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~‹tuto brucia, Bianca. anche in sicilia tutto tutto tutto.

Lo hanno detto Lazzaro Nicola e Margherita [Carnot].

Non mi ricordo se abbiano detto anche di riversare i vhs…

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_a

Chase. Vero, chi se ne accorto?

Finiamo le citazioni col SACD/DSD [preditivo d'errore e con filigrana fisica] e il libero Flac [senza brevetto].

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Fermi tutti! Piromani! ;-D

Non si e' sempre sentito dire che i CD industriali hanno una speranza di vita dell'ordine delle decine di anni? forse anche 100 anni??

Me la sono sognata solo io questa cosa?

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I CD ed i DVD industriali dovrebbero durare fino a 90anni perchè "incisi" con un metodo diverso dalla masterizzazione a caldo.

Se qualcuno sa spiegare la differenza e perchè durano più a lungo, per favore lo Posted Image faccia.

Bella domanda Bianca: anch'io ho una collezione di VHS che risale a molto prima la nascita dei DVD.

La devo ibernare?

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In vece di Olaf:

Registrazione (a gruppi di 2 CD + 1, come si fa con gli HD in certi schemi RAID):

CD1 = 1010100100011101

CD2 = 0011010001111000

CDP = 1001110101100101

Danneggiamento:

CD1 = 1010100100011101

CD2 = ____FOTTUTO_____

CDP = 1001110101100101

Recupero (CD2 = CD1 XOR CDP):

CD1 = 1010100100011101

CDP = 1001110101100101

CD2 = 0011010001111000

Angel: <FONT COLOR="ff0000">Comunque Gould era solo un esempio. In soldoni tu stai dicendo che: se io oggi compro alla Ricordi la versione in CD di Giant Steps di Coltrane o di Kind of Blue di Davis, entro quattro-cinque anni mi conviene farne una copia su un CD-R per non correre il rischio, diciamo fra una decina d'anni, di andare per ascoltare Coltrane o Davis e sentire solo il suono del silenzio. Ho capito bene?</FONT>

Qui si parlava di CD-R. I CD-ROM stampati che acquisti nei negozi non c'entrano niente, ma proprio niente di niente.

Bianca: <FONT COLOR="aa00aa">E la mia raccolta di VHS? Mi state facendo preoccupare.</FONT>

La tua raccolta di VHS si sta disfacendo mentre leggi questo messaggio, esattamente come la mia. Se è roba prodotta da altri, inizia a risparmiare per ricomprare tutto su DVD. Se è roba prodotta da te, passala in digitale quanto prima. Se però sono filmini delle vacanze o cose simili, lascia perdere: chi è che vuol guardare quella roba?

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Camillo: <FONT COLOR="0077aa">I CD-ROM stampati che acquisti nei negozi non c'entrano niente, ma proprio niente di niente.</FONT>

Oh. Ecco finalmente un lampo di luce. Grazie ^^

Era necessario che qualcuno lo dicesse, perché la discussione stava diventando troppo "da addetti ai lavori" >;)

[a Bianca]: <FONT COLOR="0077aa">La tua raccolta di VHS si sta disfacendo mentre leggi questo messaggio, esattamente come la mia.</FONT>

Eh sì. E infatti era stato messo in preventivo. Be': per quanto mi riguarda, quando non si vedrà proprio più niente dirò un bel de profundis, e così sia. E poi magari passerò ai DVD, sempre che mi resti ancora voglia di guardare film.

Marika: <FONT COLOR="ff6000">[...] anch'io ho una collezione di VHS che risale a molto prima la nascita dei DVD.

La devo ibernare?</FONT>

Non è più "romantico" mandare tutto a mente in una disperata full immersion di tot giorni, e poi fare un bel falò? =_=

Chase: <FONT COLOR="ff0000">Meglio del Macintosh c'è il McIntosh</FONT>

Sono assolutamente d'accordo =D

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_.

oh mamma, ancora con 'sta parità. Basta, mandami il tuo cv e non se ne parla più.

Poi, i compact disc audio quanto durano: benché i produttori dicano che un cd scritto duri altre i 90 anni [piuttosto dei 5~10~20] di uno non scritto, i tempi dichiarati si riferiscono a condizioni di conservazione ottimali, praticamente irrealizzabili [tipo l'ibernazione di Marika] ed a riproduzioni tipo.

Quindi, è buona norma conservare i nostri cd secondo quanto tutti abbiamo detto, e riversarne il contenuto prima che passino al massimo 10 anni dal primo utilizzo. Conta anche il numero di letture.

Vorrei dire che la smentita di quanto dico non è si per sè un'attestazione di merito: un conto è leggere informazioni crude su prodotti di qualsiasi tipo, altra cosa è tentare di descrivere una serie di variabili e condizioni che modficano tali indicazioni. Non ci sono teche di audiofile dove i cd audio originali non vengano riversati prima dei tempi che vi ho detto [chiaro che non parlo delle collezioni parrocchiali].

È anche vero che io stesso ho molti cd ancora non riversati e funzionanti. Vale lo stesso per i vhs e per gli stessi libri [la cui carta - se di alcune tipologie - viene garantita intatta non oltre i 100 anni].

j.

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Spiego subito la differenza fra CD registrati e CD stampati in fabbrica. Spero sia comprensibile anche agli inesperti, quindi non saltate il post a pié pari.

I CD argentei (quelli "originali") hanno una superficie con degli incavi, il laser viene sparato e torna indietro riflesso (ovvio). Se c'è lo strato normale, torna indietro la luce (come ci si aspetterebbe). Se c'è il solco, magia delle magie, non torna nulla ("valli" e "picchi" dell'onda luminosa si annullano, detto grezzamente): il solco è profondo esattamente 1/4 di lunghezza d'onda (fra 200 e 300 nanometri).

Nei CD masterizzati (tutti) funziona così: partendo dal basso e salendo, dopo lo strato grosso di plastica trasparente che si vede, c'è uno straterello (pochi atomi di spessore, davvero poco) di, appunto, atomi di un materiale, poi sopra questi c'è una matrice organica, poi lo strato riflettente e poi la parte protettiva (in quelli economici corrisponde anche alla parte scrivibile, in quelli miglioriquest'ultima è dopo ancora) . Quando il laser di scrittura passa, nelle zone che colpisce "spara" letteralmente quei pochissimi atomi nella matrice organica, così che le zone così influenzate diventano opache e non più trasparenti (il raggio di lettura non riesce più a essere riflesso bene e produce l'effetto dei solchi).

Ora, il problema è che il numero di atomi sparato dentro alla matrice organica è altissimo rispetto al numero che questa potrebbe "accettare" (immaginate l'acqua col sale: oltre ad un certo limite non ce ne potete sciogliere, qui è la stessa cosa ma l'acqua è la matrice organica e il sale sono gli atomi). Sta di fatto che loro all'inizio ci rimangono senza problemi, ma sono "instabili", per cui, appena possono, cercano di raggiungere il livello massimo accettabile: si spandono anche nelle zone circostanti, rendendo illeggibile il CD. Questo processo è proporzionale alla temperatura in Kelvin (Kelvin = °C + 273).

Un ulteriore punto a sfavore dei CD-R è che la parte critica è appena sotto la zona scrivibile: assai esposta quindi, i CD stampati invece hanno la parte critica a metà (lo si nota guardandoli lateralmente).

L'unico svantaggio dei CD stampati è che la parte argentea (metallica) si ossida col tempo... :-(((

Nessuno è eterno.

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Sì, Olaf: <U>buona</U>, ma ritengo si potesse fare ancora meglio. Tieni presente che in questo momento ragiono da lettore quadratico medio ;)

<FONT COLOR="ff6000">Nessuno è eterno</FONT>

...come disse Clausius ;D

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