Il ritorno dei cloni Mac? Non proprio…

Nel Minnesota si assemblano dei computer che sono dei Mac compatibili; sul mercato un brutto modello tower ma è in arrivo un secondo modello dal design più intrigante.

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Con la fine dell'”Era Spindler” Apple aveva fermato l’evoluzione di diversi prodotti non targati Cupertino (i marchi erano quelli di PowerComputing e Umax tra gli altri) che alcuni anni fa arrivavano sul mercato ad erodere purtroppo il mercato dei computer con la mela.

Da allora nessun computer non Apple ha più potuto montare il Mac OS e, al massimo, si trovano sul mercato le schede di aggiornamento prodotte da un manipolo di coraggiose aziende.

CoreComputers, di Chanhassen nel Minnesota, non ha ancora compiuto il suo primo anno di attività  ma non solo offre nei suoi listini il CoreCrib ma pianifica d’introdurre, a breve, anche un secondo modello, si chiamerà  CoreBox.

Il CoreCrib è un brutto (obbiettivamente) tower in kit degno dei peggiori assemblati PC che vediamo in vendita negli ipermercati a poche centinaia di euro, ma al suo interno c’è proprio un efficiente (pare) Macintosh con G4 (anche dual fino a 1,2 GHz), che si può configurare come meglio si crede, il prezzo di partenza è di 380 dollari… Mac OS escluso, per motivi legali.

La scheda madre è una Apple originale ma non supportata o riconosciuta dall’azienda di Cupertino, CoreComputers lo garantisce per 90 giorni.

Resta sconosciuta la provenienza di queste schede madri originali: se nuove ci sembra difficile che Apple le conceda a questo produttore, se recuperate da computer Apple, sarebbe bene vederlo scritto da qualche parte, invece…

Fondamentalmente il vantaggio di un “Mac” di CoreComputers rispetto ad uno di Apple è una maggiore espandibilità , di contro il design è inesistente.
Ma non si tratta di un vero clone!