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Ad Armi Pari

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Si presume che il software Open costi di meno a livello di licenza di quello prodotto dalla ditta XXX.

Se devo dotare gli uffici di un comune con 40 postazioni di Office per windows e 40 di star office o open office quanto spendo?

Se devo dotare gli stessi uffici di Windows XP professional o Linux Red Hat quanto spendo?

Con il costo attuale delle licenze pensi che il costo del software sia ininfluente rispetto alla formazione?

Perche' dovrebbero aumentare i costi se smetto di utilizzare Windows?

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>Si presume che il software Open costi di meno a livello di licenza di quello prodotto dalla ditta XXX.

...

>Si presume che il software Open costi di meno a livello di licenza di quello prodotto dalla ditta XXX.

--- non e' affatto detto.

Capiamoci, io dipingo lo scenario *peggiore* possibile per l'OS.

Ma e' un calcolo che deve essere fatto pure quello.

Poniamo che serva un sw come MSProject (e' un esempio, non lo conosco granche').

Project e' closed, regolarmente in commercio, si integra bene con MSOffice e con centinaia di applicazioni di terze parti anche esse in commercio. Con la licenza hai diritto al supporto (e la PA con *centinaia* di licenze a maggior ragione).

Mi pare che nel mondo OS non esista nulla di paragonabile (l'unico che ho visto, per il poco che ne capisco, e' un applicativo di pianificazione che sta a Project come Kontour sta ad Illustrator, per capirci...)

Allora: mettiamo mano al sw OS, lo modifichiamo fino ad adattarlo alle nostre esigenze (costo x), ri-formiamo il personale (costo y), stipuliamo un contratto di assistenza (costo z).

Usando Project avevamo il solo costo degli aggiornamenti. Il sorgente potevo comunque vederlo tramite Shared Code ocomecazzosichiama (per quel che mi interessa in un programma simile).

In piu', Project e' sviluppato dalla stessa azienda che sviluppa Office, e tutti piu' o meno i pacchetti in commercio mantengono e assicurano la compatibilita' e l'interoperabilita'.

Con una soluzione fatta ad hoc per noi, che si appoggia magari ad OpenOffice e' tutto molto piu' complesso e comporta potenzialmente maggiori adattamenti e manutenzione.

Magari la prossima versione di OpenOffice o del pacchetto Open che usiamo per fare le freccette sul progetto, per qualche motivo non funzionano bene col tuo applicativo... ed ecco altri costi per ri-allineare i programmi...

Guarda che il mio non e' uno scenario fanta-informatico, e' la volgarizzazione dello studio che e' pubblicato sul pdf indicato nei messaggi sopra.

E, come ripeto, io sono *favorevole* all'OS!

Pero' l'accettazione acritica, senza indagare sui possibili problemi, e' fanatismo, e non porta alcun beneficio.

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secondo me stiamo sbagliando.

Vi faccio solo un sempio: io qui a lavoro ho tutti picci con winNT; se vollessi installarci win2000, e configurarlo, spenderei 500 euro a computer.

Facendo conto che ho 12 computer, mi vengono fuori 6.000 euro, per implementare un sistema operativo, su una rete con server winNT.

Solo per implementare, senza contare le licenze di office.

Dunque io decido di comperare Mandrake 8.2 con licenza, il che mi da' la possibilita' di avere la benedetta assistenza.

Arrivo in ufficio con il mio benedetto MK 8.2.

Faccio una telefonata hai miei amici del Lug di Vicenza e Padova (visto che l' ufficio e' a cavallo...) gli spiego il mio problema, e conoscendoli in meno di 24 ore, ho tutta le rete dell' ufficio in piedi e pronta per funzionare.

Prendo uno di questi linuxuser, gli dico di farci una specie di assistenza in caso di problemi; lui accetta.

Alla fine ho raggiunto: ho fatto perdere dei soldi alla Microzzoz (cosa che basterebbe..) ho fatto pubblicita' a Linux; ho un so che non mi da tutti i problemi di windows; stabilita' mostruosa, per le applicazioni di OpenOffice; ho fatto contento il Lug di Vicenza, che si e' fatto pubblicita' e che sara' sempre disponibile.

A livello di soldi, ho speso mooolto meno di quello che avrei speso in verita'.

Poi, vorrei sfatare alcuni miti fasulli riguardo linux:

Ho installato Linux Mandrake 8.2 su un ibook300 con 192 mb di ram.

Io non sono un esperto, ma comunque mi sono fatto da solo l' installazione e la configurazione, che e' veramente a prova di idiota.

Per il normale uso da ufficio (Abiword, Gnumeric, OpenOffice, Kmail...) la semplicita' e' sorprendente.

Tutto e' molto facile.

Ovviamente se voglio farci un uso da esperto, tutto cambia.

Ieri sera sono andato in un centro giovanile, c'erano dei computer con linux...che dovevano essere usati per navigare in internet (tipo internet point, ma piu' sul comunista underground..); e' arriva una ragazza svedese che era la prima volta che usava linux; ha aperto Galeon si e' collegata hai vari siti, e ha fatto tutto quello che doveva.

Per quanto riguarda la PA, secondo me la scelta e' giusta; per quanto riguarda l' assistenza, ci sono migliaia di giovani brufolosi utenti linux, che sarebbero strafelici di dare una mano a qualche comune, ecc, per portare avanti i propri ideali.

Anche a gratis.

In piu' se la PA faesse un semplice contrattino di assistenza magari con la RedHat, potrebbero avere a costo molto superfluo, e avrebbero tutta l' assistenza che vogliono.

Ragazzi, il futuro volenti o nolenti, sara' opensource e free.

Tutti ne trarranno beneficio.

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Marco, credo stavolta tu sia decisamente fuori strada. Le incertezze di un senatore a digiuno di informatica non dovrebbero farti velo, cosa che invece ti stanno facendo.

Il punto di arrivo è OVVIAMENTE una distribuzione ITALIANA Linux per la PA italiana, in cui tutti i passaggi siano perfettamente controllati e noti.

Perchè Linux e non Windows?

Primo per ragioni geopolitiche, in quanto a noi NON CONVIENE da un punto di vista economico affidarsi a Microsoft.

Secondo perchè gestendo la distribuzione dell'OS gestisci effettivamente il codice sorgente centralmente, cosa parecchio diversa dal poterlo andare a leggere. Io poi vorrei proprio vederli questi codici "sorgenti di windows", per controllare che ci sia davvero tutto e che non sia la solita pippa-open tipo Darwin.

Infine per una questione di costi strategici. Fino ad oggi la PA ha vissuto, come tutti, di pirateria, inutile nasconderlo. Persino la Guardia di Finanza non ha le licenze di Office e di Windows... (questo è il paese dove fotti finchè non vieni fottuto, ricordalo sempre). Le nuove tecniche antipirateria stanno facendo lievitare i profitti di Ziobill (non a caso l'unico nel mondo ad avere aumentato i profitti in questo trimestre, per le ragioni che ho illustrato nella mia teoria del "Buco nero al centro del mercato IT" che ho esposto in qua e là sul forum) e conseguentemente i COSTI dei clienti di Ziobill. E' *ineluttabile* che questo accada anche ai furbastri dei nostri impiegati. Dunque credi ancora al risparmio nel lavorare con Ziobill?

Ti dirò di più: la PA dovrebbe *garantire*, tramite il Ministro per l'Industria, degli standard minimi che QUALUNQUE software deve supportare per essere ritenuto idoneo al cosiddetto "e-government".

Quando in un futuro sempre più prossimo vorremo collegarsi ai siti della PA per le nostre privatissime pratiche burocratiche, io voglio avere a che fare con programmi ITALIANI e CERTIFICATI. Me frego di Explorer. Ci mancherebbe altro che il braccio di ferro su cose così importanti e strategiche lo vincesse lui.

Certo, se alla fine della fiera ad occuparsi di tutto ciò è un verde romantico che segue la vicenda in modo molto New Age, allora c'è da preoccuparsi per il rischio di soluzioni velleitarie (un classico italiano negli interventi di ogni ordine e grado, peraltro).

Se ne dovrebbe occupare il Ministro dell'Industria in persona, altrochè.

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La PA è una realtà mastodontica e per questo DEVE avere solide regole e principi di base (ovviamente giusti) che la sorreggono; lasciare tutto al buon senso è utopia...

Stabilire che l'adozione del sw "aperto" è da preferire a quello prorietario (tranne nei casi dove ciò sia palesemente sconveniente o addirttura impossibile!!!) è a mio avviso (per le ragioni che ho già esposto) una scelta corretta e lungimirante dal punto di vista STRATEGICO.

Ragioni "etiche" MA ANCHE ECONOMICHE (che IMHO ci sono tutte...) vengono dopo o addirittura a prescindere.

Vorrei, prima di continuare la discussione, che si facesse chiarezza almeno su questo, altrimenti facciamo il solito "calderone" dal quale non ne esce nulla...

Prima di affrontare discorsi "monetari" siamo tutti d'accordo sulla evidente convenienza "startegica" nel preferire sw open, oppure qualcuno (magari con tanta ragione da vendere...) pensa il contrario???

Teniamo anche conto che ciò potrebbe promuovere la creazione e lo sviluppo di sw-houses e agenzie di servizi informatici ITALIANE (sperando però che una volta avviate imparino a camminare da sole, senza contare sempre e cmq sull'aiuto dell'azienda Italia; i casi fiat e olivetti già bastano...).

Vi sembra poco???

Cisco

P.S.

Marco, gli eventuali costi che hai chiamato "x" (adatamento) "y" (formazione) e "z" (assistenza) si pagano anche con i sw proprietari.

Se è vero, come dici, che con MSproject si risparmiano soldi, tempo e fatica in modo "palese ed inconfutabile" allora (sempre secondo il disegno di legge in questione) sarà facile per la PA poterlo adottare. Non vedo il problema.

Piuttosto io cercherei di guardare la questione nel suo insieme...

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Secondo me quando si parla si sw specifici, e' giusto poter avere una scelta...magari usando Winzzoz, ma per il 90% dei lavori della PA, esistono i corrispettivi sw open, che tante volte, funzionano pure meglio.

Come ripeto, per il lavoro d' ufficio (word, excel, powerpoint, lotus notes, internet, e menate varie...) ci sono i corrispettivi sw per linux (openoffice, ghostwiev, lotus notes (dovrebbe esserci..) Galeon ).

Quindi se e' possibile, perche non converrebbe?

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Effettivamente, credo anch'io che l'atteggiamento giusto sia quello indicato da Settimio.

Ossia: d'accordo, il sen. Cortiana non sa una mazza di IT.

Ma non è tenuto ad essere un Niklaus Wirth o un Alan Turing per porsi (e porre all'attenzione del parlamento) un certo problema, che mi pare poi essere davvero quello tratteggiato da Chest, e per provare anche a trovargli una soluzione normativa.

Dunque il punto è: chi invece se ne intende, perché esperto (a livelli più o meno elevati) o tecnico o professionista dell'IT, ritiene che il problema esista oppure no?

E se il problema effettivamente esistesse, cosa si riterrebbe di dovere/potere fare per migliorare la proposta di Cortiana?

Chiunque, qui nel forum, rientri in una delle suddette tre categorie dovrebbe provare seriamente a porsi il quesito Posted Image

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>io qui a lavoro ho tutti picci con winNT; se vollessi installarci win2000, e configurarlo, spenderei 500 euro

>...

> Mandrake 8.2 con licenza, il che mi da' la possibilita' di avere la benedetta assistenza

--- Linux Mandrake 9.0 ProSuite costa 200 euro.

Questo e' il supporto offerto: "inclusi 5 incidenti via telefono validi per 60 giorni e 90 giorni di supporto web tramite MandrakeExpert.com"

>Faccio una telefonata hai miei amici del Lug di Vicenza e Padova (visto che l' ufficio e' a cavallo...) gli spiego il mio problema, e conoscendoli in meno di 24 ore, ho tutta le rete dell' ufficio in piedi e pronta per funzionare

...

>Prendo uno di questi linuxuser, gli dico di farci una specie di assistenza in caso di problemi; lui accetta

Questo c'entra ben poco con il sw open, ma secondo me e' indicativo della superficialita' con cui stiamo affrontando il problema.

Perdonami, ma vogliamo il sorgente e scegliamo linux per la sua affidabilita' e sicurezza, ma poi mettiamo tutto in mano all'amico smanettone?

Il tuo amico in quante ore mi garantisce non l'intervento, ma la *soluzione*?

Posso chiederti che esperienza, anche da utente, hai di progettazione, installazione, manutenzione di sistemi IT in ambienti lavorativi?

IBM, sui suoi OS400, macchine con OS rigorosamente closed, usate per la gestione delle piccole, medie e grandi imprese, ha dei contratti di manutenzione che garantiscono il 99,9 e rotti % di uptime e l'intervento, sia sw che hw in tempi ristrettissimi.

E' con queste realta' che devi confrontarti, il resto e' informatica da spaghetti.

Vai a chiedere un contratto di assistenza e manutenzione per linux e per altri sistemi, e, per favore, non metterci solo MS, ma anche glialtri unix proprietari e i mini IBM.

Vediamo chi ti garantisce cosa e a che costi. Poi ne parliamo.

Se la mettiamo al livello di "c'e' il mio vicino che e' capace di installare mandrake e farebbe supporto gratis al comune", e' inutile continuare a discutere.

>stabilita' mostruosa, per le applicazioni di OpenOffice

>...

>Ho installato Linux Mandrake 8.2 su un ibook300 con 192 mb di ram.

Io non sono un esperto, ma comunque mi sono fatto da solo l' installazione e la configurazione, che e' veramente a prova di idiota.

Per il normale uso da ufficio (Abiword, Gnumeric, OpenOffice, Kmail...) la semplicita' e' sorprendente.

--- ma tu open office l'hai mai usato?

Seriamente, intendo. Ti sembra *davvero* un prodotto valido?

Me ne faccio assai della stabilita' del kernel di linux se poi mi crasha X o openoffice.

E ancora: parlavi di reti e siamo gia' passati ai desktop.

'Sto benedetto Open Source deve *per forza* passare per *tutti gli usi*?

Per favore, leggi (anzi, leggete) quel benedtto pdf che e' stato citato in precedenza!

E poi, perche' se linux + openoffice + gimp + kontour + xpdf ecc. sono cosi' validi e facili siamo tutti qui su un forum di mac?

Perche' non usate tutti un pc con linux (costo *decisamente* inferiore ad un mac)?

>In piu' se la PA faesse un semplice contrattino di assistenza magari con la RedHat, potrebbero avere a costo molto superfluo, e avrebbero tutta l' assistenza che vogliono.

--- ma non penserai davvero che redhat sia in grado di dare assistenza alla PA italiana intera, vero!?

Hai idea di quanti dipendenti ha redhat italia?

> Ragazzi, il futuro volenti o nolenti, sara' opensource e free

--- sull'OS non ho dubbi. Mi piacerebbe toglierti qualche illusione sul free. Perche' pensi che IBM stia spingendo linux? Non ti sfiora il dubbio che vogliano guadagnarci?

>Perchè Linux e non Windows?

Primo per ragioni geopolitiche, in quanto a noi NON CONVIENE da un punto di vista economico affidarsi a Microsoft

>...

>Infine per una questione di costi strategici. Fino ad oggi la PA ha vissuto, come tutti, di pirateria, inutile nas

----- su questi argomenti ho poco da ribattere, se non appunto rimandarti alla analisi pubblicata nel famoso pdf.

Non sempre open source *adesso* e' piu' conveniente e/o piu' performante.

Nei casi in cui lo e', ben venga!

>Dunque credi ancora al risparmio nel lavorare con Ziobill?

---- uff... sempre e solo MS... se parliamo di PA, ci sara' certamente un mucchio di sw verticale closed per il quale ms non c'entra nulla.

Mi sembra che stiamo facendo di questa questione una guerra santa a ms, piuttosto che una analisi costi/benefici.

>io voglio avere a che fare con programmi ITALIANI e CERTIFICATI

--- sui certificati sono il primo ad essere d'accordo.

Sugli italiani... bhe... allora anche tutte le auto della PA devono essere tali, e tutti i pezzi del motore, e i telefoni cellulari in dotaziane ai manager ecc.

Se c'e' una alternativa altrettanto valida ed economica italiana, favoriamola certamente, ma se non esiste, prendiamo quello che il mercato offre.

Le economie autarchche hanno dimostrato di non funzionare granche' bene.

>Certo, se alla fine della fiera ad occuparsi di tutto ciò è un verde romantico che segue la vicenda in modo molto New Age

...

Se ne dovrebbe occupare il Ministro dell'Industria in persona

--- perfettamente d'accordo

>una scelta corretta e lungimirante dal punto di vista STRATEGICO.

...

>Ragioni "etiche" MA ANCHE ECONOMICHE (che IMHO ci sono tutte...) vengono dopo o addirittura a prescindere.

--- allora stiamo spostando il punto del discorso. Se ne fai una questione strategica in primo luogo non ho nulla da obiettare.

Io mettevo in primo luogo la questione economica e della efficienza, mentre la strategica la vedevo subentrare solo in alcuni particolari contesti.

Tieni pero' presente che open source non e' l'unica maniera per vedere il codice: basta specificare, nella gara d'appalto per un certo sw, che la PA vuole poter verificare il codice.

Molte aziende lo fanno con i programmi di gestione.

Open source e la gpl sono una cosa molto diversa dalla semplice possibilita' di vedere il codice.

>ciò potrebbe promuovere la creazione e lo sviluppo di sw-houses e agenzie di servizi informatici ITALIANE

--- bella intenzione, ma io non ci credo piu' allo sviluppo creato con l'assistenza dello stato.

E' possibilissimo che io sbagli, ma visto cosa e' successo in questo paese dei soldi amministrati dallo stato, preferisco vedere soluzioni che competono sul mercato.

Ma ancora: ne fai una questione politica, non economica e di efficienza, e non ho nulla da obiettare se non il mio personale punto di vista.

>Marco, gli eventuali costi che hai chiamato "x" (adatamento) "y" (formazione) e "z" (assistenza) si pagano anche con i sw proprietari

--- no.

1- l'adattamento non serve: scelgo sul mercato soluzioni standard, capaci di interoperare di default.

E' proprio questa una delle forze di uno standard di mercato: tutti sviluppano pacchetti pensando ad esso.

2- la formazione per i dipendenti assunti la hai gia' fatta, mentre quelli che devi assumere e' piu' facile trovarli "skillati" con soluzioni standard

3- l'assistenza e' generalmente e almeno in parte, compresa nel costo della licenza

>ma per il 90% dei lavori della PA, esistono i corrispettivi sw open, che tante volte, funzionano pure meglio

--- stai parlando di desktop!!

Diamine, la realta' informatica della PA (come di qualsiasi azienda a partire dalle medio-piccole) e' ben lungi dall'esaurirsi nel desktop!

Trova un server groupware open source. Trova un ERP open source. Trova un semplice gestionale open source (forse qualcosa iniza adesso a muoversi).

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Allora ragazzi dico anch'io la mia visto che lavoro nella PA. Bhe ben venga il software libero ma ci sono alcuni problemi che ho vissuto sulla mia pelle. Tutte le PA si appoggiano su delle software_house, che distribuisco i software necessari per mandare avanti tutta la burocrazia che deve gestire....nel mio caso un comune. Allora nel veneto le software_house (che sono tutte Microsoft certificate) che gestiscono la maggior parte dei comuni sono la Computer Center, l'Halley e Delisa (credo). Io ho avuto a che fare con la prima direttamente. Tutte queste ditte stanno proponendo ai rispettivi clienti (comuni, asl, provincie...) tanto per iniziare di abbandonare i servere unix, NT per passare a server IBM (serie x-series) con installato linux red hat.

Anche il mio comune per esempio ha appena ordinato la macchina di cui sopra.

Tutti i software di queste ditte necessitano di avere nei computer client installato Office in quanto per esempio per le determine e delibere un'impiegato riempie alcune schermate e successivamente richiama con appositi comandi word, che "formatta" le indicazioni fornite dall'utente, producendo pronto per la stampa il documento.

Con questo voglio dire, che ad un comune (nel mio caso) poco importa che ci sia software libero da usare se dopo le software house impongono il pacchetto office per i loro applicativi.

Preciso inoltre che word in un comune non viene solo usato per scrivere una lettera (lo può fare benissimo StarOffice), ma nella stragrande maggioranza dei casi viene usato dagli applicativi che le varie software_house forniscono.

Allora viene da dire....cambia software_house...certo ma non è così facile, dipendenti che da dieci anni usano un software di una ditta non è facile imporgli di cambiare radicalmente dalla sera alla mattina.

Secondo me sono le Regioni che si devono muovere con dei propri pacchetti applicativi e contattare queste ditte ma questo è un altro discorso.

Nelle varie telefonate che ho avuto con la Computer Center, non c'è stato verso di far adottare il pacchetto StarOffice per i motivi più assurdi secondo me.

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Scusa Marco, stai sempre più dicendo cose che non mi corrispondono.

Chi l'ha detto che tutto il sw proprietario va bene così com'è mentre quello open va "adattato".

Da quando la costosa licenza di windows (XP "boxed" sta sui 400€...) comprende assistenza telefonica e on-line o più semplicemente qualsiasi tipo di assistenza???

Io il discorso non l'ho mai spostato; ho sempre parlato dell'opportunità da parte della PA di preferire sw open a quello proprietario, non è colpa mia se tu (ed altri) leggete ciò solo in chiave "monetaria".

Forse poi nn hai capito l'ultima parte del mio intervento...

Da che mondo e mondo lo sviluppo è creato dalle politiche economiche (ben fatte) e non dal mercato lasciato a se stesso.

Io non parlo di assistenza statale, parlo di uno stato che attraverso le sue scelte è in grado di creare domanda e quindi mercato e quindi impresa e quindi occupazione ecc. ecc.

E' diverso.

Cisco

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<FONT COLOR="0000ff">marco---IBM, sui suoi OS400, macchine con OS rigorosamente closed, usate per la gestione delle piccole, medie e grandi imprese, ha dei contratti di manutenzione che garantiscono il 99,9 e rotti % di uptime e l'intervento, sia sw che hw in tempi ristrettissimi </FONT>

pazzesco! adesso chiamo l' IBM e mi faccio dare indietro gli 800 euro che la mia ditta gli ha dato per 8 ore di lavoro sull'as400. grazie per l' info. (volendo posso girarti l' ultima fattura...e se vuoi faccio due conti sui soldi che ho speso per l' as400 senza il costo originale...)

<FONT COLOR="0000ff">marco---Linux Mandrake 9.0 ProSuite costa 200 euro.

Questo e' il supporto offerto: "inclusi 5 incidenti via telefono validi per 60 giorni e 90 giorni di supporto web tramite MandrakeExpert.com" </FONT>

su quanti computer la puoi installare??

Per il supporto, direi che per la PA la mandrake potrebbe avere profitti a fare supporto a vita....te che dici??

Stiamo parlando di Mandrake per utenti normali, non per uno stato....

Poi scusa quanto costa WinXp Pro? che assistenza ha?

<FONT COLOR="0000ff">marco---Posso chiederti che esperienza, anche da utente, hai di progettazione, installazione, manutenzione di sistemi IT in ambienti lavorativi? </FONT>

non molta, ma comunque per certe cose bastano gli occhi e il portafoglio.

<FONT COLOR="0000ff">marco---ma non penserai davvero che redhat sia in grado di dare assistenza alla PA italiana intera, vero!?

Hai idea di quanti dipendenti ha redhat italia? </FONT>

non lo so...ma penso che possano di sicuro fare meglio della Microsoft italia.....

guarda che le cose si evolvono. Microsoft, era una cantina...Apple, era un garage....si chiama evoluzione.

Red Hat italina saranno in 7, e se ne avessero la possibilita' sarebbero felici di essere in 1.000.

sbaglio?

comunque ti ricordo che volendo possono prendere Mandrake, Red Hat, Suse....quindi il personale Mandrake + Red Hat + Suse...aumenterebbe no?

dico io e'.....

alla fine chi cavolo se ne frega! diamo pure i soldi ad una multinazione che fa prodotti di <FONT COLOR="ff0000"></FONT>, che non funziano benissimo come dovrebbero, che costano un' occhio della testa, che chiedono lincenze su lincenze (soldi su soldi), su una ditta che vanta 58 milioni di virus per la sua piattaforma, multinazionale che si crede invincibile, che spazza la concorrenza con metodi illegali, che ruba sw libero per farne sw a pagamento, che non ha creativita' solo l'arte del copio-incollo, capitanata da un <FONT COLOR="ff0000"></FONT>, schiavista, che meta' mondo odia, e che ha fatto i soldi rubando e copiando, gente che vuole governare il mondo, gente che non si accontenta dei Pc, ma si butta sui giochi, i telefoni, che inventano palladium.....

basta mi sono stancato.

mi sono dimenticato qualcos' altro??

visto che le mie competenze non sono all' altezza, guardero' la conversazione di gente piu' acuta di me.

mi limitero' a guardare e a faer una testa cosi a mia mamma.

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ultima cosa stupida:

ho ordinato un mouse dell' ibm a IBM italia, per un computer che ci hanno venduto, un Thinkpad da 8 milioni.

La mia ditta e' una multinazionale, quindi abbiamo un contratto di preferenza con l' ibm: ho ordinato il moues con il computer, mi e' arrivato il coputer dopo 1 mese, e i mouse dopo 3 mesi.

(quanta gente lavora all'ibm??)

un mio amico ha ordinato via internet Mandrake 8.2, e gli e' arrivata a casa dopo 5 gg.

(azzo avranno piu' gente dell' ibm??)

amen

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