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Raider
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Oggi è in grado di lanciarsi in nuovi mercati (musicale e telefonico) con una propria filosofia, che, immancabilmente, si distingue dai concorrenti..

arrivo tardi nel thread e non posso che sottoscrivere quello che alcuni storici hanno ricordato: apple che tanto aperta in molti casi non lo è stata (mac "originale", imac) e altre volte invece si (apple II, pm9600 ecc).

Concordo anche col fatto che occorrerebbe definire "apertura" (hw, sw?) prima di lanciarsi in elucubrazioni francamente poco difendibili.

Trovo si sia fatto un calderone poco chiaro, in cui si sono mischiati gli slogan commerciali (think different), la qualita' del prodotto e la apertura o meno della piattaforma, tre cose ben distinte l'una dall'altra.

Sono rimasto sbalordito dall'apprendere che qualcuno ricorda con affetto i bei vecchi tempi del primo ipod, come se quello fosse un simbolo della apple di qualita' in confonto alla apple odierna.

Detto questo, mi pare giusto evidenziare la frase di Macteo: "... una propria filosofia".

Ecco, oggi a me sfugge la filosofia di apple. Quale è la mission della azienda, oltre a fare utili stellari?

Ho letto recentemente un articolo di robert cringley, un nome che a coloro che si interessano non superficialmente di computer dovrebbe essere ben noto, che traccia il miglior ritratto del jobs contemporaneo che io abbia avuto modo di vedere.

In un passaggio straordinario, robert, parlando di una sua conversazione con gates all'indomani del ritorno di jobs in apple, scrive che bill gli disse: "non capisco perche' lo abbia fatto. Dovrebbe saperlo che non puo' vincere".

E, riallacciando questa storia con quella del clamoroso taglio del prezzo dell'iphone, robert scrive: "perche' lo ha fatto? perche' puo' farlo. Non è stato un errore, è stato un esercizio di marketing e di gratificazione dell'ego. Nella mente di jobs, questo incidente non ha causato il minimo problema, e questo è un altro motivo per cui lui non è come me e te ... steve fa queste cose perche' puo'. Confermano la sua stretta di ferro su apple e sui clienti di apple. E' una cosa che riguarda molto l'ego e molto poco il business, anche se con steve jobs è difficile differenziare le due cose ... lo steve jobs cacciato nel 1995 era un manager pessimo ... nei 22 anni che sono seguiti a quella umiliazione, jobs ha dedicato tutto se stesso a provare 1- che lui è capace di portare a casa i numeri (e lo ha fatto, apple è la societa' di computer meglio gestita sulla terra), 2-che lui è un uomo di marketing migliore di sculley ... E riguardo a quella citazione di gates del 1999, io penso che steve non lo sappia proprio per nulla di non poter vincere".

Ecco, secondo me è "solo" questa (e per favore, metteteci un milione di virgolette) questa la filosofia di apple oggi. E' lo psicodramma di un uomo intelligente, di successo, fortunato, ma che insegue un fantasma da una vita ed è pronto a qualsiasi cosa per riuscire a catturarlo.

E' il grande romanzo americano, è moby dick al tempo dei silicio e del capitalismo selvaggio, ed è appassionante, ma per favore lasciate perdere il think different,

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Apple II è una architettura che ha attraversato 15 anni (77-92): come tale ha attraversato contesti storici molto differenti. Negli anni di apple II sono successe tante, troppe cose.

- Dal 77 all'83 ha affermato uno standard educational con 8 slot, un DOS, e l'applesoft basic (nella redazione del quale gates ha avuto un ruolo dominante). Ha pure penetrato il mercato consumer 8 bit nonostante la diffusione delle "più che consolle basic" (Commodore, Sinclair, Msx, Atari), ed ha penetrato uffici, studi ed anche i laboratori scientifici.

- Gli anni passano, affianca alla gamma il IIC, inespandibile, chiuso in tutto, non economico, quasi portatile. Nell'83 però Msdos, Lotus e Multiplan apparivano a molti una opportunità più logica ad applework vista la vastità del parco macchine su cui potevano girare. Viene fatto il porting in ms dos di quintali di software CP/M che girava sugli Z80... Nell'83-84 apple forte dei successi e dei cervelli xerox perfeziona Lisa e Mac ma il vantaggio garantito dal know how xerox non è sufficiente per una posizione dominante: la soluzione microsoft - ibm è ormai più che radicata.

- Apple IIGS rappresenta la risposta tardiva ai 16 bit dell'amiga/atari ST: ha spunti interessanti ignoti al mondo mac (4096 colori, 32 voci) ma è nato superato, costoso.

Venderà molto meglio di mac fino al 1988, e venderà con il IIe fino al 1992. Anche qui il nuovo OS si dimostra chiuso al massimo a tutto il mondo ms-dos, blindato anche al mondo mac. La eco del mercato educational e l'amore degli appassionati sosterrà la saga apple II fino al 94, arriverà a portarli pure su internet con una rudimentale navigazione grafica.

In conclusione è vero che apple II aveva slot, manuali tecnici, circuitazione esposta, un basic noto, le più disparate periferiche sviluppate (dalle schede audio alle interfacce satellitari metereologiche) ma è altrettanto vero che col tempo lo stretto connubio hardware apple-dos3.3 (poi prodos) e la ricerca ossessiva di retrocompatibilità non sono state soluzioni vincenti, nonostante sia stata tentata la strada dei cloni.

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arrivo tardi nel thread e non posso che sottoscrivere quello che alcuni storici hanno ricordato: apple che tanto aperta in molti casi non lo è stata (mac "originale", imac) e altre volte invece si (apple II, pm9600 ecc).

Concordo anche col fatto che occorrerebbe definire "apertura" (hw, sw?) prima di lanciarsi in elucubrazioni francamente poco difendibili.

Trovo si sia fatto un calderone poco chiaro, in cui si sono mischiati gli slogan commerciali (think different), la qualita' del prodotto e la apertura o meno della piattaforma, tre cose ben distinte l'una dall'altra.

Sono rimasto sbalordito dall'apprendere che qualcuno ricorda con affetto i bei vecchi tempi del primo ipod, come se quello fosse un simbolo della apple di qualita' in confonto alla apple odierna.

Detto questo, mi pare giusto evidenziare la frase di Macteo: "... una propria filosofia".

Ecco, oggi a me sfugge la filosofia di apple. Quale è la mission della azienda, oltre a fare utili stellari?

Ho letto recentemente un articolo di robert cringley, un nome che a coloro che si interessano non superficialmente di computer dovrebbe essere ben noto, che traccia il miglior ritratto del jobs contemporaneo che io abbia avuto modo di vedere.

In un passaggio straordinario, robert, parlando di una sua conversazione con gates all'indomani del ritorno di jobs in apple, scrive che bill gli disse: "non capisco perche' lo abbia fatto. Dovrebbe saperlo che non puo' vincere".

E, riallacciando questa storia con quella del clamoroso taglio del prezzo dell'iphone, robert scrive: "perche' lo ha fatto? perche' puo' farlo. Non è stato un errore, è stato un esercizio di marketing e di gratificazione dell'ego. Nella mente di jobs, questo incidente non ha causato il minimo problema, e questo è un altro motivo per cui lui non è come me e te ... steve fa queste cose perche' puo'. Confermano la sua stretta di ferro su apple e sui clienti di apple. E' una cosa che riguarda molto l'ego e molto poco il business, anche se con steve jobs è difficile differenziare le due cose ... lo steve jobs cacciato nel 1995 era un manager pessimo ... nei 22 anni che sono seguiti a quella umiliazione, jobs ha dedicato tutto se stesso a provare 1- che lui è capace di portare a casa i numeri (e lo ha fatto, apple è la societa' di computer meglio gestita sulla terra), 2-che lui è un uomo di marketing migliore di sculley ... E riguardo a quella citazione di gates del 1999, io penso che steve non lo sappia proprio per nulla di non poter vincere".

Ecco, secondo me è "solo" questa (e per favore, metteteci un milione di virgolette) questa la filosofia di apple oggi. E' lo psicodramma di un uomo intelligente, di successo, fortunato, ma che insegue un fantasma da una vita ed è pronto a qualsiasi cosa per riuscire a catturarlo.

E' il grande romanzo americano, è moby dick al tempo dei silicio e del capitalismo selvaggio, ed è appassionante, ma per favore lasciate perdere il think different,

Dobbiamo accettare il fatto che senza Jobs il Mac non esisterebbe e non esisterebbe neanche lo slogan "Think different".

Che poi hardware e software siano e vengano sviluppati da suoi collaboratori non toglie certo a questo uomo visionario la soddisfazione di aver guidato - nel bene e nel male - lo sviluppo delle idee che hanno fatto di Apple cio che e'. E del resto bisogna avere una enorme autostima per stare nei suoi pantaloni. E un gran equilibrio per rimanerci.

Le logiche attuali sono pero' logiche che si devono confrontare con un mercato sostanzialmente diverso da quello degli anni 90.

Il disappunto di alcuni di noi in merito ai cambiamenti nella qualita' dei prodotti osservati da allora - non tutti positivi - non puo prescindere da questo.

Per essere cio che e' oggi Apple-Jobs ha fatto le "cose giuste":

- Ha allargato enormemente la base di utenza HW e SW, sposando Intel e aprendo a Win su Mac

- Ha trovato il modo di vendere a 100 milioni di utenti un concetto rivoluzionario (iPod) di fruizione di un bene universale (musica), in maniera estremamente efficace (iTunes)

- Si pone ancora una volta, oggi, all'avanguardia nella creazione di modalita' di interazione/comunicazione uomo-macchina-uomo (iPhone) che sia dal lato estetico che dal lato pratico gia' vengono sposate dalla concorrenza come positive

- Ha dato un ritmo evolutivo impressionante all'azienda, sia in termine di innovazione dei prodotti che di crescita dei profitti, fatto imprescindibile da qualsiasi altra considerazione

Tutto questo e' e continua ad essere "Think different" in un certo senso, ma quello che manca ai vecchi Mac User **non e'** qualcosa che puo essere contenuto in un'equazione dalle dimensioni corporative di Apple in un sistema economico come quello odierno.

L'insoddisfazione per prodotti con maggiori indici di difettosita' relativa (ma di tutte le macchine che ho avuto l'unica parte difettosa e' stata la batteria del PB Alu) , con minore solidita' strutturale (ma ricordo bene come scricchiolava il PB 190 e come e' pazzescamente solido il MBPC2D), le critiche su un certo lento e progressivo snaturasi della purezza dell'interfaccia utente (ma devo dire che faccio fatica ad avere a che fare col 9 installato sul iMac slot loading delle mie figlie), il disappunto per la "chiusura" di iPhone (ma non e' solo una temporanea d oculata strategia di marketing?) sono aspetti veri e fondati, ma non e' che il "vero" concetto di "Think different" oggi lo esprime bene per tutti noi l'auto del ClaZ piuttosto che quella fantastica, stupefacente e un po presuntuosa entita' economica che e' l'Apple attuale?

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Guest nemesi

Secondo me, l'unico modo per risolvere questo problema è quello

di creare due canali di produzione: uno è quello tanto desiderato

dai nostalgici e l'altro quello che serve a fare soldi, soldi soldi soldi.

...cioè, l'attuale.

Uhhm...ottima idea.....così poi un computer "nostalgico" costerà 10.000€. Dopo averne venduti un paio a Montezemolo e Briatore con gli altri che ci facciamo? :)

Have a nice day

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Apple II è una architettura che ha attraversato 15 anni (77-92): come tale ha attraversato contesti storici molto differenti. Negli anni di apple II sono successe tante, troppe cose.

- Dal 77 all'83 ha affermato uno standard educational con 8 slot, un DOS, e l'applesoft basic (nella redazione del quale gates ha avuto un ruolo dominante). Ha pure penetrato il mercato consumer 8 bit nonostante la diffusione delle "più che consolle basic" (Commodore, Sinclair, Msx, Atari), ed ha penetrato uffici, studi ed anche i laboratori scientifici.

- Gli anni passano, affianca alla gamma il IIC, inespandibile, chiuso in tutto, non economico, quasi portatile. Nell'83 però Msdos, Lotus e Multiplan apparivano a molti una opportunità più logica ad applework vista la vastità del parco macchine su cui potevano girare. Viene fatto il porting in ms dos di quintali di software CP/M che girava sugli Z80... Nell'83-84 apple forte dei successi e dei cervelli xerox perfeziona Lisa e Mac ma il vantaggio garantito dal know how xerox non è sufficiente per una posizione dominante: la soluzione microsoft - ibm è ormai più che radicata.

- Apple IIGS rappresenta la risposta tardiva ai 16 bit dell'amiga/atari ST: ha spunti interessanti ignoti al mondo mac (4096 colori, 32 voci) ma è nato superato, costoso.

Venderà molto meglio di mac fino al 1988, e venderà con il IIe fino al 1992. Anche qui il nuovo OS si dimostra chiuso al massimo a tutto il mondo ms-dos, blindato anche al mondo mac. La eco del mercato educational e l'amore degli appassionati sosterrà la saga apple II fino al 94, arriverà a portarli pure su internet con una rudimentale navigazione grafica.

In conclusione è vero che apple II aveva slot, manuali tecnici, circuitazione esposta, un basic noto, le più disparate periferiche sviluppate (dalle schede audio alle interfacce satellitari metereologiche) ma è altrettanto vero che col tempo lo stretto connubio hardware apple-dos3.3 (poi prodos) e la ricerca ossessiva di retrocompatibilità non sono state soluzioni vincenti, nonostante sia stata tentata la strada dei cloni.

Ma guarda che un discorso tale e quale si può fare col Mac (che ha ormai un'età "maggiore" dell'Apple ][)

Nasce superchiuso e senza memoria nel 1984 ... dopo il successo iniziale dovuto al grande impatto della GUI le vendite rallentano drammaticamente (e così vacilla pure la posizione di Jobs), la "soluzione" è il Macintosh Plus del 1986 che introduce la SCSI (ovvero la prima forma d'espansione) e il "Big Mac" ... ovvero il Macintosh II e i suoi slot di espansione ... poi sono arrivati i Quadra e gli LC (ed anche la serie home degli LC era, seppur poco, espandibile) e i PowerMac ... per non parlare dei cloni!! (I cloni dell'Apple ][ non erano "autorizzati" ... quelli del Mac si invece) ... il ritorno alla chiusura s'ebbe con il ritorno di Jobs ... vedi gli iMac, vedi la progressiva eliminazione delle "espansioni" dei notebook ecc. ecc.

Fino a qualche anno fa .. seppur definire "aperto" l'OS classico è una bella forzatura ... però avevi sostanzialmente l'OS della Apple ... un sacco di software di terze parti "famose" ed anche il più diffuso sistema di sviluppo era di terze parti (Codewarrior).

Beh ... certo, ora la Apple se la passa molto meglio, ma è pur vero che c'è una grandissima focalizzazione su alcuni mercati e gli altri son proprio dimenticati (a differenza di quanto avveniva prima ... dove magari non aveva successo, ma l'interesse era "globale").

Vabbé ... scusate la poca lucidità ... ma sto per rituffarmi nel lavoro ..

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Non ho mai visto un ruolo cruciale nelle idee di jobs: nel decennio della sua assenza la linea apple vede prodotti di grande successo commerciale embedded (Plus, SE, SE30, LC (I, II, III, LC475) ma anche prodotti di grande successo scientifico-professionale altamente espandibili (se pure non molto diffusi): II, IIx, IIfx, Quadra 700. Il mac non rappresenta la conseguenza ideale di apple II, almeno fino al mac LC che è in un certo senso il successore ideologico, anche nelle idee di apple, dell'apple IIgs.

La nascita dello slot Nubus e PDS (in alternativa ad isa e pci) è tra le cose più intelligenti che siano state fatte in apple: ha garantito longevità. Acceleratori 030, 040, 601, schede video accelerate da 1152 pixel e 24 bit di colore, controller SCSI a 12 mb/s, audio professionale, schede di rete d'ogni tipo. Tutte periferiche di III parti che apple non sarebbe stata in grado di realizzare sola: le configurazioni nude dei mac II facevano ridere (audio inesistente, 256 colori, memoria irrisoria). Un amiga 1000 vecchio di due anni faceva un figurone a confronto per multimedialità, mentre molti macchisti che avevano venduto anche le mutande per i loro plus, SE, si vergognavano con i loro schermi ad 1 bit: bianco o nero.

Il mac II (di cui ho una vasta collezione) verrà usato proficuamente fino al 1997-98 dal mercato educational usa, quello medico, e quello dell'editoria (forte della laserwriter II e di adobe postscript), quello della grafica, questo grazie alla sua espandibilità sconfinata che ha permesso all'hardware di stare al passo coi tempi... ma anche grazie a microsoft.

Microsoft aveva strappato allo Xerox parc Charles Simonyi e Richard Brodie che avevano inventato e scritto Bravo (il wordprocessor WYSIWYG ancestrale di xerox) e produrrà word per macintosh già nel 1983 (sarà pronto prima della presentazione); nel 1985 è la volta di excel, nel 1987 è la volta di powerpoint. Nel 1989 la famiglia office è sul mac al completo... il resto è storia attuale.

E' finalmente possibile dialogare coi pc. E' la fine di un incubo.

Dai tempi di word 5, Excel 2, Powerpoint 3 (ubiquitari sui mac d'epoca) gli utenti mac sono stati finalmente felici di pensare in maniera "non più tanto differente".

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Ecco, secondo me è "solo" questa (e per favore, metteteci un milione di virgolette) questa la filosofia di apple oggi. E' lo psicodramma di un uomo intelligente, di successo, fortunato, ma che insegue un fantasma da una vita ed è pronto a qualsiasi cosa per riuscire a catturarlo.

E' il grande romanzo americano, è moby dick al tempo dei silicio e del capitalismo selvaggio, ed è appassionante, ma per favore lasciate perdere il think different,

Per caso hai letto l'articolo su Internazionale?

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