Filtri fotografici etc.


Olaf Marzocchi
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Io ho sempre pensato vi fossero 3 file di ccd, con un filtro davanti, uno per colore, oppure un prisma per separare la luce. Poi queste file scorrono sulla pagina (o in altezza sulla pellicola) e quindi ogni linea si prende l'intera immagine, quindi si ha la riproduzione migliore dei colori, senza griglia Bayer.

Ma penso siano così perfino negli scanner da 80 euro, è estremamente semplice da costruire e non vi è motivo di passare alla tecnica usata nei sensori delle macchine fotografiche, dove il vincolo è il numero massimo di sensori e lo spazio: in uno scanner da tavolo lo spazio c'è, inoltre non serve un sensore grande quanto la pagina, ma solo 3 linee di cdd (sullo stesso chip). Per ridurre il costo basta metterne meno in larghezza, cosa che renderà lo scanner più lento ma altrettanto preciso.

Una vota ho infatti smontato uno scanner, ma non ricordo come fosse.

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Io pensavo che avere 3 ccd fosse la norma, negli scanner da tavolo o da pellicola.

Gli scanner amatoriali posso essere RGB tri-lineari con la linea di pixel che copre il lato corto del letto dello scanner; a dire che esprime la risoluzione effettiva. Quella del lato lungo è data dalla lunghezza dei binari su cui scorre la testa dello scanner. Nel caso i pixel siano disposti in una sola linea, però, o si scansiona tre volte il foglio oppure bisogna usare una schermatura RGB e successiva interpolazione tipo matrice di Bayern.

Alcuni scanner piani professionali sono 3D, non nel senso di poter registrare l'asse Z di oggetti tridimensionali ma in quello di muovere la testa con l'obiettivo lungo gli assi per centrarla sull'oggetto della scansione ed evitare le aberrazioni ottiche dovute all'inclinazione dei raggi periferici.

Gli scanner per pellicola possono essere invece anche ad "area", cioè avere un sensore con un numero XY di pixel pari alla risoluzione. Questi scanner "fotografano" l'immagine come una fotocamera e sono quindi molto veloci.

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Non ho mai approfondito troppo, so che ce n'è di vario tipo di scanner, mi pare di ricordare che oltre a 3CCD diversamente filtrati ce ne fossero anche con un sensore solo e tre colorazioni della lampada ottenuta non so come. Forse è un ricordo d'altri tempi e magari del tutto sballato e confuso con la recente introduzione di scanner a led. Sia quelli da poche decine di euro, sia quelli come il Super Coolscan Ls 9000 della Nicon.

Quel che m'importava precisare era la differenza di rilevazione dell'immagine rispetto a quella ottenuta nelle fotocamere col sistema Bayer pattern o con quello già più efficiente (Super CCD SR) della Fuji.

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Quel che m'importava precisare era la differenza di rilevazione dell'immagine rispetto a quella ottenuta nelle fotocamere col sistema Bayer pattern o con quello già più efficiente (Super CCD SR) della Fuji.

Ecco, che il Super CCD sia più efficiente lo discuto: intanto perché la metà dei pixel serve ad ampliare la gamma dinamica ed in secondo luogo perché resta ancora da dimostrare che la disposizione inclinata dei pixel costituisca un vantaggio determinabile nei confronti di quella allineata.

Le cose si possono fare in molti modi ed alcuni ne scelgono di originali rispetto alla maggioranza. Tutto qui.

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Gli scanner amatoriali sono RGB tri-lineari con la linea di pixel che copre il lato corto del letto dello scanner; a dire che esprime la risoluzione effettiva. Quella del lato lungo è data dalla lunghezza dei binari su cui scorre la testa dello scanner.

Come pensavo. Comunque non è la lunghezza dei binari a determinare la risoluzione, ma la precisione della meccanica di spostamento.

Siamo in off topic vergognoso.

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@ iosoio: se lo trovo posterò un articolo sull'incremento della dinamica consentita dai sensori Super CCD SR rispetto agli HR. Comunque poi sono stati messi a punto gli SR II e proprio di recente è stato annunciato l'EXR. Semmai sarà meglio cercare qualcosa di più attuale.

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@ Olaf: siamo in off topic vergognoso, sì, ma anche i filtri UV c'entravano poco col polarizzatore. È il bello della “navigazione†… non solo fra le pagine.

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quando è stato cambiato titolo al thread?

Per l'ultimo punto, mi chiedevo se i grani dei composti chimici usati (che di fatto restringono la risoluzione massima) fossero di dimensione diversa.

le dimensioni dei granuli (rms) delle pellicole negative e positive a colori sono più o meno equivalenti, i più fini sono quelli fuji ma le dimensioni da sole non vogliono dire molto, come per i mpx digitali. intervengono anche altri fattori.

un link per spiegare

http://www.nadir.it/tecnica/GRANA_PELLICOLE/grana.htm

schede delle pellicole:

http://web.tiscali.it/visualphoto/films/

per quanto riguarda la scansione, per il coolscan è abbastanza indifferente, mentre alcune marche come minolta si trovano meglio con le dia. l' imacon non so.

non ho voglia di citare, ma ogni tanto viene messo l'esempio della stampa chimica come massimo della definizione e qualità. come mai? il getto di inchiostro è molto meglio per definire i colori, ha un gamut più esteso in particolare verso i blu.

la stampa chimica sta in coda, superata anche dalle stampanti a sublimazione.

la scansione di un 35mm a 4000 dpi fatta bene, con uno scanner buono, equivale a 21 mp e tira fuori dettagli e colori che è possibile riprodurre a getto di inchiostro, ma non con la stampa chimica.

e, per tornare più o meno da dove siamo partiti, secondo me per testare alla buona la resa cromatica del filtro si potrebbe usare qualcosa che scomponga la luce.

un cd illuminato da una lampada, per esempio...

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per quanto riguarda la scansione, per il coolscan è abbastanza indifferente, mentre alcune marche come minolta si trovano meglio con le dia. l' imacon non so.

Nikon Coolscan e Minolta Dimage sono scanner solo per trasparenti; i materiali a rifettenza (le stampe) non possono nemmeno digitalizzarsi. Non sono flatbed.

Gli Hasselblad (ex Imacon) possono scansionare anche gli opachi ma ovviamente di piccole dimensioni: 10x15, 13x18. Più grandi non credo che entrino nella slitta curva.

non ho voglia di citare, ma ogni tanto viene messo l'esempio della stampa chimica come massimo della definizione e qualità. come mai? (1) il getto di inchiostro è molto meglio per definire i colori, ha un gamut più esteso in particolare verso i blu. (2) la stampa chimica sta in coda, superata anche dalle stampanti a sublimazione.

Ma queste cose (uso un'eufemia) dove le hai lette? In base a quali ragionamenti, quali parametri dici questo: Hai fatto od hai letto prove che puoi linkare?

Personalmente sono convinto che la stampa su carta chimica fatta manualmente controllando il contrasto rappresenti ancora il massimo in termini qualità globale percepita; un concetto che per essere discusso ha bisogno di essere prima definito. Ecco il motivo delle domande.

Le stampe su carta colore fatte automaticamente hanno quasi sempre un contrasto troppo elevato.

la scansione di un 35mm a 4000 dpi fatta bene, con uno scanner buono, equivale a 21 mp e tira fuori dettagli e colori che è possibile riprodurre a getto di inchiostro, ma non con la stampa chimica.

Qui invece sono convinto che una fotocamera professionale con la metà della risoluzione offra la stessa acutanza se non di più.

Il problema delle pellicole resta la grana che già a 200/400 iso vanifica (secondo me) due terzi dei megapixel da te citati.

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per quanto riguarda la scansione, per il coolscan è abbastanza indifferente, mentre alcune marche come minolta si trovano meglio con le dia. l' imacon non so.

Nikon Coolscan e Minolta Dimage sono scanner solo per trasparenti; i materiali a rifettenza (le stampe) non possono nemmeno digitalizzarsi. Non sono flatbed.

Gli Hasselblad (ex Imacon) possono scansionare anche gli opachi ma ovviamente di piccole dimensioni: 10x15, 13x18. Più grandi non credo che entrino nella slitta curva.

Scusa _e, non so perché ma ho frainteso la tua frase. Ho pensato che tu avessi contrapposto le diapositive alle stampe invece che ai negativi.

Inoltre gli scanner Hasselblad, al pari dei Minolta e dei Nikon possono scansionare solo film trasparenti.

Ancora scusa.

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oh, nessun problema. per quanto mi riguarda puoi fare tutti i fraintendimenti che vuoi, quel che scrivi rimane sempre interessantissimo, e non da oggi...

ovviamente parlo di scansione di pellicole, 35mm e 6x6, di scanner per opachi ne so nulla.

parlo di qualche prova fatta da persone con cui collaboro, con stampanti chimiche fuji appena ricaricate, calibrate e con profili pellicola ottimizzati da anni di esperienza e carta buttata, confrontate direttamente con stampe fatte su plotter fotografico epson a1. stesso fotogramma, 64asa, scansito con coolscan.

abbiamo dovuto arrenderci all'evidenza, eh.

la stampante chimica, specie se non è tarata sul neutro di fresco e non viene fatto un lungo e laborioso adeguamento preciso sul tipo di pellicola e sulle caratteristiche generali dello scatto ha risultati difficilmente controllabili, il nero in particolare che spesso e volentieri va dove vuole lui, o al limite dove crede lo stampatore mica tu, oltre che un gamut meno esteso in partenza.

per ottenere qualcosa devi metterci tonnellate di esperienza e diverse prove.

i lab mica ti fanno un adeguamento al fotogramma, con quei pochi cent che paghi le foto, mettono in auto e via, quelli che ti personalizzavano il servizio (e il prezzo) sono ormai quasi scomparsi... ok che anche se vuoi una scansione adeguata devi pagare.

poi, siccome la percezione è in buona parte frutto di abitudine e codificazione ed essendo il risultato fotografico alla fine un compromesso sintetico della realtà, a molti viene ancora difficile vedere come "naturalmente fotografico" l'effetto di alcuni scatti stampati con inkjet.

cioè, se uno si fa l'occhio sui risultati incerti del minilab appena vede qualcosa che si discosta da questi tende a diventare diffidente e a non riconoscerlo come "foto". anche molti pro...

comunque, un link a caso per incominciare a muoversi:

http://www.rescigno.it/Stampa_fine_art.html

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