Scrivere un libro...


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Guest non possumus

Io sovente scrivo con una stilo su dei blocchetti A6 e quando "stendo" veramente lo faccio con una IBM Selectric II dell'82. La narrativa non so scriverla senza carta perché col computer mi perdo nelle correzioni e credo che il segreto dello scrivere sia più che altro nel riscrivere. D'altra parte la comodità di un computer è una cosa allettante, e assolutamente legittima per chi ha più disciplina di me. Trovo che il Textpad sia un ottimo strumento e quando scrivo un saggio, o un post da qualche parte uso quello (pur essendo capace di usare ben altri programmi perché mi occupo di publishing). Se non senti l'esigenza della sillabazione comunque puoi scegliere qualsiasi programmino. Ho provato anche Xpad che è carino. Sembra un ibridazione del textpad con un mini db. Non salvi e non apri e lui tiene traccia di tutti i tuoi files in una barra laterale, e quando vuoi li esporti ovviamente.

Se vuoi un consiglio concreto comunque, apri un blog privato su blogger e autopostati le cose che scrivi lì. Ti rimane tutto on-line, il che è una sicurezza (ci accedi da ovunque, non te li perdi..) ma puoi anche selezionare l'opzione per archiviare il blog sulla tua e-mail. In pratica ogni volta che archivi il blog te lo mandano anche per mail, tutto quanto. Inoltre puoi aggiungere i commenti come reminders e puoi catalogare i post per etichette (per esempio: "capitolo finito", "da rifare", "fa schifo", "mi piace", le solite cose...).

Auguri.

Quoto, quoto, quoto. Si scrive sulle foglie (pensa all'inglese) e poi si fa come la Sibilla Cumana :) Io conservo una Olivetti portatile di mio padre ed una Olympia di mio nonno ...

Ps: una cosa è lo scrittore, un'altra l'editor. Non è lui che impagina e conforma il libro secondo le edigenze pratiche di stampa ?

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Scusate, ma da quello che ho capito si tratta di SCRIVERE un libro, non di impaginarlo e di poi stamparlo.

Lo scrittore lo scrive e basta un semplice file di testo (txt) con gli accapo al punto giusto, e basta

Poi il file verrà fornito ad un grafico o direttamente ad un tipografico (o una casa editrice) che si occuperà di tutto il resto.

@non possumus: ho letto il tuo PS solo dopo avere scritto questo post :)

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>>Io quoto chi ha detto di utilizzare carta e penna. Poi per scrivere Text Edit è più che sufficiente a mio avviso.<<

no no tornare alla carta e penna no! il computer e' lo specchio dell'anima, infinitamente riscrivibile. Carta e penna e' lo specchio delle costrizioni esterne alla stessa anima

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Non mi metto limiti... ma appena sarà pronto e protetto in qualche modo per via del copyright lo farò leggere a chi ne è interessato.....:P

Tranquillo, è sempre protetto, la legge protegge il diritto di autore dal momento in cui l'opera viene scritta, non pubblicata, proprio scritta.

L'unica precauzione, comunque non necessaria , può essere quella di datarla in qualche modo, basta anche un timbro dell'ufficio postale.

Comunque è già datato il file nel computer.

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Ahem Pietro, tutto meno che tranquillo per la protezione di legge. Quello che dici è verissimo, e tra l'altro il diritto dell'autore e' un diritto inalienabile personale che non si estingue mai.

Ma bisogna provare di essere l'autore e qui le procedure di pubblicazione o simili servono. Infine la protezione del diritto d'autore in italia soffre del male della giustizia italiana costosa e lentissima. In sostanza se qualcuno plagia da un tuo libro, anche se pubblicato con tutti i crismi, l'editore ti consigliera' quasi sempre di lasciar perdere

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Guest non possumus

>>Io quoto chi ha detto di utilizzare carta e penna. Poi per scrivere Text Edit è più che sufficiente a mio avviso.<<

no no tornare alla carta e penna no! il computer e' lo specchio dell'anima, infinitamente riscrivibile. Carta e penna e' lo specchio delle costrizioni esterne alla stessa anima

Le idee sono un flusso irregolare e sincopato, le scrivo dove capita, anche il tovagliolo del bar.

Poi cammino e cammino. E penso.

Ed arrivato a casa uso il computer per riassumerle, strutturarle: farne una cosa sola.

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