MacBook Pro 17 "Unibody": un salto generazionale

di Michele Stival / LogicWeb | 26-02-2009

Nel nuovo portatile di fascia alta Apple si sa ormai quasi tutto. Ma chi ha già un modello della serie precedente si chiede se valga la pena di passare all'ultimo arrivato. Nell'articolo vedremo in particolare le differenze più marcate fra i due modelli, in modo da capire quanto ampio sia il salto generazionale che Apple ha affrontato con l’approccio unibody.

Prima di procedere all'analisi del nuovo modello presentiamo innanzitutto il predecessore con cui viene confrontato. Si tratta di un MacBook Pro late 2007, con processore 2,6 ghz, display HD 1900x1200 opaco, 4gb di ram667, geforce 8600M GT con 256mb, hard disk da 320gb 7200 rpm.
L’erede è invece il modello standard unibody, cui sono state aggiunte come BTO la CPU da 2,93ghz e l’Hard Disk da 7200rpm.

Sulla carta quindi, a parte il chipset e i 300mhz in più di CPU non dovrebbero esserci grosse differenze, emerse invece in maniera evidente dalle prove sul campo.

PACKAGING
Indubbiamente Apple ha fatto un grosso passo avanti su questo fronte: le promesse di ridurre l’impatto ambientale del confezionamento sono state rispettate. Il tipico minimalismo dell’azienda è stato comunque rispettato e le nuove politiche non hanno intaccato l’esperienza tipica dello “spacchettamento” di un prodotto Apple.U

Tutto è molto curato e, soprattutto, non vi è traccia del polistirolo che caratterizzava il precedente packaging. Una pratica linguetta in cartone permette al portatile di essere alzato con facilità garantendo l’accesso all’alimentatore, collocato subito sotto.

CONFRONTO ESTETICO
Le due macchine, affiancate una all’altra, sono sostanzialmente identiche in dimensioni e peso. La linea più filante dell’unibody però garantisce una sensazione di modernità e minor ingombro.

Sicuramente la percezione di solidità dei due modelli propende nettamente a favore dell’unibody: sono assenti tutti quei pochi scricchiolii che erano presenti sul modello precedente. L’impressione è quella di una struttura estremamente compatta e resistente.

La scelta di eliminare finalmente lo scomodissimo tasto di apertura in favore di un più moderno meccanismo magnetico fa benedire Apple, così come l’aver posizionato lateralmente la fessura del lettore ottico.
Una volta aperti e messi uno a fianco dell’altro, ci si rende conto di come l’approccio costruttivo unibody sia decisamente un passo avanti.

scatola aperta affiancatesopra
^ Confezione di dimensioni ridotte anche per il grande 17" ^ Niente polistirolo e dimensioni compatte: nella scatola bianca laterale troviamo il cavo di alimentazione ^ Confronto diretto di impronta e di forma tra il nuovo e vecchio 17"
angolo sovrapposte confronto5
^ In questa vista laterale si notano le grandi novita' introdotte dall'"unibody": lo chassis in alluminio massiccio cambia la forma del portatile ^ Finalmente sostituito il sistema di aggancio delle due meta' del portatile ^ Confronto diretto di schermi e di trackpad: quella del nuovo 17" e' grandissima e senza il tasto
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^ La tastiera nell'uso quotidiano e' piu' comoda. ^ Una vista di 3/4 rovesciata tra vecchio e nuovo ^ Il grande vetro protegge uno schermo che come vederemo dalle immagini successive ha ottime qualita'
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^ avviamo le due macchine ^ Qui l'immagine e' un po falsata ma notiamo subito un grande contrasto ^ Il colore grigio di sfondo ci permette di aprezzare l'uniformita' della retroilluminazione LED
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^ Mettiamo alla prova i due pannelli con un sfondo rosso ^ uno blu ^ ed uno verde: le immagini parlano da sole!
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^ Mettiamo alla prova i nuovi schermi con un gioco per verifcare luminosita' e contrasto ^ Anche qui il vantaggio per il nuovo modello e' evidente. ^ Ricordiamo che i nuovo modello e disponibile anche in versione matte e Macitynet ha pubblicato una galleria con il confronto tra le due versioni al MWSF 09 che trovate qui.

IL TEST SUL CAMPO
Il trasporto dei dati dal modello precedente all’unibody ha richiesto circa un’ora e mezza, sfruttando un cavo firewire 400 con relativo adattatore 800. Tutto è filato liscio senza alcun intoppo e al termine si è in grado di lavorare come se ci si trovasse sulla vecchia postazione.

Qualche problema invece si è manifestato nella clonazione di Windows installato sotto bootcamp. Grazie all’ottimo Winclone l’operazione di copia è andata a buon fine in poco tempo. Però al successivo riavvio Vista ha regalato un bel “blue screen of death” che ha ricordato quanto piacevole sia stato lo switch verso la piattaforma Mac. I tentativi di reinstallare ex novo Windows non sono andati a buon fine fino a che non sono stati rimossi l’adattatore displayport-VGA e l’HD firewire esterno che ingenuamente erano ancora collegati. Ultimata la fase di setup software, è possibile paragonare sul campo le due macchine.

SCHERMI A CONFRONTO
Ciò che balza immediatamente all’occhio è la qualità visiva del display unibody: eccezionalmente uniforme nell’illuminazione e dotato di cromie molto più cariche rispetto al seppur buon LCD full-hd opaco precedente. Quello che impressiona veramente è il livello di luminosità raggiungibile da questo monitor: Phil Sheller aveva dichiarato circa il 60% di luminosità in più ed è stato assolutamente veritiero. Sicuramente l’aggettivo che meglio descrive questo display è “gorgeous”.

La finitura lucida glossy del monitor porta con se inevitabilmente i riflessi dell’ambiente circostante, ma il livello di luminosità che la retroilluminazione a LED è in grado di raggiungere praticamente annulla qualsiasi fastidio, rendendo l’esperienza di utilizzo assolutamente piacevole e gratificante.
Il software LCD Test che è stato utilizzato su entrambe le macchine ha confermato in pieno l’impressione iniziale.

Anche il monitor esterno che normalmente è collegato al portatile nella postazione operativa di test sembra aver tratto giovamento dalla nuova Geforce 9600m GT e dalla DisplayPort/VGA. Infatti i caratteri sembrano meglio definiti e il contrasto più marcato.

IMPRESSIONI D’USO QUOTIDIANO
Per quanto riguarda l’aspetto puramente prestazionale, non ci siamo addentrati in test approfonditi, preferendo affidarci alle sensazioni di utente quotidiano.
In generale tutto sembra scorrere molto più fluidamente: le applicazioni si aprono velocemente (sì, anche Office!!!).
Il trackpad multitouch spiazza un po’ all’inizio, ma una volta fatta l’abitudine alla presenza di un tastone unico (grande quanto la superfice scorrevole), tutto è semplice ed intuitivo.

La tastiera è a nostro avviso un salto avanti: molto precisa, i tasti hanno un ritorno dalla pressione adeguato. Contrariamente a quanto ritenuto inizialmente, la distanza più marcata fra di essi accentua il confort della digitazione. L’illuminazione della tastiera è molto piacevole a vedersi e più efficace rispetto al modello precedente: sicuramente è merito della scelta del colore nero per i tasti che contrasta con l’azzurrino dell’illuminazione.

Un appunto riguardo al sensore ambientale che regola automaticamente l’intensità luminosa di tastiera e monitor. Apple lo ha riposizionato nel bordo superiore del display, accanto alla webcam iSight. Purtroppo questa collocazione non sempre rileva correttamente la luce artificiale che tipicamente proviene dall’alto (soprattutto negli uffici), il che si traduce in una errata calibrazione della luminosità.

La caratteristica forse più pubblicizzata per l’unibody è la durata della batteria. Apple promette fino a 8 ore con la scheda 9400m e fino a 7 con la 9600m GT. Da quanto ho potuto constatare, utilizzando la scheda grafica più performate con monitor a 3/4 di luminosità e mantenendo accessi bluetooth/wifi, una normale sessione di lavoro (mail, web, office) dura circa 6 ore. In linea di massima quindi le performances promesse vengono mantenute.

Restando in ambito prestazionale, abbiamo voluto testare un gioco particolarmente avido di richieste hardaware: GTA IV, fatto girare sotto Bootcamp.
Sono stati modificati i settaggi sulle due macchine in modo da avere una fluidità di gioco similare. Il balzo in avanti è evidente: sull’unibody è giocabile a 1280x720 con il dettaglio quasi al massimo, mentre sul vecchio modello ci si deve limitare alla risoluzione di poco superiore a 800x600. Infine, bisogna evidenziare come i colori siano molto più profondi grazie alla finitura glossy del display.

CONCLUSIONI
In definitiva, il nuovo MacBook Pro 17” rappresenta un netto passo avanti rispetto alla generazione precedente. Le nuove caratteristiche sono tante e tali da consigliare anche a chi possedeva una macchina dalle prestazioni simili (sulla carta) a passare al nuovo modello.
Concludo con una considerazione personale sul design: molti hanno criticato la scelta stilistica di rompere la monocromia alluminio nel precedente modello in favore di una più anonima tastiera e monitor neri. Inizialmente mi trovavo concorde, ma una volta visto dal vivo mi sono dovuto ricredere, apprezzando lo sforzo di Johnatan Ive nel creare qualcosa di innovativo. C’è da dire però che il design del precedente modello è assolutamente fuori dal tempo e ancora attualissimo oggi, così come lo era nell’anno della sua presentazione (2003).

Prezzo: MacBook Pro 17" Unibody è disponibile per l'ordine in configurazioni che partono da 2499 Euro su Apple Store online su questa pagina e arriverà in questi giorni presso i rivenditori Apple italiani.

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