Fuori dal guscio la testa nel sacco

Cominciano a chiarirsi i contorni della vicenda della dipartita di Piacentini dal posto di responsabile di Apple Europa. Secondo alcune fonti di Macity la decisione di lasciare la società  sarebbe maturata nei corso delle passate settimane nel momento in cui ha cominciato ad inasprirsi il confronto tra lo staff manageriale europeo e la direzione della società  che siede in California.

Ad inquietare i managers delle “country” sarebbe la visione sempre più “americano-centrica” (ma noi diremmo “Pacifico-centrica”, vista la predilezione di Jobs per il Giappone, ereditata, forse, da quello che definisce il suo unico amico Larry Ellison) che sta prendendo piede a Cupertino. Strategie di mercato, progetti di sviluppo e tecniche di marketing, sono tagliate a misura su standard che non paiono tenere in considerazione i canoni culturali europei. Un’impressione che è apparsa lampante nel corso del recente MacWorld expo quando, accolti da ululati e applausi di soddisfazione dal pubblico “yankee”, sono stati annunciati come vere e proprie rivoluzioni, novità  che sfiorano o sono assolutamente ininfluenti per il nostro mercato. E’ il caso degli iTools, del rinnovo del sito Apple USA o dell’accordo con Earthlink che, non a caso, non hanno avuto ancora alcun riflesso in Europa.
Accanto a ciò in Europa si lamenta la sempre minore capacità  decisionale che viene attribuita ai manager. Ogni cosa, fin nei minimi dettagli come ad esempio le frasi per la campagna pubblicitaria, viene dettata dall’alto. Più volte, in questi mesi, i managers hanno sofferto questa limitata autonomia come un elemento di frustrazione che si aggiunge alla marginalizzazione dalle strategie e dai piani di mercato. Le nuove macchine, il software, i progetti sono noti, un po’ per la mania di segretezza un po’ per la personalità  accentratrice di Steve Jobs, solo ad una piccolissima parte del management e tra questi non ci sono, in moltissimi casi, neppure i responsabili nazionali. Ciò espone al rischio di pessime figure con i clienti, siano quelli finali che i rivenditori che i distributori. Il caso di Apple Expo di Londra, pianificato nei minimi dettagli e poi cancellato per uno sbalzo di umore, giustificato con esigenze di immagine, di Steve Jobs è un caso lampante.
I rapporti tra Piacentini e Apple, sempre secondo le nostre fonti, erano già  tesi nel corso del MacWorld Expo di San Francisco visto che il vicepresidente per l’Europa non era presente in USA (e già  questo sarebbe in sé un caso) ma si trovava a Cologno dove ha assistito, serio e un po’ in disparte, al keynote di Jobs. Sempre secondo le nostre fonti la società , appresa la decisione da parte di Piacentini di lasciare Apple avrebbe cercato in ogni modo di trattenerlo ma con scarso successo. Nei mesi scorsi sono state numerose le attestazioni di stima per il nostro connazionale, la cui guida manageriale era considerata illuminata, intelligente e carica di prospettive. Lo stesso Jobs, pare, aveva una grande stima di Piacentini riconfermata nella lettera con cui Mandich annuncia le dimissioni del vice presidente di Apple Europa.
Ora Piacentini sarebbe destinato ad un posto di rilievo nella struttura di Amazon (la rivendita di libri on line più famosa al mondo il cui CEO e fondatore, Bezos ha avuto l’onore di essere nominato uomo dell’anno da Times). Ne dà  notizia, confermato sempre dalle fonti di Macity, AppleInsider che aggiunge anche che Piacentini si trasferirà  a Seattle con la sua famiglia.
In Europa, intanto, é partita la caccia al successore. Difficile dire chi esso possa essere. In passato Apple aveva scelto manager provenienti da paesi quasi “neutrali” rispetto ai due che si disputano il ruolo di leader europei del Mac, Francia e Inghilterra, e probabilmente sarà  ancora così.
Mitch Mandich, responsabile delle vendite a livello mondiale, sarà  in Europa a breve per incontrare i responsabili del nostro continente e, sperabilmente, per ascoltare la loro opinione. Potrebbe essere una buona occasione per far sentire la voce del Vecchio Continente che, è bene ricordarlo a qualcuno che forse se ne dimentica, costituisce in termini di macchine vendute il secondo mercato per Apple.
Chissà  che il “grande uomo” che siede a Cupertino non trovi qualche minuto per dare una scorsa alla carta geografica e realizzare che esiste un intero universo ad est del “Continental Divide” che divide idealmente in due gli Stati Uniti. A quel punto, forse, potrebbe decidere oltre che di portare Apple “Out of the Box”, anche di andare “Beyond the Box”, riesca, insomma, oltre che far uscire Apple dal guscio anche di mettere fuori la testa dal sacco…