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--- beh, questo e' un problema che precede la FAD e che tutto sommato non e' strettamente legato: la selezione e la motivazione intervengono anche in caso di formazione in aula tradizionale.

L'esperienza mi insegna (e mi sta insegnando) che sottovalutare questo aspetto e' uno dei motivi principali di fallimento o di scarso successo delle iniziative formative.

Il primo grosso problema della formazione nella realta' dei piccoli Comuni montani e' quello della partecipazione.

Per vari motivi.

1. Mancano i grossi numeri.

Su Roma e' relativamente facile raccogliere 10-15 persone interessate ad un certo argomento per un semplice discorso di numeri. A quel punto chiunque si trova ad un'ora di distanza dall'aula e bene o male appartiene allo stesso contesto organizzativo e culturale.

Per avere a disposizione lo stesso bacino numerico in montagna bisogna coinvolgere circa 1.500 enti. Considera che in Italia abbiamo in totale circa 4.200 Comuni in montagna e circa 360 Comunita' Montane.

Diventa difficilissimo organizzare incontri in aula con regolarita' e si parte comunque da contesti organizzativi molto differenti. A partire da una banalita' come gli orari di lavoro (fortemente differenziati tra la Bassa Ossola e la Presila Catanzarese).

2. Aggiungiamo che la situazione della connettivita' in montagna e' penosa (fibra ottica questa sconosciuta, ADSL con scarsissima penetrazione, ISDN che e' disponibile solo su parte del territorio, linee analogiche che saltano che e' un piacere al primo temporale serio...). In questo contesto la familiarita' del personale degli enti locali con gli strumenti telematici e' piuttosto scarsa: gia' l'impiego ordinario della posta elettronica come mezzo di lavoro e' cosa che appartiene a non piu' di un terzo degli enti oggi come oggi.

3. Considera che anche per i motivi sopra esposti il meccanismo di comunicazione dei contenuti e dei vantaggi della partecipazione ad un corso e' molto lento, confuso e farraginoso. Aggiungi che, specialmente al nord, ogni giorno sulla scrivania del Sindaco o del Segretario arriveranno una decina di pubblicita' di corsi.

Inoltre, l'adesione ai corsi e' volontaria: partecipa (veramente) chi e' convinto che gli serva a qualcosa.

Ho buttato la' un po' di spunti in maniera disordinata, ma dovresti gia' capire da questo come per me il problema di portare le persone giuste in aula, fisica o virtuale che sia, e' prioritario. Quando mi vengono proposti da societa' private prodotti, piattaforme e soluzioni per l'e-learning, nessuna mi da' risposte a questo quesito ed il contatto muore li': non ho nessun interesse ad attivare la piattaforma formativa piu' bella del mondo, se non so come convincere la gente a partecipare ai corsi.

Per questo non mi basta che tu mi risponda: Quello che si puo' fare e' invece intervenire sugli stimoli durante la formazione,.... Quello e' un passaggio necessario, certo; ma viene dopo.

Cosi' come viene dopo la scelta degli strumenti piu' idonei.

A te la palla, Marco... ti ho lasciato almeno tre o quattro aperture per contestare/integrare il mio discorso... Posted Image

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Non ci penso neppure a contestare: mi pare evidente che hai ragione su tutta la linea.

Pero' ribadisco che non e' un problema legato all'e-learning: avresti gli stessi problemi se volessi portare i partecipanti in un aula a 10 metri di distanza da casa loro...

Questo e' un problema di natura diversa: immagino ti sarebbe utile ottenere una buona "sponsorizzazione" da parte di qualche ministero o regione o provincia: se l'ente di grado superiore spinge il corso, forse il presidene della comunita' e' piu' incline a concedere la frequenza.

Certo che, se come dici, i vantaggi della partecipazione non sono evidenti, e' difficile motivare allo studio...

Se come dici al sindaco arrivano 10 proposte di corsi al giorno, potresti puntare sulla visibilita': al posto della e-mail o del fax che comunicano il corso, potresti usare un sito demo e/o un cdrom, ma certo ci sono costi ben diversi.

Se il corso non e' rivolto esclusivamente al sindaco o al segretario o simili, ma a persone che da questi dipendono, potresti informare direttamente questi ultimi, facendo leva sulla loro volonta' di emergere in futuro...

Considera che non ho alcuna esperienza di sitruazioni come quella che tu mi presenti, quindi sono tutte cose buttate li' e molto campate in aria...

Il problema dei costi e' prioritario: la migliore piattaforma integrata che ho visto e' blackboard. Bellissima, completissima, facile... pero' proprietaria e costosa e in inglese.

Per questo ho proposto due titoli open source: facili, gratuiti e in italiano.

Con uno di questi due puoi permetterti di appoggiarti a una piattaforma che funziona ma che non ti uccide finanziariamente.

Certo, se la connettivita' e' scarsa non c'e piattaforma che tenga, anzi, diventa piu' utile sviluppare un buon cdrom e spedirlo per posta, limitandosi a mettere online gli aggiornamenti e le eventuali errata corrige.

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<font color="ff0000">Pero' ribadisco che non e' un problema legato all'e-learning: avresti gli stessi problemi se volessi portare i partecipanti in un aula a 10 metri di distanza da casa loro... </font>

D'accordissimo, pero' e' un problema che anche l'e-learning deve affrontare. E forse lo deve fare piu' di altri perche', mentre a tutti e' chiaro come funziona un corso in presenza, non lo e' come funziona un corso on-line, quindi c'e' un ulteriore ostacolo alla partecipazione.

In piu', secondo me, questo e' un elemento non trascurabile nella valutazione della "migliore" piattaforma per l'e-learning. Ragionando proprio in termini delle esigenze del target da raggiungere e di obiettivi formativi, il tipo di "messaggio" piu' efficace da far giungere ai potenziali utenti per convincerli a partecipare condiziona fortemente il giudizio. Per spiegarmi meglio: se il messaggio "ti mando un CD e poi ti supporto via mail" arriva e mi permette di attirare partecipanti, mentre "lavoreremo in ambiente Blackboard" mi richiederebbe numerosi contatti con un utente per spiegargli e convincerlo, allora l'opzione 1 per me e' migliore (in quanto piu' efficace) anche se certamente molto meno efficiente della 2.

Per quel che riguarda le due piattaforme: conoscevo SpaghettiLearning (immatura, a mio giudizio), mentre e' stata una interessante scoperta moodles. Sono strumenti che secondo me possono funzionare, ma in ambiti molto delimitati, essendo molto carenti dal punto di vista della comunicazione. Reputo piu' interessante il discorso delle "Comunita'" on-line che avevi accennato prima.

Mi riprometto di tornarci sopra con un po' piu' di calma appena ho un po' di tempo per scrivere.

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>In piu', secondo me, questo e' un elemento non trascurabile nella valutazione della "migliore" piattaforma per l'e-learning.

--- perdonami ma non direi: cosa ne puo' la povera piattaforma sulla selezione dei partecipamti?

Quella e' una attivita' di marketing (promozione del corso) e di psicologia (per la verifica delle motivazioni prima dell'inizio del corso).

>se il messaggio "ti mando un CD e poi ti supporto via mail" arriva e mi permette di attirare partecipanti, mentre "lavoreremo in ambiente Blackboard" mi richiederebbe numerosi contatti con un utente per spiegargli e convincerlo

--- non mi sembra convincente: tutte le piattaforme consentono di riutilizzare i contenuti, e fornire un cdrom di appoggio oltre al corso online e' banale ed e' una cosa da poco.Inoltre con poche righe di testo riesci a spiegare a grandi linee in cosa consite un reale corso in formazione a distanza.

Secondo me e' davvero utile proporre un corso demo online, proprio per chiarire le idee su come si struttura il percorso e quali sono le potenzialita'.

Ripeto: se sei in condizione di scarsa connettivita' e' davvero dura...

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Se vi può essere utile:

Claroline

http://www.formarsi.net/pptclaroline/index.html

http://www.claroline.net/

Poi con Google cercate Antonio Calvani e Mario Rotta: ho avuto modo di conoscerli da vicino (non on-line) e meritano attenzione.

Altro link di informazioni

http://www.formare.erickson.it/

....Aownn!! 'Notte.

P.S. Dimenticavo: http://digilander.libero.it/docenti/

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>on Google cercate Antonio Calvani e Mario Rotta

--- li conocsco: sono le persone che hanno creato il corso di perfezionamento presso la uni di firenze che ho seguito io...

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post lungo

mi occupo di e-learning e me ne sono occupato sia in ambito universitario che commerciale, quindi sono lieto della discussione, introdotta dagli articoli ottimi di marco.

al momento sto curando un progetto di classe virtuale per un'azienda olandese, e mi sono concentrato proprio sulle soluzioni integrate opernsource dal momento che l'obiettivo era contenere i costi.

su http://sourceforge.net potete trovare una serie di risorse davvero ampia, anche se molte sono in alpha o in beta a livello di sviluppo.

comunque sia una soluzione interessante che vi segnalo e' il progetto manhattan (http://manhattan.sourceforge.net/), open source anche se per gli scopi che perseguo (insegnamento a distanza delle lingue straniere) nn aveva tutte le features richieste.

un'altro progetto interessante e' Collaborative Virtual Workspace (CVW - http://cvw.sourceforge.net/), nato come proprietario nell'amministrazione americana e poi rilasciato sotto GPL.

mi pare pero' che sia abbastanza datato come sviluppo, seppur interessante.

in ambito universitario a Torino, ho utilizzato invece COW (http://thecity.sfsu.edu/COW2/) open source della San Francisco state University, che e' in sostanza un software di conferencing systemn puramente testuale, ma che permette alcune dinamche interessanti, ve le illustro.

La cosa che ho notato, sia dal lato di studente, che dal lato docente in un secondo momento, e' che - come si diceva - le motivazioni sono la molla fondamentale dell'e-learning.

senza questo tipo di stimolo alla frequentazione del luogo virtuale, la soluzione in aula (seppur piu' costosa) e' piu' comoda, consueta, meno sbattimenti.

per favorire le motivazioni, cio' che ho sperimentato e' la necessita' di costruire un ambiente sociale stimolante che faccia da cornice all'ambiente di apprendimento.

un ambiente sociale significa fornire, anche nel corso online sulle nuove integrazioni legislative per le comunita' montane (quindi qualcosa di nn particolarmente stimolante), la convinzione di far parte di una comunita'.

cosa che sipuo' raggiungere in vari modi, uno dei principali e piu' semplici e' fornire la *macchina del caffe*, opportunamente gestita.

ovvero fornire alla comunita' uno spazio di socializzazione libero, fuori dai temi del corso, opportunamente monitorato in modo da mantenere l'equilibrio voluto con la parte istituzionale del corso.

preciso che gran parte delle esperienze cui ho partecipato erano essenzialmente testuali sincrone/asincrone e quindi non streaming audio/video.

una soluzione che poi mi fa piacere segnalarvi perche' non open source ma in qualche modo cross-platform attualmente, e' Flash Communication Server.

Da' la possibilita' di fruire, attraverso il player di flash mx, di un ambiente integrato di comunicazione testuale, video e audio streaming, ed esiste sul sito macromedia una versione *developer* free da scaricare e provare.

inoltre l'uso dei componenti in flash mx rende relativamente semplice costruire i propri moduli.

e' un ambiente altamente personalizzabile.

mi rendo conto che il post e' unpo' sconnesso e salta qui e la', comunque era per gettare qualche sasso, possiamo discuterne nel corso del thread Posted Image

se volete altre info (documenti sulle soluzioni che vi ho segnalato, alcuni in inglese purtroppo) contattatemi pure in privato

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>per favorire le motivazioni, cio' che ho sperimentato e' la necessita' di costruire un ambiente sociale stimolante che faccia da cornice all'ambiente di apprendimento.

--- assolutamente vero. I miglioramenti nel rendimento sono misurabili.

Ormai quasi tutti i corsi online offrono una "zona" semilibera, un forum dove gli studenti possono chiacchierare con una moderazione minima. Questo favorisce lo scambio di idee e il senso di comunita'.

Riguardo el piattaforme: nel novero delle open source c'e' Ilias che e' molto completa. Solo che l'installazione e' un pochino fuori dalla portata della media e la complessita' della amministrazione e' decisamente superiore a quelle di cui abbiamo parlato.

Pero' per certi usi e' sicuramente una ottima soluzione.

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Qualche replica al volo (ma perche' si deve lavorare per vivere?Posted Image)

<font color="ff0000">--- perdonami ma non direi: cosa ne puo' la povera piattaforma sulla selezione dei partecipamti?</font>

Puo', puo'. Al volo e senza pretesa di esaustivita' ne' di fare esempi intelligenti: bisogna valutare almeno l'impatto organizzativo e quello psicologico.

Impatto organizzativo: per esempio, una piattaforma che usi servizi ASP e mi costringa ad essere collegato mentre fruisco i servizi formativi, crea un problema organizzativo ad una buona percentuale dei miei possibili utenti (tutti quelli che si collegano in orario di ufficio da sedi che condividono la linea internet e quella telefonica, ad esempio). La piattaforma mi effettua una selezione a monte dei possibili partecipanti.

Impatto psicologico: ci sono studi piuttosto interessanti che suggeriscono la predilezione per l'utilizzo di uno strumento di comunicazione via Internet piuttosto che di un altro sulla base del profilo psicologico. Per esempio, le persone ossessive, coloro che vogliono avere tutto sotto controllo sembra che prediligano e-mail ed SMS, mentre siano molto restii ad usare chat e forum. Interessante "Psichology of Cyberspace" di John Suler (cercare l'ipertesto su google, se interessa). Di nuovo le scelte tecnologiche della piattaforma rischiano di condizionare una selezione a monte.

<font color="ff0000">Quella e' una attivita' di marketing (promozione del corso) e di psicologia (per la verifica delle motivazioni prima dell'inizio del corso).</font>

Quello che voglio sottolineare e' che informazione, promozione, selezione dei partecipanti, erogazione e valutazione del corso sono tutte fasi fortemente correlate di un processo di gestione di un servizio di formazione. La valutazione della bonta' di una piattaforma tecnologica deve avvenire all'interno di questo contesto, facendo pesare, a mio avviso, piu' le considerazioni sulla sua efficacia che sulla sua efficienza. In questo senso dicevo "meglio un CD+mail". Ovvero, al limite meglio una ciofeca di corso on-line dal punto di vista tecnologico, ma che mi permette di formare un pochino 100 utenti, che una piattaforma magnifica fruita da 2 persone.

<font color="ff0000">Inoltre con poche righe di testo riesci a spiegare a grandi linee in cosa consite un reale corso in formazione a distanza.</font>

Ottimista!

A parte gli scherzi, non e' questa la mia esperienza. Solo chi ha gia' una certa pratica del mondo di Internet capisce abbastanza al volo. Agli altri manca il contesto e poche righe di testo non bastano ne' per spiegare ne' tantomeno per interessare. Al piu', se ben fatte, riescono ad incuriosire... e allora concordo sull'utilita' dell'ambiente demo on-line.

Sono d'accordo anche io sulla centralita' della Comunita' nel processo di apprendimento on-line. Il difficile e' avviarla!

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>una piattaforma che usi servizi ASP e mi costringa ad essere collegato mentre fruisco i servizi formativi, crea un problema organizzativo ad una buona percentuale dei miei possibili utenti

--- in questo senso hai ragione, ma parliamo di due cose differenti: una cosa e' la autoselezione dei partecipanti (e' ovvio che se hanno connettivita' limitata per orari e/o banda non potranno mai iscriversi ad un cero tipo di corsi), ma una altra cosa e' la selezione da parte del formatore sulla base delle motivazioni reali dei possibili studenti e lo stimolare la volonta' degli stessi ad iscriversi.

Per questo ultimo aspetto, anzi, la scelta di una piattaforma ipermoderna e supertecnologica puo' fungere da specchietto per le allodole, dando al corso una notevole aurea di professionalita' ed efficacia. E' brutto dirlo, ma e' vero...

>informazione, promozione, selezione dei partecipanti, erogazione e valutazione del corso sono tutte fasi fortemente correlate di un processo di gestione di un servizio di formazione.

>...

>al limite meglio una ciofeca di corso on-line dal punto di vista tecnologico, ma che mi permette di formare un pochino 100 utenti, che una piattaforma magnifica fruita da 2 persone.

--- sono ovviamente d'accordo su tutto.

>non e' questa la mia esperienza. Solo chi ha gia' una certa pratica del mondo di Internet capisce abbastanza al volo.

--- e' possibilissimo. Si tende a dimenticare che esistono categorie di persone che faticano a comprendere la differenza fra e-mail e sito web.

Il problema e' che un corso online prevede certi prerequisiti tecnologici, magari minimi, ma senza di quelli il tempo del corso viene speso a cercare di capire e di fare funzionare il maledetto computer, piuttosto che ad apprendere...

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