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Un normale iPod shuffle di seconda generazione:
dalla foto non sembra esserci nulla di strano. Ma a ben guardare,
al di sotto, spunta una misteriosa sagoma azzurra. Un oggetto
leggermente più largo ... |
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Ecco svelato il mistero. Nelle due foto
si mettono a confronto le diverse dimensioni dell’'iPod di
Apple (quello arancione) dal suo clone orientale. Le misure, come
è evidente, differiscono di pochi millimetri, sufficienti
però ad ingannare l’'inesperto od il distratto. (Nelle
nostre immagini abbiamo “oscurato” il nome della ditta
che aveva utilizzato i falsi iPod a scopo promozionale, marchiandoli
con il proprio nome). Si osservi anche la diversa disposizione
dei tastini per il volume e per il forward/rewind delle canzoni |
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Girando per i grandi centri commerciali
non è infrequente trovare delle rimanenze di magazzino
delle passate stagioni: abbiamo messo a confronto le confezioni
di entrambi i restyling dello shuffle originale. Se proprio non
si ricordassero le varie tonalità cromatiche precisiamo
che la scatola più allungata individua la primissima release,
la scatola più stretta e larga è quella della seconda
revisione. Si, la scatola simile senza la scritta iPod, senza
la mela di Apple, con scritte generaliste a caratteri dozzinali
è quella del clone. All’'interno si trova un caricabatterie
ed un cavetto USB per collegarlo al computer; niente software
di gestione: non è necessario. |
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La vista dal lato superiore del clone mostra
un'antiestetica presa mini-USB ed una brutta vite in vista. La
levetta di accensione è in plastica (tra l'altro difettosa
nell’'esemplare provato) e, per colmo d’'ironia, manca
proprio la funzione che dà il nome all’'apparecchio:
la levetta della selezione casuale che è la caratteristica
distintiva dell’'iPod shuffle. |
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Ancora un confronto dimensionale: la copia
azzurra è anche più alta del lettore originale.
Si tratta quindi di una vera e propria imitazione, non il riutilizzo
della componentistica Apple rimarchiata con nomi diversi. |
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Anche l’'altro lato mette in luce la
differenza delle forme tra i due apparati. Naturalmente il jack
della “variante” azzurra è solo per le cuffie.
L’'iPod shuffle Apple invece sfrutta l’'unica apertura
presente nella scocca anche per l’'alimentazione attraverso
il piccolo dock (accessorio impossibile da utilizzare sul modello
clone). |
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Adesivi non necessari sono applicati sulle
plastiche per aumentare l’'effetto del pacchiano. In questo
caso, per contenere i costi, si è scelto di considerare
la finezza come optional ... |
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Se ancora ve ne fosse bisogno, il retro
mostra ulteriori particolari differenti. L’'iPod Apple ha
il logo distintivo in bella evidenza sopra la scritta. L’'esemplare
in nostro possesso era arricchito dalla dedica incisa col laser
che la ditta offre come opzione. Nulla di tutto questo è
presente sul modello copia. |
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Un’'ulteriore immagine della disparità
delle linee e delle forme da parte del lettore clone. Lo spessore
maggiore risulta visibile anche se attaccato agli abiti. |
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Sul modello originale, aprendo la pinza,
appare il numero di serie dell’'iPod. Nel lato interno vi
sono le indicazioni degli enti certificatori che ne consentono
la vendita. |
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Naturalmente l’'attenzione alle leggi
ed ai regolamenti non viene riportata sul modello copia. Nel suo
lato interno non vi è nulla che garantisca sull’'utilizzo
di sostanze ammesse o non inquinanti per la sua realizzazione.
Il risparmio di pochi Euro ricade direttamente sulla salute. |
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Ultimo dettaglio: una molla antiestetica
comanda il meccanismo di apertura della pinza nel modello clone.
La pulizia del design di Apple è da riferimento anche in
questo caso.
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