L’idea che le VPN consumino rapidamente la batteria dello smartphone è uno dei motivi più comuni per cui molte persone scelgono di non tenerle attive. Una ricerca indipendente di West Coast Labs dimostra che questa convinzione deriva da un limite nel modo in cui gli smartphone calcolano il consumo della batteria, e non dal reale consumo delle app VPN.
West Coast Labs ha eseguito un test completo che simulava un’intera giornata di utilizzo dello smartphone — dal sonno, al tragitto casa lavoro, al lavoro e a casa — su sei dispositivi con la VPN sempre attiva, ripetendo poi lo stesso identico test senza la VPN. Utilizzare NordVPN ininterrottamente per 24 ore ha aumentato il consumo giornaliero della batteria di appena l’1,4% su Android e dell’1,8% su iOS. Su uno smartphone Android di fascia alta, questo significa dover ricaricare il dispositivo solo circa mezza giornata prima nell’arco di un mese.
“Il consumo della batteria è uno dei principali motivi per cui molte persone evitano di utilizzare una VPN”, spiega Marijus Briedis, Chief Technology Officer (CTO) di NordVPN. “Volevamo verificare se questo mito avesse un fondamento e abbiamo scoperto che, nella maggior parte dei casi, non è così. Il tuo telefono fa sembrare il consumo della batteria da parte della VPN molto più elevato di quanto non sia in realtà.”
Cosa mostra davvero la schermata del consumo della batteria
Quando una VPN è attiva, tutto il traffico Internet del dispositivo passa attraverso di essa. Android e iOS attribuiscono tutto questo traffico all’app della VPN. Di conseguenza, il consumo della batteria dovuto allo streaming di un video, al caricamento di una pagina web o alla consultazione delle email viene attribuito alla VPN, anche se queste attività consumerebbero la stessa quantità di batteria anche senza di essa.
Durante un’ora di streaming, la schermata del consumo della batteria ha attribuito a NordVPN, in media, circa il 49% del consumo energetico della sessione su tutti i dispositivi testati. Le misurazioni effettuate con strumenti hardware, che rilevano l’effettivo assorbimento di corrente, hanno mostrato che il consumo aggiuntivo reale dovuto alla VPN era compreso tra l’1,6% e il 2,1%. In pratica, è emerso che la schermata del consumo della batteria non misura l’energia realmente consumata, ma si limita ad attribuire il traffico dati.
Anche nello scenario peggiore, che simulava il tragitto quotidiano, l’impatto è rimasto trascurabile
Uno degli scenari in cui si ritiene che una VPN consumi più batteria è durante gli spostamenti, quando lo smartphone perde e riacquista continuamente la connessione passando dal Wi-Fi alla rete mobile e viceversa. West Coast Labs ha simulato un tragitto di due ore su tutti e sei i dispositivi testati, effettuando automaticamente un passaggio tra reti Wi-Fi e rete mobile circa ogni nove minuti.
Anche in queste condizioni, il consumo aggiuntivo per ogni cambio di rete con il protocollo predefinito di NordVPN è rimasto contenuto: 5,1% su Android e 6,8% su iOS, valori ampiamente inferiori alla soglia del 15% fissata per il test. Inoltre, NordVPN si è ricollegata con successo in oltre 99 cambi di rete su 100, sia su Android sia su iOS.
La reputazione secondo cui le VPN consumano molta batteria appartiene a tecnologie ormai superate
Gran parte delle preoccupazioni sul consumo della batteria da parte delle VPN deriva da OpenVPN, un protocollo del 2001 sviluppato molto prima che l’efficienza energetica dei dispositivi mobili diventasse una priorità. West Coast Labs ha confrontato (PDF) il protocollo predefinito di NordVPN, NordLynx, con OpenVPN, rilevando che NordLynx consuma il 31% di batteria in meno per ogni unità di dati trasferiti su Android e il 24% in meno su iOS.
La differenza dipende dall’architettura del protocollo. NordLynx è basato su WireGuard e utilizza moderni metodi di crittografia che richiedono una quantità significativamente inferiore di elaborazione per ogni pacchetto di dati. Durante la fase di trasferimento attivo dei dati, NordLynx ha mantenuto l’utilizzo della CPU intorno al 6% su Android. OpenVPN, invece, ha richiesto un utilizzo superiore al doppio.
Quando il telefono è inattivo ma la VPN rimane connessa, il consumo aggiuntivo in background è inferiore allo 0,5% della capacità della batteria all’ora, sia su Android sia su iOS.
“Le persone meritano di poter fare scelte consapevoli sulla propria sicurezza online. Se il consumo della batteria era il motivo per cui qualcuno evitava di usare una VPN, speriamo che questo rapporto contribuisca a fugare definitivamente ogni dubbio. Nell’uso quotidiano, l’impatto è praticamente impercettibile. La privacy e la sicurezza non dovrebbero comportare un compromesso che, come dimostrano i risultati, in realtà non è mai stato un vero problema”, conclude Briedis.


















