“iPod-style”: il clone è servito.

Se la fantasia non è di casa, può darsi lo sia la produttività , anzi... la "riproduttività ", cioè il riprodurre da cima a fondo prodotti conosciuti e vincenti. L'iPod non fa eccezione e può anch'esso fregiarsi del privilegio di avere degli affezionati imitatori, capaci di proporre delle perfette copie dei modelli di seconda generazione dell'iPod nano e dell'iPod shuffle. Perfezione apparente.

logomacitynet1200wide 1

Da sempre vittime della “carta carbone”, i prodotti di successo hanno spesso dovuto confrontarsi con una folta schiera di copie e cloni, le cui somiglianze con i modelli originali spaziano dalla latente similitudine al palese ricalco.
Pensiamo solo al nostro Paese, foriero di prodotti di eccellenza nel settore tessile e calzaturiero, continuamente contraffatti e copiati dall’emergente potenza economica cinese.

Le fresche vittime del “copia e incolla” sono gli ultimi arrivati di casa Apple, l’iPod shuffle e l’iPod nano, entrambi nei modelli di seconda generazione.
La commercializzazione online è appannaggio della società  cinese DX (Deal Xtreme), mentre la riproduzione materiale è opera di ignoti che, non fatichiamo ad ammetterlo, dovrebbero essere applauditi almeno per aver fotocopiato perfettamente il design dei due modelli.

I nomi farebbero pensare solo ad un’ispirazione stilistica: Shuffle2-Style e Nano2-Style, ma parlare di semplice ispirazione ci sembra alquanto azzardato; tant’è che pure il dock per lo shuffle 2G è stato clonato in maniera abbastanza plateale.

Uniche differenze sono il collegamento mini USB e lo schermo leggermente più largo del Nano2-Style rispetto all’originale. Oltre al prezzo, naturalmente: solo 19 Dollari per la shuffle-copia e 27 per la nano-copia. Costi nettamente inferiore rispetto alle controparti autentiche.

Non avendoli provati, non possiamo scommettere sul fatto che nemmeno la qualità  sia la stessa… ma qualcosa ci spinge a pensare che le uguaglianze si interrompano bruscamente all’aspetto estetico.