Con le reti 5G dal 2020 il mondo di Skynet e Terminator potrebbe essere realtà

Si comincia a parlare di reti 5G, una generazione di wireless totalmente nuova, a bassa latenza ed elevate velocità che potrebbe finalmente dare il via al mondo delle cose interconnesse e "smart", rendendo possibile il mondo inquietante di Skynet e Terminator

Skynet potrebbe nascere intorno al 2020, quando arriveranno le prime reti cellulari 5G. Lo scenario di un mondo di macchine intelligenti, interconnesse, quasi autonome, anche se sperabilmente meno perfide di quelle che abbiamo visto nella serie Terminator, è stato disegnato nel corso del recente Intel Developer Forum, in una tavola rotonda dove il 5G è stato messo in connessione con la nuova generazione del networking mobile.

Le reti cellulari 5G non solo saranno in grado di aumentare di 100 volte le velocità di rete attuali, ma avranno la capacità di girare con latenze impossibili alle reti attuali, abilitando categorie di applicazioni ed esperienze utente completamente nuove, integrando tecniche wireless innovative con tecnologie di rete intelligenti e ad alte prestazioni.

Intel spiega che il 5G renderà possibile nuove capacità, come le automobili che si guidano da sole con instradamento intelligente del traffico, città intelligenti, innovazioni nel campo della sanità connessa, apparecchi domestici “smart” e molto altro ancora. L’adozione del 5G non implicherà semplicemente un aumento di velocità e di capacità, ma conferirà intelligenza su tutta la rete, per consentire a dispositivi e rete di comunicare in modo più efficiente, trasportare più velocemente dati e contenuti e condividere risorse di computing. I dispositivi e la rete dovranno funzionare congiuntamente per definire “la consapevolezza intelligente dei servizi”. Dovranno essere in grado di dare priorità alle varie azioni in base al livello di importanza ed essere abbastanza flessibili da gestire molti dispositivi con un’ampia gamma di requisiti in tema di connettività, elaborazione, potenza e latenza.

I dispositivi si evolveranno per dimensioni, formati, funzioni e capacità di elaborazione. Reti e dispositivi dovranno gestire in modo intelligente le connessioni in base a come gli utenti si spostano all’interno, all’esterno e nelle zone intermedie delle aree di copertura delle celle, nonché eliminare le interferenze provenienti dalle celle contigue.

Sempre di più, le reti dovranno essere progettate in funzione delle caratteristiche di flessibilità, efficienza e scalabilità, per gestire la rapida crescita nel numero e varietà dei dispositivi connessi nell’Internet delle cose, tra cui tecnologia indossabile e servizi come la realtà aumentata. Tutto ciò richiederà un nuovo spettro wireless e una maggiore efficienza della rete.

Intel sta sviluppando tecnologie di accesso radio wireless e di elaborazione dei dispositivi per PC, smartphone, tablet, indossabili e per altri dispositivi e sensori connessi. Nell’ambito di questa attività, l’azienda sta mettendo a disposizione una piattaforma aperta per gli operatori di rete e sta investendo nella trasformazione della rete in quattro aree chiave, tra cui i progressi in tema di open source e standard, l’abilitazione di piattaforme di rete aperte, la realizzazione di un ecosistema aperto basato su architettura Intel e l’accelerazione di prove sul campo e implementazioni.

Collaborazioni sono in corso con Nokia, NTT DOCOMO ed SK Telecom per condurre test sperimentali sui chipset per telefoni, sviluppare e verificare tecnologie 5G. Intel fa sapere che sta partecipando a sette progetti di ricerca nell’ambito della 5G Public Private Partnership (5G-PPP); la società è il coordinatore di Flex5GWare, un progetto che comprende 17 partner suddivisi tra industria e mondo accademico per svolgere ricerche sui componenti chiave al fine di abilitare piattaforme di comunicazioni flessibili e riconfigurabili per servizi e applicazioni mobili 5G.

Tra i campi di utilizzo del 5G ci saranno certamente anche dispositivi personali e anche vestibili, alcuni in maniera “estrema”. Secondo Alex Choi, chief technology officer dell’operatore mobile coreano SK Telecom, i sensori potrebbero anche diventare parte del corpo umano: «qualcuno potrebbe anche voler diventare Terminator», ha detto Choi.

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