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I segreti di Apple iLife ’04

In questi giorni i riflettori sono stati puntati su GarageBand, la quinta iApp che abbiamo potuto “assaggiare” in anteprima al Macworld Expo di San Francisco, da poco conclusosi.

Nessuna invidia, comunque, perché tra pochi giorni (entro la fine del mese) sarà  disponibile per tutti anche in Italia, quasi in sincronia con il lancio statunitense del 16 gennaio.

Ma che cosa è cambiato con le altre quattro applicazioni già  note? Quali sono le principali novità  mostrate al Macworld Expo?

Ci illustra le caratteristiche principali il Product Manager di iPhoto, Greg Scallon.

Innanzitutto si definisce la strategia di rivendita delle applicazioni: solo iTunes rimane disponibile gratuitamente per il download (oltre che reperibile in CD gratuiti multipiattaforma, una soluzione adottabile ovunque, oltre che in USA), mentre le altre applicazioni saranno precaricate su tutte le nuove macchine di Apple oppure disponibili nella suite di iLife ’04.

Certo resta molto attesa la funzione Music Store di iTunes, ancora funzionante solo negli Stati Uniti, suscitando tanta “acquolina in bocca” al resto del mondo, si pensi solo al dato annunciato da Steve Jobs: il recordman degli acquisti su iTunes Music Store ha speso finora ben 29.500 dollari in brani musicali codificati in AAC protetto.

Dentro alla scatola di iLife ’04 si trovano due supporti ottici, un CD con gli installer di iTunes, iPhoto e iMovie e un DVD con GarageBand e iDVD oltre alle altre tre applicazioni.

Abbiamo già  scritto circa il vantaggio economico della suite rispetto ad un’ipotetica contropartita in ambiente Windows (Steve Jobs durante il keynote ha fatto due conti mostrando che – senza neanche l’ombra dell’interoperabilità  oltretutto migliorata con l’edizione ’04 – l’equivalente per PC costerebbe più di 300 dollari) e quindi è il momento di vedere qual è il vantaggio “pratico”, le novità  cioè.

Fermo per il momento alla recente versione 4.2, iTunes ha mantenuto le funzionalità  già  note senza un ulteriore upgrade.

Cambio di marcia invece per iPhoto 4, che fa da secondo pilastro alla strategia del Digital Hub introdotto anni fa da Steve Jobs quando questo concetto di convergenza multimediale era solo agli albori, ora pare essere il verbo di chiunque.

Con la nuova versione, infatti, viene migliorata la gestione delle foto, che possono raggiungere i 25 mila scatti presenti nel database, anche il motore che consente la loro visualizzazione è decisamente stato velocizzato.

Sono state aggiunte due funzionalità  per la gestione degli archivi: da un lato, la possibilità  di organizzare Smart Playlist esattamente come su iTunes, e dall’altro di vedere le immagini importate suddividendole in archivio temporali a cadenza annuale con denominazione “rullino 1”, “rullino 2”, etc. iPhoto acquista la stessa capacità  di iTunes di condividere le librerie fotografiche (con livelli di condivisione scelti dal proprietario) utilizzando Rendezvous in un network locale… ovviamente senza porsi troppi problemi di copyright, come invece accade con la musica digitalizzata.

L’allineamento tra iTunes e iPhoto in questo modo è praticamente perfetto, con forti similitudini e coerenza nel modo di interagire grazie alle nuove playlist.

Non è finita: differente anche la gestione delle Slideshow, che adesso possono essere visualizzate con le transizioni analoghe a quelle di Keynote (bella soprattutto quella del cubo che ruota, possibile grazie a Quartz), programmando anche attraverso Rendezvous l’uso di intere playlist anziché un singolo brano come sottofondo.

Ricordiamo che l’effetto visivo è identico a quello di iMovie/iDVD ma i moduli non sono interscambiabili, non funzionano come plug-in. Infine, è possibile attivare un pannello di controllo semi-trasparente sullo schermo durante lo Slideshow dal quale procedere avanti e indietro nella sequenza, ruotare le foto ed eventualmente eliminare quelle che non vanno bene.

Infine, come in iTunes, è possibile assegnare da una a cinque stelle di “voto” alle immagini.

Ricordiamo che, finalmente dopo tanto tempo e tante richieste, è stato annunciato l’arrivo dei bellissimi Album fotografici stampati e rilegati in modo professionale e ordinati via web, la data prevista per l’Europa è marzo 2004.

Il fatto curioso e bizzarro è che Apple, seconodo le prime informazioni non abbia potuto (o non abbia voluto) reperire aziende sul Vecchio Continente che si occupassero degli Album (disponibili anche nel nostro formato A4) e ciò non pone un problema etico di globalizzazione, ma di prezzo: ci chiediamo se Apple riuscirà  a contenere i costi di una operazione così inutilmente complicata, spedizione intercontinentale compresa… ne sapremo di più quando tale listino diventerà  noto.

Grossi cambiamenti anche per iDVD 4: c’è un nuovo codec professionale, mutuato da DVD Studio Pro, che consente di registrare fino a due ore di video ad alta qualità  su di un DVD, anzichè i 60 minuti a ottima qualità  e i 90 a buona qualità  ottenibili con la precedente versione di iDVD.

Nuova anche la mappa del progetto (una vista al contempo globale e di sintesi dell’albero dell’intero lavoro, comprendente i diversi menù) e 20 nuove transizioni, di livello professionale, oltre a una serie di layout per menu nuovi che si sommano agli esistenti.

Infine, iDVD 4 è in grado di importare direttamente video da iMovie e nuovi brani musicali assemblati in GarageBand. Ora i menu (e i sotto-menu a tema) possono automaticamente far partire dei brevi filmati “in sottofondo” ma anche degli interi film.

La iApp per i DVD-Video di iLife ’04 lavora anche su macchine prive di SuperDrive, archiviando i progetti, trasferibili poi via network a macchine in grado di masterizzare DVD-R.

Con iMovie 4, il software che ha permesso a moltissimi di diventare professionisti del video amatoriale, ora acquista nuove funzionalità , sempre più utili: editing video non distruttivo direttamente nella timeline (che ora visualizza anche l’onda sonora dell’audio).

Semplicissima è l’importazione di video in presa diretta da iSight o analoga telecamera FireWire, funzionalità  di scrubbling per trovare il punto esatto in cui eseguire un taglio, condivisione dei filmati semplificata attraverso l’home page su .Mac oppure via email o con PDA.

Passando a GarageBand, illustratoci dal Product Manager Xander Soren, c’è da dire che potrebbe essere in grado di trasformare molti dilettanti musicisti (e chi non ne ha almeno uno in famiglia che strimpella, come ci ha fatto notare Jobs) in provetti produttori di se stessi nell’edizione di canzoni ed eventualmente dischi da immettere sul commercio… ebbene sì, i manager di Apple ci hanno confermato che l’applicativo di Apple è legalmente in grado di creare file musicali non solo amatoriali ma commerciali, senza alcuna limitazione d’uso (cosa che altre applicazioni, leggendo bene le licenze, non consentono).

Un vero salto a piè pari dentro all’industria discografica che più indipendente di così si muore, l’unico processo al quale Apple non ha provveduto è la distribuzione dei CD, a quel punto dovrete armarvi di pazienza e affrontare la sorte.

E se non vi basta c’è disponibile (in vendita singola a 99 euro, solo in inglese) anche GarageBand Jam Pack, una collezione di ulteriori 2.000 loop audio suddivisi in una gran varietà  di strumenti (oltre cento), generi e stili, centinaia di effetti, infine 15 settaggi di amplificatori di chitarra.

Ma attenzione riguardo a GarageBand: se il Mac non è dotato di drive DVD (tradotto in Combo o SuperDrive, Apple non dice nulla riguardo al “semplice” lettore DVD) l’applicativo in esso contenuto non si installa.

Un dato positivo è che la registrazione da fonti musicali esterne non richiede dischi interni o esterni di una certa velocità  di rotazione piuttosto consistente, come verrebbe da pensare, qualunque hard disk montato da Apple nelle proprie macchine è compatibile e, parlando anche di portatili, significa che rotazioni da 4.200 rpm non infirmebbero il risultato.

Alcuni acquirenti “early bird” di iLife ’04 (obbligatoriamente statunitensi) hanno notato che la suite non sarebbe installabile su Mac OS X Server, il seguente suggerimento lo lasciamo all’uso di sole mani esperte che vogliano comunque installare iLife ’04: copiare il DVD sull’hard disk e procedere ad una modifica all’interno di Packages/iLife.pkg/Contents/Resources/InstalCheck, rimuovendo

# If the running Mac OS X Server, error out. if( -f $SERVER_VERS) { $IFERR_RESULT = $kIFERR_SERVER_ERROR; last DO_CHECKS; }

Se volete vedere schermate esclusive delle nuove iApps non reperibili sul sito di Apple, le trovate nella nostra galleria di foto dal keynote a partire dalla metà  di
questa pagina.

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