La nouvelle vague Apple

Esame superato a pieni voti da Tim Cook e dai suoi: dopo mesi di difficoltà e di dubbi sulla tenuta dell'attuale formazione di Apple, rimaneggiata quattro mesi fa con l'esclusione di Scott Forstall, al primo importante appuntamento il gruppo convince e vince

La nouvelle vague Apple

Era la prova più attesa. Il test per capire se la Apple del post Steve Jobs e del post Scott Forstall (pedina che Jobs considerava fondamentale per Apple, al punto da averlo imposto contro la volontà e l’apprezzamento della maggior parte dei suoi) stava in piedi oppure no. La risposta è una sola e molto chiara: Apple ha tenuto, Tim Cook ha convinto e quindi Jony Ive ha vinto la sua personale scommessa: riuscire a progettare interfaccia e software con lo stesso successo con cui ha progettato hardware fino a ieri. O per meglio dire anche oggi, considerando lo straordinario Mac Pro che il vostro cronista ha avuto l’opportunità di toccare alla WWDC nei minuti immediatamente successivi alla fine del keynote.

Apple ha convinto il pubblico a cui tiene di più, quello degli sviluppatori, coloro i quali sono in grado di trasformare un prodotto in un intero ecosistema di applicazioni e usi possibili. Apple ha convinto dimostrando che è in grado di evolvere – come ad esempio è il caso con i nuovi MacBook Air e le nuove AirPort Express, o addirittura Mavericks OS X 10.9 – ma anche di rivoluzionare ancora. E Mac Pro assieme a iOS 7 sono i due esempi più eclatanti di questo fatto.

Lo ha ben riassunto Phil Schiller verso la metà del keynote, quando ha dichiarato sul palco: «we don’t innovate my ass», tradotto in termini molto prosaici: «Per quelli che ci dicono che non siamo più in grado di innovare… “sto cacchio!”», chiudendo con sei mesi di polemiche, con neanchce troppo velati attacchi al valore dell’azienda e alla capacità di tenuta del suo leader, Tim Cook, che alcuni già davano in uscita entro sei mesi.

Adesso occorre aspettate le prossime settimane per veder realizzare le promesse di iOS 7 e di OS X 10.9. Soprattutto il primo ha il potenziale di rovesciare la nostra vita, condotta sempre più attraverso apparecchi come iPad e iPhone. Il nuovo sistema operativo non è semplicemente un modo per “togliere elementi” all’interfaccia semplificandola, ma per portare ordine nella complessità. Ogni nuova metafora, ogni nuova possibilità aggiunta da Apple con la sua interfaccia è un gesto che apre la strada a mille conseguenti applicazioni nella vita di 600 milioni di utilizzatori. Quello che la Apple di Tim Cook e di Jony Ive hanno dimostrato oggi qui a San Francisco, nel Moscone Center West, è proprio questo: ogni gesto conta, e Apple sta facendo in modo che sià così per tutti, a partire dalla cura che ci mette lei. I risultati sono convincenti, cinquemila sviluppatori in piedi ad applaudire sono là per dimostrarlo.

wwdc 2013