iMac, figlio di iPod
di Fabrizio Frattini
1 Settembre 2004

dscn6609Il nuovo iMac è il figlio dell'ispirazione che ha condotto al rilascio del'iPod. In una intervista rilasciata a Macitynet Tom Boger, direttore mondiale del marketing dei prodotti, parla della macchina di Parigi, della filosofia costruttiva, delle sue caratteristiche e ne rivela alcuni dettagli meno noti.“Il nuovo iMac è il primo computer dell’era di iPod”. Un parallelismo spesso ripetuto in queste ore che hanno seguito la presentazione della nuova macchina e che colpisce nel segno dando più di qualche indizio sulla linea ideale seguita da Apple nell’elaborare non solo il design, ma anche l’orientamento tecnologico della macchina di Parigi.

“Quando vedete un iMac – ha detto a Macitynet Tom Boger, Director Worldwide product Marketing – appare subito chiaro che chi ha costruito questo computer è anche chi realizza l’iPod.
Certo non è un caso.
Il rapporto è cercato e coltivato, non solo dal punto di vista del design, ma anche per i contenuti, la filosofia e il funzionamento della macchina.
Si tratta di un prodotto che vogliamo orientare al grande pubblico, a quello che usa il computer per accompagnare la vita di tutti i giorni, per i momenti liberi e per l’uso personale, ma che nello stesso tempo richiede qualità, potenza, esclusività. Lo stesso pubblico di iPod, insomma”.

Il richiamo ad iPod è anche “materiale”, nel senso più stretto del termine, come sottolinea ancora Boger.

“L’iMac è realizzato in policarbonato – ci ha detto ancora Boger – la stessa plastica estremamente resistente ai graffi e soggetta ad un invecchiamento molto lento, che impieghiamo negli iPod.
Grazie a ciò siamo riusciti a realizzare un prodotto che conferisce subito un senso di qualità e che richiama in maniera esplicita proprio il nostro lettore di musica digitale.
Ma anche la maniera con cui il computer interagisce con l’ambiente e con l’utente richiama la stessa filosofia. Il design minimalista, la purezza delle linee, l’assenza di cavi, specie se si usano tastiera e mouse Bluetooth, abbinati all’uso del G5, il più potente dei processori, contribuiscono a creare un insieme che chi apprezza iPod non potrà non riconoscere come parte del suo modo di vivere”.

In effetti il nuovo iMac visto da vicino, dentro e fuori, suscita l’impressione in un tempo di cura dei dettagli, esclusività e linearità.

dscn6643Si comincia con, ad esempio, il posizionamento del bottone d’accensione nella parte posteriore, una collocazione che a prima vista pare scomoda e difficile da trovare.
“E’ in quella posizione per mantenere inalterata la linearità del design della fronte del computer. Ma il bottone è in rilievo – ci ha detto Boger – e quindi anche semplicemente passando le dita si percepisce la presenza del tasto.
E come ulteriore “indizio”, abbiamo messo la luce d’accesione sul davanti dell’iMac, in perfetta corrispondenza del tasto che si trova dietro.

Un altro dettaglio – ha continuato Boger – è il magnete che abbiamo “annegato” nella parte superiore della cornice. In questo modo si può fissare la telecamera iSight nella configurazione pensata per i Cinema Display.
Senza magnete, essendo il nuovo iMac in plastica e avendo una cornice di dimensioni variabili (il 17 e il 20 pollici sono di spessore diverso NDR), sarebbe stato impossibile collocarla nella posizione corretta oppure avremmo dovuto fornire nuovi supporti”.

Bogar illustra anche il grande lavoro fatto per bilanciare lo schermo. “L’iMac è molto più leggero della precedente versione – ha detto il responsabile del marketing – ma una cattiva collocazione dello schermo avrebbe obbligato a compiere qualche sforzo per riorientare il display. Invece nel nostro caso si passa da -5 gradi a + 10 gradi in verticale in maniera fluida”.
Anche la rotazione orizzontale è facile, questo nonostante lo schermo sia fissato in maniera da impedirla e si debba far scivolare il supporto (in alluminio anodizzato) sul tavolo. “Ma sono sicuro che da ieri sera qualche terza parte si è già messa al lavoro per studiare qualche cosa”, scherza Boger.

Lo schermo, sia nella versione a 17 pollici che in quella a 20, è in un tempo di dimensioni generose che di buona qualità. Non è però lo stesso display dei monitor Apple. “Nel caso degli Apple Cinema Display – ci ha detto ancora Boger – usiamo il meglio del mercato.
Nel caso degli iMac si tratta di buoni prodotti con componenti simili in alcuni casi a quelli dei monitor, ma più orientati a cercare il miglior rapporto tra prezzo e qualità” Differenze si riscontrano anche tra il 17 e il 20.
Il monitor del top di gamma ha un angolo visivo superiore (170 gradi sia in verticale che in orizzontale, contro 120 orizzontale e 90 verticale del modello 17 pollici).

Venendo alla componentistica interna e spcialmemte al processore Boger ha confermato quanto supposto da Macitynet nel suo articolo di ieri, si tratta del PPC 970 FX da 90 nanometri “più piccolo, meno propenso al riscaldamento e meno assetato d’energia”, ha detto il manager di Apple.

dscn6639E a proposito di riscaldamento non si può non notare il complesso sistema di raffreddamento basato su tre ventole “che operano indipendentemente l’una dall’altra – ha detto Boger – controllate dal sistema operativo che le mette in azione e ne regola la velocità a seconda della temperatura e del carico. Il numero di giri va da 400 a 2500 al minuto.

Quando l’iMac è in condizioni normali questa soluzione garantisce un disturbo sonoro bassissimo: appena 25 decibel, meno del bisbiglio che tocca i 30 decibel e meno del precedente iMac che aveva un disturbo sonoro di 27 decibel”.

Osservando da vicino l’ingegnerizzazione della parte posteriore dell’iMac si nota come sia stata ricavata una serie di condotti che portano le ventole ad espellere l’aria calda da una fessura posta nella parte alta del computer “mentre quella fresca penetra dal basso, una soluzione mutuata da Xserve – ha detto Boger – ma questa, con il colore della scheda madre, è l’unica similitudine tra le due macchine.
Il resto è del tutto diverso. L’Xserve è derivato essenzialmente dal PowerMac, l’iMac nasce utilizzando alcune tecnologie e materiali d queste macchine “pro”, ma è diverso come concezione”
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Tra le novità dell’iMac anche il lettore e (a seconda delle versioni) masterizzatore di DVD a caricamento frontale. Apple è tra le prime, se non la prima, società ad averne adottato una versione montata verticalmente e non orizzontalmente. “Abbiamo lavorato con i fornitori – ha detto Boger – per ottimizzare il software a questo scopo”.
Interessante anche l’utilizzo di Ram montate in posizione “semi-orizzontale” per ottimizzare lo spazio e l’impiego di antenne per il wireless che sono sistemate in un’area che garantisce, secondo Apple, la migliore resa di Wi-Fi il cui modulo può essere montato direttamente dall’utente. “Nel caso del modulo Bluetooth – ha detto invece Boger – ddeve essere ordinato come build to order; dopo la vendita non è più possibile acquistarlo in versione interna e si deve comprare un dongle USB”.

L’apertura dell’iMac è facile ed intuiva. “Ci sono tre viti – ci ha detto ancora il manager di Apple – che restano sempre in sede e non si possono perdere.
Una volta tolto il coperchio posteriore si arriva alla scheda madre”. Sempre sul coperchio Apple ha collocato uno schema che fornisce le informazioni essenziali su come montare e smontare la RAM.

Proprio la RAM, che nell’iMac in configurazione standard è di 256 MB ha suscitato la maggior parte delle critiche. Secondo molti utenti e parte della stampa specializzata, Apple potrebbe essere un po’ più generosa, specie a fronte di un sistema operativo non certo “morigerato” in fatto di consumo di memoria. “In realtà noi facciamo computer per l’utente medio – dice a Macitynet Boger -, certo c’è chi vuole 512 e anche 1.024 GB, ma la maggior parte degli utenti è soddisfatta con questo tipo di configurazione e riesce ad usare tutte le applicazioni che gli servono”.

Una filosofia, quella dell’ “utente medio”, che Apple ha perseguito anche per la scheda video. A chi sostiene che la GeForce FX 5200 è un po’ sottodimensionata Boger replica: “si tratta di un’ottima scheda, potente e di qualità. Certo, ci sono anche schede più veloci, ma chi vuole avere il massimo del massimo si deve rivolgere ad altri prodotti, come la Radeon 9800 e un PowerMac.

Ma l’iMac non si rivolge a questo pubblico. Abbiamo creato questa macchina per chi usa essenzialmente iLife e per questo uso la GeForce è eccezionale. I PC usano schede più potenti? Non è vero, la maggior parte dei computer PC che si rivolgono al nostro stesso pubblico usano schede meno potenti. In ogni caso il nuovo iMac nell’attuale configurazione arriva ad essere due se non tre volte più veloce dell’iMac precedente”.


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