un punto di vista di facilità di utilizzo e di funzioni, molto spesso anche superiori a programmi standard in ambiente Windoze, ho assistito prima al tentativo da parte del Ministero delle Finanze di appiopparci programmi fiscali fruibili solo in ambiente Windoze, tentativo che è andato a vuoto visto che è possibile ora inviare dichiarazioni fiscali senza alcun problema, utilizzare programmi ministeriali ecc in ambiente MAC, ora devo assistere e non far nulla di fronte al tentativo di monopolizzare tutto il mondo professionale e anche delle imprese?

No, come diceva un Presidente della Repubblica, io non ci sto!

Per questo motivo è partita il 5 novembre scorso la denuncia all'Autorità garante ed ora parte la messa in mora all'Ente pubblico INFOCAMERE.

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La piattaforma è software, non hardware, e credo che faccia qualche differenza: puoi benissimo aprire Windows anche su un Macintosh.

Comunque è questione di opinioni: a me questo episodio non sembra proprio così grave, va in mano a un'utenza in cui la quota di chi dispone solo di apple è a livelli da prefisso telefonico (internazionale).

Se si vuol farne una questione di principio, è un altro paio di maniche.

E' molto più serio piuttosto l'altro esempio che fa Mickey, quelle del cd-rom conle Pagine Gialle e Bianche, che va in mano anche a utenti singoli ed è letteralmente un servizio già pagato da chi acquista l'elenco telefonico assieme al contratto.

Circa la percentuale dei commercialisti, avevo celiato sullo 0,0% un po' come facevano i pubblicitari con gli amplificatori hi-fi sui dati della distorsione: sembra zero e invece può coincidere anche con 0,09, ma spiegatemi la differenza in termini di significatività.

Mi fa piacere che Giuseppe usi Mac: sinceramente, sei il primo in assoluto in tanti anni, e sì che ne ho conosciuti.

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Certo che si può aprire Windows con Virtual PC su MAC.

Ma giustamente è una questione di principio. Un Ente pubblico deve permettere l'utilizzo su più piattaforme e non obbligare a questo o a quel sistema operativo.

Vedi l'esempio del Ministero delle Finanze che è stato imparziale con Win e Mac. Quindi basta un pò di buona volontà e competenze professionali.

Quanto al numero è vero non ci sono molti commercialisti in Italia che usano MAC, ma se esiste da vari anni la Ulisse srl di Milano che produce tutti i software per le dichiarazioni fiscali, non credo che li farà per 50 persone soltanto.

Comunque con INFOCAMERE ho aperto il contenzioso:

1. Denuncia il 5 novembre 2001 all'Autorità garante della concorrenza

2. Messa in mora ad INFOCAMERE in data 27 novembre 2001

Il secondo aspetto è anch'esso importante tuttavia qui si entra nel settore privato e una società privata può scegliere quale sistema operativo adottare.

Comunque si si cominciasse a mandare lettere di protesta (vedi Panorama, Corriere della Sera ecc.) qualcosa, penso si otterrebbe.

Intanto godetevi questo indirizzo

http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,89652,00.html

Argomento: windows XP

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Il 9 dicembre 2001 entra in vigore l'obbligo dell'invio telematico dei bilanci e delle pratiche al Registro delle Imprese presso le Camere di Commercioper tutte le società, sia di capitali sia di persone.

Ma per fare questo devi dotarti di una struttura adeguata e rispondente ai requisiti di software Windows in quanto non è consentito l'utilizzo di altri sistemi operativi.

Pertanto per questi motivi il 9 dicembre 2001 deve essere considerato un giorno di lutto per la libera concorrenza e tutti coloro che la ritengono importante dovrebbero apporre sui propri siti un logo tipo quello che ho inserito nel mio sito all'indirizzo

http://www.studiopolli.it/home_base.html

che se vi piace potete tranquillamente scaricare e utilizzare.

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Purtroppo con Virtual PC non si risolve un bel niente.

Il software (Fedra, Dike, ecc) gira senza problemi su VP. Il problema sorge con l'hardware, i lettori di Smart Card infatti sono solo RS232 e la versione USB arriverà tra qualche secolo, forse quando avranno vuotato i magazzini da tutte le schifezze ormai obsolete di cui sono ricoperti.

Ironia della sorte in ambiente PC utilizzano il drive della stampante "Apple Laser Writer" per generare il PostScrip da trasformare in PDF prima di autenticare il tutto via Smart Card.

L'unica arma a nostra disposizione è farci sentire via:

- mail all'indirizzo "[email protected]"

- telefono ai numeri 06/44285555 Customer Care InfoCamere

numero verde 840/505040 dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00

ed il sabato dalle 8.00 alle 14.00.

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Sono molto stupito di vedere che a nessuno frega niente del fatto che la versione per MacOS X di office non verrà tradotta in Italiano!!

Spero sia dovuto al fatto che per ora solo determinate fasce di utenti (sviluppatori, web designers, power users) stanno usando MacOs X come sistem di default e non necessitano delle schifezze di Microsoft.

Io personalmente utilizzo con soddisfazione il mac in ambiente office e gestionale. In azienda abbiamo n. 15 licenze di office :mac 2001, ma utilizziamo ancora per comodità la versione 98.

Ho letto da qualche parte sulla rete che in Italia ci sono 7000 licenze registrate di Office 98. Certo non è una cifra paragonabile alla versione Win, ma comunque sufficente per smuovere la casa di Redmond.

Utenti "Registrati" di Office uniamoci nella protesta, facciamo sentire la nostra voce tempestando di mail la sede italiana di Microsoft!!

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Guest

?no frega niente del fatto che la versione per MacOS X di office non verrà tradotta in Italiano!! }

Credo che tutti vogliano il software in italiano, qualunque esso sia...

il problema e che MS non ci vuole dare Office in italiano proprio per quelle 7000 licenze (davvero pochine... 7000 x 1.200.000 = 8.400.000 Lire, se il costo di localizzazione, impacchettamento, pubblicità ecc.. è pari o maggiore a questa cifra purtroppo MS ha il diritto di non tradurcelo, purtroppo...).

Speriamo in futuro

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