Home ViaggiareSmart L'autostrada di Brescia in Wi-Fi

L’autostrada di Brescia in Wi-Fi

Tra i caselli di Brescia Centro e Manerbio i responsabili della A21 (Brescia-Piacenza) hanno installato una rete Wi-Fi (lo standard di AirPort e AirPort Extreme, per i prodotti Apple) sperimentale che copre una ventina di km, destinata alla comunicazione e localizzazione dei mezzi mobili dei tecnici, manutentori e addetti all’assistenza della società  che gestisce la tratta, la Autostrade Centro Padane di Cremona.

Marco Gruppi, coordinatore degli impianti tecnologici, ci ha spiegato di che si tratta: “sfruttando i due caselli in questione e due pannelli a messaggio variabile (foto a lato) disposti lungo la tratta, a distanza più o meno equivalente, abbiamo creato un collegamento wireless finalmente efficiente su poco meno di 20 km, tempo prima avevamo provato a fare la stessa cosa in tecnologia GSM/GPRS ma i risultati sono stati insufficienti perché in caso d’emergenza queste reti sarebbero potute non essere disponibili e perché i costi d’esercizio erano molto elevati”.

Questo tratto di autostrada, come la gran parte di tutta la rete nazionale, è equipaggiato con una rete in fibra ottica e una analogica per le comunicazioni, la prima o è una gigabit Ethernet o una SDH, la seconda viene utilizzata per una xDSL approntata per le comunicazioni tra i vari punti di interconnessione e alla quale vengono collegate anche le telecamere di sorveglianza degli snodi. Ovunque finora si sia voluto accedere alla rete era necessario preparare un punto d’accesso dedicato e questa era una complicazione, soprattutto perché tali punti erano fissi e non trasportabili all’istante nel luogo interessato, per esempio il luogo di un incidente o di manutenzione.

Su questo tratto di autostrada con quattro access point Avaya (i due caselli e i due pannelli a messaggio variabile) circolano quattro automezzi dotati di videocamera PTZ con client Wi-Fi (Avaya con antenna omnidirezionale 5 dBi) in standard 802.11b (802.11g potrebbe essere una futura evoluzione) e il sistema funziona anche in movimento, tra i 20 e gli 80 km/h.

Sopra i due caselli sono state posizionate due antenne direzionali 12 dBi (una all’altezza di 15 metri e l’altra a 27 metri) dirette verso i pannelli a messaggio variabile e su questi invece due antenne omnidirezionali 10 dBi, ad ogni punto d’accesso è collegato un box IP55, il più possibile vicino all’antenna, per ridurre l’attenuazione, la rete HDSL viaggia a 2 Mbit/secondo.

Sono stati verificati alcuni decadimenti della disponibilità  della rete wireless tra i punti d’accesso, lo stesso in caso di gallerie (attenuazione tra i 3 e i 6 dBi), meno l’area è urbanizzata e meno interferenze insistono sulla rete. L’applicazione che più risente del decadimento della rete è lo streaming video codificato in MPEG4, comunque anche questa soluzione ha funzionato nella tratta Wi-Fi.

La sicurezza della rete è assicurata dall’implementazione di tecnologie crittografiche a 128 bit e alla lista fissa dei MAC address utilizzati dall’azienda per la rete privata.

Nessuno nella società  autostradale cremonese pensa ancora ad applicazioni pubbliche ma solo ad usi interni alla propria rete, certo non è escluso che tra qualche mese, finita la fase sperimentale e, soprattutto, grazie ad una nuova e più semplice normativa delle reti Wi-Fi pubbliche, si possa anche immaginare una fruizione da parte dei guidatori dei veicoli circolanti.

A tale proposito citiamo l’esperienza nord americana di servizi come quello delle stazioni di servizio Flying J/TON Services (165 hot spot) o di Truckstop (60 ora e 3.000 “HotStops” entro due anni), espressamente create per i camionisti che effettuano in USA e Canada viaggi di molte migliaia di km con i loro imponenti truck.

Con un trasporto italiano in gran parte (nostro malgrado) incentrato ancora su gomma, è presumibile che tali necessità  tecnologiche possano diventare future richieste anche qui: immaginate, peraltro senza troppi sforzi, di rimanere bloccati nel traffico per diverse ore senza poter comunicare via Internet o con l’azienda (magari per ricevere una email con un percorso alternativo) o con i familiari (magari rassicurandoli con una videoconferenza con iChat e iSight), oppure semplicemente per conoscerne l’oscuro motivo, e poi se ne riparla.

La Autostrade Centro Padane illustrerà  il progetto durante l’ITS – Intelligent Transport Systems di Budapest (24-26 maggio).

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